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Cartoline dalla Romania. Il nostro viaggio al Budimex.

Sono rientrati stamani dal Budimex, gli operatori di Prometeo. Questo il loro racconto fresco fresco….trascritto di getto direttamente dagli appunti sul quaderno al pc. Buona lettura e grazie a tutti quelli che hanno permesso anche quest’anno la realizzazione del sogno dei piccoli del reparto di oncologia pediatrica.

 le mamme del budimex di prometeo

 

Questa mattina la sveglia è suonata all’alba, le valigie sono già state caricate in macchina, quindi non ci resta che partire per l’aeroporto, l’aereo decolla alle 8,10.

Effettuate le operazioni d’obbligo, passato il check-in si comincia a respirare un’aria diversa, l’emozione ci accompagna come ogni anno, proprio come fosse la nostra prima volta. Il volo è stato piacevole, i compagni di viaggio ottimi, alle 11,10 ora locale atterriamo a Bucarest, all’esterno la nostra Andreea ci aspetta in trepidante attesa. Abbiamo spedito in Romania ben 34 scatoloni colmi di ogni bene,  e, con noi al seguito tre valigioni enormi oltre ai nostri bagagli personali. Il problema nasce quando vogliamo far entrare nel bagagliaio dell’auto tutte queste valigie, quando riusciamo a salire in macchina incastrati tra l’una e l’altra sembriamo tolti da un film di Fantozzi. A casa facciamo uno spuntino e poi iniziamo il nostro lavoro, i primi 16 scatoloni sono lì che ci attendono, i restanti 18 dovrebbero arrivare in serata, poiché è nato un problema con il trasportatore. Il tempo passa veloce, inizia a fare buio, sono le 18, le 19, arrivano le 20, ora il corriere non arriva più quindi torniamo in albergo e rimandiamo a domani la ricerca. Confesso di essere molto preoccupata, se non dovessero arrivare in tempo come faremo? Con questo pensiero affronto la notte.

Alle 9 Andreea ci aspetta alla reception, del corriere nessuna notizia, dovrebbe arrivare ma non si sa quando. Il mio cuore comincia ad alterare il battito e l’agitazione aumenta. Ho perso il numero delle telefonate fatte, email spedite alla direzione e quando ormai avevamo perso ogni speranza, accade il miracolo, una dirigente della società chiama per capire il perché di tanta agitazione, e quando le viene spiegato a cosa servono questa scatole,  emana una procedura d’urgenza e alle 12,30 circa Babbo Natale  ha la certezza di poter eseguire il suo lavoro.

Il lavoro è pesante, siamo stanchi morti, ma immensamente felici.

Come ogni anno la prima a ricevere i regali è la nostra piccola Andreea, una bimba di nove anni, non vedente, ammalata di leucemia, seguiamo questa bimba ormai da molti anni. Quando è ormai sera inoltrata suoniamo alla porta, la mamma ci viene incontro, ci abbraccia ed in tutti i modi possibili ci dimostra quanto è felice di vederci e quanto ci è riconoscente. Il primo a catapultarsi tra le mie braccia è Horia, il fratello gemello, dietro alle spalle ecco che sbuca la nostra bimba, si lascia prendere le mani, poi si lascia baciare,poi di scatto si gira e tastando la parete torna in camera, accende lo stereo e al suono della musica, canta e si dondola sul letto, avanti e indietro, avanti e indietro. Le diamo l’orso che profuma di fragola, lei lo annusa e lo stringe felice.

Horia nel frattempo toglie dalla scatola tutti i regali e li depone sul letto, è un susseguirsi di esclamazioni, ha ricevuto tra le tante cose una maglietta intima ed ora finalmente la può cambiare senza dover aspettare che la mamma gli lavi l’unica che possiede. Improvvisamente si allontana e torna con un libricino in mano che mi fa vedere orgogliosamente, è la sua pagella, in tutte le materie lui ha la “A” il massimo dei voti, non posso fare altro che stringerlo al cuore. La mamma aveva appena detto loro che non dovevano piangere perché forse quest’anno Babbo Natale non sarebbe passato, poi si siede a terra  prende sulle sue ginocchia la bambina che comincia a recitare una poesia di Natale, se penso che solo poco tempo fa non la si poteva nemmeno sfiorare, che destino diverso avrebbe se solo potesse essere seguita, se potesse frequentare una scuola, imparare a leggere e scrivere, invece è condannata a questa esistenza, tutto questo lo vivo come un mio personale fallimento.

E’ stata una notte insonne, mille pensieri mi hanno tenuto compagnia.

Bucarest è diventata più caotica, il traffico è intenso e disordinato, le luminarie per le festività stridono in questo paese, sono tantissime ovunque guardi sei colpita da miriade di giochi di luci, le strade ampie sono illuminate a giorno e sembra di avere sopra di noi un tetto di luminoso.

Questa notte mentre inseguivo i miei pensieri, Babbo Natale ha visitato tutte le case di Bucarest, ora tocca a noi aiutarlo portando i doni ai bimbi ammalati.

Preparati cuore, non fare scherzi, oggi devi assolutamente essere forte!!!!!!

Il primo appuntamento lo abbiamo con il dottore che ci ragguaglia sulla salute dei nostri bimbi e sui cambiamenti di tutto l’anno. E’ inutile dire che è l’angelo per questi bambini, esegue il suo lavoro con passione, instancabile, ci spiega quali sono i suoi bisogni primari e come lo possiamo aiutare. All’esterno senti il cicaleccio dei bimbi in attesa di eseguire i loro controlli medici, e preoccupati di non vederci uscire.

