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A breve metto l’aggiornamento sulla 2 giorni ed i primi progetti che andremo a realizzare. nel frattempo, com’era prevedibile, siamo sommersi da mail e
da richieste di adesione.
A sottolineare lo spirito del gruppo, una mail. Arrivata in effetti già da alcuni giorni, ma tenuta “in fresco” proprio per poter brindare con lei, a questo momento.
A seguire invece una richiesta, forte, disperata, di aiuto e dolore. Perché non si dimentichi mai, neanche in momenti come questi, di speranza, gioia, vittoria (ed oblio restituito ai legittimi destinatari), quanto male i predatori fanno. Anche da lì, il segno del nostro impegno.

Caro Max,
già da un po’ volevo scriverti nuovamente. Sono “Yuri” (un tempo avrei aggiunto
da xxx , ma la mia avventura mi ha portato un po’ più lontano). Da quando ho
conosciuto te(con una breve telefonata e tante e-mail di sostegno) e il duro
lavoro che fai sono diventato un avventore fisso del Bar Frassi, il posto
adatto per gente “di basso livello come noi” (sono contento che ti sia piaciuto
quel commento che ho postato). Cerco di passarci più spesso possibile al Bar,
per sentire le storie degli altri, provare a lasciare una piccola frase, un
piccolo abbraccio, che possa essere di aiuto come lo è stato per me. Tante
volte ti ho sentito augurare “buona vita”….si buona vita. Adesso respiro a
pieni polmoni la fragranza di questo augurio, me lo sento scorrere pienamente
nelle vene. La vita è la soluzione migliore, tutto il resto della vita è la
ricompensa migliore. Lo capisco appieno ora dopo tanti anni difficili, ora che
stò spiccando il volo. Ho accanto una compagna meravigliosa, alla quale
raccontare quel brutto episodio è stata la cosa più naturale del mondo. Un
compagna con la quale progettiamo la nostra vita futura, una famiglia, dei
figli. E sto trovando molte soddisfazioni nella realizzazione professionale. Ho
sempre amato la ricerca, e da quest’anno sono nel posto migliore al mondo per
farla, al xxx, negli USA. E respiro quella vita che dicevi, quella vita
che ci auguravi. Purtroppo come mi preannunciavi nella telefonata che avemmo, avere segnalato la cosa ai servizi sociali del mio comune diverse volte,
una per ogni nuovo operatore, non ha portato a granchè.
Ma l’ultima volta che ho incrociato la sottospecie di essere umano che
mi molestò qualcosa si è riallineato: stava per entrare nel negozio dove ero io,
quando l’ho guardato si è bloccato, atterrito,
non è entrato, è rimasto a metà strada tra la sua macchina e la porta, sembrava
spaventato, sembrava quasi vergognarsi: la paura e la vergogna sono tornate a
chi spettavano. Ma questa digressione è stata fin troppo lunga.
Troppe parole dedicate ad un niente.
Mi volto nuovamente avanti per tornare al mio lavoro, al mio futuro,
a tutto il resto di quella vita che auguri a chi è passato dall’incubo.
A quella vita che alla fine mi ha trovato.
Buona vita anche a te Max. la tua lotta è una fonte di ispirazione

Ho letto del coordinamento vittime e voglio fare la testimonianza della mia vita , lo faccio perche' puo' essere utile per i giovani e per i genitori per capire i vostri figli.
avevo 12 anni quando fui violentata da un ragazzo, per me e' stato un forte schoc che non ne ho mai parlato con nessuno. a 13 anni mi ha messo sulla droga il mio ex marito, ci bucavamo di eroina, e' stata una vita di sofferenze e violenze inimmaginabili, una vita da morti viventi,. poi dopo 20 anni di droga , tutti mi davano per spacciata io sono riuscita con il mio marito attuale ad uscirne.
vi ho detto marito perche' ho avuto l'annullamento del primo matrimonio dalla curia. certo ora sto portando una croce grossa che mi ha lasciato la droga, sono sieropositiva con trattamento, ho un epatite cronica C, ho forti depressioni e mi sento sempre stanca. non e' una vita tanto bella ma e' sempre migliore di essere nella droga, adesso mi alzo la mattina e non sto male perche' mi manca l'eroina, ragazzi se sapeste a cosa andate incontro drogandovi non lo fareste mai, adesso io posso sorridere e godermi i miei giorni in un altro modo, insomma adesso vivo
ciao dania
“Solo un bimbo su tre, nel mondo, riceve le cure necessarie per contrastare l’HIV”!

