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Carcere a vita? Si, per le vittime.
Carcere a vita? Si, per le vittime.
Che i pedofili in carcere non se la passino bene è cosa nota.
Spesso vengono tenuti in isolamento perché gli altri detenuti, fossero pure i peggiori criminali sulla piazza, non tollerano la presenza di chi ha fatto del male ad un bambino. In carcere quindi c’è paradossalmente più controllo sociale di quanto accada fuori.
Ma in una società garantista come la nostra, dove chi delinque spesso è più appoggiato di chi subisce, stanno nascendo carceri che per i predatori di bambini sono veri propri villaggi vacanze, dove scontare i sempre pochi anni di condanna che ottengono.
E così ecco delle belle celle singole, al posto di stanze sovrappopolate. Servizi di catering che giungono dall’esterno (forse per evitare che chi cucina sputi nei pasti? Chissà…). Attività teatrali ed artistiche. Palestra, biblioteca e cineforum. E uno psicologo sempre a disposizione a cui raccontar un mucchio di fregnacce, ridendo poi di lui alle spalle.
Come già scrissi penso alla vita che vita non è di certe vittime. Che faticano ad arrivare a fine mese (e l’attuale crisi non c’entra). Che non hanno i soldi per andare in terapia. Quanto al cineforum o al teatro poi manco a parlarne.
Per molti di loro inoltre la pena non è di pochi anni, ma dura una vita intera. Un ergastolo dell’anima che toglie la voglia di vivere.
E’ anche questo uno dei tanti aspetti che rendono questo crimine ancora più intollerabile. Non solo verso chi delinque, ma verso quel sistema che intorno al delinquente, complice si stringe….
p.s. giusto per non smentirmi: il mio carcere ideale per un pedofilo, anzi l’unico carcere possibile per chi abusa di un bambino è Guantanamo.
Grandissimo successo per la conferenza ad Albettone.
Grandissimo successo per la conferenza ad Albettone.
Quasi 200 rappresentanti delle forze dell’ordine (tutti straordinari ed attivi nel creare un fronte dalla parte dei bambini!), per una delle nostre conferenze migliori.
Grazie davvero a tutti, ma in particolar modo ad Elena Martellozzo e Nicholas Duffield di Scotland Yard (nonché membri ad honorem del nostro comitato scientifico), all’europarlamentare Sergio Berlato ed al sindaco di Albettone (paese sempre più anti pedofilo) Joe Formaggio: tutti davvero straordinari.
….E presto si replica, con un incontro mai fatto prima, in nessuna parte del mondo ![]()
A breve vi diciamo tutto.
Quota 200. Scotland Yard ad Albettone con Prometeo, dalla parte dei bambini!
Tanti gli iscritti a tutt’ora al corso di formazione che faremo domani ad Albettone, alle porte di Vicenza.
Il fronte comune anti pedofili cresce sempre di più e non si era mai visto prima d’ora in Italia un corso con 200 agenti delle forze dell’ordine (insieme a membri di Prometeo e Scotland Yard), desiderosi di impegnarsi attivamente per contrastare il peggiore dei crimini.
Intanto ci arrivano richieste di replicare corso in tutta Italia: cosa che siamo orgogliosi di poter garantire a tutti, fin d’ora. Grazie!!!!
Dentro l’abuso. Torniamo a parlare del maestro pedofilo: e di carabinieri e bambini eroi!
Dentro l’abuso. Torniamo a parlare del maestro pedofilo, ma con un altro punto di vista.
Di Aristide Mazza, maestro pedofilo di Bergamo in questi giorni molto abbiamo detto, ma soprattutto molto diremo. Specialmente andando a rispondere alle domande che alcuni giorni fa ci siamo posti e che pare stiano trovando già delle risposte (ci sono altri bambini? Dato che non si diventa abusanti improvvisamente ha già fatto del male, impunemente, in passato? E via dicendo).
Oggi però torno sul fatto. Su quanto accaduto.
Con due esempi. Di coraggio. Sensibilità., Forza. Intelligenza.
Perché se ci lamentiamo spesso di come il mondo esterno non stia dalla parte dei bambini, è altresì giusto evidenziare quando quel mondo c’è, con che qualità riesce appunto ad essere presente.
Partiamo dal primo esempio: i carabinieri. Nello specifico quelli intervenuti sul caso.
Di loro si è letto solo che appunto l’hanno arrestato in flagranza di reato.
Io vorrei oggi non solo ringraziarli, ma spiegarvi cosa hanno dovuto fare (non entrando ovviamente nei dettagli dell’indagine!), ma soprattutto come si sono mossi.
Stavano in attesa, da diverso tempo. Controllando dall’auto civetta cosa stesse accadendo in quelle aule. E quando hanno visto il maestro allontanarsi con la sua vittima, e preparasi, eccitato, ad abusarla. Sono entrati. Pistola alla mano. Sfondando la porta e mettendo subito in salvo il bimbo e le manette al pedofilo. Colto , lo ripeto (e ho detto tutto) in flagranza.
Avrei pagato oro per vedere la sua faccia….ma non è questo il punto.
