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“Passaparola. C’è una bimba disabile da abusare”.

“Passaparola. C’è una bimba disabile da abusare!”.

Spesso, davanti a casi di pedofili arrestati ci chiediamo “ma quante vittime può aver fatto un singolo predatore?”. Nel caso della storia di oggi  (e che ben conosciamo avendone più volte parlato – http://www.massimilianofrassi.it/blog/il-fidanzato-di-mia-sorella-lei-11-anni-e-lui-63.html ) il quesito è “ma quanti sono i predatori su una singola bambina?” E, possibile che NESSUNO si fosse mai accorto?
Il caso è quello della bimba disabile di 12 anni del paesino di Inverno.
Quattro gli adulti coinvolti. Cinque da ieri. È ufficialmente entrato nel registro degli indagati anche Rocco Belviso, 79 anni di Albuzzano, a cui il magistrato contesta l’accusa di violenza sessuale. Leggiamo che “il suo ruolo, tuttavia, sarebbe più marginale, tanto che Belviso è l’unico, degli imputati, ad affrontare il processo da uomo libero. Sono invece agli arresti domiciliari, per le stesse accuse, Sebastiano Margarone, un fruttivendolo di 46 anni di Santa, e Angelo Cremascoli, una guardia giurata di 56 anni che abita alla frazione Monteleone . Per entrambi, oltre che per Belviso è stata fissata l’udienza di giudizio immediato per il 19 settembre 2012. Una data, comunque, che potrebbe ancora cambiare se gli avvocati dovessero fare richiesta di riti alternativi, come l’abbreviato. Si aprirà il prossimo 6 giugno il processo per Luciano Finotti, 63 anni di Inverno, che era stato arrestato lo scorso luglio insieme a Berengario Borromeo, 74 anni, già processato e condannato la scorsa settimana a sette anni di reclusione”.
Ma torniamo al quesito. Come poteva un intero paesino non sapere, ma soprattutto quanta gente si è passata la voce che, sulla piazza c’era una ragazzina di 12 anni,da poter abusare?

Berengario Borromeo, predatore di bimbi disabili: condannato!

È stato condannato a sette anni di carcere, col rito abbreviato, uno dei protagonisti di un squallidissima vicenda di cui ci siamo più volte occupati. Quella degli abusi, da parte di più adulti, a danno di una bimba gravemente disabile di 12 anni. Abusi andati avanti per mesi.
Due le persone coinvolte (e di cui pare stia per arrivare il rinvio a giudizio) ed una già rinviata a giudizio e che andrà a processo a giugno. Ma soprattutto un paese spaccato (“Inverno”, un nome una garanzia!). Omertoso. Complice. Pronto a prendere le difese di squallidi esempi d’umanità. E lesti nel giudicare, etichettandola come “poco di buono” una bimba disabile. Facilmente plagiabile. Acquistabile con un gelato. Giocattolo usa e getta. Usa e getta. Usa…
Bisognerebbe trovare nel codice penale uno spazio per gente così. E non mi riferisco a chi abusa., mi riferisco a qui complici da piazza di paese. In prima fila  adire “figuriamoci, io li conosco bene, chissà quei carabinieri lì perchè ce l’hanno con loro” ma sempre orfani di sentimenti di naturale umanità verso chi ha davvero subito abusi.
Segnalo che il Pm Paolo Mazza aveva chiesto una pena di 10 anni e mezzo, ridotta però grazie al rito abbreviato.

Non cessano gli abusi su bimbi (e adulti) gravemente disabili.

Non cessano gli abusi su bimbi (e adulti) gravemente disabili.

