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Dopo la pedofilia lo stalking. Condanna Bis per il noto alpinistaSciolari.

Dopo la pedofilia lo stalking.

Riceviamo e pubblichiamo.
Condanna Bis per Sciolari. Inflitti 21 mesi all´alpinista scrittore, dopo i tre anni e mezzo per molestie sessuali su un ragazzino Condanna bis per Sciolari: stalking. “Dopo la denuncia per violenza, aveva tormentato la famiglia della giovane vittima In giugno era stato condannato in tribunale a Belluno a 3 anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale su un ragazzino vicentino. Ieri il tribunale di Vicenza gli ha inflitto una nuova condanna: un anno e 9 mesi di reclusione per stalking allo stesso ragazzino e ai suoi famigliari. È quanto ha stabilito il giudice Maria Trenti (il pubblico ministero Salvadori aveva sollecitato una condanna a un anno e mezzo) a carico di Ario Sciolari, 42 anni, residente nel Bellunese. Si è chiuso infatti ieri il processo a carico del noto alpinista e scrittore, dopo che il processo aveva subito una serie di rinvii. Il suo difensore, l´avv. Miraglia, aveva sollecitato l´assoluzione. La vicenda risaliva al 2008 ed aveva fatto parecchio rumore. In estate Sciolari aveva organizzato un campo scuola per ragazzini sulle Dolomiti bellunesi; aveva partecipato anche un vicentino che oggi ha 17 anni, e che vive nel Thienese. Sciolari lo aveva m! olestato sessualmente. Quando, nell´ottobre successivo, la famiglia del minorenne lo aveva denunciato (dando luogo poi alla condanna di giugno), Sciolari era andato fuori di testa ed aveva cercato in tutti i modi di convincere i vicentini a cambiare idea. Aveva scritto sms e email, aveva spedito lettere, telefonato tantissime volte sia al minorenne che alla madre e al suo compagno. Il comportamento vessatorio era proseguito dall´ottobre 2008 all´aprile del 2010. Per la famiglia vicentina (assistita dall´avv. Gabriele Galla, era stata risarcita a Belluno) quell´uomo era diventato un incubo: madre e figlio erano stati colpiti da una sindrome ansiosa, dormivano con una mazza da baseball sotto il letto, ed erano stati costretti a cambiare stile di vita a causa dell´alpinista. Che proporrà Appello”. D.N. Fonte: Giornale di Vicenza.

Sentenza d’appello Pino La Monica: quanto dobbiamo aspettare?

Due anni fa veniva condannato Pino La Monica. Quanto tempo ancora dovremo aspettare l’appello?

Sembra ieri. Eppure sono già due anni, da quando 9 bambine e chissà quanti bambini ritratti in 399 files di pedopornografia ritenuta “estrema e raccapricciante” dagli inquirenti, ebbero giustizia. Con la condanna dell’educ-attore di Reggio Emilia Giuseppe La Monica, detto Pino.
Condanna a ben 9 anni e 9 mesi.
Malgrado questo da allora il soggetto è sempre rimasto in libertà. E le vititme hanno affrontato un lento ritorno alla vita.
Oggi ci chiediamo: quanto tempo devono ancora aspettare prima di poter avere anche il secondo grado?

