Archivi per la categoria ‘abusi sessuali su disabili’

Ancora abusi contro donne disabili.

La violenza a danno dei disabili, sapete essere una delle lotte che porto avanti da anni. Bambini con gravi disabilità vittime di predatori senza scrupoli. Ma anche donne, con un’età mentale di pochi anni rispetto a quella anagrafica.
Ogni tanto qualche predatore vien individuato. E fermato.
A Cisterna di Latina un barista ottantenne è stato condannato. Per abusi a danno di una donna gravemente disabile.
pochi anni fa aveva già subito una condanna, per aver molestato una sua dipendente.
Perché questi soggetti non hanno limiti ma soprattutto non si fermano mai.

 

Abusi su bimbo autistico. Un arresto a Roma. Vogliamo sapere chi è?!

abusi e handicapLo gridiamo da anni. Ma, rispetto ad altri temi (chiesa e pedofilia, su tutti)oggi finalmente “accolti” dall’opinione pubblica) su questo ancora dobbiamo lavorare. E denunciare. Gridando forse più forte di prima. Parlo del tema “ABUSI A DANNO DI DISABILI” (bimbi, ma anche adulti con gravi infermità fisiche o mentali). A Roma (finalmente) un altro pedofilo travestito da educatore è stato arrestato. Avrebbe dovuto accudire un bimbo autistico, invece lo abusava. Spesso a scuola.,Nei bagni della stessa. Senza che nessuno vedesse, capisse, sentisse. A quando una sentenza che denuncia come colpevoli tutti quelli che voltano la faccia dall’altra parte? Possibile che nessuno senta un bimbo gridare o lo veda piangere? Che nessuno in quei momenti entri in bagno? Questa triste vicenda me ne ricorda un’altra. Che abbiamo seguito da vicino e che ricorderete. Quella di Materi. Faceva la stessa cosa ed era in contatto con una rete mondiale di predatori di bambini disabili. Oggi sconta 16 ani di carcere. Speriamo capiti lo stesso al predatore di Roma. Del quale vorremmo nome  e generalità, per fare eventualmente emergere, altri possibili casi.

Dalla pagina Facebook.
A cura di Blog Staff.

1500 bambini disabili morti in Romania

romania anno zero

 

Lo scrissi anni fa. Più di 10. E, perdonate il manifesto delirio di onnipotenza, ancora una volta fui il primo a denunciare certe cose, usando parole pesanti (una su tutte il verbo: “deportare”).
Oggi le cronache riconfermano quanto dissi. E stavolta le cronache sono di chi là ci vive.
Parlo della Romania. E della situazione dei bambini disabili.
Una Ong locale, la Crj, ha denunciato con un dettagliato report (ricco anche di foto e testimonianze dirette) che negli ultimi 4 anni sono stati lasciati morire ben 1.500 (millecinquecento) bambini disabili, in istituiti chiamati nello stesso modo in cui li chiamai io, dopo averli visitati: LAGER!
Pesantemente sedati con psicofarmaci. Coi corpicini denutriti e disidratati ricoperti di sporco e lividi per le pesanti botte. Segni di abusi sessuali. Questi alcuni riscontri denunciati dalla Ong rumena che oggi chiede una campagna nazionale atta a far cessare questo olocausto silenzioso.

Non cessano gli abusi sui disabili. Apriamo gli occhi!

child abuse and handicap

Gli abusi a danno di disabili, non ci stancheremo mai di gridarlo, sono tantissimi. E forse il 99% di questi restano impunti. Causa l’incapacità delle vittime di chiedere aiuto e la cecità del mondo adulto che non può permettersi di pensare che “ad un bimbo handicappato vengano fatte quelle cose lì”.
Invece vengono fatte. A volte proprio perché handicappato.
In provincia di Salerno è stato arrestato l’ennesimo predatore di bambini. Anni 40. Incensurato. Accusato di aver adescato ed abusato una minorenne disabile.
Spesso ricordiamolo le vittime sono anche donne adulte, ma con un’età mentale pari a quella di un bambino di pochi anni. Letteralmente comprate con una caramella, un gioco, un regalino.

Seviziano famiglia di disabili….fanno accoppiare una bimba con un cane…e la condanna è di….