Ma quest’anno avranno una splendida sorpresa perché Babbo Natale in persona sarà tra loro. Indossati barba e vestito, Rocco è pronto, è bravissimo, si è immedesimato nella parte, si intrattiene con i bimbi spiegando loro i vari doni che ha portato, non potevamo avere idea migliore. Si dia inizio ai festeggiamenti….

Nella prima stanzetta ci sono 3 bimbe, Lorena ha 4 mesi, il gemello è a casa con papà e la nonna, la mamma è giovanissima, la piccolina sorride e lo farà per tutto il tempo che resteremo nella stanza.

Fidan 2 anni è uno spettacolo a vedersi, parla con le mani e gli occhi, si muove con una grazia mai vista prima d’ora in una bimba tanto piccola. Quando è arrivata in ospedale non stava zitta un solo minuto ma dopo la prima chemio, la bimba non ha più parlato. I medici sono fiduciosi che al termine del ciclo della terapia dovrebbe tornare a parlare. Siamo solo all’inizio della prima stanza e questa piccolina mi sta già facendo perdere il controllo, guardo le manine piene di ematomi, bluastre, sembra che il sangue non scorra in questo corpicino, lei continua a cercare le mie, a stringermele, cerca il contatto fisico, si appoggia con tutta se stessa a me, mi guarda e mi parla senza aprire bocca. Per fortuna c’è Babbo Natale ad aiutarmi, non so dove sarei finita…. La terza bimba è grandicella, è molto ammalata, la mamma ci parla in italiano, ci dice di essere stata tre anni a Roma a fare la badante, ora è dovuta tornare a casa per assistere la figlia.

I due bimbi che occupano la seconda stanza sono molto piccoli, uno è in posizione fetale, dorme con la sua cannula della chemio inserita nel braccio, i due genitori al bordo del letto sono molto preoccupati, hanno lo sguardo perso nel vuoto. L’altro invece è sveglio ed è felice di essere fotografato con Babbo Natale, controlla minuziosamente i suoi regali e non potete immaginare l’esclamazione di stupore e di gioia quando toglie dal sacco lo spazzolino da denti ed il dentifricio. Anche questa mamma è giovane, troppo per affrontare un così grande dolore.

Stanza dopo stanza regaliamo a questi bimbi sorrisi ed un momento sereno.

Alexandru ha 15 anni, gli è stato amputato il braccio destro all’altezza della spalla, Tudor invece di anni ne ha 19 e a lui è stata amputata la gamba sinistra appena sopra il ginocchio. I due hanno fatto comunella e appena saputo che fuori dal reparto ci sono due ragazze, se vanno sorridenti insieme.

Simona ha 2 anni ed ha paura di Babbo Natale, gira il visino dall’altra parte cercando di nascondersi, si aggrappa alla mamma, ma appena scorge il pupazzo di Minnie, della quale è innamorata, si gira felice. I genitori sono l’immagine vivente della disperazione, sono giovani non sono preparati alle difficoltà che la vita li sta sottoponendo. La piccola è tra gli ammalati più gravi del reparto, infatti è da sola in una minuscola stanzetta.

In quella accanto pure lui solo, c’è Stefan 3 anni, completamente senza capelli, il colore della carnagione grigiastro, occhioni impauriti, ma che prendono vita appena scorge tra i suoi regali una macchina e pure lui estasiato a rimirare lo spazzolino da denti.

Ora Tocca ad Ana Maria la mamma non c’è e la signora che sta al letto accanto ci dice che la bimba ha 2 anni, disperatamente cerchiamo il suo sacco che non si trova, decidiamo di preparargliene uno velocemente con tutto quello che abbiamo portato per eventuali emergenze e glielo portiamo. La bimba è felice e con Babbo Natale toglie tutti i suoi doni, ma ecco che appare sulla porta l’infermiera che la chiama Adelina ci guardiamo e lei per tutta risposta ci dice che si chiama Ana Maria Adelina.

Cosa potevamo fare se non darle doppia dose di regali… quei due occhi furbetti credo non li dimenticheremo tanto facilmente.

Stanza dopo stanza portiamo a termine il nostro compito, ora ci attendono i nostri bimbi che sono venuti in ospedale ma che poi tornano a casa.

Antonia è accompagnata dalla mamma, lei è diventata ormai grande, sta bene di salute ma ha dei problemi con la scuola, ci regala dei disegni, non riesce a parlare, sussurra con un filo di voce.

Leo accompagnato dalla nonna e da una sorellina più piccola, come ogni anno è felice quando vede la macchina telecomandata ha un’esplosione di felicità.

Lucian diventa ogni giorno più grande, i controlli medici fatti hanno dato buon esito, ci consegna i suoi disegni e tutto felice se ne va con i suoi regali.

Ana Maria, anche se sta bene fisicamente è uno scricciolo di bambina, la mamma ci fa una richiesta, la bimba a Natale dovrà fare una recita a scuola e lei dovrà essere la principessa  dell’inverno, ma lei non è in grado di comperarle il vestito e quindi timidamente ci chiede se qualcuno di noi ne ha uno. Ana Maria x Natale indosserà un vestito da principessa nuovo e per un giorno sarà immensamente felice.

Arriva Ovidio accompagnato dalla mamma, il bimbo è diventato molto socievole, anche per lui tanti regali, foto di rito con Babbo Natale e via a fare i controlli medici.

In attesa del suo turno Adriana seduta su una piccola sedia in corridoio, si sottopone all’aerosol, ogni volta che le passo accanto mi prende le mani e me le stringe forte , come a volermi ricordare che lei è li e che non mi devo dimenticare.

Questa bimba ha un dono speciale, ti parla con gli occhi, due splendidi occhioni scuri che ti scrutano nel profondo e quando sorride sono un’esplosione di luce.

L’ansia è tanta e lei non resiste più, si toglie la mascherina e reclama i suoi doni.

