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Alfio Torazzina. Fece letteralmente a pezzi una bambina. Prese l’ergastolo.. E’ libero!

ALFIO TORAZZINA: WANTED.

E’ stato per la provincia di Brescia il papà di tutti i predatori di bambini. Riuniti in branco o  in comitato, libere nella verità o nell’abuso, affetta zii o stupra innocenti. Lui, prima di Gatti (e dei suoi zii massacrati e macellati), prima di Erra (e della piccola Desireé, brutalmente violata), prima dei gruppi organizzati di pedofili (e dei bambini violati ed insultati).
Era il 1982, il 7 gennaio per la precisione. Marzia aveva 11 anni il giorno che nella sua vita entrò la parola fine. Era uscita di casa per andare a scuola sfidando con la sua bici Graziella il freddo pungente e la nebbia che caratterizzavano quella maledetta mattina, nel paese di Rivoltella del Garda Quando lui arrivò alle spalle della bimba, la piccola manco se ne accorse. Poi col maldestro tentativo di infilarla nel baule della sua automobile, premette molto forte, troppo forte, la sua bocca per “impedire che urlando attirasse la gente”. La bimba non arrivò viva alla tana della bestia, tana dove pensava di tenerla per richiedere ai genitori della piccola un riscatto che gli permettesse di far fronte ai debiti che la sua vita di fallito gli avevano portato. Il corpo della bimba fu sezionato con “lucida follia” durante la notte ed i resti gettati ai bordi dell’autostrada dentro tanti piccoli sacchi neri.  La cosa che colpì più di tutto fu che l’assassino per i 4 mesi seguenti il rapimento, recitò la parte dell’amico di famiglia. Disponibile ed affranto, disperato tanto quanto i familiari più stretti. La bestia (ma dovremo coniare un nuovo termine altrimenti le bestie, quelle vere, si offenderanno) fu arrestato grazie ad una segnalazione, dopo che aveva telefonato da un posto pubblico alla famiglia per chiedere il riscatto (190milioni di lire).

Aveva 48 anni e fu condannato all’ergastolo.

Ma come sempre vi racconto qui, nessun criminale, soprattutto se reo di gravi crimini contro i bambini, è realmente condannato a vita. E così, oggi veniamo a sapere che l’ex salumiere, il cui nome urliamolo con tutta la voce che abbiamo: ALFIO TORRAZZINA, da un po’ di tempo ha lasciato il carcere ligure dove era detenuto e gode della detenzione domiciliare nel paese, sempre della Liguria, dove vive.

Paese dove si dice gestisca un chiosco di frutta e verdura.

Alfio Torrazzina. Qualcuno sa dirci dove stia esattamente?

Qualcuno, se lo incontra, può guardarlo dritto negli occhi e dirgli, prima che si volti ed abbassi lo sguardo meschino, che è un assassino?!

Nel frattempo anche Luigi Chiatti, “mostro di Foligno”, è ricorso in Cassazione per poter ottenere il permesso di lasciare il carcere…… 

Da qualche parte sicuramente c’è un chiosco anche per lui……..

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