UNA STORIA DI ABUSO ALL’INTERNO DI UNA SETTA SATANICA.

Premessa. Rispetto a quanto capita solitamente, questa storia NON è stata verificata.
Però è arrivata a noi, due giorni dopo un report delle forze dell’ordine con dettagli pressoché simili. E dopo la sua ricezione sono ovviamente seguiti altri contatti con l’autrice, che mi perdonerà se ho tolto alcuni passaggi. Ma per la loro crudezza si rischiava, a mio modesto parere, di allontanare la gente. Poiché l’orrore era davvero troppo….Lasciamo a voi la lettura e l’analisi dei fatti. Che, mi permetto di dire, anche se non fossero veri (e temo lo siano) sono pressochè identici a quelli di altri racconti in nostro possesso.

“Ciao Massimiliano,
ti scrivo finalmente per affidarti la mia storia. Non vedrai scritto il mio nome da nessuna parte, la mia posizione adesso non me lo permette. Ci siamo già conosciuti, ti ho già scritto altre volte e tu gentilmente mi hai risposto…
Decidi tu cosa farne, io non posso più tenerla per me… è una storia che non può più essere taciuta e la racconterò a oltranza… Ti abbraccio forte e ti ringrazio per tutto quello che fai per tutti…
”A.”

-Non negare-
Questo vuole essere un tentativo di mettere ordine nella massa enorme di dati che è emersa in questi ultimi mesi di terapia e di vita.
Non so bene da dove cominciare e la mia memoria è soggetta ad amnesie, quindi non so che forma dare a questo racconto, se cronologica, di narrazione per argomenti, di narrazione a braccio…
Per adesso mi limiterò a scrivere…
Ho quasi 30 anni e da quando avevo 18 anni sono in psicoterapia. Fino a 3 anni fa ho condotto una psicoterapia che definirei “tangenziale” ed intermittente, compatibilmente con i miei vari impegni.
Definisco la terapia tangenziale perché ha toccato solo marginalmente il nucleo patogenetico e di devastazione che sarebbe emerso in questi ultimi 3 anni. È stato necessario un lungo periodo di rinforzo e molti anni di paziente percorso di consapevolizzazione prima che io potessi iniziare il vero lavoro di terapia.
La persona che ha permesso tutto questo e che mi ha amata permettendomi di guarire giorno dopo giorno è “C.”. Insieme a lei affronto il lutto e mi ricordo che esiste il sole.

Quello che racconterò ha dell’incredibile. È la prima reazione della mente che si difende davanti a tanto orrore: non ci crede. Quello che racconto, però, l’ho vissuto e ne porto i segni evidenti.
Ho scoperto di essere stata abusata, in realtà tutto di me parlava di un abuso infantile ma era stato a lungo coperto da amnesia e 3 anni fa, come il risveglio da un lungo sonno, è cominciata la graduale ricostruzione della verità.
Ho subito abusi sessuali nell’ambito di rituali satanici e non, dai 2 agli 8 anni. Più gruppi di persone hanno abusato di me e dei miei fratelli, senza che l’uno sapesse dell’esistenza e dell’azione dell’altro. Alcune tra le persone a cui venivo affidata da piccola erano gli orchi satanici che mi sottoponevano ai rituali ed il principale gruppo era formato da mio padre e dalla sua famiglia.
Mio padre, suo fratello, le sue due sorelle, suo padre e sua madre, sono solo alcuni tra i personaggi che partecipavano ai rituali; a questi si deve aggiungere anche il marito di una delle sue sorelle.
Alcuni di questi rituali venivano svolti in un macello e durante essi io venivo drogata e violentata. Venivo costretta a bestemmiare ed ero continuamente insultata: mi chiamavano “puttana”. Ero costretta a fare sesso orale con i miei aguzzini e (mio omissis).
Ho delle visioni di questo, di quando sono stesa su una specie di tavolo/sedia e mi violentano come bestie fameliche in gruppo, tutte addosso in una frenesia incontrollabile.
Le mie personalità dissociate non mi permettono di ricordare completamente il mio passato perché le conseguenze sarebbero molto gravi a livello psicosomatico: riattraverserei un calvario, che ho già conosciuto da piccola, fatto di sintomi di vario genere. Questi sintomi spaziano dalla caduta di capelli alla comparsa di afte diffuse in tutta la bocca, dal vomito ininterrotto al sanguinamento vaginale per giorni e giorni ad una dolorosa contrattura dei muscoli della schiena.
I miei aguzzini mi minacciavano dicendomi che se avessi raccontato tutto a mia madre lei mi avrebbe rimproverata, mi riducevano al silenzio con l’inganno. Ma anche quando non interveniva il loro inganno una madre assente ed il suo stesso trauma che la dissociava mi rendeva ugualmente impotente e muta.
I luoghi degli abusi sono stati identificati in molti posti e città, ma quello che emerge più spesso è un macello nei pressi di KKK, vicino ad un bosco ed al mare.
In una scena che ho rivisto vengo portata in questo posto con una macchina nera, di grossa cilindrata. Una catenella mi lega alla mano del mio aguzzino, sono la prescelta, vengo trattata con molto riguardo, mi fanno sentire importante. In questo posto freddo, dove c’è puzza di petrolio anche, sono disposti dei tavoli a elle e sui tavoli ci sono dei vassoi d’argento. (mio omissis). Ci sono dei calici in metallo. A questo incontro partecipano uomini e donne ed una di esse è vestita con una pelliccia marrone, ha le unghie laccate di rosso. Gli uomini sono elegantemente vestiti con dei cappotti lunghi e scuri, hanno l’aria d’essere delle persone importanti. Nessuno di essi indossa cappucci o maschere, questo permette a tutti di sapere l’identità dell’altro e li rende ricattabili, nel caso uno di loro volesse uscire dalla setta o giocare un tiro mancino. La scena successiva che vedo è quella in cui io vengo drogata, mi sento intontita e vengo violentata. Sono nuda e loro celebrano la loro frenesia sessuale attorno a me. Due donne fanno sesso tra loro sopra la mia testa mentre gli altri uomini mi violentano e sono disposti in semicerchio in basso. C’è molto sangue, ma io non sento niente.
(mio omissis).
Questa sembra una storia dell’orrore, eppure è vera ed ho il coraggio della verità, scelgo di raccontarla, perché non cali il silenzio e tutto non appaia “normale”. Non c’è niente di normale a questo mondo.
Alla fine puoi scegliere da che parte stare, nonostante tutto il male subito, se dalla parte dei bambini o dei mostri. Ti ricordi, soffri, certo soffri, ma non neghi, ci vuole coraggio! Non metti tutto a tacere e neghi quello che è successo, mentre la tua anima è sepolta sotto le macerie. Ti prendi una responsabilità.
Non sono un orco io, vado avanti. Se neghi allora vincono loro. Non devi avere paura del dolore, è passato. È questa la scelta: scegli la verità.”

