Archivi per la categoria ‘abusi nelle scuole’

Abusi su bimbo autistico. Un arresto a Roma. Vogliamo sapere chi è?!

abusi e handicapLo gridiamo da anni. Ma, rispetto ad altri temi (chiesa e pedofilia, su tutti)oggi finalmente “accolti” dall’opinione pubblica) su questo ancora dobbiamo lavorare. E denunciare. Gridando forse più forte di prima. Parlo del tema “ABUSI A DANNO DI DISABILI” (bimbi, ma anche adulti con gravi infermità fisiche o mentali). A Roma (finalmente) un altro pedofilo travestito da educatore è stato arrestato. Avrebbe dovuto accudire un bimbo autistico, invece lo abusava. Spesso a scuola.,Nei bagni della stessa. Senza che nessuno vedesse, capisse, sentisse. A quando una sentenza che denuncia come colpevoli tutti quelli che voltano la faccia dall’altra parte? Possibile che nessuno senta un bimbo gridare o lo veda piangere? Che nessuno in quei momenti entri in bagno? Questa triste vicenda me ne ricorda un’altra. Che abbiamo seguito da vicino e che ricorderete. Quella di Materi. Faceva la stessa cosa ed era in contatto con una rete mondiale di predatori di bambini disabili. Oggi sconta 16 ani di carcere. Speriamo capiti lo stesso al predatore di Roma. Del quale vorremmo nome  e generalità, per fare eventualmente emergere, altri possibili casi.

Dalla pagina Facebook.
A cura di Blog Staff.

La lettera di un padre e i danni dell’abuso.

pedofilia a Brescia

 

E poi alle 3,17 di notte ti arriva una lettera così. Da cui ometto alcuni passaggi, troppo “forti”, ma che nella sostanza resta quello che da sempre sostengo: a noi importano solo i bambini, uniche vittime, e li difenderemo anche a costo di sacrificarci per loro. Una solo cosa dico pubblicamente: credimi nuovo amico mio, nessun dolore è per sempre! E al tua “bambina” sono certo tornerà alla vita!

