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Dentro l’abuso. Torniamo a parlare del maestro pedofilo: e di carabinieri e bambini eroi!

Dentro l’abuso. Torniamo a parlare del maestro pedofilo, ma con un altro punto di vista.
Di Aristide Mazza, maestro pedofilo di Bergamo in questi giorni molto abbiamo detto, ma soprattutto molto diremo. Specialmente  andando a rispondere alle domande che alcuni giorni fa ci siamo posti e che pare stiano trovando già delle risposte (ci sono altri bambini? Dato che non si diventa abusanti improvvisamente ha già fatto del male, impunemente, in passato? E via dicendo).
Oggi però torno sul fatto. Su quanto accaduto.
Con due esempi. Di coraggio. Sensibilità., Forza. Intelligenza.
Perché se ci lamentiamo spesso di come il mondo esterno non stia dalla parte dei bambini, è altresì giusto evidenziare quando quel mondo c’è, con che qualità riesce appunto ad essere presente.
Partiamo dal primo esempio: i carabinieri. Nello specifico quelli intervenuti sul caso.
Di loro si è letto solo che appunto l’hanno arrestato in flagranza di reato.
Io vorrei oggi non solo ringraziarli, ma spiegarvi cosa hanno dovuto fare (non entrando ovviamente nei dettagli dell’indagine!), ma soprattutto come si sono mossi.
Stavano in attesa, da diverso tempo. Controllando dall’auto civetta cosa stesse accadendo in quelle aule. E quando hanno visto il maestro allontanarsi con la sua vittima, e preparasi, eccitato, ad abusarla. Sono entrati. Pistola alla mano. Sfondando la porta e mettendo subito in salvo il bimbo e le manette al pedofilo. Colto , lo ripeto (e ho detto tutto) in flagranza.
Avrei pagato oro per vedere la sua faccia….ma non è questo il punto.
Il punto è che prima che carabinieri sono uomini. Magari padri di bimbi altrettanto piccoli. E che hanno dovuto tenere a bada quelle emozioni che, se sfociate, portano a lidi lontani da quelli per cui hanno indossato la divisa.
Ma il punto è anche che nessun bambino ha visto o sentito nulla. Che  hanno innanzitutto accolto, protetto e calmato la vittima. Poi hanno fatto sì che in tutte le aule venissero abbassate le tapparelle con una scusa, e gli alunni tenuti distanti dalla visione del maestro che incappucciato veniva portato via in manette.
Bravi. Davvero. Sembra scontato dirlo ma visto come altri soggetti intervenuti sulla vicenda (e non parliamo del mondo delle forze dell’ordine ma di quello della scuola) si sono mossi, il complimento/ringraziamento tanto scontato poi non è.
Un plauso poi per il modo in cui hanno accolto e preparato il bimbo vittima.
Secondo protagonista di questa storia.
Che bravissimo, ha parlato, ha chiesto aiuto ma soprattutto ha collaborato attivamente con i carabinieri (e qua non voglio dire di più!), con una forza ed un coraggio di cui andare orgogliosi. A vita.
La stessa forza e lo stesso coraggio che oggi servirebbe a tanti altri….

La foto del maestro pedofilo Aristide Mazza. E le ripercussioni.

La foto del maestro pedofilo e le ripercussioni.
Come avevamo facilmente intuito salgono i numeri delle vittime imputabili al maestro pedofilo, Aristide Mazza.
E sui giornali finalmente esce anche la foto.
Certo per qualcuno è caccia alle streghe, dimenticando che se le streghe ci sono quando vengono davvero trovate forse è il caso di cacciarle, per difendere quei soggetti di cui sempre ci si dimentica: i bambini.
Stavolta però pare che il dimenticato sia il pedofilo. Il cui nome sparisce da tutti i siti internet scolastici e che oramai sembra un paria, con nessuno che lo conosce.
E sì che era molto attivo. Volontariato, parrocchia, scuola, politica. Già pure questa l’ha dimenticato  e la Lega Nord che l’aveva come candidato Sindaco, oggi ne prende le distanze dicendo che non era “nemmeno tesserato” e che anche per loro era un “insospettabile”.
Intanto pare che i casi accertati siano già 4…..e se non fosse un gioco dell’orrore, scommetteremmo che potrebbero pure salire, visti gli anni di attività come maestro (e cittadino insospettabile) dello stesso…..
Nota: è un caso che in alcuni settori siano state cancellate/boicottate alcune nostre conferenze? Meglio che non si facciano emergere casi così? Chissà….

