IL SONNO DELLA RAGIONE.

Nel Tg delle 12,30 la notizia ha avuto molto meno spazio di quello riservato alle crisi isteriche dei poveracci reclusi “nella casa del G.F.”. La concorrenza con gli schiamazzi isterici e le flatulenze d’altronde non lasciava margine di competizione.

Voglio sperare che probabilmente, la brevità della comunicazione, sia da imputarsi al fatto che la notizia era stata da poco “battuta” dalle agenzie e quindi alla redazione servisse tempo per “saperne un po’ di più”.

Lo stesso vale per il mio commento: al momento non ho ancora contattato nessuno dei nostri referenti in quel di Roma e mi baso, SOLO, su alcuni lanci di cronaca arrivati in sede.

La notizia comunque resta nella sostanza questa:

“una bimba di origini rumene, di 6 (SEI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!) anni d’età è morta in un ospedale romano per arresto cardiaco. I medici che non sono riusciti a salvarle la vita hanno riscontrato sul suo corpo lividi e cicatrici, a testimonianza dei numerosi abusi e maltrattamenti subìti.”

Chissà per quanto tempo ancora dovremo sentire notizie così.

Per quanto tempo ancora l’indignazione sarà retaggio di pochi a scapito del complice silenzio di molti? Forse per sempre

Poiché stanchi dei quotidiani orrori che ci vengono propinati in tutte le salse, abbiamo probabilmente abdicato al nostro ruolo di esseri umani, in favore di un più comodo e (in)decoroso sonno. Quel sonno della ragione che come diceva Goya, “produce monstruos”, “genera Mostri”.

Un Commento a “”

  • utente anonimo:

    Un affettuoso abbraccio. Arrivederci piccola cara, in un cielo finalmente impido: ti stringerei a me se potessi e allora stringo i miei piccoli e racconto loro favole che vorrei ascoltassi anche tu. Quando arriverò anch’io dove tu sei già ti cercherò e correrò anche con te, in un grande girotondo, per contare le foglie che cadono dagli alberi e le onde del lago che sarà per sempre argentato… Marinella

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