<< Gent.mo dr. Frassi, oppure Max, forse Max è meglio se me lo permette, anzi se me lo permetti ti chiamo così. (…)
Leggo oggi tramite mio fratello che è XXXX e in qualità di xxxx della Guardia di Finanza di XX  partecipa spesso ai tuoi corsi di formazione per le forze dell’ordine,  la lettera che hai ricevuto dalla figlia del bidello pedofilo condannato dalla Cassazione.
Tu non mi conosci. Anche se per questi soggetti sei l’untore che in realtà mi avrebbe convinto a denunciarli, tu non mi conosci e se ben ricordo entrasti nella vicenda a processo già iniziato. Se solo avessimo saputo prima che esistevi forse le indagini le avrebbero fatte diversamente, altro che untore, saresti stato il portatore di giustizia.
Ma non del processo ridicolo che voglio parlarti. Tu non sei Giudice e non lo sono io. No,voglio parlarti di mia figlia YY che a distanza di più di 10 anni benché maggiorenne sta malissimo.
Perché l’abuso non si estingue con l’atto sessuale. L’abuso te lo proti per tutta la vita e non ne guarisci più.
Lei la tenevano stretta per le braccia e alla gola e oggi le braccia e la gola sono ricoperte da chiazze rossissime che vanno e vengono. Ha degli eritemi che non puoi immaginarti e che nemmeno il cortisone riesce a spazzare via perché come hanno detto tutti gli specialisti sono di natura “psicosomatica”. Certo d’altro canto è una bambina “visionaria”, che accusa poveri innocenti bravi padri di famiglia quindi ci sta che sia visionaria (….).
….e come se non bastasse le braccia, dovresti vederle le braccia. Purtroppo ha ancora oggi atti di autolesionismo e le braccia sono una unica piaga rossa piena di cicatrici e tagli freschi. Sai papà, mi ha detto, quando mi taglio sto bene perché non penso a loro.
Loro sono quelli che lei è convinta ancora oggi tornino per ucciderla, perché ha parlato, perché li ha denunciati. Loro sono quelli per cui negli ultimi 10 anni lei ha dovuto prendere psicofarmaci e ha avuto problemi di alimentazione. Loro sono quei bravi padri di famiglia che tutti conoscono bene e che no figuriamoci se sono pedofili, meglio sparare a zero al Frassi di turno, perché contro la pedofilia siamo tutti a favore ma quando poi tocca nostro padre ecco che allora la pedofilia non esiste.
Mia figlia è arrivata all’età di 15 anni a pesare nemmeno 35 chili. Ha avuto mesi e mesi di ricoveri. Ha tentato due volte il suicidio. Non ha amici. Non ha amiche super esperte avvocatesse e criminologhe a quanto pare,  che la difendono e coccolano sui social network (……).
La nostra vita è finita là (….)…avremmo dovuto farci giustizia da soli, saremmo già usciti (….).
Io non so se mia figlia tornerà alla vita, tu Frassi vedo che oggi lavori sempre più con le vittime ma ti chiedo di tornare a fare quella lotta culturale che apre gli occhi alla gente e che disturba i pedofili. Io mi fermo qua. Ho già avuto due infarti e altro non posso fare. Ma non mi rassegno a vedere mia figlia spegnersi giorno dopo giorno. Lei ora non vuole vedere nessuno, però spero un giorno trovi la forza di venire da te.(…)
Cosa ne sa questa gente delle notti passate a cullarla come fosse una neonata perché sapeva per certo che sarebbero venuti a prenderla? Cosa ne sanno della festa di carnevale annullata a casa nostra perché ebbe un attacco di panico vero e proprio? Cosa ne sa degli sguardi degli altri bambini o delle loro mamme che la reputano infetta? Cosa ne sanno dei pasti saltati, delle notti insonni, delle vacanze al mare annullate dovendo tornar e a casa prima perché lei lì era sicura di averli visti in spiaggia e magari era solo qualcuno che assomigliava loro ma lei poi non dormiva più e stava malissimo? Cosa ne sanno degli amici che non vengono più a trovarti o del prete che tifa capire che è meglio se cambi oratorio e le fai fare catechismo altrove? Non sia mai che pure lì contagia qualcuno (….) O in realtà lo sanno, lo sano eccome perché loro ne sono la causa. (.…)
Io sono stato un padre di merda. Non ho capito. La lasciavo tranquillo a scuola e i suoi per me e mia moglie (e pure i miei genitori) erano solo capricci. I capricci che fanno i bambini perché vogliono stare a casa dall’asilo. Invece quei capricci erano il suo modo per dirmi ti prego salvami! E io Frassi, non l’ho salvata. Capisci? Non l’ho salvata! Mi toglierei la vita per questo ma prima voglio che lei torni a vivere, dopo potrò morire pure io  La mia vita non ha senso, ma ha senso che viva lei. Dimmi sarà così? Dillo a un padre che non ci crede più. E soprattutto promettimi che continuerai a darci voce(….) e se c’è qualche psicopatico che ti chiama guru ridici sopra. I tagli di mia figlia sono l’unica risposta che devi dare a loro (…).
Oggi è la festa del papà. Non so se hai figli. Ma so che ne hai tantissimi e tra questi spero un giorno anche la mia bambina. (…)
GRAZIE! >>

Battista Maggioni è pedofilo anche per la Cassazione. Ma allora a Brescia….

Chissà se scriveranno ancora email agli enti dove dovevamo tenere conferenze e corsi dicendo che i matti siamo noi e che non ci devono ospitare. Ora è ancora più evidente che chi non ci voleva doveva tutelare sé stesso, dal poter abusare impunemente.
E se lui è colpevole, chi sono i suoi complici? A noi, perdonate, non interessa più. Ci interessa il lavoro che oggi facciamo di recupero delle vittime. Al resto ci pensi, se lo vuole, la Procura…

battista maggioni condannato in cassazione bidello pedofilo brescia

 

<<Una vicenda giudiziaria che da infinita é diventata finita. Tredici anni dopo l’inizio dello scandalo che aveva scosso un’intera città. Ci sono voluti nove processi per conoscere l’atto conclusivo.