Nel frattempo segnaliamo che il noto alpinista Ario Sciolari è stato condannato a 3 anni e mezzo di reclusione dal tribunale di Belluno.
questo un estratto dal Giornale di Vicenza:
“Era accusato di violenza sessuale ai danni di un ragazzino vicentino che all´epoca dei fatti, l´estate 2008, aveva 12 anni. La procura aveva chiesto tre anni e 10 mesi, contestando anche la recidiva per una vecchia vicenda che riguardava il possesso di immagini pedopornografiche. Il suo legale, l´avv. Daniele Ferrari, aveva sollecitato l´assoluzione. Scontato il ricorso in Appello. Nel frattempo, dovrebbe giungere a sentenza un altro processo, in corso a Vicenza, a carico di Sciolari: è accusato di stalking alla famiglia dello stesso ragazzino, che abita nell´Alto Vicentino. «Sta andando ancora dallo psicologo», ha detto i la madre, presente in aula a Belluno.
IL DRAMMA. I fatti contestati sarebbero avvenuti sulle montagne di Forno di Zoldo, nel Bellunese, n! el 2008, durante un campo estivo per ragazzi di cui Sciolari – alpinista molto conosciuto, e scrittore di fama – era animatore, e che si ispirava alla vita degli indiani della tribù dei Lakota. Secondo l´accusa, l´alpinista all´interno di una tenda avrebbe fatto spogliare il ragazzino costringendolo ad atti sessuali. Nel capo di imputazione si citava anche la corruzione di minorenne. L´imputato, per questa vicenda, fu arrestato. La vittima (la famiglia era assistita dall´avv. Gabriele Galla, ed ha ritirato la costituzione di parte civile dopo essere stata risarcita con circa 20 mila euro), nel corso dell´incidente probatorio, aveva spiegato che in più di qualche occasione era andato a dormire vestito e che si era svegliato nudo. Aveva dormito assieme a Sciolari, il quale si era masturbato davanti a lui. L´adulto gli aveva praticato dei “massaggi” vietati dalla legge.
LA DIFESA. «Sì, con quel ragazzino c´era un feeling speciale, ma non ho commesso alcun reato – aveva raccontato Sciolari in aula, quando venne sentito -. Lui era nudo, è vero, ma la nudità faceva parte del programma del campo estivo durante il rito di iniziazione indiano che era il tema del camposcuola. Non c´era l´obbligo di spogliarsi e ai genitori, prima di partire, era stato chiarito il programma. In vent´anni di campi estivi ho avuto problemi soltanto con questo ragazzino. Sua madre mi ha denunciato perchè è stata sobillata da un poliziotto. Io non ho fatto nulla di male, credetemi. Ho pagato un prezzo fin troppo alto per una cosa che non ho mai fatto. Ho la verità dentro e la griderò fino alla fine».
LA CONDANNA. Ha pesato, nella decisione dei giudici, anche quel patteggiamento del 2006 per la detenzione di immagini di minorenni in pose sessuali. Ma i genitori della vittima lo avevano sempre ribadito: «Nostro figlio è tornato sconvolto da quel camposcuola, quell´uomo deve pagare per tutte le porcherie che ha fatto ad un ragazzo ! che aveva solo 12 anni». Per i giudici non vi fu stupro, ma pesanti molestie sessuali. E ora si torna in aula per lo stalking. D.N. ”

AGGIORNAMENTO. 20.01.17

<<Assolto perché il fatto non costituisce reato. Ario Sciolari, 50 anni, noto alpinista che venne ammanettato nel 2010 al rientro da una spedizione dall’Antartide, con l’accusa di violenza sessuale su minore, ieri è stato assolto dalla Corte d’Appello di Venezia dopo un’ora di camera di consiglio. «… Il procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado, di 3 anni e 10 mesi (tribunale Trentanovi, Coniglio, Scolozzi), ma a spuntarla è stata la difesa…. Resta in piedi solo la circonvenzione d’incapace e la pena di 1 anno.

La storia risale all’estate 2008 e si colloca in Val Formin dietro alla Croda da Lago, a Cortina (e non in Val di Zoldo come sempre affermato), dove Ario aveva dato vita ad un campo estivo, animandolo con la filosofia degli indiani Lakota. Giornate in piena sintonia con la madre terra, spogliati di tutto, anche dei vestiti. Usavano solo una sorta di pareo che Ario aveva insegnato loro a confezionare a mano, come facevano gli indiani, popolo profondamente animato dal rispetto della natura…

 La tesi difensiva di Sciolari. L’avvocato ha sostenuto la sua linea difensiva puntando sulla mancanza di effettiva violenza o di atti sessuali veri e propri fra i due, mentre si sarebbero verificati solo palpeggiamenti e sfregamenti.>> . Ora si aspetta la Cassazione.

