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Pietro Materi predatore di bimbi disabili, per la difesa “incapace di intendere e di volere”.
Altra udienza shock, ieri preso il tribunale di Potenza.
Ascoltati alcuni periti per il processo che seguiamo molto da vicino, quello a carico di Pietro Materi, predatore di bimbi disabili.
Facciamo fin d’ora una premessa, senza alcuna polemica, ma pur sempre con l’amaro in bocca:
se non ci fossero state le prove provate di questi abusi (ovvero i filmati che lo stesso Materi realizzava mentre abusava i bambini), nessuno avrebbe mai creduto alle sue vittime e noi saremmo attaccati dai suoi simili e da chi ha l’interesse a che di pedofilia non si parli.
Nell’udienza di ieri è nuovamente emersa la tesi dell’incapacità di intendere e di volere, ultima e unica arma a cui i suoi difensori possono aggrapparsi. Tesi peraltro smentita dalle perizie che al contrario parlano di un pedofilo sempre consapevole delle proprie azioni.
Il processo che rischiava di subire un brusco arresto (e che invece, grazie anche all’eco di tale pericolo partito proprio da questo blog è stato evitato) ora ha ripreso a gran velocità. Pare che il collegio giudicante voglia arrivare a sentenza già prima del prossimo Natale.
Materi rischia, per fortuna dei nostri bambini, un pesante condanna.
Nota:
leggendo questo passo da una delle perizie non possiamo non pensare a quei soggetti che da anni, dietro il finto anonimato di un computer, fanno un lavoro di attacco alla nostra Associazione. Incredibile come queste parole, scritte sul Materi, li rappresenti:
«Per una persona che si è sempre sentita svalutata, emarginata, rifiutata – spiegano i periti che evidenziano il trascorso di emarginazione di Materi a partire dalla sua esperienza alle elementari quando una maestra molto severa si sarebbe fatta gioco della sua balbuzie (fino a una deriva narcisistica fatta di arti marziali e body building dopo un paio di amori non corrisposti) – si dischiude un orizzonte entro il quale finalmente poter curare le sue ferite e conquistare la stima e il rispetto degli altri, e non di gente qualunque!»
Prossima udienza: 12 dicembre.
Coi soldi delle merendine le fa comprare i preservativi per stuprarla. Ancora abusi su disabili!
Abusi sui disabili. Altre due storie di ordinaria pedo-follia.
Il primo caso arriva dalla provincia di Avellino. Il verbale che stringiamo tra le mani è scritto in un linguaggio che più burocratese di così non si può. Ma forse questa è una fortuna. Poiché ci illude di tenere a debita distanza il male.
Il bimbo ha oggi 10 anni, 8 all’epoca dei fatti. Quando i genitori (sic) lo affidarono ad un conoscente (ancora oggi ritenuto da chi lo conosce “persona buona… persona perbene”). In cambio di soldi e regali (domanda: quanto vale la vita di un figlio per certe persone?) l’uomo (sic) si è preso in casa il bimbo. 8 anni, già detto, ma soprattutto una grave disabilità psico fisica.
Con lui viveva. Lui lo portava (non sempre) a scuola. Lui lo abusava sessualmente e nelsuo letto lo faceva dormire.
E’ stata propria la scuola allarmata dalle troppe assenza ingiustificate a muovere i primi segnali d’allarme. Che hanno portato all’arresto del predatore di bimbi disabili (di cui purtroppo sono state diffuse sono le iniziali: M.G.) ed alla sospensione della podestà genitoriali ai genitori.
Il bimbo oggi sta in una struttura protetta (di quelle che qualcuno vorrebbe far chiudere….) dove ci auguriamo riceverà le cure e l’affetto che gli sono dovuti.
Dimenticavo: gli abusi sono durati due anni.
Il secondo caso non è di abusi a danno di minori, ma di una donna, gravemente disabile, “con la testa di una bambina”.
Stavolta abbiamo il nome del 65 enne che per tale reato è stato condannato a 7 anni e mezzo.
Si chiama Luigi Natali, è di Gallipoli ed ha abusato di una donna affetta da una grave disabilità psichica.
Sapete come si è scoperta la violenza (roba da non crederci).
I genitori della donna, aprendole la borsetta le hanno trovato dei preservativi ed hanno scoperto che glieli faceva comprare il suo abusante, facendole usare i soldi che la famiglia le dava affinché lei si comprasse i fumetti di Topolino e le merendine.