La corte di Cassazione ha condannato a 13 anni di carcere Battista Maggioni il bidello della scuola materna Abba, arrestato nel 2002  con l’accusa di aver abusato di quattro bambini.

La sentenza é arrivata dopo quattro ore di camera di consiglio. Rigettato il ricorso dei legali del bidello che era già stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano, a tredici anni, dopo che per tre volte la Cassazione aveva annullato la sentenza di assoluzione pronunciata in appello.

Il bidello della scuola materna cittadina Abba era stato condannato a 15 anni in primo grado il 3 dicembre 2004, pena poi ridotta a 13 nel primo appello a Brescia. Successivamente arrivarono assoluzioni, ricorsi , annullamenti di sentenze e nuovi processi. Fino al nove luglio di due anni fa, con la condanna a 13 anni ora diventata definitiva.>>

 

Fonte: http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/abusi-all-asilo-condanna-confermata-per-il-bidello-1.1977200

Allarme pedofilia nel mondo sportivo! Segnalateci i vostri casi!

Allarme pedofilia nel mondo dello Sport. Segnalateci i casi!

maestro di karate pedofilo

Senza voler fare del facile cinismo, la prima cosa che ci viene in mente è che pare la scoperta dell’acqua calda. Interviene pure la Gazzetta dello Sport che lancia l’allarme e dedica ben due pagine al preoccupante fenomeno.
Ovvio, come diciamo da sempre, che il pedofilo non lo troverete certo in un centro anziani. Forse meno ovvio pensare che in un ambiente (apparentemente) sano come quello dello sport si annidi invece un predatore di bambini.
Ma le cronache degli ultimi anni invece ci hanno permesso di vedere che il settore dello sport giovanile (qualsiasi sia la disciplina) annida al suo interno tantissimi soggetti mossi da intenzioni tutt’altro che educative e “sportive” appunto. Soggetti, ricordiamo, spesso protetti dagli organi direttivi di suddette discipline sportive, che con la scusa di non “volere scandali” diventano complici di pedofili!
Ultima in ordine di tempo la notizia del coach di calcio di una squadra milanese (lui sessantenne, nessun precedente penale, sposato e con prole, insomma il “solito” insospettabile) e prima ancora ricordiamo tutti i casi di pedofili nel mondo del karaté (vedasi questo caso che nel 2015 approderà in cassazione: http://www.massimilianofrassi.it/blog/category/maestro-di-karate-pedofilo  ) , della pallavolo, del pattinaggio artistico, piuttosto che del tiro con l’arco  (a proposito…grazie comitato ….. urge però un contatto diretto! Garantiamo privacy).
Per questo lanciamo un appello:
segnalateci casi (già conclusi o appena avviati o da avviare) di cui siete a conoscenza di gravi forme di maltrattamento o abuso sessuale nel mondo dello sport.

Noi terremo nei giorni a venire l’argomento monitorato con articoli, video e quant’altro. Grazie!
Per contatti: Tel. & Fax: 0364/880593 oppure prometeobergamo@yahoo.it

Massimiliano Frassi

 

Conselice: bimbi costretti a mangiare il vomito!

Conselice: bimbi costretti a mangiare il vomito.
maltrattamenti asilo di conselice

Leggiamo sui giornali che entra nel vivo il processo alle “maestre” dell’asilo Mazzanti di Conselice.
Ho avuto l’onore di conoscere alcuni dei bimbi vittime di questi soggetti e non posso che ribadire la grandezza d’animo, ma soprattutto al forza. Perché quando vieni a sapere che al tuo bambino di ¾ anni, che pensavi sereno all’asilo, “veniva fatto mangiare il proprio vomito”, che se “veniva preso di mira era (per lui) la fine”, che i piccoli venivano picchiati, strattonati, chiusi nel buio nello sgabuzzino delle pulizie solo perchè chiamavano la mamma, bhè non posso che elogiarli. Non fosse altro che per la pazienza. Nell’aver consegnato alla Giustizia italiana la loro rabbia. Senza essersi messi al livello di queste luride malavitose. Sarebbe stato troppo facile farsi giustizia da soli. Ma la vostra pulizia d’animo vi ha impedito di farlo. E oggi che avete restituito il sorriso ai vostri figli, voi e solo voi avete vinto.