Il punto è che prima che carabinieri sono uomini. Magari padri di bimbi altrettanto piccoli. E che hanno dovuto tenere a bada quelle emozioni che, se sfociate, portano a lidi lontani da quelli per cui hanno indossato la divisa.
Ma il punto è anche che nessun bambino ha visto o sentito nulla. Che hanno innanzitutto accolto, protetto e calmato la vittima. Poi hanno fatto sì che in tutte le aule venissero abbassate le tapparelle con una scusa, e gli alunni tenuti distanti dalla visione del maestro che incappucciato veniva portato via in manette.
Bravi. Davvero. Sembra scontato dirlo ma visto come altri soggetti intervenuti sulla vicenda (e non parliamo del mondo delle forze dell’ordine ma di quello della scuola) si sono mossi, il complimento/ringraziamento tanto scontato poi non è.
Un plauso poi per il modo in cui hanno accolto e preparato il bimbo vittima.
Secondo protagonista di questa storia.
Che bravissimo, ha parlato, ha chiesto aiuto ma soprattutto ha collaborato attivamente con i carabinieri (e qua non voglio dire di più!), con una forza ed un coraggio di cui andare orgogliosi. A vita.
La stessa forza e lo stesso coraggio che oggi servirebbe a tanti altri….
“Ero solo una bambina vivace”. La vostra voce.
“Ero solo una bambina vivace”.
Uno dei meriti che questo blog ha è quello senza dubbio di avervi dato voce. Non solamente raccontandovi, ma mostrandovi gli effetti benefici dimettere voi stessi sulla carta quel immenso dolore. Di cui a tratti vi vergognavate pure e che invece, una volta buttato letteralmente fuori dal vostro corpo, ha dimostrato fare meno male. E poter essere più facilmente affrontato.
L’amica che ospitiamo oggi quel dolore lo ha raccontato in terza persona, sotto forma di una storia……la sua. Ma soprattutto l’ha fatto con una delicatezza straordinaria.
A lei il nostro abbraccio migliore ed il più sincero ringraziamento.
Alzarsi quella mattina per Sonia era stato più duro del previsto,gli tornavano in mente orribili scene della sera prima,ed ogni flash era come una fitta atroce su una ferita che non aveva mai smesso di sanguinare. Si sentiva sporca tradita,aveva il morale a terra ed un odio puro dentro di sé anche perché non era la prima volta che succedeva.
Era accaduto la prima volta tanti anni prima,quel maledetto giorno in cui aveva smesso di credere negli uomini,aveva abbandonato i sogni di bambina ,aveva costruito una corazza intorno al suo cuore,aveva bandito gli abbracci e le carezze e aveva promesso a se stessa che non si sarebbe fatta distruggere da un balordo.
Era solo una bambina vivace,allegra con tanta voglia di vivere,voleva diventare una ballerina,ma il destino aveva in serbo per lei spiacevoli sorprese.
Ricordava tutto di quella notte,il buio, mani troppo veloci,mani che non avrebbero dovuto esserci,sensazioni strane,sensazioni che una bambina di nove anni non dovrebbe conoscere,ed un grande incolmabile senso di smarrimento.
Da quel giorno era cambiato tutto, la piccola bimba sognatrice aveva capito che doveva crescere in fretta,era finito il tempo dei giochi ,era arrivato il tempo delle scelte, e lei la sua scelta l’aveva già fatta, avrebbe portato il suo segreto nella tomba, non avrebbe rovinato la vita delle persone che le volevano bene, avrebbe indossato una maschera di bambina felice e per sopravvivere avrebbe imparato ad odiare.
Gli anni erano passati, la storia si era ripetuta,le notti orribili si erano susseguite,ed il suo odio era cresciuto con lei, piccola donna delusa dalla vita che non aveva più voglia di lottare.
Quel giorno però doveva alzarsi, fare uno sforzo immane,doveva esserci era il matrimonio della sorella che ignara di tutto si sposava con l’essere più meschino che abbia mai messo piede su questa terra.
Quante volte aveva immaginato quella cerimonia,aveva sognato come nei migliori film americani, che al momento del parli ora o taccia per sempre, avrebbe gridato io mi oppongo,avrebbe svelato la vera natura di quel verme, ma il poi il suo sguardo si sarebbe posato sul volto della sorella, la donna che l’ aveva cresciuta e amata,che aveva fatto di tutto per renderla felice, non poteva rovinargli il giorno più bello della sua vita, non aveva nessun diritto di distruggere il suo mondo.
In quel momento confermò la promessa fatta a sé stessa tanti anni prima, lei avrebbe taciuto per sempre, si alzò e andò ad indossare la maschera della donna felice.
Lituania. Un caso di abusi sta scuotendo il paese. Nostra intervista.
La Lituania è colpita da un caso di pedofilia. Con tanto di immagini di una bimba strappata a forza da casa sua e riconsegnata…a chi le ha fatto del male.
Questa una nostra intervista uscita oggi sulla stampa Lituana:
http://www.lzinios.lt/Lietuvoje/Vaiku-grobuonys-sudrasko-likimus
La foto del maestro pedofilo Aristide Mazza. E le ripercussioni.
