NO COMMENT: SE NON PER TORNARE AD URLARE VERGOGNAAAAAAAA, VOGLIAMO UNA CHIESA PULITA.

Pedofilia negli USA, 1000 nuove denunce e 750 preti coinvoltiNEW YORK – Una nuova valanga di accuse di pedofilia si è abbattuta sulla Chiesa Cattolica americana: la Conferenza Episcopale ha reso noto di aver ricevuto nell’ultimo anno 1.092 accuse di molestie sessuali contro almeno 756 tra preti e diaconi.

Metà dei preti accusati lo scorso anno erano stati denunciati in precedenza per abusi, ha detto Kathleen McChesney, direttore esecutivo dell’ufficio della Conferenza Episcopale per la protezione dei minori.

4 Commenti a “”

  • utente anonimo:

    Speriamo ardentemente che in un futuro non troppo lontano anche certi preti delle diocesi italiane rei di aver commesso certi abusi possano venire allontanati definitivamente dalla società. Tutti noi auspichiamo che la Chiesa sana e pulita che ha tra i suoi compiti quello di educare i nostri figli abbia il coraggio di gettare nella spazzatura le sue mele marce. Sarebbe un gesto di assoluta civiltà, un gesto che forse avvicinerebbe ad essa anche chi, come noi, in questo momento sta perdendo l’amore ai valori che la Chiesa stessa ci ha insegnato.

    Certo è che il coprire certe brutture “per il bene della Chiesa” come qualche eminente “vescovucolo” senza dignità ha fatto e fa tutt’ora, non giova per primo alla Chiesa stessa.

    Saluti da:

    PierMario, Armando, Stefano, Amerigo, Matteo (….e chi più ne ha…più ne metta….)

  • utente anonimo:

    Salve Frassi

    Siamo un gruppo di genitori che hanno partecipato ad alcune sue conferenze, abbiamo sentito parlare molto male di lei dire che è un ciarlatano e un visionario .

    Abbiamo anche saputo che un medico di nostra conoscenza (che sarebbe meglio pensasse più ai propri pazienti ) fa parte di un comitato , il quale oltre che difendere persone indagate per pedofilia, secondo loro innocenti ,vi accusano di terrorizzare la gente con i vostri convegni.

    Non ci sentiamo affatto terrorizzati ,anzi grazie a voi abbiamo capito tante cose , non sapevamo neanche cosa volesse dire pedofilia prima di partecipare ai vostri interessanti convegni (peraltro gratuiti), e per questo vi ringraziamo.

    Calunniare così la vostra associazione, è veramente una vergogna

    Riguardo a questo comitato scusate ma non riusciamo a capire…, è stato creato per difendere indagati o per sparare sulla vostra associazione,….è forse l’antiprometeo?e poi come fanno a essere così certi dell’innocenza di queste persone?

    Se sono indagate ci sarà pure un motivo no?!…

    Questa cosa ci fa molto pensare.

    Ci metteremo presto in contatto dato che ci piacerebbe organizzare un nuovo incontro nel nostro paese .

    Saluti

    Liberi di scrivere

  • utente anonimo:

    La domanda nasce spontanea:

    “CHE MONDO SAREBBE SENZA…PROMETEO?”

    ……………………………….

    Grazie di tutto, che lottate sempre e comunque, che informate, che aiutate la gente a capire, che aiutate i bimbi e le rispettive famiglie,che……

    Prometeo e Frassi fanno paura a tanti, perchè semplicemente dicono la verità.

    Grazie di esistere!

    Barbara

  • utente anonimo:

    Volevo segnalare questo articolo riguardante purtroppo uno sfruttamento e una violenza sui bambini di cui non si parla, a testimoniare come in fondo i bambini (tutti o solo stranieri?) per l’informazione “sono poca cosa” (!!!) (dal sito di Emergency):

    “Iraq – 21.2.2005

    Parlano le famiglie dei bambini rapiti

    I rapimenti di bambini non attraggono i media, ma segnano le loro vite e non solo

    Le famiglie irachene i cui bambini sono stati rapiti e poi rilasciati dopo il pagamento di un grosso riscatto affermano di incontrare grosse difficoltà nell’aiutare i bambini a riprendere una vita normale. Il crimine violento dilaga in Iraq, ma i casi che coinvolgono gli iracheni raramente attraggono l’attenzione dei mezzi di comunicazione internazionali.

    Ci sono poche famiglie a Baghdad che non abbiano esperienza di un parente o un amico che sia stato rapito. Ma è il rapimento di bambini che ha scosso le coscienze di Baghdad, inducendo molte famiglie a obbligare i propri bambini a stare lontani dalle scuole. Il figlio di otto anni di Um Omar è stato rapito mentre lasciava la scuola. “Abbiamo dovuto pagare 30mila dollari per farlo liberare,” ha detto la donna. E’ stato liberato dopo aver passato dieci giorni con i suoi rapitori. “Era stato picchiato pesantemente e sul suo corpo c’erano bruciature recenti causate da mozziconi di sigaretta,” ha detto. “Ora ha molta paura di uscire o di giocare con i suoi amici fuori di casa. Parla poco.” “Ho dovuto portarlo dallo psichiatra che mi ha detto che il suo stato è dovuto allo shock e alle minacce che ha ricevuto durante il suo rapimento,” ha detto Um Omar.

    Un’altra madre, che ha rifiutato di dire il suo nome, ha detto che suo figlio era stato rapito davanti a casa. I rapitori, ha detto la donna, hanno chiesto 50mila dollari, che sono stati quasi impossibili da trovare. La famiglia ha dovuto negoziare il riscatto e il bambino è stato rilasciato dopo cinque giorni. Un uomo dal distretto esclusivo di Zaiytuna ha detto che il figlio di nove anni di suo fratello era stato rapito e liberato dopo il pagamento di un grosso riscatto che ha rifiutato di quantificare. L’uomo, che ha chiesto l’anonimato, ha detto che il ragazzo è stato ritrovato “in orribili condizioni” alla periferia di Baghdad. “Abbiamo scoperto che non poteva più parlare e abbiamo dovuto portarlo all’ospedale. Ora è spaventato e trema se qualcuno dice la parola ‘rapimento’ o un sinonimo, davanti a lui”, ha detto.

    Jabar Khaleel ha detto che il comportamento dei suoi bambini e di quelli nel quartiere Jadida di Baghdad, dove un bambino è stato rapito, sono cambiati completamente. “Tutti i bambini nella nostra zona hanno paura di aprire la porta ora, anche se sanno chi sta bussando o suonando il campanello e, se sono fuori in strada, corrono a casa se vedono un estraneo,” ha detto Khaleel.

    I rapitori ricorrono adesso alla tecnologia per obbligare le famiglie a soddisfare le loro richieste. Faris Amer ha detto che poco dopo il rapimento di suo figlio i rapitori gli hanno inviato dei Cd nei quali avevano fotografato suo figlio e le sue sofferenze. “I Cd mostravano sia le torture fisiche che quelle psicologiche a cui stavano sottoponendo mio figlio. Hanno trasformato la nostra vita in un inferno,” ha detto Amer. “Hanno aumentato la tensione su di noi usando i Cd e alla fine abbiamo dovuto obbedire ai loro ordini per far liberare nostro figlio,” ha aggiunto. Nihad Ibrahim dice che mentre i casi di rapimento sono troppo numerosi da raccontare ora, le autorità non hanno fatto nulla per punire gli autori o per aiutare le vittime e le loro famiglie. “Certo, i nostri figli saranno spaventati dai rapimenti. Chi non lo sarebbe?,” ha detto Ibrahim.

    Naoki Tomasini ”

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