In disparte tutto questo tempo è rimasto Jonut Marius, serio serio, guarda e controlla tutti, quando tocca a lui toglie dalla tasca la sua macchina fotografica e immortala per primo Babbo Natale poi il resto della compagnia. La mamma ci dice che appena tornato a casa farà il giro del villaggio a far vedere a tutti le sue fotografie.

Nicolae è stato trasferito nel reparto di chirurgia, è stato operato ad una gamba. Lo troviamo disteso sul suo letto, la gamba destra ingabbiata e collegata ad alcuni elettrodi. Babbo Natale dispensa i suoi doni e lui tutto felice ci comunica che il pallone lo userà quando potrà tornare a camminare.

Credo che anche quest’anno possiamo dire di aver raggiunto il nostro obbiettivo. La presenza di San Nicolaus, la felicità di tutti questi bimbi ha dato un sapore particolare alla nostra festa. I bambini sono tantissimi, di alcuni non ne abbiamo parlato per rispettare la gravità della loro malattia.

Ed ora come in ogni favola che si rispetti il finale non può che essere:
“che tutti possano vivere felici e contenti”.
Caterina x Prometeo

Il sorriso del mondo: aiutiamo i bambini del Budimex

SORRISO DEL MONDO
SPECIALE ROMANIA.
Due giorni di riflessione con la Prometeo, dedicata ai bambini malati oncologici della Romania.
 
 
Non solo pedofilia. Da anni l’impegno incessante della Prometeo a favore dell’infanzia violata ha toccato anche altri temi, come i bambini sieropositivi e quelli malati di cancro.
 
Si è tenuta preso la sede di Prometeo una due giorni dedicata al progetto di adozione a distanza dei bambini ospiti del reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Budimex di Bucarest.
La due giorni ha visto la presenza del dr. Scurtu, medico primario del reparto e della dr.ssa Gheorghica, psicologa e coordinatrice per la Prometeo del progetto.
Questo il resoconto della conferenza stampa tenuta alla fine dei due giorni, in cui sono stati incontrati i genitori “affidatari” e visitati gli ospedali di due grandi città, creando dei proficui contatti operativi.
“Il tutto è nato circa 8 anni fa” ha detto Massimiliano Frassi, presidente di Prometeo, “quando approdammo “per caso” al Budimex, dopo aver visitato un reparto dove venivano abbandonati i bambini vittime di gravissimi abusi. Rapiti dai  turisti sessuali pedofili,  venivano torturati e poi lasciati in mezzo alla strada o nel migliore dei casi fuori dall’ospedale medesimo, con ferite difficili da descrivere.
Scoprimmo allora l’esistenza dell’unico reparto di oncologia pediatrica di tutta la Romania, reparto che con pochissimi mezzi ma tantissima buona volontà cercava di contrastare il male che colpiva parecchi bambini.
All’epoca avevamo già aiutato il reparto di pediatria del padiglione di malattie infettive di Timisoara, acquistando letti nuovi e farmaci/strumenti di pronto intervento – siringhe sterili in primis –  e cercavamo una nuova realtà da poter supportare”.
Continua Frassi: “il primo ingresso al Budimex non lo scorderò mai. Incrociare lo sguardo con dei bimbi, sconfitti dalla fame e dal dolore ma malgrado tutto sempre sorridenti, fu sicuramente la molla che fece scattare il nostro impegno. Un impegno gravoso, non facile.
Come spesso ho detto come Prometeo abbiamo scelto sempre la via più tortuosa, meno battuta, ma proprio per questo più bisognosa di noi.”
Interviene il dr. Scurtu. Poco più di sessantanni, da sempre anima dei bimbi del Budimex. Se li ricorda tutti e snocciola nomi e diagnosi con grande precisione. Il viso si illumina o si rabbuia a seconda della situazione in cui stanno oggi i “suoi” piccoli.
“Quando Prometeo venne a noi il primo pensiero fu che si sarebbero comportati come tutti gli altri prima e dopo di loro. Invece hanno dimostrato subito, che facevano sul serio. E se il tasso di mortalità allora per i nostri pazienti era del 80% mentre oggi si è pressoché dimezzato, sono orgoglioso di dire che lo dobbiamo al loro aiuto!”
“Per questo dico che l’impegno è gravoso” riprende la parola Frassi, “non possiamo permetterci di sbagliare né tantomeno di fare promesse che non possono essere mantenute, poiché qua si gioca con la vita. Di tanti bambini!”.
Dice il dr. Scurtu: “il primo impegno di Prometeo fu quello di comprare una macchina aspira veleni nocivi, senza la quale le infermiere che preparavano certi cocktail di farmaci rischiavano di ammalarsi loro stesse o se rimaste incinta di mettere al mondo dei bimbi con gravi disabilità.
Poi nel tempo, oltre ad aver creato lo spazio cucine per le mamme, ed aiutato tantissimi bimbi e tante famiglie, vorrei ricordare l’acquisto di alcune macchine per la chemioterapia.
Il nostro reparto è quello che subisce più tagli e che ha meno aiuti, ma permettetemi di dire che quelle macchine in tutta la Romania le abbiamo solo noi. E anche grazie a quelle macchine, oggi, possiamo dire ciò che ieri manco ci sognavamo: molti bambini sono definitivamente guariti!”.
Davanti ad un simile risultato non bisogna però abbassare mai la guardia. Il rischio di recidiva del male per alcuni di loro è ancora elevato.
Due giorni prima dell’arrivo in Italia della delegazione del Budimex, Ionut, anni 10, si è spento per un improvviso e fortissimo attacco di cuore.
Si commuove la dr.ssa Andreea Gheorghica al ricordo suo e di tutti quelli che in questi anni ha “salutato”. Bambini spesso soli, abbandonati in ospedale, o con situazioni familiari tragiche.
Lei per molti di loro era quella mamma che non hanno avuto, quel sorriso sempre presente, quell’essere portatrice di tante piccole attenzioni, per noi scontate, per questi bimbi merce rara.
Oggi lei ha un nuovo sogno: “abbiamo visto un letto che permette con una sorta di tenda di rendere l’ambiente sterile. Così facendo potremmo curare ancora più bambini”.
Purtroppo anche in questo caso l’ospedale non ha i fondi per acquistare nulla.
Altre volte arrivano invece risposte indegne.
Come quella che compare su un piccolo quotidiano indipendente, di quelli che stanno nascendo anche in Romania cercando di portare “la vera verità dei fatti”.
Il sindaco di un paese rifiuta di aiutare la famiglia di uno dei “nostri” piccoli del Budimex dichiarando che “essendo malato di cancro è inutile spendere dei soldi”.
“Bisogna poi fare i conti con la crisi che sta toccando il paese” aggiunge la dr.ssa Gheorghica. “Gli stipendi statali sono stati tagliati del 25% mentre l’iva è aumentata. Vuol dire che si va a fare la spesa coi prezzi dell’Italia ma con uno stipendio che ad esempio per il dr. Scurtu, che è primario, è di poco meno di 800 euro al mese. Questo ha creato una fuga del personale specializzato all’estero. Infermiere in Italia, medici in Francia e Spagna”.
“E pochi eroi, che ancora ci credono”, aggiunge Frassi, “fissi al Budimex”.
Alla Prometeo, oltre che la richiesta di dare un aiuto per il lettino sterile, sono stati “affidati idealmente” altri bambini. Una decina in tutto i nuovi casi bisognosi, al fronte di 50 nuovi ingressi annui al Budimex.
Tra questi una piccola di sei mesi ed un bimbo down di 13 anni, ma che fisicamente “ne dimostra non più di 8”.
Insieme a loro sono state consegnate le relazioni di aggiornamento dei bimbi presi in carico con alcune nuove fotografie.
Alcuni bimbi posano raggianti mostrando all’obbiettivo le scarpine nuove o i giochi ricevuti dalla “delegatio italiana”: “si sono tutti raccomandati di salutarvi, di ringraziarvi, ma soprattutto di ricordarvi che anche quest’anno vi aspettano con ansia per San Nicolaus”, aggiunge Andreea, ridendo.
Patricia è forse l’immagine che più di tutte riassume gli esiti del progetto.
“La affidammo a Prometeo che era uno scricciolo a tal punto che la giovane madre la metteva nel passeggino delle bambole, non avendo altro per portarla in giro. Oggi è cresciuta, è una bellissima ragazza, i capelli sono lunghi, ed è sulla via di una guarigione che pensiamo possa essere definitiva”.
 
