Archivi per la categoria ‘alessio gelicrisio’

Condannato per abusi maestro di arti marziali a 9 anni!

Riparte l’anno e direi che riparte bene.
Tra i casi che di sicuro porteremo all’attenzione quest’anno ce ne saranno parecchi provenienti dal mondo dello sport. Mondo che purtroppo ha al suo interno una larga zona nera, fatta di allenatori, maestri e quant’altro spesso protetti dai loro dirigenti o dalle società sportive, che con il complice alibi della “facciata” linda e pinta non intervengono o come già detto, peggio ancora, proteggono.
Quest’anno avremo ad esempio il processo di secondo grado del maestro di karatè di Bergamo, a tutt’oggi operativo malgrado una prima pesante condanna, mentre l’anno si è aperto con una riconferma.
A Vicenza è stato condannato in secondo grado Alessio Gelicrisio, insegnate di arti marziali di 51 anni, condannato in primo grado a 12 anni di reclusione, abbassati nel secondo (come quasi sempre capita) a 9 anni, per abusi su un giovane allievo.
Avviata anche (giustamente) la causa civile. Cifra record quella paventata per il risarcimento danni: 500mila euro. Mai sufficienti per ripagare di questo crimine.

Torturava la sua vittima. La drogava. La umiliava: condannato a soli 10 anni.

Torturava la sua vittima. La drogava. La umiliava: condannato a soli 10 anni.
Rimaniamo a Vicenza con una condanna esemplare. Dieci anni di carcere ad un maestro vicentino di arti marziali. Alessio Gelicrisio, 51 anni, era già sttao condannato in primo grado a 12 anni scesi ora a dieci con l’appello (ma il Pm ne aveva chiesti ben 18!).
Continuando a dare i numeri sono 13 gli anni di abusi verso un suo allievo, adescato quando aveva circa 10 anni. E con quella disabile abilità di cui certi soggetti sono portatori sani l’aveva plagiato obbligandolo ad incontri settimanali, dove il bambino veniva obbligato ad avere con lui rapporti sessuali, veniva umiliato filmandolo e fotografandolo; situazione questa che l’aveva portato a tentare il suicidio.
Il bimbo veniva ammanettato, bendato e poi filmato. Altre volte veniva obbligato a consumare droghe leggere per “agevolare” i rapporti col predatore.
“Il giovane non aveva mai denunciato il maestro sia per vergogna, sia per le minacce del suo aguzzino. «Tappezzo l’ingresso di casa tua delle nostre foto», gli diceva Gelicrisio”.
Tra qualche mese con la Cassazione uno dei peggiori pedofili in cui ci siamo mai imbattuti finirà in carcere. Per soli 10 anni. Auguriamo alla sua vittima, a cui mandiamo la nostra solidarietà ed il plauso per il coraggio che ha avuto, che la condanna a cui il dolore lo ha condannato finisca molto ma molto prima…

Mi ha violentato per 13 anni. Un incubo, una discesa agli inferi della depravazione. Ad un certo punto ho deciso di farla finita.

Mentre stiamo aspettando la giornata di domani (nuovo incontro con il coordinamento nazionale vittime) segnaliamo un nuovo processo. Con nuove dolorose testimonianze:
<<Mi ha violentato per 13 anni. Un incubo, una discesa agli inferi della depravazione. Ad un certo punto ho deciso di farla finita. Volevo suicidarmi, non potevo più vivere con quella presenza dietro alle spalle>>.
Le parole sono di un ragazzo che oggi ha 23 anni e sta, se così possiamo dire, nascendo. Nel senso che torna alla vita, rigenerandosi, ricostruendosi.
Sul banco degli imputati il suo ex maestro di arti marziali.
Da fonti pubbliche recuperiamo il nome (e pure l’indirizzo: che intanto archiviamo…):
trattasi di Alessio Gelicrisio, 50 anni, residente a Vicenza, attualmente in libertà dopo un anno di carcere (d lui parlammo quando venne arrestato – cercate nei tags).
L’uomo è stato interrogato nei giorni scorsi ed è accusato di “violenza sessuale aggravata” ma anche di “prostituzione minorile e spaccio di sostanze stupefacenti”.
Il ragazzo ha trovato la forza di denunciare il maestro interrompendo il rapporto di “schiavitù” in cui si trovava dopo che, avendo confessato ad un’amica di volersi suicidare la stesa l’ha aiutato e spronato a fidarsi e senza vergogna, chiedere aiuto.
Cosa che per fortuna il ragazzo ha fatto.
L’intervento tempestivo dei carabinieri ha salvato lui e pare anche altre vittime. Secondo il Pubblico Ministero infatti: “il Gelicrisio ha abusato di due minori inducendoli alla prostituzione e versando loro denaro per i loro incontri.
“Gli incontri da codice penale avvenivano quasi ogni settimana”.
Corresponsione affettiva”: questo c’era, tra lui e i ragazzi, citando le parole dette durante il processo.
Un tentativo di liberarsi dell’orco il giovane l’aveva provato, a dire il vero, però «ogni volta che cercavo di interrompere i nostri rapporti – ha detto la vittima – mi diceva che avrebbe fatto trovare le nostre immagini nudi sotto casa o affisse sul muro della ditta dove lavoro per distruggermi la reputazione». Modalità questa sempre secondo l’accusa usata anche con altre vittime.
Prossima udienza a fine febbraio.

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