DESIRE’, LA MARCIA, NOI.

Ieri sera si è svolta la Marcia x gli angeli in molte città. A breve vi metterò il mio messaggio su come è andata. Oggi invece vi riporto un belissimo commento apparso in prima pagina al quotidiano BRESCIAOGGI a firma del direttore Maurizio Cattaneo, sulla vicenda “Desiré – omicidio di Leno”.

Ieri sera ho utilizzato questo articolo per chiedere anch’io scusa, oltre che ai genitori di Desirè, ai genitori di tutte le vittime della follia di certi esseri “troppo immondi per essere chiamati uomini” (ogni riferimento – anche – ai compagni di merende degli indagati di Brescia, ieri sera intervenuti alla marcia, è puramente voluto).

“CI SCUSI, SIGNOR PIOVANELLI, di Maurizio Cattaneo, Bresciaoggi – 27.05.04

Ci scusi , signor Piovanelli. scusi se mai lo potrà, questo paese, questa società che non riesce a punire come si deve gli autori di un barbaro assassinio. E scusi tutti noi italiani, che abbiamo il vizio di dimenticare troppo in fretta, di voltare il capo e continuare nella nsotra vita come se nulla fosse. Davanti ad un piatto di pasta, tra una puntata del Grande Fratello e uno show infarcito di spot, ci viene propinato che chi ha partecipato ad un delitto efferato ha ottenuto un bello sconto di pena. E noi giù, un’altra forchettata e cambiamo canale: c’è la partita. E ancora ci viene spiegato che la sentenza è dovuta alle storture del rito abbreviato. Che non è colpa dei giudici. Di più. Civiene detto che ora il verdetto è più equilibrato. E noi giù, un altro boccone – meglio non pensarci – e via col telecomando. No, caro signor Piovanelli. Noi vogliamo gettarlo, quel telecomando, e riaprire le pagine di quei tragici giorni. Quel sorriso fiducioso di Desiré, quella sua candida voglia di vivere, quegli occhi da bambina così disposti a credere nel prossimo. E poi quella squallida cascina. quei racconti agghiaccianti del branco. Tutte le deposizioni poi ritrattate da questo piagnucoloso adulto. Tutto quell’orrore enorme e senza senso. No. Vogliamo guardare e pensare. e in noi monta una rabbia immensa. Perché questo processo è lo specchio dei tempi. perché dopo questa sentenza tutti ci sentiamo più fragili e meno protetti. perché mentre tutti parlano di giustizia, di religione, di politica giusta, di guerra giusta, proprio sotto le nostre case si compie la massima ingiustizia. E non ce la prendiamo con i giudici, con gli avvocati. Come non ci interessa nemmeno la sorte di Erra. Ci interessa dove stiamo andando a finire. Ci interessa lei, signor Piovanelli. E la sua famiglia. Ci interessa che non se ne vada da Brescia. O forse ha ragione  a fare le valigie, non lo sappiamo. Possiamo solo dirle che non dimenticheremo. Le nostre armi purtroppo sono spuntate, signor Piovanelli, ma sappia almeno che la bonta della sua Desiré ci ha reso più forti”.

Un solo commento mio:

è di prese di posizione come questa che abbiamo bisogno noi tutti, se vogliamo cambiare il corso degli eventi. Sempre più allucinanti. Semmpre più temibili.

Grazie signor Cattaneo, finalmente qualcuno che non ha paura di stare dalla parte delle vittime.. E grazie anche a chi, a nome mio, la vorrà ringraziare personalmente:  lettere@bresciaoggi.it     

3 Commenti a “”

  • utente anonimo:

    Che stia cambiando qualcosa nell’isola felice Bresciana?

    La speranza è l’ultima a morire.

    Grazie infinite Maurizio Cattaneo!!!

    Abbiamo un immenso bisogno di VERI ed ONESTI giornalisti.

    Gianmaria

  • utente anonimo:

    Sono qui,

    distesa nei deserti pensieri

    alla ricerca di ideali nuovi.

    Cerco, come un affamato che lotta per sopravvivere,

    nel nero del mondo.

    Non è la vita ad essere vuota,

    sono le menti,

    sorrette da corpi apparentemente uguali

    che

    nel misterioso nulla

    vagano su questa terra.

    Esisto!

    Potrebbe bastare per tagliare i

    pensieri affannosi,

    ma io voglio di più,

    voglio essere IO.

    Io che porto a passeggio

    negli infiniti filari,

    di uva settembrina,

    un corpo poco importante,

    un’anima

    di forme stupende,

    di sesso,

    d’amore,

    di lotta

    di cultura.

    La mia anima

    in questo mondo così uguale.

    Queste parole le scrissi quando avevo 20 anni, quando si ha forza ed energia in abbondanza, quando gli ideali sono tutto.

    Per anni ho condiviso con i miei compagni numerose battaglie: la pena di morte, la caccia, il nucleare, la vivisezione, la tortura………tante, davvero tante, senza mai sentire inutili le parole che urlavamo con forza.

    La mia è una città dormiente, una città in cui si pensa solo ai soldi, all’apparenza, la cultura non serve!.

    Il cittadino qui è un gran lavoratore, certo, ma al prossimo quando ci pensa? ….ognuno è chiuso nel suo micromondo.

    Quante volte si è cercato di smuovere le coscienze, ma quali?

    Qui l’indifferenza è peggio che a Milano, dove ho vissuto per anni, qui la criminalità è vasta e forte, qui la gente si tappa le orecchie e gli occhi pur di non sapere le cose.

    Quando ho letto la lettera di Cattaneo ho pensato che finalmente qualcuno aveva preso posizione, aveva avuto il coraggio di dire basta!

    Cosa sono 20 anni per chi ha rubato una vita?

    Immenso dolore prova il mio cuore, al punto di non riuscire più a trovare le parole per esprimersi.

    Non smetterò mai di lottare, e quando ciò che ho scritto a vent’anni non sarà più vero vorrà dire che avrò fallito, e sinceramente spero che questo non accadrà mai, sarà forse utopistico il mio pensiero? Boh, ma io voglio crederci per sentirmi viva sempre.

    Un abbraccio a tutti voi, e in particolare a Massimiliano.

    Sonia………

  • utente anonimo:

    bell’articolo,finalmente un articolo da voler leggere e rileggere (in opposizione a quelli di cronaca)….Moon

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