Partiamo dalla notizia che riportiamo integralmente nel comunicato Ansa e che ci porta ad una condanna, importante, di anni 11 per abusi su un uomo affetto da un grave ritardo emanale che lo rendeva in realtà una sorta di bambino nel corpo di un adulto. Diciamo solo che di casi così ce ne sono tantissimi…..
«Il Tribunale di Taranto (presidente De Tomasi) ha condannato a 11 anni di carcere un orologiaio di San Giorgio Jonico, Enrico Randazzo, di 64 anni, accusato di abusi sessuali nei confronti di un uomo di 32 anni con un grave disagio mentale. L’imputato fu arrestato il 24 luglio del 2010 insieme ad altre tre persone (tutti pensionati di età compresa tra i 66 e i 73 anni, con precedenti specifici) già condannate con rito abbreviato a pene comprese tra i 4 anni e due mesi e i 5 anni e 2 mesi di reclusione. Secondo l’accusa, gli arrestati adescavano la vittima in un negozio di orologi, in auto o in un garage con banali scuse, la promessa di lavori o in cambio di pochi spiccioli, e lo sottoponevano ad abusi sessuali. Il disabile si è poi confidato con il personale di Carosino (Taranto) dell’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva o relazionale (Anffas) ed è scattata la denuncia. Il pm Lucia Isceri aveva chiesto per Randazzo la condanna a 8 anni e sei mesi. »
Da Taranto a Brescia. Dove un’altra squallida vicenda è venuta alla luce, in un contesto comunque ancora dai contorni non chiari.
Tre sono gli anni di reclusione a cui il Tribunale di Brescia ha condannato un trentenne della Franciacorta, riconosciuto parzialmente invalido mentale (sic) e reo di aver abusato della propria sorella gravemente disabile.
La ragazzina era stata tolta all’età di 14 anni dalla famiglia, dietro pressioni di una insegnante attenta che, insieme ad uno psicologo, aveva fatto emergere anni di soprusi e violenze di ogni sorta.. La bimba veniva infatti abusata dal padre, dal fratello e pare anche da alcuni amici di famiglia (mai individuati).
Il padre morto nel 1996 grazie alla tempistica dei processi nel nostro paese non è mai stato condannato. Diversa sorte al fratello che però grazie alle motivazioni di cui sopra, ha preso solo 3 anni di condanna.
L’imputato in aula ha sempre negato di essere stato lui ad abusarla, affermando: “che la sorella è ossessionata dal sesso e che aveva provato lei a sedurlo ma lui aveva rifiutato”.

Gli abusi sulla bimba disabile non esistono: “chi mai abuserebbe una mongola?”

Ancora abusi sui bambini disabili.
Oramai non si contano più i post del mio blog che si sono aperti con questa frase.
Un mondo sommerso, sotto strati di fango, che soffoca le grida di dolore di innocenti impossibilitati, ancora più impossibilitati, a difendersi. O anche solo a chiedere aiuto.
Abusi sui bambini disabili, l’ennesima frontiera di una follia che si nutre solo di male, senza il quale non potrebbe esistere. Male che chiamano “amore” con l’auto illusione di poter appartenere al genere umano e non invece all’ultima scala darwiniana di un’evoluzione mancata. Pura preistoria. Nel corpo e nell’anima.
Il caso, l’ultimo in ordine di tempo, arriva dalla provincia pavese e ce ne siamo già occupati in passato.
La prima volta fu con questo post:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/il-fidanzato-di-mia-sorella-lei-11-anni-e-lui-63.html

