LE FOTO DEI PEDOFILI 8.

Caruccio.

Lo chiamavano il parroco ragazzino. Per quella sua tenera aria innocente così mite, ed il ciuffo svolazzante (…). Certo la gente, anche oggi a distanza di quasi un anno, dopo la classica levata di scudi in suo favore, è ancora sbigottita:
”proprio lui che aveva riportato i ragazzini chiesa!”. Proprio lui che però adesso “non vogliamo mai più rivedere”. Lui si chiama Roberto Volaterra, trentenne parroco in un piccolo anonimo paese del Piemonte che per più di un anno ha molestato uan bimba di poco più di 10 anni, aggiungendo alle violenze lettere e telefonate oscene.

P.S.: Chissà perchè questa storia mi sembra di cosncoerla. Forse ce n’è una uguale identica? Mah!. 

3 Commenti a “”

  • utente anonimo:

    Forse ce ne sarano altre.. Ma ci sono anche storie di libertà, storie dove prevale la volontà di guardare oltre, oltre l’immediato, oltre la meschinità, oltre il già detto, oltre il pre-giudizio. E dove gli sguardi sono chiari e ci si vede dentro, senza barriere. Ci sono incontri che ti lasciano dentro il cuore la leggerezza: Ci sono Persone che sanno vivere la dimensione dell’Ascolto. E questo è già un mondo nuovo. Alla faccia della Paura.

    Vitaliana

  • NEL DUBBIO.

    TG-COM/ANSA

    Bimba molestata, il parroco ammette

    “Per lei avevo perso la testa”

    Non c’è stato nessun errore, nessuna calunnia: don Roberto Volaterra, il parroco 36enne di Castagnole Piemonte arrestato per molestie su una bambina, davanti al gip di Pinerolo ha ammesso tutto. Il sacerdote ha inanellato una sfilza infinita di “Sì, è vero” alle accuse del magistrato, spiegando di aver perso la testa per la ragazzina: “Mi sono innamorato, e lei è diventata un’ossessione”. Poi , andandosene dal tribunale, ha sussurrato: “Pagherò”.

    Il religioso, arrestato giovedì scorso con l’accusa di aver abusato di una ragazzina delle scuole medie che lui aiutava nei compiti di matematica a casa, davanti al gip che l’ha interrogato non ha cercato minimamente di sfuggire alle sue responsabilità. Ha ammesso di aver toccato la bambina sul seno e nelle parti intime mentre le dava ripetizioni, ha ammesso di aver scritto alla ragazzina quelle lettere che gli investigatori hanno ritrovato: 18, dalla primavera 2002 all’estate 2003.

    E proprio in quella corrispondenza gli inquirenti ritengono che ci sia la prova della violenza, del fatto che la bimba cercava, senza riuscirci, di respingere il parroco: “Anche se tra noi ci sono ventitré anni di differenza – scrive infatti don Roberto in una di queste lettere – e anche se tu me lo rinfacci ogni volta, io sto troppo bene con te. Per questo ti cerco ancora”. Poi, nell’ultima lettera, il tentativo del religioso di troncare: “Non dobbiamo più vederci. Devo farmi un esame di coscienza”.

    Davanti al gip, il parroco ha ammesso tutto. Tutto tranne le sei telefonate a luci rosse che, effettuate la sera del 18 gennaio, sono state ascoltate anche dai genitori della bambina e hanno fatto scattare l’arresto. Don Roberto dice di non averle mai fatte, quelle telefonate, e nega anche Luciano Sismondi, il giovane educatore della parrocchia che, accusato di aver palpeggiato la ragazzina in due occasioni e di aver preso parte alle telefonate sconce, è agli arresti domiciliari.

    Per chiarire il mistero la Procura ha disposto l’acquisizione dei tabulati telefonici. E intanto al parroco sono stati concessi gli arresti domiciliari in una comunità religiosa. Ma lui spiega chiaramente di non voler sfuggire alla sua pena: “Ho sbagliato, e pagherò per le mie colpe

  • utente anonimo:

    Uomo coraggioso. Segno che l’uomo c’è. Peccato che il suo essere anche maschio sia stato così terribile… così pieno di confusione. Alla bimba la richiesta di perdono permetterà un minimo di recupero.. ci vorrà un Amore grande. Quando vengo a conoscenza vorrei inventare un sistema di accumulo di affetto, di tenerezza , per distribuirne, per trovare qualcuno che insieme a me ne riempie depositi interi… e averne a disposizione più del richiesto e… abbracciarli tutti questi bimbi feriti,oltraggiati dall’egoismo di adulti che pensano sempre e solo a se stessi… e vorrei gridare forte forte per far tacere quell’insano tentativo di rubare le anime…

    Vitaliana

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