A processo preside, per aver coperto gli abusi del docente su 8 bimbi disabili.

Ci chiediamo sempre come sia possibile che certi abusi avvengano nelle scuole. E forse questa è una risposta:
«Un atteggiamento connivente volto a coprire gli abusi anche sessuali perpetrati da un insegnante di sostegno nei confronti di otto alunni minorenni e disabili dell’Istituto comprensivo di Cogorno». È durissimo l’atto d’accusa formalizzato dalla Procura di Chiavari nei confronti di Gianfranco Spaccini, attuale preside del liceo “King” di Genova e reggente della scuola nel levante all’epoca dei fatti. Spaccini, il prossimo 22 maggio, dovrà comparire in aula, per l’udienza preliminare. Con lui il professore arrestato a novembre, Emilio Cella, e una docente, Nicoletta Daniele. Il caso era stato rivelato dal Secolo XIX nei mesi scorsi, ma solo recentemente il nome di Spaccini è saltato fuori dalle carte dell’inchiesta. In particolare, è scritto nell’avviso di conclusione dell indagini preliminari, «nella sua qualità di dirigente reggente scolastico dell’Istituto comprensivo di Cogorno per il solo anno scolastico 2010/2011, Spaccini ometteva di denunciare all’autorità giudiziaria e di procedere disciplinarmente o di attivarsi per accertare, sanzionare e impedire la commissione di atti di percosse, ingiurie, minacce e altri abusi sui alunni diversamente abili e minori di età, ovvero atti sessuali o comunque osceni ascrivibili al docente di sostegno Emilio Cella». Una tela connivente che sembrerebbe esser stata finalizzata a coprire le presunte malefatte di Emilio Cella.» FONTE IL SECOLO XIX .

Maestro pedofilo bergamasco presto ai domiciliari?

Maestro pedofilo bergamasco presto ai domiciliari?
Ieri ne abbiamo parlato. Con toni volutamente provocatori. Oggi rientriamo nella normalità della anormalità.
Ponendoci le domande che spesso in questi casi ci poniamo ma anche interrogandoci, pubblicamente, sul futuro di questo tizio.
Lui A. M. maestro in una scuola elementare in provincia di Bergamo (scuola che apre abbia una levata presenza di bimbi stranieri e con handicap…), quasi sessantenne. Bravo parrocchiano e paesano, già presente nelle liste comunali alle precedenti elezioni, da martedì è dove tutti quelli come lui dovrebbero stare: in carcere.
Abusi per ora accertati pare su due bambini. Abusi accertati e certificati dalle riprese delle telecamere piazzate dalla Procura di Bergamo, che lo hanno quindi colto in flagranza di reato e senza le quali, temo, lui avrebbe già avuto quelle ignobili difese di piazza che ben conosciamo. Invece chi lo difende usa mezzi più subdoli, e coerenti, ma meno plateali.
Il paese è ovviamente sotto shock soprattutto per quella malsana idea (che citiamo ogni volta soprattutto nelle nostre conferenze) per cui il pedofilo debba per forza essere un mostro.
Pensando al pedofilo come ad un orco, un mostro appunto, ovvio che quando ce lo ritroviamo con la faccia rassicurante del maestro elementare a tutto pensiamo tranne che alla vera natura dei fatti.
È a causa di questa errata forma mentale che certi soggetti spesso la fanno franca.
Per questo forse è il caso di cambiarla, restituendo (nella follia) la normalità (capite vero cosa sto dicendo?!) all’anagrafe di questi predatori.
Uomini insospettabili. Dall’abile facciata. Spesso senza difetti alcuni. Ma dietro la facciata medesima, cacciatori di bambini.
Come dicevo in apertura oggi è tempo di domande e di riflessioni ad alta voce, mentre aspettiamo che il pedofilo venga interrogato.

