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Le vostre lettere: parla una ragazza anoressica…

LE VOSTRE LETTERE / ANORESSIA.
 
Ciao Max, ti sto scrivendo perchè vorrei confidarti un piccolo segreto che riguarda proprio quello di cui ultimamente ti stai occupando e per cui hai intenzione di impegnarti in futuro.
Vedi anche io ho vissuto il terribile incubo dell’anoressia prima e della bulimia in seguito. Ne sono uscita, credo completamente, sono passati anni, ma rimani comunque segnata nel cuore e nell’anima. Quando penso alle tante ragazze che la stanno vivendo mi si stringe il cuore, vorrei abbracciarle tutte, dare loro speranza e conforto. Quando immagino quello che stanno provando, ho paura perchè so che in certi momenti il pensiero della morte è l’unico sollievo a questa spirale, allora rimani inerme e aspetti di spegnerti piano piano, e man mano che passano i giorni non senti più la fame, non senti più il dolore che può averti spinto a non amarti più, non senti più le persone che desiderano solo che tu mangi come se il tuo bisogno fosse solo questo.
Sai da tutto ciò si può guarire, io ci sono riuscita, forse è vero ognuno di noi ha un angelo, forse la vita voleva riservarmi momenti migliori, forse è stato grazie al mio ottimismo e al mio credere nella vita e nell’amore.
Non so, sta di fatto che non ho più pensato a quello che può avermi portato a stare cosi male, questo è un argomento
che per ora custodisco in segreto nel mio cuore, anzi no ormai è solo nella mia testa.
Forse mi sono prolungata troppo, scusami se ti ho scritto raccontandoti questo lato di me (sono anni e anni che non ne parlo più), è solo per ringraziarti ancora di quello che fai, a nome di tutte le ragazze che vogliono un’altra occasione, a nome mio e della "Maria" di tanti anni fa.
Con affetto
“Maria”
 
NOTA MIA:
Il nome Maria è fittizio e cambiato dal sottoscritto.

Dossier Anoressia

DOSSIER ANORESSIA
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IL MALE VISIBILE.
 
“Tutto si può dire dell’anoressia tranne che sia un problema poco noto, o peggio ancora invisibile”. Ha aperto così, con una dichiarazione chiara quanto inappellabile, la conferenza tenutasi alcuni giorni fa presso il Centro Civico di Credaro (Bg), la dr.ssa Aurora Mastroleo specialista del centro Pollicino di Milano.
Basta sfogliare le pagine dei giornali, alternando articoli di cronaca sempre più nera riportante drammatiche storie di ragazze morte per l’eccessivo dimagrimento a quelle con immagini di modelle sempre più filiformi, per avere un quadro esplicito del problema.
Anoressia, ma anche bulimia, quest’ultima non un problema a sé stante, ma la sua evoluzione. Le persone che ne sono afflitte sono in costante aumento, soprattutto giovani ragazze preadolescenti. Che con questa distruzione del proprio corpo cercano, paradossalmente, un posto nella società. Così facendo trovano “un modo per avere una opinione di sé”. Aiutate dallo specchio, loro unico partner. E’ con lo specchio che si dialoga. Lui che risponde e che dà la forza per spingersi sempre oltre. Ma sempre lui, il vero problema: “nello specchio la ragazza trova quell’ideale che però non verrà mai raggiunto anche a 30kg e con le ossa sporgenti la ragazza saprà individuare quel po’ di grasso in più”. Si cerca di “risolvere il problema di essere adolescente”, ponendosi così fuori dalla famiglia. “È una scelta soggettiva il digiuno” dice ancora la dr.ssa Mastroleo, “che porta le ragazze a trovare nella ricerca della magrezza una sfida con sé stesse”. Attraverso il reperire una nuova immagine nello specchio, trovano la loro identità al di fuori della famiglia.
E quando si cede alla fame, ecco farsi largo lo spettro della bulimia. “La differenza a volte sta in un cioccolatino a cui non si è riusciti a dire di no”.
Le ragazze allora mangiano per poi vomitare subito dopo tutto quanto. Oppure si sottopongono a sforzi fisici o peggio ancora, ad assunzioni ingenti ed incontrollate di lassativi. Espedienti questi dannosissimi per la salute.
Il proprio corpo viene preso in ostaggio, pensando che i genitori non abbiano su di esso alcun diritto e dimenticando invece che il diritto alla salute dello stesso deve essere garantito proprio dai genitori.
In questo gioco di scatole cinesi che si intersecano pericolosamente e dolorosamente il ruolo a cui la famiglia è chiamata è quello di non rimandare nel tempo un intervento che deve invece essere immediato. “La prima risposta è di creare discontinuità. Da quando il problema emerge tutto deve cambiare. La persona coinvolta deve percepire che ha passato il limite.”
Attenzione però a non fare la guerra ai sintomi. “Insistere che si mangi crea un braccio di ferro che si rivela perdente”. Ai genitori va anche l’appello di farsi aiutare da specialisti, dato che affrontare da soli il problema è logorante.
Ultimo punto, fondamentale, la prevenzione. In una società che regge i suoi canoni estetici sull’equazione “magro uguale a bello”, è fondamentale ripartire da zero e soprattutto alle nuove generazioni, insegnare a basarsi più sui contenuti che sugli aspetti esteriori. “Un lavoro sulle analisi delle fotografie che ignorasse i corpi ma che evidenziasse i sentimenti espressi dalle persone ritratte” ha concluso la dr.ssa Mastroleo, “è un esempio concreto di cosa si possa cominciare a fare fin dalla più giovane età.