Seviziano famiglia di disabili….fanno accoppiare una bimba con un cane…e la condanna è di….

handicap e abuso

Non commento l’entità della pena. Siamo in Italia e oramai sappiamo come le cose vanno. Semmai riceviamo uno stimolo in più per non smettere mai di lottare. Certo è che 9 anni per i reati che vado ad elencare sono a dir poco ridicoli.
Una coppia di “benefattori” si prende cura di una donna disabile e dei suoi due figli, anche loro gravemente disabili. Peccato che il loro prendersi cura sia in realtà una copertura per abusi, maltrattamenti e comportamenti sadici.

La ragazzina di 14 anni è costretta ad avere “rapporti sessuali con un cane,  il pastore tedesco di casa”, mentre i bimbo di 11 anni veniva ustionato con l’acqua bollente.
I due sadici (anni 77 lui e 43 lei!) sono stati condannati anche in secondo grado, ad una pena, lo ripeto, ridicola. Lui poi vista l’età dubito andrà mai in carcere.
Purtroppo loro nomi non sono stati diffusi, per quel garantismo tipicamente italiano. Così come quello del loro figlio (all’epoca dei fatti minorenne, quasi coetaneo delle vittime) e pur lui ritenuto colpevole, ma non giudicabile per la minore età.

I fatti sono emersi solo quando una delle vittime è finita in ospedale e ha trovato al forza di chiedere aiuto spiegando che le scottature non se le era fatte da solo ma gliele avevano causate.
Il tutto è avvenuto in Sardegna, in provincia di Sassari. E ancora una volt ava segnalata la totale cecità dei servizi sociali che seguivano la donna disabile e i suoi figli. Anche se scrivere queste cose oramai è come sparare sulla Croce Rossa.
Dalla Sardegna al Veneto. A Carmignano, nel padovano, un uomo ha ammesso di aver abusato il figlio disabile del proprio collega.
Ha trent’anni si chiama Michele A. è di Brenta (la stampa veneta batte la stampa sarda) ed il suo modus operandi è interessante e da manuale. Si è fatto amico il collega di lavoro per poter così avvicinarsi al di lui figlio, un bimbo affetto da problemi psichici.

“Le violenze risalgono al 2012, e l’inchiesta ha preso avvio da un caso fortuito. Il discorso ad alta voce di un gruppo di amici in un bar del paese di residenza del bambino era giunto alle orecchie di un agente della polizia postale di Vicenza fuori servizio che si trovava nel locale. Gli uomini parlavano della vicenda di un padre preoccupato per le confidenze del figlio che aveva riferito delle presunte violenze ricevute. Il poliziotto aveva riferito l’accaduto ai superiori che a loro volta avevano messo al corrente la procura e la squadra mobile di Padova. Dalle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta agli inquirenti è risultato inequivocabile il coinvolgimento del 30enne, già noto alle forze dell’ordine poiché condannato per detenzione di materiale pedopornografico e ai domiciliari in una struttura protetta del Veronese. L’uomo ha confessato le proprie responsabilità.“
Ultima nota. Il padre del bimbo, non il pedofilo, ha dovuto lasciare il posto di lavoro per non ritrovarsi più in giro l’uomo che ha fatto del male al proprio bambino. Se non è un mondo al contrario questo…

“Sei donna? E pure disabile? Meriti di essere abusata…..”

abusi e handicapBreve flash….per una lotta a cui teniamo molto….arrivano nuovi dati sulle violenze a danno di donne disabili, violenze he non ci stancheremo mai di urlare sono fatte da omuncoli, avanzi d’uomo il cui ragionamento è “sei inferiore in quanto donna ma lo sei ancora di più in quanto donna e disabile”.
I dati sono perlopiù delle stime…ma che fanno paura. E parlano del 40% delle donne disabili.
Percentuale però che secondo la dr.ssa Ana Pelàaez responsabile dello European Disability Forum  è addirittura maggiore.