Grazie per l’esempio che siete!

p.s. un plauso speciale agli uomini dell’arma dei carabinieri della locale stazione. Loro sanno il perché. Io pure…
Massimiliano Frassi

 

Nota: Due maestre sono già state condannate in abbreviato a tre anni e due mesi e a un anno e otto mesi: si tratta della coordinatrice Monica Medri, 52 anni, e dell’ ausiliaria Aba Nigro, 45. L’educatrice 45enne Michela Brunetti ha invece patteggiato un anno e otto mesi all’inizio del processo entrato nel vivo nella mattinata di mercoledì, 12 novembre, e che vede ora come unica imputata una quarta maestra, la 59enne Alba Alberti, educatrice referente per il Comune di Conselice e tirata in ballo non per i maltrattamenti ma per favoreggiamento perché pur sapendo avrebbe ostinatamente taciuto. La donna è difesa dagli avvocati Giacomo Foschini e Antonio Penserino. In parte civile figurano i genitori di sei bimbi e il Comune conselicese con l’avvocato Alessandro Melchionda.

Una 34enne ausiliaria dell’asilo originaria di Mugnano (Napoli) ma residente nel Ravennate ha riferito di «episodi ripetuti» nell’ambito dei quali se «un bambino veniva preso di mira, per lui era la fine: se non voleva stare seduto, veniva alzato e sbattuto». In particolare «se un bimbo era tranquillo, veniva lasciato perdere. Se invece piagnucolava, veniva massacrato». E poi c’erano «tirate per i capelli e qualche ceffone, magari di nascosto per non lasciare segni». A suo dire, la referente del Comune ora imputata, descritta come una educatrice molto brava, era stata avvisata «senza giri di parole», di quanto accadeva là dentro. Ma la donna, assieme alla quale lei in quel periodo lavorava in coppia, le faceva notare che «i bambini della nostra sezione stanno bene», e che «quelle», cioè le maestre poi condannate, «sono pazze, lasciale stare». Secondo la teste – riporta sempre Ansa.it – l’ispiratrice di tutto era la Medri verso la quale le altre nutrivano una specie di timore-sudditanza: tanto che quando per un periodo fu in malattia, «l’asilo sembrava rinato». Un clima insostenibile, tanto che «abitavo a 3 km dall’asilo, ma era diventato un incubo andare al lavoro».

I maltrattamenti ai bimbi dell’asilo sono emersi netti anche nelle parole di una seconda maestra, un’educatrice 42enne ravennate che ha preferito farsi trasferire piuttosto che rimanere là dentro. «Ho visto bimbi offesi, percossi, isolati in stanze buie. Ogni giorno». Ha poi raccontato davanti al giudice Corrado Schiaretti e al Pm Stefano Stargiotti di «una bimba inappetente che rigurgitava il cibo. E allora la Medri la obbligava, aprendole le mandibole, a mangiare quanto rigurgitato mettendole in bocca il cibo a forza. La bimba vomitava e lei insisteva». In un caso «un bimbo fu costretto a mangiare il cibo rigurgitato». La referente comunale, anche secondo lei sapeva di quella situazione: «Non so se su episodi specifici, ma su offese e strattonamenti certamente sì». Nonostante ciò, diceva che «non è un problema suo, che non ci poteva fare nulla». Fonte: Ravenna.it  13.11.2014

 

Condannato anche in appello il maestro pedofilo!

Pena confermata. 10 anni al maestro pedofilo.

Aristide Mazza

Non sono servite (non è più tempo….) le manifestazioni di piazza, le raccolte firme e tutto il solito campionario/bestiario. Le immagini inequivocabili che si sono presentate ai carabinieri (i quali ricordiamo lo arrestarono in flagranza di reato!) sono servite per ottenere giustizia.
Ed il secondo grado ha riconfermato in toto la condanna di Aristide Mazza ex maestro delle scuole elementari di Palosco (Bergamo). Ora speriamo arrivi in fretta al cassazione e poi si spalancheranno le uniche porte adatte per questi soggetti: quelle del carcere. Lì almeno non ci so bambini….non come nell’oratorio dove faceva il volontario in attesa del processo…
aristide mazza maestro pedofilo

Capo di Ponte: condannata la maestra Antonella Capozzo!