 Nota:
giusto per dare dei dati:
http://www.ultimenotizie.we-news.com/cronaca/interna/3404-sette-sataniche-ogni-anno-240-mila-nuove-vittime

3 Commenti a “UNA STORIA DI ABUSO ALL’INTERNO DI UNA SETTA SATANICA.”

  • MARY:

    Non posso nemmeno immaginare le cose che hai dovuto togliere dal racconto se quello che ho letto è gia’ così duro da madare giu’…………….

  • ALEMAP:

    Alla fine puoi scegliere da che parte stare, nonostante tutto il male subito, se dalla parte dei bambini o dei mostri. Ti ricordi, soffri, certo soffri, ma non neghi, ci vuole coraggio! Non metti tutto a tacere e neghi quello che è successo, mentre la tua anima è sepolta sotto le macerie. Ti prendi una responsabilità.
    Non sono un orco io, vado avanti. Se neghi allora vincono loro. Non devi avere paura del dolore, è passato. È questa la scelta: scegli la verità.”
    CORAGGIO , E’ QUESTO CHE SI DEVE PRENDERE DA QUESTA STORIA ,NON AVERE PAURA , NON PERMETTERE ALL’ORRORE DI AVERE ANCORA GIOCO ANCORA FORZA ..PERCHE’ ECCO QUA LA TESTIMONIANZA IN CARNE E OSSA CHE IL MALE NON VINCE NO …ECCO QUA LA DONNA CHE SCRIVE , CHE E’ VOLUTA ANDARE FIN DENTRO AL MALE CHE LA SUA MENTE AVEVA CHIUSA IN UNA STANZA DELLA MEMORIA , NASCOSTA BEN NASCONTA , LA MENTE CHE A QUEL MALE , PER DIFENDERSI AVEVA CREATO DELLE PERSONALITA’ DISSOCIATE CHE ANCORA ORA LA DIFENDONO….
    BEH SEI UNA DONNA DEGNA DI QUESTO NOME E FAI BENE A RICORDARTI CHE SPLENDE IL SOLE .. PERCHE’ SPLENDE PER TUTTI MA SOPRATUTTO PER ANGELI COME TE ….
    IO HO LETTO PIù VOLTE LA TUA LETTERA ,E CERTO MANDARE GIU’ CERTI CONCETTI NON E’ FACILE , MA COME SCRIVI “non sono un orco io VADO AVANTI ..” QUESTO E’ LO SPLENDIDO MESSAGGIO CHE VOGLIO FARE MIO …GRAZIE .
    VIVI .

  • sessuologo comportamentale:

    In caso di persone cadute nella rete delle sette una task force interprofessionale made in Friuli (con riferimento al prof. Zucconi) ha elaborato un originale protocollo integrato di intervento psicologico legale d’urgenza (unico nel suo genere per l’Italia) in 10 progressivi steps consecutivi per uscire sani e ripagati in situazioni interpersonali estreme dove si richiedono particolari doti di coraggio ed intraprendenza da parte del team interdisciplinare operante per l’occasione. Il protocollo di intervento è mutuato da procedure già in uso negli Stati Uniti, per recuperare le persone e per smettere una dipendenza da persone prevede da una parte dopo il recupero fisico del plagiato con un blitz strutturato, il decondizionamento psicologico e per altro verso interventi legali d’urgenza per ottenere tutela per il plagiato e successivamente la richiesta di risarcimento danni con causa civile.

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