Questi dati ci fanno riflettere non solo su quanto ancora ci sia da fare nel contrastare il femminicidio (in ogni sua forma e variante) ma anche e soprattutto su come ci siano intere categorie (leggi disabili) completamente (o quasi) scoperte da ogni elementare forma di protezione….poichè c’è ancora chi risponde “figurati se può essere successo a quella lì, ma non vedete che è handicappata? E chi volete che ci vada?”…..appunto…

16 anni DEFINITIVI al predatore di bimbi disabili! Pietro Materi condannato in Cassazione.

E’ stata una delle battaglie di cui andiamo più fieri. Soprattutto quando rischiava di venire scarcerato…..

Oggi possiamo ufficializzare che per almeno i prossimi 16 anni  non nuocerà ad alcun bambino, poiché resterà in carcere.

Lui è il tristemente noto predatori di bambini disabili Pietro Materi. Il suo forse uno dei casi più gravi di pedofilia avvenuti nel nostro paese.

Ora la Cassazione ha messo la parola fine, confermando le condanne di primo e secondo grado.

Qua facendo scorrere ritrovate tutta la sua storia:

http://www.massimilianofrassi.it/blog/tag/pietro-materi

 

E qua pure due filmati che vanno rivisti e che sono, oggi, più attuali che mai:

http://www.youtube.com/watch?v=SDgUK5xCgnc

 

http://www.youtube.com/watch?v=axDm2XPQhC4

La prof che picchiava il bimbo autistico era referente per l’anti bullismo e alla vittima diceva……

Se non fosse che parliamo di un atto di violenze su di un bimbo autistico sembrerebbe un barzelletta di grana grossa.
Una delle professoresse arrestate a Barbarano (Vi) alcuni giorni fa e di cui qua abbiamo dato notizia, ree di aver picchiato un bimbo autistico a loro affidato, professoressa (= insegnante di sostegno) il cui campionario di elogi potevamo anticipare noi (“Brava, professionale, stimata, blablabla”) era nella scuola la referente del progetto anti bullismo.
E’ solo l’ultima, forse la più folcloristica rispetto al resto, delle indicazioni che trapelano.
Poiché la vicenda ha ancora dei lato oscuri e pare che gli uomini dell’Arma stiano lavorando per capire se ci sono altri soggetti, che abbiano fatto del male al bambino.
Ma andiamo in ordine.
Barbarano, tranquillo (ma mica tanto) paese alle porte di Vicenza, sulla riviera berica. Settimana scorsa due donne vengono arrestate, dopo un lungo e brillante lavoro investigativo, grazie anche alle intercettazioni ambientali che le “incastrano”, immortalando le violenze da loro compiute a danno di un bambino autistico frequentante la scuola media dove le due operano, una come professoressa l’altra come operatrice dell’ Ulss.
Sconvolgenti alcune frasi diffuse nei giorni scorsi dagli inquirenti e da loro registrate:
una delle donne dice all’altra “l’ho picchiato per bene, se vedi dei segni sono stata io” e ancora “sei un porco maiale…devi stare coi maiali…sei una puttana di porco…dovresti vivere coi maiali”.
Le due donne, di cui ricordiamo i nomi MARIAPIA PIRON, anni 59 di San Giovanni in Monte di Mossano e ORIANA MONTESIN, 54 anni di Barbarano, sono per fortuna in carcere. Insieme a loro è stata denunciata pure una bidella,  LUCIANA SCOTTA, anni 61, ripresa dai carabinieri mentre pure lei dà schiaffi al bimbo.
I Carabinieri per giorni e giorni hanno registrato, ripreso, ascoltato e visto insulti e violenze e solo quando il quadro probatorio è stato così pesante sono potuti intervenire, per dare (aggiungo io) a quel bimbo la voce che altrimenti non avrebbe avuto, ma dovendolo sacrificare per alcuni giorni in più…..
Nei filmati c’è un bimbo “mite…che non parla perché non può..ma che capisce…capisce tutto”, un bimbo cosparso di detersivo perchè ha starnutito, picchiato con un bastone di legno o con un lungo righello  o con una forbice rovesciata, picchiato sul collo o sulle orecchie.
Solo davanti alle immagini, inequivocabili, la professoressa Piron ha ammesso le violenze, mentre la coraggiosa operatrice Montesin, coerente fino all’ultimo si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
Il padre del ragazzino ha dichiarato ai giornali: “mi sono sentito preso in giro…il mio bambino tornava a casa con dei lividi, anche nelle parti intime, io correvo a scuola a chiedere spiegazioni e mi dicevano che se le era fate da solo, magari cadendo dalla sedia. Ma come si può trattare così un giovane inerme?”.
E’ la domanda a cui forse non verrà mai data risposta….a meno che non si riesca una volta per tutte ad accettare che il male esiste, opera e ha la faccia (tosta) di persone per bene,
magari formate a difendere i nostri figli dai bulli…

Professoresse picchiano alunno autistico col bastone.