Ennesimo processo terminato. Ennesime forche caudine da sopportare e attraversare. Per i carnefici? Macchè, per le vittime.
Bambini (e genitori) oltraggiati, dai soliti idioti. Complici nel nome del “li conosco bene non sono delinquenti”.
E’ stata condannata, dopo un lungo processo (lungo anche per i costanti rinvii….)  la maestra di Capo di Ponte, nota località sede degli storici graffiti rupestri, Antonella Capozzo.
Irrisoria la pena (un anno a fronte dei 4 richiesti dall’accusa e 8mila euro di risarcimento danni), ma fondamentale per chiedere scusa a quei bimbi, nel nome del popolo italiano.
Questo l’articolo che abbiamo ricevuto stamani con preghiera di pubblicazione, in questo blog sempre più a vostra disposizione:

antonella capozzo maestra maltrattante

“Finalmente giustizia è stata fatta , soprattutto per i nostri bambini. Ci sono voluti 2 anni e non è sempre stato facile. Ci riferiamo alle brutte chiacchiere che sono state messe in giro su questi bambini e gli odiosi commenti su noi genitori.  Noi abbiamo agito solo per il bene dei nostri bambini. Purtroppo in questo mondo, sempre più spesso, gli ultimi ad essere difesi,  sono proprio i bambini, ma fortunatamente il giudice ha valutato in base alle prove, i video dei Carabinieri e non sulle tante chiacchiere fatte.  Il sistema scolastico se vuole essere il numero uno, deve togliere le mele marce. Quando si lavora a contatto con bambini, ci vuole umanità e non violenza. Fare l’insegnante non vuol dire solo, seguire il programma. Pensiamo e siamo convinti che soprattutto i primi anni della primaria, proprio perché i bambini hanno la loro prima esperienza con il mondo della scuola, un’insegnante debba trasmettere curiosità per la materia, catturare l’attenzione e invogliarli a sapere. Una vera maestra sa far assaggiare al bambino  tutte le materie in modo da scoprirne le doti e stimolarlo alla ricerca, solo così potrà far nascere passioni e interessi . Ricordiamo che avevano 7-8 anni (…) Tutti siamo andati a scuola e solo quando si incontrano maestri  o professori  che ti danno fiducia, amore, stima, che ti dicono “dai che ce la fai” allora vien la voglia di  impegnarsi e la fiducia in se stessi. Se noi emarginiamo o facciamo sentire sbagliati questi piccoli, come possono ricevere il messaggio positivo e fargli sentire che c’è chi crede in loro. Per questo motivo le mele marce vanno tolte, da tutta Italia, non si può giocare con la vita dei bambini ed il loro futuro. Infine, a tutte quelle persone che ci hanno domandato se non avevamo vergogna a rovinare la vita ad una così brava maestra. Pensiamo che la vergogna debba avercela lei, è lei solo la responsabile dei suoi guai, dal momento che ha scelto di agire così con i bambini , si prenda la responsabilità dei suoi gesti, nessuno l’ha obbligata, perché è tempo e ora che se la prenda questa responsabilità. Ma così vale per tutte quelle persone che sono coinvolte in maltrattamenti su minori. Vergogna. Poi l’ignoranza più totale è pensare che, se sono stati picchiati è perché sono delinquenti, vorrei vedere se fosse accaduto ai figli i queste persone. Guai toccare un cane però! I nostri figli sono meno di un cane?
Perchè è tanto difficile da parte di alcuni adulti, amare anche i figli degli altri?
Vorremmo ringraziare tutti i Carabinieri di Capo di Ponte , in particolare il maresciallo Schiattarella, un grazie anche all’avvocato Agosti e all’associazione Prometeo che ci è stata vicina, grazie Max e un grosso bacio a tutte le persone che si sono interessate ai nostri piccoli. “
I genitori di Capo di Ponte .

Verso la conclusione il processo alla maestra Antonella Capozzo.