 
NOTA:
ricordiamo che solo tre giorni è partito un nuovo container zeppo di regali, abiti estivi e quant’altro per i bimbi. Grazie a chi ha reso possibile tutto ciò: VOI!
Noi, siamo solo un tramite.
  
Per fare una adozione a distanza:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=1&ip=2&iv=2&im=72
 
Oppure, aiutaci così:
t-shirt solidali progetto Budimex 2010:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=6&ip=163&iv=163&im=203

libri solidali:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=6&ip=163&iv=163&im=164

t-shirts prometeo
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Immagine 001

Carissimi,
eccovi la relazione tratta dal diario di viaggio di Caterina, l’operatrice che da anni coordina il nostro progetto Romania e che come tutti, purtroppo, gli operatori di Prometeo, non vuole mai comparire. Non vi dico quindi cosa abbiamo fatto, per farci dare il permesso di pubblicarlo integralmente (permesso? Oddio ecco cosa mancava, scusa Cate ;-))) ). Affidiamo alle su eparole lo spirito di questo viaggio, non facile, e realizzato per dare ai bimbi un sogno, una speranza, un sorriso. Ci siamo risuciti? Credo di sì. Grazie anche a Voi. La nosta forza. Il nostro esercito silenzioso.
Domani metterò pure un mio intervento sull’ultimo viaggio e sulle adozioni a distanza.
Per oggi vi basti questo. Come già detto, è il senso del nostro Natale. Grazie….
 
NATALE 2009 AL BUDIMEX
 
DIARIO DI VIAGGIO.
“…e penso a quanto sarebbe bello poter avere una bacchetta magica che ci faccia scomparire da quel posto”.
 