Specchietto dati AIDS
Guarire dall’AIDS? Con una bimba vergine si può!



AIDS: il peso del silenzio.

Cosa: “Il peso del silenzio” racconta la quotidianità della vita di persone sieropositive al virus dell’HIV. Foto, parole, testimonianze reali di una normalità vissuta o tradita, persa nella paura.“Un libro sulla visibilità o piuttosto sulla difficoltà di essere visibili” Un peso, quello del silenzio,che troppe persone portano imparando a mentire sopratutto a se stesse, rivendicandolo come una scelta, negandosi quindi anche la rabbia ed il dolore.Un lavoro difficile, intenso, che ha richiesto uno sforzo enorme soprattutto da parte delle persone HIV che hanno deciso di prestare il loro volto.Una decisione importante che ha richiesto un’ analisi personale molto sofferta.La sua pubblicazione è stata un successo per ASA che con questo libro vuole mostrare la normalità delle persone che vivono questo problema, togliendo all’HIV astrattismo e ambiguità. Dice Massimo Cernuschi, infettivologo Ospedale San Raffaele e Presidente ASA: “La scelta di essere visibili in quanto sieropositivi può a volte essere facile, anche se più frequentemente è il risultato di un lavoro assai faticosa, ma liberatorio.E’ un chiaro invito per chi ha l’HIV a parlarne, magari con qualche amico, per alleggerire il peso del silenzio. Grazie a tutti quelli che lo dicono. Grazie anche a quelli che stanno zitti, aspettando il momento buono…..”. Anonimato, vergogna, paura sono aggettivi in simbiosi con la malattia, che da questi presupposti si evolve e si diffonde silenziosamente.Solo la conoscenza vince l’ignoranza. Conosciamo quindi questa persone che convivono con la malattia, ascoltiamo quello che hanno da dire. Risulteranno interessanti, forse banali, e perché no: normali.Una lettura semplice, lo spunto per una riflessione importante.
29 settembre ore 18,30
Ogni minuto un bimbo si ammala di AIDS.
Secondo l’ultimo rapporto Unicef nel mondo, ogni minuto, un bimbo si ammala di A.I.D.S. Se a questo si aggiunge che probabilmente quel bimbo nasce nella parte “sbagliata” del mondo, la malattia è da considerarsi una inappellabile condanna a morte. E noi stiamo qui a perdere energie con qualche sparuto malato di mente…..incazzandoci per una lecciso qualunque……..
LA SCONFITTA DELL ’AIDS.
Buone notizie sul fronte della lotta all’aids. Premettendo doverosamente fin d’ora quanto pericoloso sia l’abbassare la guardia nei confronti di tale malattia, veniamo a sapere che oggi le aspettative di vita per un sieropositivo sono di 25-30 anni. Se penso che fino a pochissimi anni fa, quando mi occupavo di aids, i malati che seguivo avevano una speranza di …..pochi anni se non addirittura pochi mesi, la parola “miracolo” per segnalare i passi fatti dalla scienza non è per nulla campata in aria.
Diverso però è il discorso se ci spostiamo in Africa. Saranno 90milioni i malati entro i prox. 20 anni. Malati condannati a morte certa.
Lì, è il caso di dirlo, è proprio un altro mondo……