Oggi torniamo a parlarne perché altre due persone (oltre a Berengario Borromeo di anni74 e Luciano Finotti di anni 63) sono finite agli arresti (purtroppo solo domiciliari) per i presunti abusi nei confronti di una bimba disabile mentale, di 12 anni.
Sono due soggetti molto noti nel paese di Inverno (un nome una garanzia), il fruttivendolo ambulante di Santa Cristina, Sebastiano Margarine di anni 46 (con precedenti) ed una guardia giurata, Angelo Cremascoli di anni 57 (v. foto).
La guardia giurata si offriva di accompagnare la bambina a fare dei giretti, mentre il fruttivendolo la adescava quando la incontrava in strada facendola salire, “con gran facilità, sulla propria auto” e portandola poi in posti appartati, per abusarla.
Mi chiedo al fronte di un caso simile da noi seguito, quello di Aurelio Baisotti, (http://www.massimilianofrassi.it/blog/le-certezze-morali-un-altro-passo-importante-dal-processo-ad-aurelio-baisotti-stupratore-di-una-donna-gravemente-disabile.html   ) quante siano ancora oggi le bimbe/ragazze con gravi disabilità vittima di simili esseri.
Soggetti che vivono in realtà dove, lo si dica una volta per tutte, in molti sanno ma non intervengono. Per paura, o ancora peggio, complicità.
E così accade pure a Inverno, dove al fronte delle dichiarazioni del Procuratore Gustavo Coppa il quale ha detto: “dopo una certa omertà iniziale la gente ha iniziato a collaborare, (d’altronde) non potevano non sapere”, si scontrano le dichiarazioni delle gente medesima:
”per me questa storia è tutta una montatura…è una persona a modo che ha sempre pensato alla famiglia….oggi basta un pettegolezzo detto da un bambino matto e si finisce come pedofili su tutti i giornali…
….lo conosco bene il Sebastiano compro sempre le arance da lui e poi diciamolo come è possibile che abbia fatto una cosa così, ma la conoscete la bambina, quella è una mongola…”.
Abusi su bambini disabili. Forse dovremmo cambiare il termine e farlo diventare abusi su bambini, da parte di uomini inabili al ruolo di esseri umani.

Rinviati a giudizio per gli abusi sulla loro “fidanzata” : 12 anni. Disabile.

Rinviati a giudizio per gli abusi sulla loro fidanzata: 12 anni. Disabile.

Di questa turpe vicenda parlammo alcuni mesi fa, quando vennero arrestati due pedofili, accusati di abusi su una bimba gravemente disabile, di dodici anni (gli abusi pare andassero avanti da diverso tempo).
Qua trovate la storia:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/il-fidanzato-di-mia-sorella-lei-11-anni-e-lui-63.html

Il paese (Inverno e Monteleone) si spaccò in due (vergogna!) in una percentuale ovviamente maggiormente schierata dalla parte dei due pensionati.
Che oggi, sono stati rinviati a giudizio dalla Procura di Milano, incastrati dalle parole del fratellino della vittima, ma anche dalle intercettazioni telefoniche.
Il processo al primo pensionato, Luciano Finotti anni 63, inizierà con rito ordinario il 29 febbraio. Attualmente l’uomo è ancora in carcere. Il secondo, Berengario Borromeo (anni 74) andrà invece con rito abbreviato (che non ci stancheremo mai di dire che deve essere tolto, per reati di questo tipo) al 20 marzo.
Ovviamente terremo la vicenda monitorata.
Prima di concludere riportiamo qua un altro caso di abusi a danno di disabili (che sapete essere un tema molto caro alla nostra “lotta” ed al nostro impegno).
Stavolta i fatti sono accaduti a Lugano, dove un 49enne, autista di minibus adibiti proprio al trasporto di bimbi con handicap è stato arrestato in quante avrebbe molestato molti di questi bambini.

16 anni al maestro pedofilo Pietro Materi!

Queste notizie ci riconciliano col mondo:

http://www.nuovadelsud.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1459:sedici-anni-al-maestro-pedofilo&catid=4:cronaca&Itemid=2

Oggi la sentenza sul predatore di bimbi disabili. Intanto….

È attesa per oggi la sentenza per il caso di Pietro Materi, predatore di bimbi disabili, il cui caso abbiamo portato alla luce alcuni mesi fa grazie alla testimonianza di un coraggioso genitore.
Nel frattempo sul fronte “abusi sui disabili” (che non mi stancherò mai di ripetere, essere tantissimi, e stare al primo posto tra le priorità della prometeo, in termini di contrasto e sensibilizzazione) arriva un’altra notizia, che evitiamo di commentare, ma che riportiamo integralmente dal sito del Secolo XIX.