  Oggi 04.12.2009 iniziamo il viaggio che anche quest’anno ci porta in Romania e precisamente all’ospedale Budimex,  per regalare ai piccoli ricoverati nel reparto di oncologia pediatrica, una giornata diversa.
Come inizio non promette bene, abbiamo problemi con i bagagli a mano, siamo costrette ad inserire la borsetta nel trolley senza riuscirci nonostante grandi sforzi, nel frattempo tutti gli altri viaggiatori ci superano. Quando stiamo per rinunciare ecco arrivare un signore che non ha alcun bagaglio e che gentilmente ci da una mano, così tra vari stratagemmi incuranti delle proteste del controllore riusciamo a salire sulla navetta che ci porta all’aereo.
Il viaggio è tranquillo e la signora che mi siede accanto cerca immediatamente di intrattenere una conversazione. Lei è rumena vive in Italia da più di 4 anni, all’inizio ha fatto la badante ad una nonnina che poi purtroppo è morta, da circa 2 anni è divenuta la babysitter di due bambine una  di 2 anni e 1 di 6.
In Italia si trova molto bene e torna in Romania solo per vedere la mamma che è rimasta sola e che affronta con grande difficoltà la vita quotidiana poiché riceve dallo stato una pensione di quasi 200 €.,  dopo avere  pagato  affitto e bollette varie,  non le rimane di che vivere.
Quando le spiego il motivo del nostro viaggio a Bucarest, la signora si commuove e ci ringrazia di cuore per quello che facciamo per la sua gente.
Tra una chiacchiera e l’altra siamo arrivate. Andreea ci attende al ritiro bagagli e ci accompagna in albergo, ceniamo in sua compagnia e dopo aver fatto il programma per l’indomani, andiamo a nanna, ci aspetterà  una giornata di intenso lavoro.
Ci sono poco meno di 40 scatoloni colmi di giochi, dolci, abbigliamento, cancelleria, prodotti di igiene personale, alimenti per le mamme ecc. ecc. che attendono di essere sistemati e preparati per la consegna a Babbo Natale.
Alle 9,30 di sabato Andreea ci viene a prendere e ci porta al palazzo del popolo,  per assistere al saggio di Natale della piccola Maria, che canta nel coro.
Il tutto per noi dura una mezz’oretta, poi prima di andare a casa dobbiamo fare un salto al Budimex a ritirare la lista dei bambini che sono ricoverati, ma che non fanno parte del nostro programma, affinché domani tutti possano ricevere i regali.
Appena entrata in reparto ecco la prima emozione, al di là del vetro vedo una ragazza giovane anzi giovanissima, china su di una piccolina che accarezza con una delicatezza struggente, è un gesto lieve ma ti penetra nel cuore e quando alza lo sguardo ed i nostri occhi si incontrano, tenta un timido sorriso, la tristezza è immensa,  sono occhi che trasmettono un grande dolore che diventa immediatamente mio.
Improvvisamente vengo richiamata dalla mamma di Cosmina, l’ho conosciuta a Settembre , mi viene incontro piangendo disperata poiché alla sua bambina hanno cominciato a fare la morfina e per lei non ci sono speranze. “sono 7 mesi che sono in ospedale con la mia Cosmina, tanto dolore, speranze, sogni ed ora lei muore………..” L’arrivo dell’infermiera con l’elenco dei bambini ci toglie da una situazione di dolore immenso. Cerchiamo di consolarla e le promettiamo di rivederci all’indomani.
Alle mie spalle improvvisamente sento una voce “kiss mama kiss mama” mi giro ed un frugoletto di poco più di 2 anni mi si catapulta in braccio. La signora che parla e che scambio per la nonna in realtà mi diranno è una “sister” inglese, assiste il bambino che è stato abbandonato alla nascita e che ha vissuto in ospedale passando da un reparto all’altro.
Luis è il suo nome, ha due occhi neri enormi mi si stringe al collo e mi da un sonoro bacio, me lo stringo forte al cuore e mentre mi perdo in quegli enormi occhi penso a quanto sarebbe bello poter avere una bacchetta magica che ci faccia scomparire da quel posto e riapparire altrove…….
Quando lo rimetto a terra sento che se non esco immediatamente, non sarò più in grado di controllare le mie emozioni, ed è proprio quello che accade, le lacrime stanno scendendo copiose e mentre scendiamo le scale la gente mi guarda curiosa.
Andreea parla e le sue parole sono come macigni…….”quando la sister segue qualche bimbo è perché lo sta accompagnando verso la morte”………No!  No! No!  come può questo bimbo essere tanto sfortunato,  perché Iddio permette che accada tutto questo…………..Ora sto singhiozzando senza più alcun ritegno, vorrei urlare… non voglio tornare mai più in questo ospedale………
ho bisogno di sentire la voce dei miei cari,  prendo il cellulare e chiamo , ma piango,  piango talmente forte da non  riuscire a parlare.
Quando riesco a calmarmi un po’ partiamo e ci dirigiamo a casa di Andreea, sarà sicuramente una durissima giornata.