La portata del problema (anoressia e abusi sessuali)

LA PORTATA DEL PROBLEMA.
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Non esistono dati  aggiornati, per la consueta difficoltà nel monitorare talune problematiche ma anche, e lo scrivo senza polemica, per quella tardiva consuetudine di dare a certi problemi il giusto valore. Potremmo definirla percezione dell’emergenza, che nella sua carenza permette, all’emergenza di farla franca. Di essere sottovalutata e pertanto non adeguatamente affrontata.
Pensiamo però  che già nel 1988 un’indagine nazionale censì la presenza, in Italia, di ben 55.000 persone con problemi di anoressia e di oltre 70.000 quelle con problemi di bulimia. Essendo entrambi i dati in difetto, credo sia facile pensare a quanto grande possa essere la reale portata del problema oggi.
Se poi per ogni persona che ne soffre, aggiungiamo almeno due familiari, capiamo quanto grande, in termini di sofferenza, il bisogno di un intervento sia oggi più che mai prioritario.
Il problema riguarda nella quasi totalità le donne e si sviluppa tendenzialmente nella fascia d’età che va dai 12 ai 18 anni, anche se oggi si assiste ad un abbassamento dell’età media. La bulimia invece ha uno spettro più ampio d’azione e tende a manifestarsi dai 12 ai 35 anni.
La mortalità delle ragazze anoressiche è del 15% e la morte giunge per insufficienza cardiaca o renale, o per altre gravi infezioni.
Ultimo dato significativo: l’anoressia è conosciuta a livello scientifico da tre secoli, a tal punto che risale al 1694 il primo trattato medico al riguardo, pubblicato a Londra. E là siamo rimasti se pensiamo che a tutt’oggi il Ministero della Sanità non ha ancora riconosciuto l’anoressia e la bulimia come malattie sociali.

QUANDO IL CIBO SEGNALA L’ABUSO.
 
