NO COMMENT – Non cancellate il mio mondo……

Pesco tra le notizie di ieri……

Pedofilia: arrestato a Roma il “mostro” di Tor Tre Teste

ROMA – Arrestato a Roma il cosiddetto “mostro” di Tor Tre Teste, un presunto pedofilo 68enne in attività da mesi. L’uomo, secondo i carabinieri, trascorreva le sue giornate nei pressi dei parchi giochi del quartiere Tor Tre Teste dove studiava abitudini e orari delle proprie vittime. Nella perquisizione della sua abitazione sono stati rinvenuti oggetti, fotografie e filmini girati con numerosi minorenni. L’indagine e’ partita grazie alla testimonianza di due di loro. (Agr)

Pedofilia: filmava bambini in situazioni erotiche, 70enne fermato

PERUGIA – Grazie alla segnalazione di un cittadino, e’ stato fermato dai carabinieri, in un parco di Perugia, un 70enne di Roma in possesso di materiale video pedopornografico che realizzava nella sua abitazione. Da anni l’uomo, incensurato, adescava bambini e adolescenti e li riprendeva impegnati in giochi erotici. E’ ora accusato di violenza sessuale. (Agr)

Prete latitante accusato di pedofilia dice messa in Liguria

Londra – Un prete cattolico arrestato nel 1996 in Gran Bretagna per pedofilia e successivamente fuggito mentre si trovava in libertà su cauzione è stato ritrovato dopo sette anni di latitanza a dire messa in una chiesa in Liguria. La storia è stata pubblicata oggi dal Times, e racconta di Padre Yousef Dominic, originario del Pakistan, raggiunto da un mandato di cattura dopo essere scappato da centro per uomini di chiesa con problemi legati al sesso e alla droga dove era in libertà provvisoria.  A distanza di sette anni si trova nella diocesi di Savona-Noli, su autorizzazione dell’Arcidiocesi di Lahore, concessa per motivi di studio. Alcune foto pubblicate dal giornale lo ritraggono mentre distribuisce la comunione nella chiesa di Nostra Signora della Concordia Albissola Marina, in provincia di Savona, ma il suo arcivescovo, Lawrence Saldanha, smentisce che stia svolgendo lavoro pastorale, men che mai con i bambini.

5 Commenti a “”

  • utente anonimo:

    non sono più una bambina..

    ormai ho 20 anni..

    l’hanno scorso al mio paese hanno arrestato due suore dell’asilo per pedofilia. Ovviamente quasi tutti i giornali hanno taciuto la notizia.

    io andavo all’asilo di queste suore e una di loro l’odiavo.. ogni volta che dovevo passare delle ore con lei mi inventavo strani dolori per scappare in cucina a bere la camomilla e saltare “la lezione”..

    fin qui nessun problema. crescendo mi sono e mi sto accorgendo di come io abbia paura del contatto sessuale e di come eviti d’avere storie con ragazzi per paura del contatto fisico..

    e così mi sono chiesta se la mia paura del contatto potesse essere riconducibile alla faccenda della suora pedofila..

    sono confusa ma soprattutto ho paura e vergogna di confidare a qualcuno che mi conosce questo sospetto, che potrebbe essere fondato.. ma che purtroppo non potrà mai essere confermato in quanto io non mi ricordo più nulla dei tempi dell’asilo..

    scusate per lo sfogo..

  • no cara,

    non accetto le scuse…………………..nel senso che NON devi chiedere tu scusa. ma semmai lo dovrà fare qualcun altro.

    mi piacerebbe sentirti in forma privata e per ora ti mando un abbraccio grande come il tuo cuore.

    massimiliano

    maxfrassi@yahoo.it

  • utente anonimo:

    ma che vergogna!! certi preti compreso il parroco del mio paese dovrebbe leggere questi articoli, che vergogna , il vescovo di Boston poi , qui in italia , VERGOGNA.

  • utente anonimo:

    Leggo queste parole e penso a ciò che sto passando io, alla mia rabbia, alla mia disperazione come madre di una vittima.

    Vado così a ricercare nella memoria ciò che non è ancora inghiottito dall’oblio ma che è ancora lì in disparte e trovo la serenità che la mia famiglia aveva tre anni fa, il dolore di dopo, e penso poi alla serenità e alla gioia che ritrovo ora negli occhi di mia figlia.

    Solo allora mi consolo e sono in pace………………poi mi ripeto basta solo una sentenza ora, perchè tutto sia finito!

    Certo tutti sappiamo che da quell’aula non uscirà la verità tutta, non uscirà la giustizia che si meritano i bambini, ma solo quello che leggi assurde e abili predatori permetteranno.