Cominciamo ad aprire le scatole e a separare i vari pacchetti, “questa bambola è per Daiana, le costruzioni sono di Robert,  questo bellissimo pigiamino mettilo nel pacco di Luis con la macchinina ed il peluches e tante, tante caramelle, per un giorno deve essere un bimbo felice.
E così per tutta la giornata, e, poiché le emozioni non erano bastate, ecco la nuova proposta………
“cosa dici Caterina se telefono alla mamma di Andreea se possiamo passare da loro un momento?”
Detto fatto siamo già in macchina cariche di doni per tutti…… in quella casa,  questa notte “non sarebbe passato Babbo Natale”,  ma come per magia, tutto è cambiato.
Arriviamo e sul marciapiede che ci aspetta c’è la mamma, grandi abbracci e lacrime di commozione, entriamo e cominciamo a salire le scale, mio Dio i gradini sono ancora più rotti e sporchi dello scorso anno, dobbiamo stare attente a dove mettiamo i piedi, ci ritroviamo finalmente al 3° piano entriamo in casa, che ormai conosciamo, ci viene incontro il piccolo Oria che sgrana gli occhini quando vede che dai sacchi che portiamo spuntano dei giochi, timidamente si avvicina e tocca il camioncino che sbuca al di sopra dei pacchetti con timore ci guarda negli occhi per avere la conferma che lo può prendere. E’ un’esplosione di gioia e richiamata dalle urla del fratellino, dal minuscolo corridoio quasi aggrappata alla parete ecco arrivare la nostra piccolina (nota di Max: la bimba è quella cieca che lo scorso anno aiutammo nel blog con le maglie di Flipper e che alcuni di voi adottarono a distanza!).
….le sono cresciuti i capelli….è diventata più magra ma più grande…..con immensa gioia si lascia abbracciare e baciare;  prese dall’entusiasmo parliamo tutte insieme e le nostre voci diventano tante per lei, sono voci sconosciute e si spaventa, si mette a gridare cercando un tocco a lei famigliare così la mamma la prende prontamente in braccio e la riporta nella camera dove la attende la nonna che cerca di tranquillizzarla.
Abbiamo scoperto che anche la nonna è ammalata di leucemia……..
Salutiamo tutti, la mamma non smette di ringraziare, stringerci e baciarci.
Per oggi credo di aver fatto il pieno di emozioni.
Torniamo in albergo. Inutile dire che ho passato la notte insonne, ho guardato il soffitto fino all’alba.
Quando ci vengono a prendere al mattino, tutti i pacchi sono stati depositati in una stanzetta dell’ospedale.
La mamma di Jonut ci viene incontro piangendo disperata e ci comunica che il bimbo è stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva per dei disturbi di cuore dopo essere stato colpito dalla polmonite. Le promettiamo di rivederla più tardi nel reparto dove è ricoverato il piccolo.
E’ l’ora di Babbo Natale, iniziamo dalla prima stanza ed è lì che ritrovo Luis che come mi vede mi si butta nuovamente fra le braccia, si farà stringere e coccolare per tutta la permanenza nel reparto. Io e Luis decidiamo che il nostro compito sarà quello di accompagnare le altre operatrici  di Prometeo nella distribuzione dei regali, Luis darà ai bambini la tazza con le caramelle ed io il sacco dei prodotti per le mamme. E’ un compito che gli piace molto, sorride a tutti con la sua tazza in mano e dopo ogni consegna si stringe al mio collo come a cercare approvazione e diciamolo… una coccola e un bacio.
Passiamo di stanza in stanza, quanti bambini tutti così gravemente malati, quante mamme tutte con le loro storie cariche di sofferenza……
La piccola Daiana (2 anni) che deve camminare e non lo vuole fare, ma che questa mattina vuole mettere le calzine per poter incontrare Babbo Natale. Fra le tante cose,  le viene regalata una bambola  che lei abbraccia,  stringe,  vuole che prenda il latte dal biberon,  quanto è felice questa bimba, questo è il momento di fermare il tempo……
Nel letto accanto c’è  Ovidio (4 anni)  un bimbo allegro che fa una grande festa ai regali che riceve mentre la mamma ci spiega che è innamorato di Marina (quasi 2 anni).
Marina è una bella bimba che aspetta in regalo una macchinina ed una pistola e che rifiuta le bambole.
La piccola Daria di soli 8 mesi sorride a tutti, la mamma è giovanissima, per la piccola le speranze sono poche …anche per lei tanti regali.
Fabian ci aspetta seduto nel letto ed è molto agitato perché sa che tra poco riceverà dai suoi amici italiani tanti regali: la mamma ci ringrazia.
In fondo al corridoio,  nell’ultima stanza c’è Cosmina, non entriamo, lei sta molto male, hanno iniziato a farle la morfina, se penso a come era solo due mesi fa non posso sostenere lo sguardo, è un piccolo scricciolo in posizione fetale senza la forza di alzare la mano per un saluto……
Diamo alla mamma tutti i suoi regali, chissà, forse non riuscirà nemmeno a scartarli….
CONTINUA QUA:
 