Professoresse picchiano alunno autistico col bastone.

Conosco bene il comune di Barbarano. Dove Prometeo per anni ha avuto una attivissima sezione locale, che ha dovuto lottare, non poco, contro certi muri di gomma.
Conosco anche la dignità della gente, il loro operato e soprattutto (tornando a bomba al mio lavoro) la professionalità della locale stazione dei Carabinieri.
Oggi da quel paese, alle porte di Vicenza, arriva una notizia. L’ennesima. Non per questo meno dolorosa.

Una insegante di sostegno ed un’operatrice sociosanitaria sono state arrestate IN FLAGRANZA DI REATO dagli uomini dell’Arma (che da tempo le tenevano sotto controllo) per aver maltrattato gravemente un loro alunno disabile.
I giornali locali (in primis il Giornale di Vicenza, per questo adoro) riportano i nomi delle maltrattanti, come è giusto che sia, soprattutto quando ci si trova davanti a prove inoppugnabili:
si chiamano Mariapia Piron (professoressa di anni 59) e Oriana Montesin, 54enne. La vittima delle loro azioni è un bimbo di anni 14, che “sarebbe stato pestato e addirittura preso a bastonate durante le lezioni”. Il bimbo è disabile e affetto da una grave forma di autismo e non parla (rientrando nell’identikit della vittima perfetta, per questa tipologia di reati).
Dopo le lunghe e delicate indagini di rito (nate dal fatto che il bimbo tornava a casa con numerosi lividi) i carabinieri grazie anche ad un lavoro di intercettazioni ambientali, hanno arrestato le due donne, che ora stanno in carcere a Verona.
Di riflessioni su casi di abuso a danni di bimbi (e donne) disabili questo blog è pieno e chi ci conosce sa essere una nostra personale battaglia.

Qua riportiamo solo un’ennesima riflessione: le donne, leggiamo, “godevano della stima da parte di tuti” come se un maltrattante avesse appunto scritto in fronte il suo vero essere. Ci piacerebbe sapere ancora una volta, come viene selezionato quel tipo di personale che ha un incarico ancora più difficile, dovendo stare vicino a bimbi speciali, come il ragazzino maltrattato.
Nei prossimi giorni nel vicino paese di Albettone (paese dalla parte dei bambini e confinante con Barbarano) partirà il nostro corso per aiutare i bimbi a difendersi dalle angherie di certi adulti. Proprio stamani il Sindaco di Albettone ci ha contattati por organizzare a breve una manifestazioni in totale solidarietà al bimbo maltrattato e di informazione alla cittadinanza su quanto sommerso ancora ci sia, proprio fuori la porta di casa.
Perché non deve più vincere il silenzio. Né l’omertà di chi rende possibili nel 2013 certe aberrazioni.

Pedofilo recidivo abusa di bimbi disabili.

Tre bambini vivono in un ambiente definito dagli inquirenti “squallido e degradato”.
Una famiglia composta da padre, madre e tre figli appunto, due dei quali con disabilità fisiche e psichiche.
L’amico di famiglia è generoso, viene ogni giorno a trovarli e porta i bambini in camera da letto.
Per abusarli.
I genitori sanno ma non intervengono e gli abusi vanno avanti per mesi.
L’ennesima storia di abusi su disabili arriva stavolta da Palermo, dove un 59enne Fabio Scavo, è stato condannato a 24 anni mentre i bimbi mandati in una casa famiglia che avrà l’arduo compito di riportarli alla vita. Arduo, ma possibile.

Un’ultima nota: il pedofilo era recidivo. Già condannato infatti in passato per aver abusato di una quattordicenne, rimasta poi incinta in seguito agli abusi.

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