I NUOVI SCHIAVI.

Ritorno da Roma e riscontro quanto la città sia incredibilmente piena di mendicanti.

Quasi tutti storpi, stanno praticamente ovunque.

Pochi giorni fa due ragazzini sono stati rapiti fuori dal centro di accoglienza per mendicanti realizzato dal Comune di Roma (primo in Italia!):

la mafia dei mendicanti li avrebbe riportati a Bucarest per punirli e poi li avrebbe destinati ad un’altra città europea, sempre per il business dell’accattonaggio. Fortunatamente la polizia è riuscita a bloccare il tutto.

Sull’argomento riporto un mio articolo, apparso un po’ di tempo fa, che destò molto clamore a Bergamo e fece intervenire le istituzioni, fino ad allora immobili ed assenti:

<< Mi sono trovato più volte a raccontare l’esperienza dei bambini di strada della Romania.

Oltre ai vari progetti creati con l’Associazione Prometeo, ho dedicato loro pure un libro, “I bambini delle fogne di Bucarest”, che ha avuto il privilegio di raccogliere le loro inascoltate voci e portarle nelle case di mezz’Italia, facendo nascere quella consapevolezza e quella sensibilità oggi fondamentali, per poter fermare le atroci violenze alle quali questi piccoli sono sottoposti.

Piccoli che vivono sottoterra, in mezzo alle fogne, tra i topi e gli escrementi, incatenati alle pareti degli istituti pronti per essere “affittati” al predatore straniero in cerca di forti emozioni, o abbandonati dentro ad un cassonetto, come fossero ingombrante immondizia.

Sembravano questi orrori, troppo grandi per essere veri ed invece, come sempre, la realtà superava di gran lunga anche la più feroce fantasia, andando ogni giorno ad accrescere questo triste campionario di violenza e sopraffazione. Oggi assistiamo infatti ad un nuovo fenomeno, nuovo per la nostra città, già surclassato per altre:

la tratta degli storpi. Ragazzini, ma anche adulti ed anziani con gravi malformazioni “aggiunte” a quelle che magari Madre Natura ha già generosamente donato loro e che vengono “esportati” per essere piazzati fuori da una stazione o di fronte ad una chiesa, con l’intento di raccogliere quanti più soldi possibili. Soldi che poi dovranno dare ai loro aguzzini che solitamente li tengono reclusi, letteralmente a pane ed acqua, in condizioni umanamente inaccettabili in un paese che si consideri civile. Questi figli di un Dio minore giungono in Italia (ma anche Francia e Spagna) passando la frontiera clandestinamente stipati dentro grandi tir. Non mi interrogherò ora su quanto menzognere siano le frontiere rumene, poiché ho già avuto più volte modo di sperimentare in prima persona il tasso di corruzione e di ipocrisia che le pervade, avendo dovuto, tra le tante, lo scorso Natale in occasione della consegna di un container pieno di aiuti umanitari, produrre un attestato di “sterilizzazione avvenuta delle gonne per bambine”, ma mi chiedo come le autorità italiane, o nello specifico quelle locali, possano tollerare che tutto questo accada. E lo chiedo denunciando un secondo traffico, parallelo a quanto appena citato, quello degli “argati”, bambini acquistati in Moldavia per pochi dollari che vengono portati in Italia, insieme alle grandi carovane degli zingari, per essere introdotti nel giro della micro criminalità e della pedofilia. Gli stessi, probabilmente, che zelanti “famiglie” affittavano nel campo nomadi di Bergamo alcuni mesi fa e di cui le cronache si occuparono frettolosamente, troppo frettolosamente, ancora una volta per non disturbare il sonno di certi adulti (quelli che magari il campo lo “gestivano”!?) e “fregandosene” degli interessi dei bambini, o ancora, quelli stessi che troviamo la sera “sui marciapiedi” di alcune zone tristemente note della nostra città.

Chiedo pubblicamente dalle pagine di questo giornale,  sollecitando cortesemente una risposta, come mai ad esempio i vigili urbani  non intervengano togliendo dalla strada (e dal racket!) questi poveri soggetti:

sono forse troppo impegnati ad arrestare ogni giorno frotte di poveracci intenti a vendere accendini contraffatti, che hanno la colpa di costare il giusto prezzo?!

Ed ancora, mi chiedo cosa stiamo facendo le “rinomate “ Caritas locali e se abbiano al loro interno dei progetti di intervento per gli stessi, progetti che prevedano un primo soccorso, una sistemazione di fortuna, un intervento sanitario, e poi una progettualità per quello che (in Italia o nel loro paese d’origine) dovrà essere il loro futuro.

Me lo chiedo ogni giorno, quando incontro al semaforo, i bambini e gli storpi che chiedono l’elemosina (soprattutto in zona Boccalone, chissà mai perché………).

Me lo chiedo come cittadino, indignato e stanco di essere preso per i fondelli da questa triste ipocrisia. Me lo chiedo come responsabile di una libera e seria Associazione, che ha fatto dei diritti dei bambini, la propria scelta di vita.

Resto in attesa. Ho imparato ad aspettare, ma anche a non mollare.

Massimiliano Frassi – Presidente Associazione Prometeo >>

Lascia un Commento

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe