Storia di una bimba trovata in un cespuglio mentre il cugino la violentava…..

associazione Prometeo Massimiliano Frassi pedofiliaPremessa. I nomi citati sono fittizi. La storia no! Piena solidarietà a questa famiglia. E la speranza che leggendo la storia qua, qualcuno possa ancora fare qualcosa, per salvare la bimba.
Perché pure noi che di storie ne abbiamo sentite a migliaia in questi anni, siamo rimasti davvero senza parole….

Questa è la storia di Martina, trovata all’età di 4 anni ,una notte di Aprile 2008, dietro ad un  cespuglio mentre il cugino sedicenne abusava di lei. Portata insieme al fratellino di 5 anni (anche lui presente)in una casa protetta, aspettò 3 anni per avere anche lei una nuova famiglia che la proteggesse e la crescesse con amore. Da subito capimmo che in lei qualcosa non andava: oltre che il suo lieve ritardo mentale manifestava un forte disagio che le oscurava il suo splendido carattere, una bambina sorridente e solare che all’improvviso diventava cupa e disperata senza riuscire a dare una spiegazione. Un giorno, all’improvviso, mi rivelò un terribile segreto:la nonna materna, con cui viveva, la vendeva a pedofili ! Avvisammo subito i servizi sociali che la seguivano (ci era stata data in affido)senza che prendessero nessuna iniziativa(l’impressione fu che loro erano già a conoscenza dell’accaduto) ed i servizi che seguivano noi nel nostro comune i quali fecero subito partire la denuncia. Ma , purtroppo, il malessere di Martina diventava sempre più evidente e noi non riuscivamo ad arginare la sua rabbia. Viste le nostre difficoltà decisero, freddamente, di toglierci la bambina proponendoci  di riconsegnarla in un parcheggio insieme alle sue cose come un pacchetto qualsiasi. Trovando  noi disumano il modo in cui ci dovevamo separare da lei, ci concessero di accompagnarla nella sede di un centro di aiuto gestito da una psicologa esperta di abusi famosa alle cronache .Ci concessero di poterla vedere di tanto in tanto e lì ci accorgemmo che qualcosa le era successo, cercammo in tutti i modi di riportarla a casa ed una volta riusciti scoprimmo che era , di nuovo, stata vittima di abusi da parte di un adolescente ospite nella casa famiglia . Denunciammo di nuovo ai servizi l’abuso e loro rifiutarono di crederci perché,parole loro, Martina era ritardata e quindi non credibile, però , poco dopo, stranamente il centro chiuse i battenti. Passò un altro anno sempre altalenanti ma mai privi di amore, Martina ormai ci considerava i suoi genitori ci chiamava mamma e papà “veri” mentre gli altri erano i genitori” vecchi” ormai da lei cancellati. Martina ormai ha compiuto 11 anni si è fatta una bella ragazza ma i suoi fantasmi diventano sempre più presenti ,tanto da portarla ad episodi violenti verso amici ed educatori . Saranno proprio questi ultimi a fare la segnalazione ai servizi che ,consultandoci ,ci proporranno un ricovero ospedaliero in una clinica psichiatrica per minori. Durante i due difficili mesi di ricovero, la neuropsichiatra del centro ci comunica che , per il bene di Martina ,non può più rientrare in famiglia ma che per lei la soluzione ideale e quella di vivere in una comunità specializzata in problemi come i suoi, con la promessa , da parte nostra , di non abbandonarla mai continuando a vederla , sentirla ed a portarla a casa nelle festività e nelle ricorrenze, poiché insieme ai farmaci l’affetto famigliare e la miglior terapia. Martina esce dall’ospedale nel dicembre 2014 e viene collocata in una casa famiglia, lì comincia il nostro calvario. Mentre prepariamo i regali sotto l’albero una telefonata ci comunica che Martina non sarebbe venuta a casa per le vacanze di Natale ,proviamo a telefonarle ma ci chiudono il telefono in faccia e non riusciamo più a comunicare con lei. Passano 2 mesi ed i servizi ci chiamano per dirci che Martina è stata allontanata dalla casa famiglia e trasferita in una nuova struttura. Ci concedono di vederla seguendo un programma stabilito a patto che noi convinciamo Martina a comportarsi bene nella nuova struttura, accettiamo ma dopo due incontri ci sospendono le visite e ci impediscono di vederla. Veniamo a sapere che è stata di nuovo ricoverata ma in un altro ospedale ,non ci dicono dove e non ci permettono di andarla a trovare. Viene allontanata anche da questa comunità e portata in un posto a noi sconosciuto. Da qui in poi il silenzio. Non vogliono dirci neanche come sta e dopo la milionesima convocazione ci dicono , con il sorriso sulle labbra, che non vedremo mai più Martina.Oggi , dopo sei mesi, ci chiediamo ancora perché non vogliono più farcela vedere, cosa c’è dietro? Perché le sono stati negati i suoi unici affetti? E perché non è stata rispettato il programma terapeutico dalla neuropsichiatra della clinica(tra l’altro esperta delle patologie in questione) dando credito ad un ultima arrivata che ha riempito la bimba di psicofarmaci come se questi ultimi fossero l’unica strada. Aiutateci a ritrovare Martina per farle di nuovo sentire il nostro amore e perché non si senta abbandonata. La sua ultima frase è stata : mamma se non mi vedi più vienimi a cercare, non farmi fare una brutta vita voi siete la mia famiglia!

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