Domanda numero 1: il soggetto scommetto fin d’ora sottolineerà che il suo stato di salute non è compatibile col regime carcerario. Magari soffre di cuore (vista l’età chi non ha qualche piccolo problema alle coronarie) e l’arresto non ha certo favorito l’equilibrio delle palpitazioni. Quindi, scommettiamo che a breve ce lo vediamo ai domiciliari?

Applicando peraltro la regola che non potrebbe fuggire né reiterare i fatti (essendo questi accaduti a scuola!).

2) I fatti…accaduti a scuola… questo ci porta alla seconda domanda.

Possibile che ancora una volta, durante le ore di lezione, si possano prendere bambini, allontanarli dalla lezione ed abusare ABUSARE SESSUALMENTE di loro senza che nessuno veda/senta niente?

3) A tal riguardo, cosa sta facendo la scuola per rimediare all’involontario danno arrecato? Ha a disposizione operatori che intervengano dando supporto a tutti i bambini e le loro famiglie?

4) Supporto…bambini e famiglie…rilanciamo un appello: i genitori delle vittime, ma anche dei bambini frequentanti la suola, che hanno bisogno di sostegno, ci contattino: info@associazioneprometeo.org oppure Tel. 035 656895 Grazie!|

Nota: ieri (anche a mezzo stampa) abbiamo sottolineato la bravura della Procura di Bergamo, nell’aver svolto le indagini. Oggi evidenzio la bravura e la professionalità de del Provveditore scolastico della provincia di Bergamo che ha immediatamente inviato all’ufficio regionale, la richiesta di sospensione cautelare del docente.
Perché la cosa mi sorprende? Perché se pensate a come si sono mossi nella vicina Brescia per la maestra arrestata (anche qua grazie alle telecamere) poiché picchiava i bambini, notate come ci sia un abisso di cultura tra i due interventi. Per ripassare:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/maltrattamenti_a_scuola.html

Maestro pedofilo. Beccato grazie alle intercettazioni. Cinico Blog!

Lo dico subito. Non so se il termine “beccato” sia gradito all’Accademia della Crusca. Ma credo che qua ci stia benissimo. Non per un disprezzo verso l’italiano di Dante sempre più sostituito dall’ita-g-liano del 2012, ma perché lo preferisco al verbo “incastrato”. Che mi sa di trappola in cui cadono i poveri topolini. Non i luridi pedofili.
Già. Perché il maestro 57enne della provincia di Bergamo, quello di cui i giornali non fanno trapelare nulla (peccato non abbia agito in Veneto: avremmo già foto, dati e indirizzo dove abita, su tutti i giornali!), né nome, né vera età, né paese dove ha agito (inzia forse per P…e finisce per o?), né quantità delle vittime e modus operandi nella scelta delle stesse, sia un lurido pedofilo. Non lo si può definire altrimenti.
E la parola lurido non nasce da un facile disprezzo che questo blog vuole provocare nei confronti della categoria, nasce dalle immagini delle intercettazioni ambientali che ancora una volta con grande professionalità le forze dell’ordine locali hanno utilizzato. Prendendo, anzi, “beccando” il flagranza di reato il lurido pedofilo.
Che ora aspetta in carcere di finire davanti ad un Giudice. Dove quasi sicuramente farà scena muta e poi magari chiederà ai suoi legali di farlo passare per malato.
Proprio lui “persona perbene”, “stimatissimo”, “bravo maestro”, politicamente impegnato …
Intanto la moglie lo aspetta a casa coi suoi due figli (Signora, ha già fatto domanda di divorzio e bruciato in piazza tutte le sue cose?).
E mentre suggeriamo ai familiari dei bambini abusati dal lurido di contattarci al più presto, vi saluto. Con il tipo di post che rendono particolarmente sgradito questo Blog, i post della serie Cinico Blog. Dove si accantona il buonismo, il politicamente corretto e si grida ad alta voce che vogliamo sapere chi è il cancro che attanaglia la nostra società. Dato che pare sia l’ultimo modo rimasto per difendere i nostri cuccioli dalla distruzione della specie…
Nota: a breve torniamo sull’argomento…
Nota 2: per ribilanciare l’ambiente, sabato a Bergamo nuova riunione coordinamento nazionale vittime pedofilia. Proprio per dare un segnale forte e ricordare che nessun dolore (e nessun abusante) “vive” per sempre…!