“Abusi su disabili, visionati i filmati.
Chiavari – Dieci filmati, ognuno della durata di qualche minuto. E la verità sul caso Cella, il professore di educazione fisica accusato di abusi su disabili, va in scena. Ieri, in tribunale a Chiavari, “spettatori” delle riprese effettuate dalla polizia grazie a telecamere nascoste, erano i tre legali delle due persone coinvolte nell’inchiesta. Gli avvocati Andrea Vernazza e Fabio Di Sansebastiano, che assistono Emilio Cella, 52 anni, attualmente in carcere a Chiavari; e l’avvocato Camillo Ciurlo, difensore di una professoressa chiavarese di 49 anni, N. D., indagata a piede libero.

L’inchiesta è relativa ai presunti abusi su ragazzini portatori di gravi handicap fisici e psichici che frequentano l’Istituto comprensivo di Cogorno (dove lavorano i due docenti coinvolti nell’indagine) ospitato al Villaggio del Ragazzo di San Salvatore. Emilio Cella è finito in manette il 28 novembre, con le pesanti accuse di maltrattamenti aggravati, violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minori e corruzione di minorenni (questi ultimi due reati in concorso con la collega N. D., di 49 anni).

Tecnicamente, con la visione dei filmati, i legali dei due professori hanno avuto copia degli atti di indagine; un passaggio fondamentale per poter elaborare una strategia difensiva a tutela dei loro assistiti. Nei prossimi giorni gli avvocati chiederanno di poter essere ascoltati dal pm titolare della delicata indagine, il procuratore capo Francesco Cozzi. L’inchiesta, fin dai primi passi, è stata secretata, e non è possibile quindi conoscere il contenuto delle immagini che sono state visionate dai difensori alla presenza degli inquirenti. Di certo i filmati si riferiscono a episodi in cui il professore è venuto a contatto fisico con i ragazzi, ed è ragionevole pensare che i legali del docente tenteranno di ricondurre quelle violenze a manovre contenitive nei casi di allievi particolarmente agitati. Ma da quanto è trapelato nei giorni scorsi, anche grazie a testimonianze, emerge un quadro probatorio piuttosto ingombrante per i due indagati, in particolare per Cella. Schiaffi, pugni, gomitate, calci, e poi le umiliazioni, nei confronti di almeno otto allievi dell’Istituto comprensivo: tutti con gravi handicap, e quindi, in quanto tali, impossibilitati a riferire all’esterno l’accaduto.

C’è poi un capitolo ancora più agghiacciante, tra gli elementi di prova raccolti dagli inquirenti. Ovvero i presunti atti sessuali che il docente avrebbe mimato in presenza degli allievi disabili. Un comportamento che ha fatto ipotizzare alla procura di Chiavari i reati di violenza sessuale aggravata, atti sessuali con minori e corruzione di minorenni. E che, se confermati, sarebbero da censurare non solo sotto il profilo penale ma anche sotto quello morale e deontologico.
Intanto, dopo 12 giorni di carcere in regime di isolamento, Emilio Cella è descritto come un uomo che si è chiuso in un cupo silenzio: al momento del suo ingresso alla casa circondariale di Chiavari si era dimostrato sicuro di sé, incredulo di fronte alle gravissime accuse che gli venivano mosse.
Ma le persone che hanno avuto contatti con lui negli ultimi tre o quattro giorni restituiscono un’immagine di un’uomo distrutto, silenzioso, apatico e profondamente depresso. Per questo, per evitare che commetta gesti inconsulti, gli uomini della Penitenziaria controllano la sua cella di ora in ora.”

Abusi su un ragazzo disabile. Ecco i nomi!