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Difficilmente un disturbo alimentare emerge in una famiglia con poco calore umano, paradossalmente succede il contrario con una sorta di logica ricattatoria.
Accade però, e con percentuali altissime, che una vittima di abusi sessuali sviluppi anche in età adulta disfunzioni alimentari.
Già il bambino lancia dei segnali, utilizzando il corpo ed il suo rapporto col cibo per denunciare quanto gli sta capitando e per richiedere aiuto. Un aiuto fondamentale quanto ancora troppo spesso assente.
Trovano collocazione in questo quadro i vomiti spontanei, il rifiuto del cibo o i frequenti attacchi di mal di pancia, spesso confusi per intolleranze alimentari o peggio ancora futili capricci, e che invece segnalano un disagio molto forte.
Rispetto a questo, l’intervento adulto è ancora più necessario. Per evitare non solo che l’abuso continui nel tempo ma che questi disagi medesimi, nel tempo tornino a riacutizzarsi.
Pietro, nome fittizio, oggi ha 30 anni e “una nuova vita” con una compagna al suo fianco. I tre anni passati in seminario e gli abusi sessuali subiti gli hanno lasciato quello che lui chiama “il mio peso difensivo”. L’obesità è diventata fin dall’età di 15 anni il suo modo per proteggersi, toccando anche i 130 kg di peso. “Creai una corazza, sperando che questo mi salvasse”.
Si stima che un adulto su due che manifesta problemi di anoressia, bulimia o obesità, abbia subito abusi sessuali da piccolo senza ricevere aiuto.

I Blog Pro Ana

anoressiaSto caricando delle foto sul blog quando mi accorgo che qualcuno ha già messo online una fotografia. Che ritrae una ragazza su una passerella durante la sfilata. Peccato che la ragazza sia un mostro. Pelle ed ossa.
Penso di aver trovato un blog che parla di anoressia. Invece…..
Invece mi imbatto in un blog che è realizzato da una ragazza anoressica, che sta scendendo sempre di più verso un baratro che spesso porta alla morte.
Quella foto da lei messa era in realtà un esempio a cui aspirare. E come lei tante ragazze che risono collegate a quel blog per commentare, positivamente, tale scempio.
Riporto qui alcuni esempi, alcune frasi tra le tante che ho copiato.
Prima di farlo segnalo a tutti nello spazio links del sito di Prometeo il recapito dell’associazione Jonas di Milano (www.associazioneprometeo.org  spazio links in alto a sinistra).
Perché l’anoressia (come la bulimia) è una seria malattia. Da NON sottovalutare. Un disturbo che può essere curato, ma che se trascurato dà problemi che possono diventare irrisolvibili.
Questi i commenti di cui vi parlavo:
1) Siiii!!!!!!!!!!!!!
Sono troppo contenta!!!!!! Sono dimagrita un kilo!!
2) La felicità è quel sentimento di beatitudine,gioia e ,benessere che ti invade. Io non lo sono mai.
Solo quando vedo l’ago della bilancia scendere, la pancia sgonfiarsi, le costole apparire dal grasso che le circondano inizio ad essere felice, ma questa felicità scompare pensando a quanto devo ancora dimagrire!
3) Ho molte cicatrici,ma ho posto con me anche il ricordo di momenti che non sarebbero mai accaduti se io non avessi osato spingermi al di là dei miei limiti…
4) rieccomeeee!!
Ieri sera ho dovuto cancellare il mio blog perchè mio papà stava per leggere i post che avevo scritto e siccome erano pro-ana, li ho cancellati prima che succedesse casino!
MERDA …quando impareranno i miei genitori a farsi i cazzi loro?
5) oggi niente vomito.
forse perchè ieri mentre eliminavo il pranzo, ha cominciato a sanguinarmi il naso.
all’inizio credevo che fosse sangue dallo stomaco, mi è sceso un accidente.
poi ho sentito un solletico sulla punta del naso, e ho capito….
del resto, ho mangiato una mela e 3 pezzeti di formaggio…
devo riuscire a far tacere cla.
non voglio più che si occupi della mia salute.
mi vuole bene? ma chi lo sa, mi conosce da 3 cazzo di mesi! non può saperlo neanche lei!
come devo fare per fare in modo che lei non si occupi più di me???
prima che saltino fuori grossi guai…
per non far sapere a nessuno che io vomito,dopo mangiato vado in bagno e con la scusa di farmi la doccia apro l’acqua,la faccio scrosciare il più forte possibile in modo tale che non mi senti nessuno così posso vomitare in santa pace senza rotture di cazzo e per finire ingoio 4 pasticche di lassativi
 
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Questo invece il mio commento a foto così. Care ragazze, a noi così non piacete proprio. Ma proprio per niente. Altro che ideale di bellezza, altro che stronzate simili, qui di bello non c’è proprio nulla!
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