Quando le maestre mamme diventano maestre streghe – una riflessione.

Si continuano a registrare casi di maestre che picchiano i propri allievi.
Al riguardo vi riportiamo un ottimo intervento apparso alcuni giorni fa su Il Giornale a firma di Karen Rubin, ch ein tanti ci avete segnalato:
http://www.ilgiornale.it/interni/cosi_maestre-mamme_diventano_maestre-streghe/25-03-2012/articolo-id=579281-page=0-comments=1

Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili. Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!

Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!
Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili.

Alcuni giorni fa abbiamo raccolto l’allarme di una sua possibile imminente scarcerazione.
Qua, con quel linguaggio burocratico tipico del carteggio legale, riportiamo i motivi per cui il predatore di bimbi disabili è in carcere:

<< Il Materi è imputato dei seguenti reati commessi tra il 2006 ed il 2009, per i quali è detenuto dal 20 06 2010 presso la casa circondariale di Potenza:
1)   …poiché consapevolmente si procurava e deteneva materiale pornografico e in particolare files di immagini e video cifrati, realizzati utilizzando minori, anche di tenera età, prevalentemente di sesso maschile, nudi in pose lascive e/o impegnati in atti sessuali, scrupolosamente archiviati in varie cartelle salvate nell’hard disc in uso al predetto.

Con l’aggravante di aver detenuto un ingente quantità del materiale su indicato, stimabile all’incirca in 380 gigabytes;
2)… poiché utilizzando minori degli anni 10 e in particolare X.Y.. (nato nel 2001) e Y. X. (nato nel 1999) entrambi con ritardi psichici, affidati per ragioni di istruzione al Materi in servizio in qualità di insegnante di sostegno dei predetti presso scuole elementari di Matera e di Tricarico, realizzava esibizioni pedopornografiche e/o produceva materiale pedopornografico;
3)… poiché abusando delle condizioni di inferiorità psichica dei minori su indicati, nonché del suo ruolo di insegnante di sostegno, induceva i minori di anni 10, indicati nel capo di imputazione che precede, a subire atti sessuali (rapporti orali e masturbazione).
Nel corso dell’interrogatorio condotto il 28 06 2011 nell’udienza di convalida dell’arresto da parte del Gip il Materi dichiara: “mi assumo tutte le mie colpe perché mi rendo conto di aver commesso quei reati che mi vengono contestati e, dunque, non mi resta che confermare la mia disponibilità a collaborare e di essere aiutato perché voglio uscire fuori da questo incubo…mi rendo conto di essere affetto da questa malattia, di essermi reso conto negli ultimi anni, però più volte ho cercato di smettere, però poi dopo un po’ era come una dipendenza e quindi ritornarvi ad esser ricoinvolto in questo vortice…sarebbe mia intenzione farlo (sottopormi a cure) eventualmente mi venga data la disponibilità…
Il Materi esclude infine attenzioni sessuali nei confronti di altri bambini, anche nel corso dei viaggi praticati all’estero (Svizzera, Russia, e Paesi del Sud Est Asiatico). >>

