Archivi per la categoria ‘abusi nell asilo’

Quando le maestre mamme diventano maestre streghe – una riflessione.

Si continuano a registrare casi di maestre che picchiano i propri allievi.
Al riguardo vi riportiamo un ottimo intervento apparso alcuni giorni fa su Il Giornale a firma di Karen Rubin, ch ein tanti ci avete segnalato:
http://www.ilgiornale.it/interni/cosi_maestre-mamme_diventano_maestre-streghe/25-03-2012/articolo-id=579281-page=0-comments=1

La gente del Sud è ignorante, deviata. Pensieri dopo la sentenza di Vallo della Lucania.

Il mio pensiero dopo la sentenza di Vallo della Lucania.
Li hanno chiamati in tutti i modi. “Gente del Sud” (non sapevo fosse un’offesa e sì che vivo in “Padania”), “contadini ignoranti”, fino ad epiteti che eviterei. Il peggio l’hanno detto ai loro figli. Avendo già vinto (in tempi mooolto diversi da questi!) in un’altra città pensavano che anche lì bastasse riportare lo stesso modello di idiozie e bugie spacciate per verità. Piccoli bugiardi, malati, deviati. Impostori. Rei all’età di 4 o 5 anni di aver chiesto aiuto. Per quello che qualcuno faceva loro, di male. Un qualcuno intoccabile. Da ieri con ben 8 anni di condanna in primo grado nel proprio immacolato e santo curriculum. Per questo oggi scrivo quello che avrei comunque scritto, a prescindere dalla sentenza. Che non è mai di vittoria ma sempre di sconfitta se arriva sulle pelle dei bambini. Oggi dicevo scrivo che hanno comunque vinto quei genitori che i loro figli li hanno difesi e che sono andati fino in fondo (se leggete da tempo questo blog ricorderete quando pubblicammo la documentazione che i genitori depositarono per far evitare l’archiviazione del caso, documentazione che riportava un lunghissimo elenco di errori pro indagati). Genitori che come ho più volte detto un domani, forse lontano nel tempo, voltandosi vedranno il proprio figlio oramai adulto (sano e realizzato. Solo i pedofili generano pedofili. I bimbi abusati non diventano abusanti, ‘gnurant), guardarli, fissarli profondamente e dire, con la voce del cuore prima ancora che con la bocca: grazie mamma, grazie papà.

Articolo su Vallo: http://www.giornaledelcilento.it/it/13-01-2012-vallo_della_lucania_processo_suor_soledad_condannata_la_suora_ad_8_anni_di_reclusione-10827.html

p.s. 8 anni per decine di bambini abusati…..e abbiamo detto tutto……

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I PAOLINI DELLA LOTTA ALLA PEDOFILIA.
Per anni hanno insultato, offeso, attaccato.
Con violenza, veemenza ed ignoranza.
Hanno creato un vero e proprio contagio, facendo ricadere però lo stesso sui genitori e sui bambini abusati.
Si sono messi in rete e si sono difesi tra di loro, a volte vincendo.
Sono i Paolini della lotta alla pedofilia.
Volgari disturbatori che si sono permessi pure di mettere in discussione il nostro operato, i nostri collaboratori.
Certo tanta ostinazione, tanto impegno dovevano avere una motivazione personale molto forte ed oggi che abbiamo letto, col vomito alla bocca, le quasi 160 pagine con le motivazioni del Tribunale di Torino che ha condannato uno di loro per abusi, ma guardaunpo’, all’intero di una scuola materna capiamo definitivamente il perché.
Partiamo dai capi d’imputazione espressi già nel primo grado, poiché ci permettono di capire meglio di chi, ma soprattutto di cosa, stiamo parlando:
<<imputati del delitto punito e previsto dagli artt. 81 cpv. 110, 609 bis, 606 ter c. 1 e u.c. 609 octies C.P., perchè con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, con l’abuso di autorità derivante dal rivestire la qualità, rispettivamente, l’APOLLONI di Presidente della Scuola Materna Bovetti  e la BALLARIO di insegnante e direttrice didattica dello stesso Istituto Scolastico costringevano XX BAMBINA e YY BAMBINO , alunni della stessa scuola materna, a compiere e subire atti sessuali tra cui, in particolare, accarezzamenti del pene dell’Apolloni da parte delle persone offese, carezze e toccamenti anche penetranti sia da parte dell’APOLLONI sia da parte della BALLARIO sia dell’ano che della vagina delle persone offese seguiti da minacce rivolte alle stesse parti offese di mantenere l’assoluto segreto sotto pena di violenze fisiche. Con l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti di minori di dieci anni in La Loggia nel corso del 2001 e comunque non oltre l’ottobre del 2001.>>
 
CHILD ABUSE
Questa la prima parte. A breve ci torniamo sopra, lasciando soprattutto ai bimbi la parola. Bimbi a cui qua da sempre si crede, dato che è scientificamente provato non si possano inventare simili racconti. A meno che non si voglia credere alla palla del contagio. O al fatto che Auschwitz non esiste. Che la Mafia era un’invenzione di Falcone. E via dicendo…..
 