Dagli articoli di giornale oltre al nome dell’imputato apprendiamo anche quanto segue:
”Il pubblico ministero ha chiesto la trasmissione degli atti in Procura, per falsa testimonianza, per la figlia dell’imputato”, notizia che ci porta al post di alcuni giorni fa sui parenti dei pedofili.
Anche in questo caso le violenze sono durate due lunghi anni.
Abbiamo Vinto! Pietro Materi resta in carcere!!!
Tutto è iniziato con questo posto che ha raccolto l’appello di un padre, il cui figlio disabile era stato abusato da lui, Pietro Materi, predatore di bambini disabili, ritenuto dalle perizie “pericoloso”:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/abusi-su-bimbi-disabili-presto-libero-il-predatore-pietro-materi-benche-ritenuto-%e2%80%9cpericolosissimo%e2%80%9d.html
Grazie all’appello dal noi lanciato, ripreso poi da David Gramiccioli su Radio Ies e da migliaia di persone grazie ai social network (abbiamo avuto più di un milione di contatti), si è creato un movimento di opinione tale per cui, benché cambiato il consiglio giudicante, posso solo dirvi (ma quel “solo” direi che basta e avanza) che Pietro Materi resterà in carcere.
Che dire? Siete davvero una bella forza! E stavolta possiamo tutti festeggiare insieme, per aver protetto, a colpi di click in internet, i bambini.
I nomi delle maestre che han picchiato il bimbo disabile di 5 anni.
Memorizzate questi 4 nomi e mandateli a memoria. Salvateli nel vostro cuore, nella vostra coscienza. E crescete (e fate crescere i vostri figli) ricordandoli questi nomi. Perché loro (e voi) siate sempre all’opposto esatto da questi esempi. Lontani anni luce. Galassie remote, agli antipodi, l’una impossibile da confondere con l’altra.
I nomi sono:
Adriana Mangone, di 50 anni; Elena Magliaro (38); Maria Teresa Spina (57), tutte di Mileto, e di Francesca Cimino De Liguori (46), di Vibo Valentia. A cui si aggiunge una quinta indagata a piede libero Rosa Maria Riso, di 37 anni; tutte sono di Vibo Valentia.
Per l’anagrafe sarebbero “maestre d’asilo” (sic) a Mileto e secondo le video riprese delle forze dell’ordine di Vibo Valentia (finalmente, lo ripeto, si inizia a lavorare bene. Come mi diceva un magistrato qualche giorno fa “certi assurdi processi hanno fatto scuola, non solo per chi delinque”) sono state arrestate (ed ora si trovano ai domiciliari).
Il reato: picchiare più volte in una giornata, un bimbo di 5 anni gravemente disabile.
Le indagini sono partite quando ai Carabinieri di Vibo Valentia è arrivato un dvd, da parte di una fonte anonima, in cui erano riprese alcune donne nell’atto di inveire contro un bimbo ch piangeva fortemente.

Lo stipendio del pedofilo.
È possibile avere ancora diritti quando hai violato tutti i tuoi doveri?
È giusto ricevere regolarmente un buon stipendio, anche se sei in carcere perché dei filmati INEQUIVOCABILI certificano che hai stuprato per anni un bimbo disabile?
Me lo chiedo ad alta voce, rivolgendo a voi il quesito.
Poiché, Pietro Materi, cacciatore di bimbi disabili, in carcere, continua a percepire regolarmente lo stipendio dal Ministero.
Non so a voi, ma a me la cosa offende. Tanto. E, anche se ancora non c’è stato il termine del processo, credo che quelle immagini valgano più di qualsiasi sentenza, che dovrà solo dare un conto: quello degli anni di condanna.
Iniziato e subito fermato il processo a Materi, predatore di bimbi disabili.
È iniziato ieri il processo a carico del pedofilo Pietro Materi, trent’anni di Tricarico (MT), maestro di sostegno e
predatore di bambini disabili.
A mio avviso la sua è una delle peggiori storie di abuso che l’Italia abbia mai avuto!
In aula presenti le famiglie e i rispettivi avvocati, assente l’avvocato difensore del Materi.
Perché? Semplice. Perché pare che per un errore della cancelleria al difensore non siano stati notificati gli atti.
Il processo quindi parte, con uno slittamento. Prossima udienza 14 febbraio.
In aula ci segnala il papà di una delle vittime, il Materi dietro le sbarre, pacifico e sorridente……