Riceviamo e pubblichiamo, visto anche il vergognoso silenzio caduto su questo doloroso caso. Doloroso ovviamente solo per le vittime….: i bambini!

antonella capozzo maestra maltrattante

“Si è svolto nei giorni scorsi a  Brescia uno degli episodi finali riguardo il processo alla maestra Antonella Capozzo. Penso di non aver mai assistito a un gruppo di persone adulte che accusano nonostante prove schiaccianti ,video dell’arma dei carabinieri , incidenti probatori ,testimonianze dei genitori , di carabinieri, i bambini di 7 anni di complotto nei confronti di un metodo educativo di altri tempi come (haimé) ribadisce l’avvocato della difesa. Ricordo le sberle , le tirate di orecchie ,gli educativi lanci di testi ,l’illuminante tritatura di quaderni mediante  l’uso apposito di un trita carte  fornito dallo stesso plesso scolastico  e altro ancora .Quello che non si vede invece è il disagio , la paura, la vergogna ,l’impotenza seriale ,imposta anche da noi genitori  non credendo alle loro prime confessioni al riguardo. Adesso  basta  questa maestra ha sbagliato, e non ha nemmeno la capacità di chiedere scusa  né lei, né i rappresentanti  della scuola. Sono deluso dalla pochezza di qualche timido sostenitore ,ma speranzoso ancora che i bambini che abbiamo difeso anche quelli non direttamente coinvolti saranno i grandi di domani non impauriti dai soprusi non intimiditi dagli ingiusti, ma consapevoli che il giusto venga ripagato e l’ingiusto condannato , se guardassimo tutto questo con i loro occhi vedremmo   dei bambini grandi che non hanno capito  nulla. Chiediamo loro  scusa a bassa voce, loro sanno perdonare  e noi forse impareremo una lezione non scritta sui libri.”

Conselice: condannate le maestre.

Il mio abbraccio a quei genitori che ho avuto il piacere di conoscere. E ovviamente ai loro bambini.

Bimbi maltrattati, condannate le maestre dell’asilo di Conselice

Tre anni e due mesi con interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per un’insegnante. Un anno e otto mesi con sospensione della condizionale per  l’altra.
Ravenna, 30 gennaio 2014 – Questa mattina, nel Tribunale di Ravenna, due maestre  sono state condannate per i maltrattamenti perpetrati all’asilo Mazzanti di Conselice nei confronti dei bambini, dopo l’esplosione del caso nel 2009. Le donne avevano chiesto il rito abbreviato. Tre anni e due mesi con interdizione dai pubblici uffici per cinque anni a una  e un anno e otto mesi con sospensione della condizionale per  l’altra.
A novembre scorso il Sostituto Procuratore, Roberto Ceroni, aveva chiesto quattro anni per la prima e un anno e otto mesi per la seconda.

Le dichiarazioni delle mamme
“Finalmente ce l’abbiamo fatta! Anche se questa è solo la prima sentenza per noi è comunque un bel primo passo” spiega Annalisa, una delle mamme che hanno avuto il coraggio e la forza di denunciare le violenze, rappresentata dall’avvocato Giulio Canobbio del Foro di Genova. “Sono abbastanza contenta perché nessuna sentenza potrà mai essere sufficiente per il dolore inflitto ai nostri bambini” spiega la signora Cristina. “Siamo felicissimi perché finalmente possiamo usare la parola colpevoli e non più ‘presunti’” conclude mamma Irene.

Il legale
“Allo stato siamo parzialmente soddisfatti dalla sentenza, ma ne attendiamo le motivazioni per comprenderne meglio alcuni passaggi, anche in ordine al bilanciamento delle circostanze effettuato dal Giudice, e decidere il da farsi” Così l’Avvocato Canobbio a margine dell’udienza di questa mattina.

 

Articolo apparso qua: http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2014/01/30/1018201-condannate-maestre-asilo-conselice.shtml

Pedofilia a Vallo della Lucania. La testimonianza dei genitori su Rete 4.

suora condannata a 8 anni per abusi suor soledad vallo della lucania
Pedofilia a Vallo della Lucania. La testimonianza dei genitori su Rete 4.
http://www.video.mediaset.it/video/dentro_la_notizia/full/414395/puntata-del-9-ottobre.html

 

 

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