“a questo punto la dr.ssa xxx chiedeva cosa facesse Wanda (Ballario) e cosa facesse Valerio (Apolloni), e XX BAMBINO mimando i gesti sul proprio corpo, aveva detto che Vanda metteva le mani sul pene e VALERIO metteva il dito nel culetto. Alla domanda su cosa facessero costoro a YY BAMBINA , XX aveva mimato gesti analoghi…….
…..il medico pediatra riferiva “di un comportamento alquanto inusuale tenuto dalla bambina durante la visita domiciliare”: aveva divaricato le gambe chiedendogli di stare attento a non farle male nell’esaminare la farfallina”…. continua……..
 

REPORTAGE CAZZANO: L’ASILO DEGLI ORRORI.
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Cazzano San Andrea. Il giorno dopo la Cassazione il paese riaffronta una vecchia ferita mai sopita. “Si fa fatica a credere che quelle cose lì esistano” dice una anziana signora mentre va a fare la spesa, “poi basta che uno guarda i giornali e si vede che le stesse cose capitano da tutte le parti, poveri bambini”.
Già. I bambini. Oggi il primo pensiero va a loro. Dopo una condanna pesante in primo grado ed una inaspettata assoluzione in secondo, oggi i bimbi tornano protagonisti. Finalmente creduti. O perlomeno considerati.
“Si sa che i bambini hanno fantasie ma certi racconti non possono mica farli” dice un altro uomo, sulla settantina, a spasso col cane.
“Io non c’ho mai creduto in pieno a questa storia”, lo incalza una giovane donna, “poi dopo quello che è successo a Roma qualche domanda me la sono posta e nel dubbio il mio bambino lo controllo da vicino”.
Quando lo scandalo esplose il paese si chiuse a riccio e le famiglie dei bambini furono messe al bando. Isolate. Additate. Molte dovettero addirittura andare a fare la spesa nei paesi vicini, perchè il messaggio, chiaro, era che qui posto per loro non c’era.
Poi arrivò la sentenza di primo grado ed i racconti dei bimbi vennero resi noti a tutti.
E le cose, almeno in parte, cambiarono.
Come potevano bimbi così piccoli fare racconti così dettagliati? Come potevano descrivere minuziosamente i particolari fisici delle imputate, tra cui una cicatrice disegnata alla perfezione dalle piccole vittime che solo chi aveva visto da vicino poteva descrivere così minuziosamente?
Poi mentre i bimbi continuavano le terapie che lentamente cancellavano dal loro corpo ogni dolore, ogni malvagio ricordo, come un fulmine a ciel sereno la sentenza di secondo grado.
Fatta dal Tribunale di Brescia, dopo una camera di consiglio a tempo record, nemmeno quaranta minuti per annullare più di due anni di lavoro della Procura di Bergamo e stabilire che non solo i bambini non erano credibili ma che non era accaduto nulla.
“Fu un colpo per noi tutti” dice il padre di una delle piccole vittime, “non ci aspettavamo certo una piena assoluzione anche se in quel periodo Brescia era scossa dai casi degli abusi nelle materne ed erano nati dei movimenti che difendevano persone poi condannate. Noi stessi spesso al mattino trovavamo nella cassetta della posta dei volantini diffamatori contro di noi e contro chi ci aiutava. L’idea di farci passare per pazzi, di diffondere l’idea che ci eravamo contagiati, di descrivere i nostri figli come dei piccoli malati e fantasiosi, sono le stesse che oggi vediamo alla tv quando si parla di Rignano Flaminio e che ci riportano, dolosamente, a quei giorni”.
Incontriamo un altro genitore, ed anche in questo caso ne garantiamo la privacy, dietro esplicita richiesta. La sua bambina è stata per molto tempo malissimo. “A volte bastava che per strada vedesse una suora che cominciava ad avere convulsioni ed a farsi la pipì addosso dalla paura”.
Oggi la piccola “incomincia a stare meglio”, anche se “il percorso che ha davanti mi rendo conto essere ancora lungo”.
Lo stesso percorso affrontato dai genitori. “Il dolore dei racconti di nostra figlia, le infamie, l’emarginazione. Uno non è pronto e se non sei forte crolli”.
C’è un fattore che non viene mai considerato ed è proprio quello della mole di dolore a cui la famiglia di un bimbo abusato va incontro. Per questo quando si sente parlare di “genitori che si contagiano autoconvincendosi che i propri figli abbiano subito abusi” non si può che ridere. Amaramente.
Sulla sentenza della Cassazione, anche se la felicità è evidente, meglio non sbilanciarsi: “l’assoluzione di Brescia ha creato un pericoloso precedente e ora abbiamo deciso di concentrarci sui nostri bimbi. Lasciamo agli altri accuse e recriminazioni. Noi comunque vada abbiamo già perso, il primo giorno che abbiamo portato i nostri bimbi in quell’asilo e li abbiamo lasciati lì, abbiamo perso”.
Il discorso passa inequivocabilmente ai casi di Brescia, di Verona e di Rignano.
“Pensiamo spesso a quei genitori e preghiamo per loro”. Pregate? “Sì preghiamo, perché ci hanno tolto la serenità, ma la fede in Dio quella è nostra e non saranno certo questi simili esempi a togliercela”.
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