Nei prossimi giorni daremo molto spazio al viaggio in Romania e soprattutto al progetto di Adozione a distanza. Ho appena finto di rileggere le traduzioni con i report dei nuovi bimbi assegnati….e per ora sono senza parole……

In tanto vi “linko” al nostro sito (in completo aggiornamento) dove trovate il punto della situazione su quanto, GRAZIE A VOI, abbiamo fatto in questi anni:

http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?cl=1&im=80&ip=2&action=&iv=

 

Foto-pacco 002

Esiste un modo per far del male ad un bambino, facendogli un regalo?
È la domanda che oggi vi pongo e su cui vorrei leggere le vostre risposte.
Da diversi anni in questo spazio ci occupiamo del peggiore dei male, il cancro della pedofilia. Di maltrattamenti ed abusi sessuali. In quei casi i regali non ci sono, semmai sono la “marchetta” che il predatore paga, insultando il piccolo stuprato e lasciandogli appunto un pupazzetto, un videogioco, pochi spiccioli…..
Oggi però vorrei riproporvi una riflessione, a cui già dedicai, sei anni fa, un capitolo nel mio libro “L’inferno degli angeli”.
Allora parlai (attirandomi gli strali di pochi insulsi personaggi, rei di ritrovarsi rispecchiati in quelle pagine) di pacchi di spazzolini da denti usati, maglioni infeltriti, macchinine senza ruote (“tanto se non hanno nulla con cui giocare, queste sembreranno belle uguali”) donate ai bimbi della Romania che aiutavamo.
epson
Oggi torno sull’argomento perché mi rendo conto che ha bisogno di una “rispolverata” di nuovo.
Quelle rinfrescate che sottolineano alla perfezione ciò che diamo per scontato ma che per taluni scontato non lo è. Mai.
Arrivano in Associazione due pacchi. Ricevuti appunto per i bimbi che aiutiamo. Nello specifico per alcuni bimbi malati, molto malati, e ricoverati nel reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Budimex di Bucarest.
In uno, avvolta in un vecchio e puzzolente giubbino da uomo (una di quelle cose che fatte a pezzi non si userebbero nemmeno come straccio per la lettiera del gatto), c’è una bellissima….stampante da computer. Di un modello fuori produzione da almeno 6/7 anni (ma non è quello il punto). Cambiata quindi dalla proprietaria e, piuttosto che buttata dove doveva andare (cioè nel cassonetto della spazzatura), spedita per aiutare i bimbi malati di cancro.
Tutti infatti sanno che il sogno più ambito di un bambino malato di cancro, ricoverato in un ospedale rumeno, magari proveniente dalla campagna e quindi che vive in una casetta di legno, spesso senza il riscaldamento, con sei persone in una stanza, è proprio quello di avere una stampante. Da attaccare dove, utilizzare come, etc. non è dato sapersi. Sono dettagli a cui solo un pignolo rompicoglioni come il sottoscritto dà retta…..
In un’altra scatola invece una utilissima serie di confezioni di medicinali e prodotti per l’igiene intima.
Peccato che gli stessi siano usati.
Mi spiego meglio: ci sono parecchie scatole di pasticche per il mal di gola, con i blister aperti, e contenenti quindi una massimo di due pastiglie……le altre sono state già ingerite da qualcuno . Lo stesso presupponiamo che ha già usato metà sciroppo per la tosse, che si è lavato con tre quarti dei campioncini di shampoo (di quelli presi dagli alberghi, giusto per esagerare con le quantità!), che ha lavato la propria dentiera con gli spazzolini usati e con il dentifricio già aperto e quasi finito e che ha indossato le bellissime pantofole da camera (d’albergo) una volta bianche…..……..
Poveri bimbi direte voi…macchè, bimbi fortunati evidenzio io!!!!!!
Foto-pacco 001
Poiché dopo che si sono fatti una bella stampata, hanno raschiato il fondo di tubetti stantii e quasi finiti per potersi lavare, hanno assaporato lavandosi i denti il gusto della bocca di qualcun altro, possono finalmente giocare e disegnare.
Essendo malati però, si è pènsato di venire loro incontro anche qua. E così dopo essersi risparmiati la fatica di dover tenere in mano un tubetto di dentifricio o uno shampoo pieni, ora possono guardare album da disegno già colorati (meglio, pasticciati) da altri bambini. Che magari sono stati educati al donare quello che avevano di superfluo: “per i bimbi poveri!”.
Come se non bastasse, una volta che hanno ripassato i disegni altrui, magari con i pennarelli quasi esauriti allegati agli album, potranno giocare felici come mai con i sacchi di sorpresine degli ovetti Kinder. Sacchi e sacchi di troiate (ops) spesso mancanti di pezzettini e quindi più facilmente ingeribili, nel caso magari, gli stessi decidessero di cibarsene……….
Potrei con tinture ancora per un po’, ma mi fermo qua.
Esiste un modo per far del male ad un bambino.….facendogli un regalo?
Sì. E con questo sfogo ve l’ho appena dimostrato.
Da oggi ogni pacco simile verrà rispedito al mittente. E se genitore adottivo a distanza l’adozione verrà revocata immediatamente.
Meglio un’adozione in meno, ma molta dignità in più.
Dalla parte dei bambini. Sempre!
Massimiliano

FORSE NATALE….
Sto alla finestra e aspetto che venga Babbo Natale con il sacco pieno di regali.
I canti di natale li ho imparati e sono vestita a festa.
Io voglio molto: per la mia salute, per poter tornare a scuola e imparare le poesie.
Babbo Natale ti aspetto se vieni per recitarti una poesia.
Voglio stare bene come prima e tornare a scuola e imparare tutto.
Diana – ospedale Budimex.
 
Grazie per tutto quello che avete fatto per mia figlia, Gesù vi ripagherà (…). Siamo molto felici anche per i regali di San Nicolaus che le avete mandato. A Diana è stato diagnosticato un cancro alla gola e siamo in ospedale da 8 mesi; lei è molto grave ed è per questo che siamo qua da diverso tempo. La bambina ha quasi 12 anni e di girono piange perché capisce la gravità della malattia che ha. Ogni giorno mi prega di non lasciarla morire e insieme preghiamo Gesù perché la salvi.
Quando ha ricevuto i regali è stata moto felice e dice a tutti che li mandano i suoi amici dall’Italia..(…) Vi prego di cuore di pregare per la sua salute…
Mamma di Diana.

È in arrivo nel blog uno speciale sul nostro viaggio in Romania ed un nuovo progetto di adozione a distanza per una bimba che vi ho fatto vedere pochi giorni fa nella foto (“sfuocata) qua apparsa.
Oggi scrivo solo che in sede abbiamo preparato un bellissimo albero di Natale che ha, come decorazioni, tanti piccoli oggettini (orsetti, cavalli a dondolo, palline colorate, etc.) i quali riportano ognuno il nome di un bimbo adottato a distanza.
Il colpo d’occhio è meraviglioso. Un mare di nomi, colorati, coloratissimi per i quali il Natale, oggi più che mai, sia sinonimo d’amore. E di speranza.