    Passo lunghi minuti ad immaginare quel giorno con l’ottimismo che mi appartiene, e per molti eccessivo.

    Aspetto una pena, aspetto di vedere i loro visi quando verrà letta la punizione di noi uomini, perché poi quella vera solo a Dio spetterà, come il perdono perché da parte mia mai potrà esserci.

    ….ma forse tutto questo è un sogno, anche perché una sentenza non cancellerà tutto, in noi rimarrà una cicatrice.

    Quello che voglio dire ai genitori che vivono o hanno vissuto il nostro stesso incubo è che alla fine la ferita diventa una cicatrice da poter guardare senza provare lo stesso dolore, perché a me questo è successo, dopo una terribile fatica vedo la mia bimba con gli stessi occhi di tre anni fa, con la stessa gioia.

    I ricordi, certo, a volte ritornano ma lei riesce ad affrontarli con la giusta distanza, è più brava di noi in questo, poi in adolescenza si vedrà!

    A proposito di tutto questo e delle assurdità che ho letto nei volantini, nei giornali della mia città, riporto una “lettera al direttore” del Giornale di Brescia del 29/06/04 che da voce a noi genitori stanchi e afflitti perché abbandonati da tutti, tranne che da prometeo.

    SULL’«INCHIESTA PEDOFILIA»

    Anche le famiglie dei bambini

    Nelle riflessioni pubbliche di questi giorni sui presunti fatti di pedofilia accaduti nella nostra città, pensiamo ci sia un forte squilibrio: è ribadita spesso e in modi diversi la situazione dolorosa e/o ingiusta di chi è indagato e si proclama estraneo ai fatti; è taciuta o minimizzata la tragedia dei bambini che sono coinvolti in questa sporca vicenda. Non si sa nulla di certo: le indagini preliminari sono terminate con 12 avvisi di garanzia. Ci rendiamo conto che essere sospettati di fatti così gravi è molto doloroso, se si è innocenti. Ma certamente innocenti sono i bambini coinvolti (non uno, ma una trentina), e nessuna istituzione si è pronunciata apertamente a favore della «certezza morale» della verità delle loro affermazioni, delle loro terribili testimonianze. Si parla molto di più degli indagati, alcuni dei quali hanno un’autorità e un potere pubblico per difendersi, a differenza dei piccoli e delle loro famiglie: bambini travolti da un’esperienza traumatica che segna pesantemente la loro infanzia e la loro vita; genitori che portano il carico delle rivelazioni dei figli e affrontano, a volte in solitudine, a volte calunniati e derisi, l’iter giudiziario fatto di perizie e contro perizie, sui figli e su se stessi, incidenti probatori, costi rilevanti. A noi sembra che non ci sia altrettanta attenzione e commozione per il loro dolore. Siamo attoniti anche di fronte ad uno scritto firmato e diffuso capillarmente in tutto il Bresciano da un sacerdote che, via internet e per posta, con l’obiettivo di far luce su questi fatti, difende gli adulti indagati e denigra e infama le famiglie coinvolte, ne fa i nomi, oltrepassando così ogni rispetto e tutela di chi si è trovato, suo malgrado, a subire una violenza e a intraprendere l’unica strada civile per accedere alla giustizia, quella giudiziaria. È difficile restare «neutri» e non provare emozioni contrastanti di fronte a questa vicenda; certamente il numero dei bambini coinvolti ci fa ritenere improbabile che si tratti di un’enorme fantasia, cosa di cui sono certi alcuni dei commentatori di questi ultimi giorni. È una forte tentazione quella di negare che fatti così dolorosi e perpetrati in una forma così organizzata possano accadere. Questa incredulità è un atteggiamento ingiusto, perché fa ritenere di peso minore l’espressione dei più piccoli, poco credibile, e in fin dei conti meno importante rispetto alle presunte violenze subite dagli indagati. Inoltre ostacola sia il raggiungimento della verità che la possibilità di prevenire eventi analoghi in futuro.

    ALESSANDRA NODARI

    Cellatica

    MASSIMO CERANI

    Brescia

    Grazie Alessandra, grazie Massimo.

    Sonia……………………………

  • utente anonimo:

    Ora ti senti persa, confusa, e impaurita…..ma con l’aiuto di un bravo psicologo puoi ripercorrere assieme a lui la strada della paura per ricostruire una nuova identità e ritrovarti finalmente libera………………..

    Sono con te, e ricordati che sono anche sempre pronta a leggerti perchè mai e poi mai ci si deve sentire soli!

    Sonia……

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