Questi i capi di imputazione, sufficientemente eloquenti.
Partiamo però dalla nota conclusiva.
Come vedete Materi esclude subito altri abusi. E quando gli vengono fatte domande su un presunto abuso da lui compiuto in Svizzera si avvale della facoltà di non rispondere.
Facoltà che ancora una volta, a fronte di prove granitiche, verrà meno e lo porterà a confermare quanto da noi già raccontato in passato e che spieghiamo riportandone appunto le parole (vedi nostro post del 15 marzo 2011):
… dopo avermi portato a casa mi ha fatto giocare con suo figlio. Ha permesso che lo fotografassi. Poi ha avuto con lui un rapporto orale”…. I magistrati gli hanno chiesto se lui era lì solo per fotografare. E il maestro ammette anche l’abuso: “Ho avuto un rapporto completo con il bambino. Il padre era presente. Con lui concordai il prezzo: 300 euro. Pagai la mattina dopo, quando mi accompagnò alla stazione“-
Il maestro ha spiegato anche che il bambino durante l’abuso dormiva. I magistrati gli hanno chiesto  se era stato drogato. “Ho visto il padre dargli della coca cola, ma non so se prima gli avesse dato altro. Il bambino dormiva”.
Fino a quando non gli viene mostrata la prova provata quindi Materi mente, sapendo di mentire. Atteggiamento questo tipico di chiunque abusi.
Ma andiamo avanti nella lettura della relazione del Tribunale di Potenza.
Partiamo dalle condizioni mentali del soggetto, che lo diciamo subito è perfettamente in grado di intendere e di volere:
Materi leggiamo “è lucido, orientato nel tempo,nello spazio e rispetto alle persone…la coscienza dell’Io è nella norma. Anche le funzioni mnesiche e operative si svolgono nella norma”.
Salto questa parte per non cadere nuovamente nelle trappole del burocratese e riporto solo un altro passaggio, necessario alla comprensione di questi individui:
”i fatti per cui è imputato sembrano turbarlo, ma probabilmente non quanto appaia. I riferiti vissuti di rimorso sembrano in qualche modo rappresentati in maniera amplificata e formale”.
I pedofili non provano pietà. Né empatia per le loro vittime. E questa è l’ennesima riprova.
La relazione prosegue con l’analisi del rapporto con i suoi familiari. Che saltiamo per rispettarli, essendo anche loro vittime ma soprattutto non essendosi mai esposti contro bambini  ed in sua difesa, mettendosi quindi al suo livello, come altri pessimi esempi hanno fatto.
Evidenziamo solo che il rapporto con la famiglia è buona e che pare sia cresciuto in un ambiente sereno, anzi, “in quanto ultimogenito è stato particolarmente coccolato e viziato”, altra immagine che cancella chissà quali profili di ambienti abbietti e degradati alle spalle di questi predatori.
Nel periodo del tirocinio prelaurea intorno ai 22 anni di età si accorge di avvertire delle pulsioni verso i bambini delle elementari dove lavora, “pulsioni accompagnate da fantasie e masturbazione”.
Interessante anche qua l’analisi dello stesso: “non trovo la radice perché non sono stato vittima di abusi…quando ho iniziato il tirocinio mi sono sentito attratto…poi facevo delle fantasie…li immaginavo nudi, io che toccavo…bambini intorno ai 10 anni, senza violenza …mi dicevo che era una cosa passeggera…”.
