Alberto Stasi condannato: la nostra riflessione

Alberto Stasi (che tutti ricordate poiché…assolto per il delitto della fidanzata Chiara Poggi) è stato condannato per detenzione di materiale pedopornografico.
Chi lo difende ovviamente nega, probabilmente  ricorrerà in appello e parla di download non volontario, ma intanto in primo grado la condanna c’è, quindi in primo grado lo possiamo considerare pedofilo.
Ma non è di quello che vorrei parlare bensì della condanna a dir poco ridicola:
euro 2.540 di sanzione amministrativa.
Parlavo proprio ieri con un’agente della Polizia svizzera, specializzato nel contrasto al reato di pedopornografia. Mi parlava del turn over dei suoi uomini (non più di sei mesi) per l’orrore sempre crescente che ogni giorno si trovano a dove guardare.
Un pedofilo invece non solo non prova orrore, ma è lontano anni luce da lui il desiderio di fare un turnover, o anche solo una pausa. La sua dipendenza accresce giorno dopo giorno e lo porta appunto a scaricare sempre di più turpi immagini, con bimbi sempre più piccoli. E quello che a noi fa sta male, a lui dà piacere.
Tornando a Stasi ed alla sua, secondo me, assurda condanna vorrei sottolineare come il pericolo che passa da sentenze così ridicole sia una sorta di legittimazione delle pedopornografia. Mi spiego meglio: un pedofilo che scarica quel materiale sa benisimo che con 5 o 6 fotografie, o un paio di filmati, copre benissimo la spesa di 2.500 euro. Inoltre, salvo rari casi (vedasi Stasi poiché appunto già sotto i riflettori) il suo nome non uscirà mai e quindi la sua facciata resterà come la sua fedina penale: immacolata.
Il reato di pedopornografia quindi dovrebbe essere rivisto: poiché non si tratta “solamente” di avere nel proprio pc foto orribili. Si tratta di permettere a qualcuno là fuori nel mondo, al Polo Nord come nella casa davanti alla nostra, di catturare bambini, predarli, fotografare le proprie “prodezze” e condividerle con altri soggetti identici a lui.
Per questo non si tratta “solo” di punire quelle foto. Si tratta di punire una gravissima complicità: la complicità di chi abusa!

Un Commento a “Alberto Stasi condannato: la nostra riflessione”

  • Papunk:

    un sistema che rifila 2540 euro di multa è un sistema controllato dai complici di chi ha commesso il reato. detto questo, secondo me che sono l’ultimo dei cretini, la chiave del delitto Poggi (povera Anima) sta proprio in quelle immagini. e magari è anche per questo che la massoneria… ehm, pardon, la magistratura ha sminuito multando il reato. ma sono l’ultimo dei cretini… per loro fortuna.

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