Hanno abusato di un giovane disabile. Condannati. Ecco i nomi.
Cosenza. Con rito abbreviato è stata condannata quella che i giornali hanno definito una vera e propria banda di “orchi”. Otto persone, ree di aver abusato un giovane disabile.
Questi i nomi e gli anni di condanna (ribadiamo che il rito abbreviato dovrebbe essere vietato agli abusanti):
Giuseppe Pugliese, sette anni
Pasquale Andali, Antonio Donvito, Giuseppe Gagliano, tutti e tre a sei anni di reclusione
Aldo De Rose, Massimo Lo Monaco, Ferdinando Mele e Giuseppe Santoro, a cinque anni.
Il 13 dicembre inizierà invece il processo con rito ordinario per altri quattro imputati:
Franco Adamo Spadafora, Mario Aiello, Eugenio De Ciucco e Antonio Santoro.

Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili. Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!

Ecco perché dobbiamo impedire che questo pedofilo esca dal carcere!
Esclusivo Blog: Il predatore di bimbi disabili.

Alcuni giorni fa abbiamo raccolto l’allarme di una sua possibile imminente scarcerazione.
Qua, con quel linguaggio burocratico tipico del carteggio legale, riportiamo i motivi per cui il predatore di bimbi disabili è in carcere:

<< Il Materi è imputato dei seguenti reati commessi tra il 2006 ed il 2009, per i quali è detenuto dal 20 06 2010 presso la casa circondariale di Potenza:
1)   …poiché consapevolmente si procurava e deteneva materiale pornografico e in particolare files di immagini e video cifrati, realizzati utilizzando minori, anche di tenera età, prevalentemente di sesso maschile, nudi in pose lascive e/o impegnati in atti sessuali, scrupolosamente archiviati in varie cartelle salvate nell’hard disc in uso al predetto.

Con l’aggravante di aver detenuto un ingente quantità del materiale su indicato, stimabile all’incirca in 380 gigabytes;
2)… poiché utilizzando minori degli anni 10 e in particolare X.Y.. (nato nel 2001) e Y. X. (nato nel 1999) entrambi con ritardi psichici, affidati per ragioni di istruzione al Materi in servizio in qualità di insegnante di sostegno dei predetti presso scuole elementari di Matera e di Tricarico, realizzava esibizioni pedopornografiche e/o produceva materiale pedopornografico;
3)… poiché abusando delle condizioni di inferiorità psichica dei minori su indicati, nonché del suo ruolo di insegnante di sostegno, induceva i minori di anni 10, indicati nel capo di imputazione che precede, a subire atti sessuali (rapporti orali e masturbazione).
Nel corso dell’interrogatorio condotto il 28 06 2011 nell’udienza di convalida dell’arresto da parte del Gip il Materi dichiara: “mi assumo tutte le mie colpe perché mi rendo conto di aver commesso quei reati che mi vengono contestati e, dunque, non mi resta che confermare la mia disponibilità a collaborare e di essere aiutato perché voglio uscire fuori da questo incubo…mi rendo conto di essere affetto da questa malattia, di essermi reso conto negli ultimi anni, però più volte ho cercato di smettere, però poi dopo un po’ era come una dipendenza e quindi ritornarvi ad esser ricoinvolto in questo vortice…sarebbe mia intenzione farlo (sottopormi a cure) eventualmente mi venga data la disponibilità…
Il Materi esclude infine attenzioni sessuali nei confronti di altri bambini, anche nel corso dei viaggi praticati all’estero (Svizzera, Russia, e Paesi del Sud Est Asiatico). >>