Visto? Non ha subito violenze quando era piccola, tutt’altro.
Dedichiamo questo passaggio a certi tuttologi che ancora oggi dicono che i bimbi abusati diventeranno pedofili.
Nel 2006 Materi sposta le sue fantasie nella rete, serbatoio infinito di orrori, che gli permette appunto di trovare quanto vuole.
Dalla rete scarica materiale pedofilo (filmati “finalizzati a raggiungere l’eccitamento e l’orgasmo”) ed entra in contatto con altri predatori, tra cui un “pezzo grosso” della Malesia. Un collezionista che poteva fornire “materiale raro da lui prodotto”.
Non commentiamo questi passaggi degli di un episodio di Criminal Minds, poiché crediamo siano fin troppo chiari. Ed acceleriamo la nostra lettura (eventualmente recupereremo in futuro le parti che saltiamo) per arrivare al punto conclusivo. Materi accetta le richieste di produrre pure lui materiale pedofilo. E lo fa, sfruttando due bimbi gravemente disabili che gli sono assegnati in qualità di insegnante di sostegno.
Il primo bimbo che nel blog chiamammo Antonio è molto legato a Materi.
E lo stesso, per tutta risposta, viola la fiducia abusandolo (e filmandone gli abusi) nei bagni della scuola. Ma nessuno ha mai visto né sentito nulla. Il Materi sarà suo insegnante per due anni scolastici.
Il secondo bimbo che chiameremo Max (un onore darti il mio nome!) quando gli viene “affidato” ha 7 anni. Sta con lui 28 ore alla settimana.
“È minuto di corporatura, affetto da una forma di autismo medio – grave e presenta difficili problemi di gestione.”
Uno dei filmati che il Materi posta è fatto nell’aula di computer della scuola, col bimbo seduto davanti al pc e obbligato ad un rapporto orale.
Salto i dettagli sugli abusi, che credo siano a questo punto chiarissimi e concludo, non prima di ricordare che anche stavolta nessuno vede/sente nulla.
“Il Materi presenta un disturbo parafilico tipo Pedofilia” dicono i periti a fine osservazione, “ questa patologia non altera la sfera cognitivo volitiva né l’esame di realtà… questi non hanno mai inficiato la capacità di intendere il valore delle proprie azioni e la capacità di liberamente autodeterminarsi”.
Anzi, “al momento dei fatti per i quali è a processo il Materi aveva capacità di intendere e di volere…
Il disturbo individuato nel Materi comporta INDUBBIAMENTE una potenziale pericolosità sociale, tendendo per SUA NATURA a riproporsi in circostanze occasionali facilitanti”.
Materi è quindi ritenuto pericoloso.
Per questo motivo siamo sinceramente preoccupati.
Dato che stanno finendo i termini di custodia cautelare, ma soprattutto il processo corre un grave rischio, secondo quanto ci conferma una delle famiglie parti in causa. Quello cioè di ripartire da capo. Cambia (per trasferimenti) parte del collegio giudicante e quindi c’è il rischio di un nuovo processo.
Con tempi quindi ancora più lunghi. Nuove perizie (queste non sarebbero più utili), ma soprattutto il Materi, pedofilo pericoloso, presto in libertà.
Terremo la situazione monitorata e vi faremo sapere.
E ci batteremo, insieme a voi, affinché soggetti così in libertà non possano tornare!

