Autolesionismo. Un effetto collaterale dell’abuso….

autolesionismo per le vittime di pedofilia

Colloquio con una ragazza…ad un certo punto mi chiede se può mostrarmi le braccia…lo fa…..immaginatevi
una lunga ragnatela di cicatrici e ferite fresche….si taglia…anche lei…ogni qual
volta il dolore bussa alla sua porta lei prende e si taglia…facciamo un
patto..non è la prima volta che lo faccio…mi faccio consegnare il taglierino,
le Gilette, o quello che hanno. In cambio offro la mia mano tesa…Ha funzionato
spesso….
Tagliarsi le braccia è un modo per dare voce a un dolore enorme. Paradossalmente
può essere pure il modo per capire e soffocare quel dolore, creandone un altro,
più tangibile, più visibile e per questo forse meno doloroso.  Se do un volto al dolore che ho nell’anima
rendo reale quel dolore e forse mi fa meno male, pur facendomi malissimo (scusate
il gioco di parole). …questa suppergiù la regola…Allora se il bisogno è quello,
fatelo uscire questo dolore. Trovando però altre modalità. Altre soluzioni. Raccontandolo
con un disegno. Scrivendolo. Non mostrandolo con una maschera che è appunto di
dolore anch’essa. Altrimenti alla fine ci sarà un unico grande dolore, manifestato
con maschere diverse….che insieme faranno ancora più male.

p.s. questi sono gli effetti collaterali dell’abuso. Che non mi stancherò mai
di urlare, non terminano solo con l’atto di per sé. Ma continuano nel tempo.
Mente i pedofili tornano alla loro vita. I loro partenti passata l’indignazione
ipocrita del momento ritinteggiano la facciata e si fanno i c***i loro e le
vittime continuano a stare male.

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