“Avete una vita da vivere” Storia di Giulia che ce l’ha fatta. Parte 2/2

“Avete una vita da vivere” Storia di Giulia che ce l’ha fatta. Parte 2/2
 LA VOSTRA VOCE. Segno del nostro impegno. Parte 2 “Avete una vita da vivere e mollate i fantasmi”
Una delle più “belle”, dolorose e significative testimonianze mai ricevute. E la dimostrazione che nessun dolore è per sempre!
La prima parte l’abbiamo messa ieri.


Mia madre continuava a dirmi che gli dovevo chiedere scusa, alla fine andai a vivere da mia nonna, cambiando l’Università, in un’altra città. L’estate mi venne un’emorragia, credevo fosse il flusso doloroso, come al solito. Il mio ragazzo mi costrinse di andare a farmi visitare e andai, dovevo andare in Inghilterra. Entrai in ospedale, convinta di star bene, e , invece, mi scoppiò un ovaio, con una bella peritonite. Il medico mi chiese chi fosse stato, se il mio ragazzo fosse sano, e che l’infezione era di anni prima.
Mi sentii sporca. Pi la terapia, mi ripresi dall’infezione, mi caddero una parte dei capelli. Mia madre, che mi aveva accolto di nuovo a casa, mi diede un pezzo di carta. Sopra c’erano scritte delle frasi sconnesse, con una  scrittura infantile. Era una poesia, dove il mio patrigno mi diceva che gli dispiaceva e che lui era il mio uomo ombra e che quella era la vita. Non tornò a casa, mia madre fu di parola, e dopo un anno riandai via, mia madre non mi capiva. Ripresi l’Università, studiavo uscivo con le amiche, avevo il gruppo, tutto perfetto. Poi la notte piangevo, per ore, da sola.
Piangevo per gli incubi, piangevo perché mia avevano detto che con solo un ovaio era difficile avere figli….
Ora ho circa 40 anni, un bellissimo bambino, e ho mollato dopo 3 mesi uno marito mostro come il mio patrigno. Ho fatto la pace con mia madre, perchè mi sono ritrovata nel suo ruolo, raggirata dalla prima fase dolce e seduttiva del mio ex, esattamente come aveva fatto il mio patrigno con lei. Vivo da sola, non mi fido molto. Gli incubi sono quasi del tutto scomparsi e prendo con filosofia le mie fobie. Non voglio più essere una modella, non corro più per ore, ne’ mi massacro con diete folli.
Prendo la vita come viene, ma ho capito che vivere nel passato distrugge il presente, che è la cosa più bella da vivere, perché è tuo.
Non ho scelto io la famiglia dove sono nata, ne’ il mio patrigno. La sua lettera la gettai nel bagno di un bar, dopo averla fatta leggere a mia zia, perché era soltanto merda e questo meritava.
A 33 anni suonati dissi tutto a mia madre, che ebbe un primo rifiuto, ma poi capiì che era tutto vero.
Io non so perché una Croce così pesante, ma so che sono forte e che posso aiutare non solo me stessa, ma che ho aiutato e aiuterò tante persone. Quante lacrime condivise assieme, ma anche quanti sorrisi!
Qualsiasi cosa abba distrutto la vostra infanzia ricordatevi che la vita è un dono prezioso e che ogni giorno va vissuto con amore ed entusiasmo, perché è la VOSTRA, non quella che decidono gli altri per voi. E se qualcuno non vi ha amato, non è colpa vostra, ma di quei poveracci-e.Se avete una passione, sia che judo, dipingere, suonare la chitarra cucinare, scrivere, leggere, creare un sito web, giocare a pallone, danzare, vivete,VIVETE, fatela con amore e non chiudetevi come ricci. Perché nel mondo ci sono anche persone fragili e psicotiche come il mio patrigno, ma anche tante persone fantastiche, compresi voi.
E vi ripeto quello che mi ha insegnato una ragazza in Francia, di guardarmi allo specchio, negli occhi, e dirmi: -Toi, tu est une merveille aux yeux de Dieu.(Tu, tu sei una meraviglia agli occhi di Dio!) Ricordo che prendevo l’Eucarestia in bocca, calma, ma poi pensavo alla Madonna e scappavo correndo nel chiostro, perché odio farmi vedere piangere e debole, io sono quella forte, che non crolla mai. Piangevo, perché pensavo a Maria, e i pezzi di ghiaccio che erano conficcati nel mio cuore si scioglievano come la neve a sole, faceva male, ma mis entivo finalmente viva. Ho capito che se ci sono dei momenti che occorre piangere, per liberarsi dal dolore, chi non piange, non sa nemmeno gioire. Io sono un essere umano, e sono una donna, non un robot, l’essere perfetto che volevo far vedere a tutti, quasi a scusarmi di quello che era successo, dandomi ancora la colpa
E dedico quello che ho scritto a tutti gli amici-che che hanno condiviso con me.
Non importa se ho passato tante ore a piangere pregando, di fronte il Santissimo, chiedendogli perché, Lui me le ha asciugate tutte.
Ciao e forza, avete una vita da vivere, mollate i fantasmi che non ci sono più!

Un Commento a ““Avete una vita da vivere” Storia di Giulia che ce l’ha fatta. Parte 2/2”

  • ettore freschi:

    Giulia cara,
    il tuo racconto mi ha emozionato e non poco, ho pianto e ciò vuol dire, come dici tu, che se piango sono capace anche di sorridere!!! Mi piace tanto questa tua frase, l’ho fatta già mia, tatuata nel cuore… Ti abbraccio
    Ettore

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