La foto del maestro pedofilo e le ripercussioni.
Come avevamo facilmente intuito salgono i numeri delle vittime imputabili al maestro pedofilo, Aristide Mazza.
E sui giornali finalmente esce anche la foto.
Certo per qualcuno è caccia alle streghe, dimenticando che se le streghe ci sono quando vengono davvero trovate forse è il caso di cacciarle, per difendere quei soggetti di cui sempre ci si dimentica: i bambini.
Stavolta però pare che il dimenticato sia il pedofilo. Il cui nome sparisce da tutti i siti internet scolastici e che oramai sembra un paria, con nessuno che lo conosce.
E sì che era molto attivo. Volontariato, parrocchia, scuola, politica. Già pure questa l’ha dimenticato e la Lega Nord che l’aveva come candidato Sindaco, oggi ne prende le distanze dicendo che non era “nemmeno tesserato” e che anche per loro era un “insospettabile”.
Intanto pare che i casi accertati siano già 4…..e se non fosse un gioco dell’orrore, scommetteremmo che potrebbero pure salire, visti gli anni di attività come maestro (e cittadino insospettabile) dello stesso…..
Nota: è un caso che in alcuni settori siano state cancellate/boicottate alcune nostre conferenze? Meglio che non si facciano emergere casi così? Chissà….
A processo preside, per aver coperto gli abusi del docente su 8 bimbi disabili.
Ci chiediamo sempre come sia possibile che certi abusi avvengano nelle scuole. E forse questa è una risposta:
«Un atteggiamento connivente volto a coprire gli abusi anche sessuali perpetrati da un insegnante di sostegno nei confronti di otto alunni minorenni e disabili dell’Istituto comprensivo di Cogorno». È durissimo l’atto d’accusa formalizzato dalla Procura di Chiavari nei confronti di Gianfranco Spaccini, attuale preside del liceo “King” di Genova e reggente della scuola nel levante all’epoca dei fatti. Spaccini, il prossimo 22 maggio, dovrà comparire in aula, per l’udienza preliminare. Con lui il professore arrestato a novembre, Emilio Cella, e una docente, Nicoletta Daniele. Il caso era stato rivelato dal Secolo XIX nei mesi scorsi, ma solo recentemente il nome di Spaccini è saltato fuori dalle carte dell’inchiesta. In particolare, è scritto nell’avviso di conclusione dell indagini preliminari, «nella sua qualità di dirigente reggente scolastico dell’Istituto comprensivo di Cogorno per il solo anno scolastico 2010/2011, Spaccini ometteva di denunciare all’autorità giudiziaria e di procedere disciplinarmente o di attivarsi per accertare, sanzionare e impedire la commissione di atti di percosse, ingiurie, minacce e altri abusi sui alunni diversamente abili e minori di età, ovvero atti sessuali o comunque osceni ascrivibili al docente di sostegno Emilio Cella». Una tela connivente che sembrerebbe esser stata finalizzata a coprire le presunte malefatte di Emilio Cella.» FONTE IL SECOLO XIX .
“Passaparola. C’è una bimba disabile da abusare”.
“Passaparola. C’è una bimba disabile da abusare!”.
Spesso, davanti a casi di pedofili arrestati ci chiediamo “ma quante vittime può aver fatto un singolo predatore?”. Nel caso della storia di oggi (e che ben conosciamo avendone più volte parlato – http://www.massimilianofrassi.it/blog/il-fidanzato-di-mia-sorella-lei-11-anni-e-lui-63.html ) il quesito è “ma quanti sono i predatori su una singola bambina?” E, possibile che NESSUNO si fosse mai accorto?
Il caso è quello della bimba disabile di 12 anni del paesino di Inverno.
Quattro gli adulti coinvolti. Cinque da ieri. È ufficialmente entrato nel registro degli indagati anche Rocco Belviso, 79 anni di Albuzzano, a cui il magistrato contesta l’accusa di violenza sessuale. Leggiamo che “il suo ruolo, tuttavia, sarebbe più marginale, tanto che Belviso è l’unico, degli imputati, ad affrontare il processo da uomo libero. Sono invece agli arresti domiciliari, per le stesse accuse, Sebastiano Margarone, un fruttivendolo di 46 anni di Santa, e Angelo Cremascoli, una guardia giurata di 56 anni che abita alla frazione Monteleone . Per entrambi, oltre che per Belviso è stata fissata l’udienza di giudizio immediato per il 19 settembre 2012. Una data, comunque, che potrebbe ancora cambiare se gli avvocati dovessero fare richiesta di riti alternativi, come l’abbreviato. Si aprirà il prossimo 6 giugno il processo per Luciano Finotti, 63 anni di Inverno, che era stato arrestato lo scorso luglio insieme a Berengario Borromeo, 74 anni, già processato e condannato la scorsa settimana a sette anni di reclusione”.
Ma torniamo al quesito. Come poteva un intero paesino non sapere, ma soprattutto quanta gente si è passata la voce che, sulla piazza c’era una ragazzina di 12 anni,da poter abusare?