NEI GIARDINI CHE NESSUNO SA –
VIAGGIO AL BUDIMEX 2007
La solidarietà di Prometeo per i bambini malati di cancro della Romania.
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C’è il bimbo di 5 anni che stringe a sé il bianco orso di peluche, ricevendo così per la prima volta in vita sua un regalo e c’è l’albero, alto, altissimo, il più grande d’Europa, che svetta nella piazza centrale creata da Ceausescu, maestosa ed arrogante come solo lui riuscì ad essere.
Il bimbo non ha mai ricevuto prima un regalo di Natale, dicevamo, ed ha gli occhi di chi trasmette tutte le emozioni del mondo, promettendo al suo cuore di non dimenticare mai per il resto dei suoi giorni un giorno così.
Anche l’albero è la prima volta che si vede, con i suoi 3 milioni di euro di costo, ha surclassato ogni altro albero del mondo. Pure lui non sarà mai più scordato, dalla gente che a malapena arriva alla fine del mese.
Sono queste le due facce della Romania del terzo millennio, sempre in bilico tra passato e modernità. I poveri da una parte, la facciata ed i soliti beneficiari dall’altra. La Casta, la chiamiamo in Italia, anche se i termini si perdono tra le strade dove ancora oggi i bimbi chiedono l’elemosina col sacchetto di colla in mano e sono facile preda dei turisti sessuali pedofili, parassiti dell’infanzia violata.
HPIM2595Torna a Bucarest l’Associazione Prometeo e lo fa per festeggiare la ricorrenza di San Nicolaus, l’antenato di Babbo Natale in chiave rumena, che la mattina del 6 dicembre fa trovare ai bambini doni e dolci. Qua forse è meno magnanimo che altrove, dato che i salari mensili spesso non superano per un’intera famiglia i duecento euro, con un costo della vita che invece non è egualmente equiparabile e quindi tutto ciò che appare superfluo viene irrimediabilmente tagliato. Oggi la visita di San Nicolaus tocca, per il secondo anno consecutivo, i piccoli ospiti del reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Budimex di Bucarest. Molti di loro sono stati abbandonati qui, dalle famiglie, dopo che i medici hanno pronunciato l’infausta diagnosi. Che può essere inappellabile, soprattutto in un paese con un sistema sanitario che non garantisce, se non a pagamento, le cure necessarie. E comunque anche  quando le stesse ci sono, spesso sono inutili e surclassate dal tempo.
Irina ha appena ricevuto un pacco stracolmo di giochi ma è la vestina con le rose che la colpisce più di tutto. La indossa sopra il pigiamino e non se la vuole più togliere, malgrado l’etichetta ancora attaccata penzoli simpaticamente dalle maniche. Si guarda allo specchio e si vede finalmente bambina, bella, elegante, una principessa, ignara dei danni che la chemioterapia le ha arrecato, di quei capelli persi in fretta, di quel male che le si è sviluppato dentro e che all’età di 3 anni ha cominciato a farla stare male, allontanandola dagli altri bimbi. E dalla vita.IMG_0043
La recidività del male è uno dei principali problemi. Spesso non appena i genitori vedono che il piccolo sta meglio cessano di portarlo alle visite di controllo, il cancro beffardo lo sa, e si limita ad aspettare paziente, per poter assestare il suo colpo migliore.
Robert invece è davvero guarito. I test danno risultati più che ottimisti ed il ragazzino oggi si è buttato a capofitto nella scuola. Aspira ad andare all’università, per ripagare così i nonni che in questi anni gli sono stati accanto.
Anni difficili, dolorosi. Ancora di più se vissuti da un bimbo. Ne sa qualcosa Larisa “sopravvissuta per miracolo al primo ciclo del trattamento” che ci raggiunge appena dopo aver finito la chemio. Stremata, in lacrime, trova un lieve sorriso solo per una bambola di pezza che la guarda e promette di darle tutti gli abbracci di cui ha bisogno. Anche Andreea sta male. Sua madre, l’unica che lavorava in famiglia, ha dovuto lasciare il posto di lavoro per starle accanto poiché la piccola continuava a piangere Come farà la famiglia ad andare avanti per ora non si sa, certo è che la presenza della donna ha dato alla piccola quella forza che le serviva.
Fuori piove forte. Chi può si rifugia nei canali delle fogne. Chi è sfruttato aspetta sui marciapiedi l’insospettabile padre di famiglia con l’accento straniero.HPIM2620
Mai come quest’anno il reparto è pieno di bimbi piccolissimi, uno massimo due anni d’età. Arrivano periodicamente dalla stessa zona, in massa. Ennesimo mistero, insondabile.  All’ingresso del reparto abbiamo messo una foto di Tommaso Onofri, consegnando a questo piccolo angioletto sfortunato il compito di vegliare  su chi per certi versi ha avuto un destino simile al suo.AldesLucien1
In albergo una comitiva di italiani festeggia non si sa cosa. L’età media delle ragazze invitate potrebbe essere quella delle coetanee dei loro figli. Impossibile pensare di migliorare definitivamente le cose quando l’esempio che offriamo è proprio questo. Il giorno dopo il HPIM2601reparto di ospedale è ancora pieno di fiocchi e pacchi regalo. Schiere di Ferrari si rincorrono in improvvisati circuiti, mentre bambole e peluches si fanno coccolare come mai prima in vita loro. HPIM2594Guardi i bimbi negli occhi, feriti dal dolore ma bramosi di amore e prometti che nel limite del possibile, farai tutto quello che puoi, per non scordarli mai più.
BOX:
Per aiutare i piccoli ospiti del reparto di oncologia pediatrica del Budimex di Bucarest, l’unico dell’intera Romania, si può contattare l’Associazione Prometeo onlus “lotta alla pedofilia” presso la sede di Gorle, Tel.:0364 880593. Sito internet: www.associazioneprometeo.org .
Con poco meno di 9 euro al mese si dà assistenza ai bambini malati ed alle loro famiglie. Dai medici dell’ospedale inoltre è arrivata la richiesta di comprare delle macchine moderne per fare il dosaggio della chemioterapia ai bambini.

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Lo so che vi sto facendo aspettare, ma credetemi, non c’è altro motivo che non sia la mancanza di tempo. A breve però arriva, prometto:
parlo ovviamente del reportage sul nostro ultimo viaggio in Romania.
Nel frattempo un’altra foto. Abbiamo portato il piccolo Tommy con noi al Budimex. E dato idealmente a lui il compito di proteggere i nostri bimbi.
Angelo tra gli angeli.
p.s.: che dire poi della maglia di Flip che tanto successo ha avuto tra i nostri bimbi del Budimex?
HPIM2620

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Insieme ad altre 14 ci è appena arrivata dal Budimex.
Dove grazie alla vostra generosità, si è fatta una seconda festa a sorpresa per i bimbi.
Il regalo più bello che potevamo trovare sotto l’albero e che condividiamo con voi che l’avete reso possiible.
Ancora auguri……..
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