- continua -

I PAOLINI DELLA anti ANTI-PEDOFILIA:
Predatori di bambini.
 PARTE TERZA.
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Valerio Apolloni secondo la Corte d’appello di Torino, in una dettagliatissima e “ricca” sentenza è pedofilo. Con lui, come lui Vanda Ballario . La sentenza restituisce dopo anni di soprusi dignità alle vittime. Non solo di Torino. Poiché, dati scientifici alla mano ricorda come e quando un abuso si manifesta, spazzando via le assurdità dei contagi e le solite sciocchezze che qua, scomodamente, contrastiamo.
Apolloni e Ballario sono stati condannati in secondo grado (ora si attende la Cassazione, sperando che nessuno ……) col rito abbreviato a soli 2 anni e 6 mesi di carcere (che non faranno mai) ed a 100mila euro di risarcimento danni (che non pagheranno mai).
Pescando ancora una volta a caso riportiamo alcuni stralci della sentenza, come richiesto dai genitori delle vittime:
<< “VANDA e VALERIO mi toccavano la patatina…VANDA mi metteva il dito qui (indica i genitali davanti)….e VALERIO qui (indica dietro)…i bacini al pistolino li dava XX”. “È un dialogo faticoso e stentato, la bambina è molto agitata ed infine mi dice “loro mi hanno detto che mi fanno tanto male…io non riesco a dire la verità”. La psicologa ha evidenziato tuttavia alcune rivelazioni e atteggiamenti di BAMBINA caratterizzati da elevata spontaneità (cioè non etero-indotti) come quando ha indicato il <<pistolino>> di VALERIO mettendo le mani in mezzo alle gambe. (…) Il linguaggio usato dalla bambina, la gestualità, le emozioni connesse appaiono compatibili con l’aver vissuto personalmente esperienze sessuali di tipo adulto. Il linguaggio utilizzato ha modalità infantili, è imperfetto, a volte confuso, la gestualità spontanea e non controllata”. Nelle false rivelazioni invece compare una stereotipia particolare ed il racconto appare come una lezione imparata a memoria, con connotazione emotiva spenta o incongrua…” – “mentre ritaglio gli spiego che vorrei capire meglio i giochi che faceva all’asilo; BAMBINO abbassa la voce quasi non volesse far sentire alla madre che è fuori e dice <<non riesco a dirlo>>….sempre a bassa voce mi dice <<ho toccato il pistolino di VALERIO…gli davo le leccatine>> Prende le mano e accosta le labbra facendo un gesto tra il leccare ed il succhiare, <<mi ha fatto la pipì qui>> indicando la guancia….Mentre parla diventa sempre più arrabbiato…. <dove eri? (gli chiedo)>>, quasi urlando risponde <<all’asilo>>.
Mi dice << scrivi che sono stati cattivi…mi hanno dato gli schiaffi…mi hanno fatto la pipì addosso….mi ha fatto la pipì in bocca….Valerio ciccione, sederone tanto grosso>>. Riprende i disegni, aggiunge dei particolari e mi dice che non vuole più parlare di questo”.
 
Apro una piccola parentesi e scusandomi per i particolari crudi penso alla stessa cosa che mi è venuta in mente scrivendo il libro su Tommy. Provo ad immaginarmi, non riuscendoci credo, la paura provata da quello come da questi bambini. E la rabbia, tanta, comincia a montare……
 
“Psicologa: “facciamo finta che è una macchina fotografica” -
BAMBINO si tira giù i pantaloni e le mutandine, si mette in posa con le braccia aperte, quasi una danza poi dice “anche così”, prende il pene con le mani e lo mostra, fa alcune pose muovendo le braccia….”.
(…) La comunicazione gestuale di BAMBINO che si mette in posa, tira giù le mutandine, esibisce il pene, si attende il clic della macchina fotografica, appare fortemente sintomatica di un’esperienza realmente vissuta.”
“Le risultanze degli accertamenti psicologici risultano “compatibili con la complessità di una situazione di abuso extrafamiliare avvenuto in un contesto scolastico su bambini di età di 4 anni i cui genitori avevano avuto piena fiducia nel personale dell’asilo né esprimevano pregiudizi o rivendicazioni”.
Per oggi può bastare……….
 
P.S.: Purtroppo la difesa ad oltranza portata avanti in questi anni da parte dei familiari temiamo abbia bloccato x sempre ogni possibilità di tentativo di cura degli stessi predatori, rendendo impossibile una già di per sé innaturale riabilitazione……
totò falsario
P.P.S.: Ieri abbiamo parlato di Stalking e del convegno che come Associazione abbiamo organizzato (ancora una volta autotassandoci perché si sa i fondi li muove la politica e li dà ai soliti incompetenti, ma di questo ne riparliamo magari in un apposito post) ed a ben pensarci pure noi siamo vittima di un certo tipo di Stalking dato che certa brava gente da anni segue tutto quello che facciamo, tutto quello che si scrive su di noi, si inventa un sacco di palle (non sapendo dove attaccarsi…d’altronde non sempre ci sono dei bambini disponibili) segno quindi di un evidente squilibrio a carattere psicotico che qualcuno è ora cominci a “curare”…….
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