Questi i capi di imputazione, sufficientemente eloquenti.
Partiamo però dalla nota conclusiva.
Come vedete Materi esclude subito altri abusi. E quando gli vengono fatte domande su un presunto abuso da lui compiuto in Svizzera si avvale della facoltà di non rispondere.
Facoltà che ancora una volta, a fronte di prove granitiche, verrà meno e lo porterà a confermare quanto da noi già raccontato in passato e che spieghiamo riportandone appunto le parole (vedi nostro post del 15 marzo 2011):
… dopo avermi portato a casa mi ha fatto giocare con suo figlio. Ha permesso che lo fotografassi. Poi ha avuto con lui un rapporto orale”…. I magistrati gli hanno chiesto se lui era lì solo per fotografare. E il maestro ammette anche l’abuso: “Ho avuto un rapporto completo con il bambino. Il padre era presente. Con lui concordai il prezzo: 300 euro. Pagai la mattina dopo, quando mi accompagnò alla stazione“-
Il maestro ha spiegato anche che il bambino durante l’abuso dormiva. I magistrati gli hanno chiesto  se era stato drogato. “Ho visto il padre dargli della coca cola, ma non so se prima gli avesse dato altro. Il bambino dormiva”.
Fino a quando non gli viene mostrata la prova provata quindi Materi mente, sapendo di mentire. Atteggiamento questo tipico di chiunque abusi.
Ma andiamo avanti nella lettura della relazione del Tribunale di Potenza.
Partiamo dalle condizioni mentali del soggetto, che lo diciamo subito è perfettamente in grado di intendere e di volere:
Materi leggiamo “è lucido, orientato nel tempo,nello spazio e rispetto alle persone…la coscienza dell’Io è nella norma. Anche le funzioni mnesiche e operative si svolgono nella norma”.
Salto questa parte per non cadere nuovamente nelle trappole del burocratese e riporto solo un altro passaggio, necessario alla comprensione di questi individui:
”i fatti per cui è imputato sembrano turbarlo, ma probabilmente non quanto appaia. I riferiti vissuti di rimorso sembrano in qualche modo rappresentati in maniera amplificata e formale”.
I pedofili non provano pietà. Né empatia per le loro vittime. E questa è l’ennesima riprova.
La relazione prosegue con l’analisi del rapporto con i suoi familiari. Che saltiamo per rispettarli, essendo anche loro vittime ma soprattutto non essendosi mai esposti contro bambini  ed in sua difesa, mettendosi quindi al suo livello, come altri pessimi esempi hanno fatto.
Evidenziamo solo che il rapporto con la famiglia è buona e che pare sia cresciuto in un ambiente sereno, anzi, “in quanto ultimogenito è stato particolarmente coccolato e viziato”, altra immagine che cancella chissà quali profili di ambienti abbietti e degradati alle spalle di questi predatori.
Nel periodo del tirocinio prelaurea intorno ai 22 anni di età si accorge di avvertire delle pulsioni verso i bambini delle elementari dove lavora, “pulsioni accompagnate da fantasie e masturbazione”.
Interessante anche qua l’analisi dello stesso: “non trovo la radice perché non sono stato vittima di abusi…quando ho iniziato il tirocinio mi sono sentito attratto…poi facevo delle fantasie…li immaginavo nudi, io che toccavo…bambini intorno ai 10 anni, senza violenza …mi dicevo che era una cosa passeggera…”.
Visto? Non ha subito violenze quando era piccola, tutt’altro.
Dedichiamo questo passaggio a certi tuttologi che ancora oggi dicono che i bimbi abusati diventeranno pedofili.
Nel 2006 Materi sposta le sue fantasie nella rete, serbatoio infinito di orrori, che gli permette appunto di trovare quanto vuole.
Dalla rete scarica materiale pedofilo (filmati “finalizzati a raggiungere l’eccitamento e l’orgasmo”) ed entra in contatto con altri predatori, tra cui un “pezzo grosso” della Malesia. Un collezionista che poteva fornire “materiale raro da lui prodotto”.
Non commentiamo questi passaggi degli di un episodio di Criminal Minds, poiché crediamo siano fin troppo chiari. Ed acceleriamo la nostra lettura (eventualmente recupereremo in futuro le parti che saltiamo) per arrivare al punto conclusivo. Materi accetta le richieste di produrre pure lui materiale pedofilo. E lo fa, sfruttando due bimbi gravemente disabili che gli sono assegnati in qualità di insegnante di sostegno.
Il primo bimbo che nel blog chiamammo Antonio è molto legato a Materi.
E lo stesso, per tutta risposta, viola la fiducia abusandolo (e filmandone gli abusi) nei bagni della scuola. Ma nessuno ha mai visto né sentito nulla. Il Materi sarà suo insegnante per due anni scolastici.
Il secondo bimbo che chiameremo Max (un onore darti il mio nome!) quando gli viene “affidato” ha 7 anni. Sta con lui 28 ore alla settimana.
“È minuto di corporatura, affetto da una forma di autismo medio – grave e presenta difficili problemi di gestione.”
Uno dei filmati che il Materi posta è fatto nell’aula di computer della scuola, col bimbo seduto davanti al pc e obbligato ad un rapporto orale.
Salto i dettagli sugli abusi, che credo siano a questo punto chiarissimi e concludo, non prima di ricordare che anche stavolta nessuno vede/sente nulla.
“Il Materi presenta un disturbo parafilico tipo Pedofilia” dicono i periti a fine osservazione, “ questa patologia non altera la sfera cognitivo volitiva né l’esame di realtà… questi non hanno mai inficiato la capacità di intendere il valore delle proprie azioni e la capacità di liberamente autodeterminarsi”.
Anzi, “al momento dei fatti per i quali è a processo il Materi aveva capacità di intendere e di volere…
Il disturbo individuato nel Materi comporta INDUBBIAMENTE una potenziale pericolosità sociale, tendendo per SUA NATURA a riproporsi in circostanze occasionali facilitanti”.
Materi è quindi ritenuto pericoloso.
Per questo motivo siamo sinceramente preoccupati.
Dato che stanno finendo i termini di custodia cautelare, ma soprattutto il processo corre un grave rischio, secondo quanto ci conferma una delle famiglie parti in causa. Quello cioè di ripartire da capo. Cambia (per trasferimenti) parte del collegio giudicante e quindi c’è il rischio di un nuovo processo.
Con tempi quindi ancora più lunghi. Nuove perizie (queste non sarebbero più utili), ma soprattutto il Materi, pedofilo pericoloso, presto in libertà.
Terremo la situazione monitorata e vi faremo sapere.
E ci batteremo, insieme a voi, affinché soggetti così in libertà non possano tornare!

