CONDANNATO ALL’ERGASTOLO MARC DUTROUX

<La Corte d’Assise di Arlon, accogliendo la richiesta dell’accusa, ha condannato all’ergastolo Marc Dutroux. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di aver rapito, sequestrato e violentato sei ragazzine, di cui solo due sopravvissute alla prigionia; di aver assassinato due delle sue vittime, An Marchal, di 17 anni, e Eefje Lambrecks, di 19 anni, nonché il suo presunto complice Bernard Weinstein.
Al pedofilo belga sono inoltre addebitate responsabilità nella morte delle piccole Melissa Russo (figlia di un emigrato italiano) e Julie Lejeune, entrambe di 8 anni, decedute per fame e sete nel nascondiglio dove Dutroux le teneva segregate.
30 anni per la ex moglie
La ex moglie di Dutroux, Michelle Martin, è stata condannata dalla Corte di Assise di Arlon ad una pena di 30 anni di reclusione: i giudici la ritengono colpevole di associazione a delinquere per rapimento e sequestro di bambine.
In particolare, la donna è colpevole di aver sequestrato Laetitia, Sabine, An, Eefje, Melissa e Julie con l’aggravante di aver avuto la responsabilità per queste ultime di torture che le hanno condotte alla morte.
25 anni al suo aiutante
Per l’aiutante Michel Lelievre la pena è di 25 anni.
La corte lo ha riconosciuto colpevole di rapimento e sequestro delle bambine, e per due delle vittime, di torture che le hanno portate alla morte. Nella requisitoria, il pubblico ministero Michel Bourlet aveva chiesto un minimo di 30 anni.>

Questo riportano le cronache di oggi. Il resto, forse, accrescerà dossier, sempre più polverosi, che prima o poi finiranno in un qualche inceneritore.

Il resto parla, tra l’altro, della caccia al bambino, nuova follia in sostituzione alla più aristocratica “caccia alla volpe”, giocata però nel medesimo modo (ma col bimbo al posto della volpe!).

Il resto fa nomi e cognomi di personalità illustrissime del Belgio. Il resto parla di collegamenti con reti pedopornografiche europee.

Il resto è apparso su di un settimanale (the sprout) che nel giro di poche ore è stato fatto ritirare dalla distribuzione.

Il resto è il sangue che ancora continua a scorrere. Le lacrime che nessuno ha mai asciugato. Il dolore che, perlomeno in questa vita, non potrà essere annullato.

E che , forse, non avrà mai la parola “Giustizia”, al fianco della parola “Fine”.

 

Canzone del giorno: Simon and Garfunkel, The sound of silence.








2 Commenti a “”

  • utente anonimo:

    Finalmente posso commentare!sono sempre più disgustata per come stanno andando le cose…sia per bs che per le pene,comunque sempre troppo basse per i crimini comessi,crimini contro l’umanità…perchè i bambini sono il futuro del mondo(frase banale quanto vera)…è strano esultare per l’ergastolo al mostro di Marcinelle…quando certe cose non dovrebbero neppure passare per l’anticamera del cervello di un essere umano…non ci sarà giustizia fino a quando questa mostruosa guerra non finirà.Un abbraccio Max e agli altri “prometini”Moon

  • utente anonimo:

    L’ergastolo … mi sembra il “minimo” …

    Beh ! Almeno ogni tanto una “bella notizia” …

    Anima Scomoda 😉

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