- continua -

ABUSI SU BIMBI DISABILI. Presto libero il predatore Pietro Materi, benchè ritenuto “pericolosissimo”?!

ABUSI SU BIMBI DISABILI. Presto libero il predatore Pietro Materi, benchè ritenuto “pericolosissimo”?!
Da quando abbiamo conosciuto il papà del filmato, facendolo aderire al nostro coordinamento vittime, il tema degli abusi sui bimbi con handicap, è diventato per noi prioritario.
Da ieri abbiamo saputo che il processo a Pietro Materi, il predatore di bimbi disabili, rischia di ripartire da capo, poiché il collegio giudicante deve cambiare.
Così facendo malgrado i documenti che stiamo analizzando parlino di una persona “pericolosa”, Pietro Materi tornerebbe in libertà.
Malgrado i video da lui stesso prodotti lo ritraggano, nei bagni di una scuola, mentre abusa del nostro bimbo. Già, nostro.
Qua ritrovate la storia tramite il racconto di quel padre. E nel blog, nello spazio categorie, basta che digitate Pietro Materi e ritrovate i vecchi post.
Tra qualche giorno vi diremo cosa serve facciate. Perchè stavolta abbiamo bisogno davvero tutto il vostro aiuto!
Altro che indignati. Noi siamo incazzati. E pure tanto.

parte 1:
http://www.youtube.com/watch?v=SDgUK5xCgnc&feature=related

parte 2:
http://www.youtube.com/watch?v=axDm2XPQhC4

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