Fonte: https://www.ilgazzettino.it/nordest/belluno/ario_sciolari_assolto_violenza_minore_cortina-2514710.htm

CINICO BLOG. “macchè abusi, è un rito degli indiani d’America”

Pare che questa sia la settimana delle “scuse”. O forse, più esplicitamente, delle “balle”. Quelle che vengono addotte appunto come alibi per comportamenti che, ancora per poco forse, questa società sempre più tollerante e garantista, considera “sbagliati”.
Ieri avete letto in questo blog del caso dei presunti abusi sul giovane disabile e dei palpeggiamenti che in quanto fatti sopra i jeans “non sono da ritenersi molesti”, oggi torniamo a parlare del noto alpinista Ario Sciolari.
Del suo curriculum (di abusante non di alpinista) parlammo già alcuni mesi fa, quando ottenne i domiciliari:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/ario-sciolari-ottiene-i-domiciliari-lalpinista-pedofilo.html
Alcuni giorni fa è stato interrogato durante una delle udienze del processo (l’accusa, ricordiamolo, è di violenza sessuale compiuta e tentata a danno di minore e corruzione di minore). Nel frattempo ha ottenuto la libertà, seppur con l’obbligo di firma e gli si è aperto un nuovo processo, a Vicenza, per stalking, sempre nei confronti della medesima vittima.
Al Giudice, l’alpinista Sciolari ha dichiarato:
“sì, con quel ragazzino c’era un feeling speciale, ma non ho commesso alcun reato.
Lui era nudo, è vero, ma la nudità faceva parte del programma del campo estivo durante il rito di iniziazione indiano che era il tema del caposcuola. Non c’era l’obbligo di spogliarsi.”
Poi nella più becera delle logiche (quella di cui noi siamo assoluti protagonisti avendo l’etichetta, da parte dei pedofili e dei loro sostenitori, di “contagiare i genitori dei bimbi vittima facendo condannare poveri innocenti”) ecco il tocco finale. Non è lui ad aver obbligato un bimbo a spogliarsi con la scusa del rito indiano, ma un poliziotto ad aver convinto i genitori che quella cosa era sbagliata e da denunciare.
“In 20 anni di campi estivi ho avuto problemi soltanto con questo ragazzino. Sua madre mi ha denunciato perché è stata sobillata da un poliziotto. Io non ho fatto nulla di male. Ho pagato un prezzo fin troppo alto per una cosa che non ho mai fatto”.
Ah come sarebbe bello il mondo senza la Prometeo e i Poliziotti che sobillano. Un mondo meravigliosamente a misura di pedofilo.

Ario Sciolari: ottiene i domiciliari l’alpinista pedofilo

ario sciolari
Ario Sciolari è un alpinista abbastanza conosciuto tra gli addetti ai lavori.
Ma è anche “abbastanza conosciuto” da chi si occupa di lotta alla pedofilia, dato che vanta un curriculum non indifferente.
Alcuni anni fa si parlò di lui poiché fu processato, con rito abbreviato, per detenzione di materiale pedopornografico (reato poi caduto in prescrizione: le immagini erano principalmente di minorenni asiatici intenti ad avere rapporti tra di loro e/o con più adulti).
Sei anni fa invece subì un nuovo processo, chiuso alla svelta patteggiando una condanna a soli 3 mesi per essersi “esibito” davanti ad alcuni minorenni in un bosco della Val Punteria.
Oggi si torna a parlare di lui, poiché è stata accolta l’istanza di scarcerazione e dopo 3 mesi passati dietro le sbarre, è tornato a Roma, a casa della madre,. Dove resterà fino alla fine della custodia cautelare.
Motivo della carcerazione? “Pesanti molestie nei confronti d un tredicenne dell’alto vicentino”. Alcuni anni fa durante un campo estivo, secondo la pubblica accusa, aveva “masturbato e poi massaggiato con oli essenziali, il corpo nudo del minorenne”.
Alcuni mesi fa Sciolari aveva dichiarato:
«Sto continuando a ricevere sms e mail da amici che mi conoscono ma anche da tanti genitori che mi hanno affidato i loro figli nei centri nativi. Mi chiedono cosa possono fare per aiutarmi. Mi scrivono della convinzione della mia estraneità a queste accuse che nulla c’entrano con me e il mio modo di essere. Che andassero a mettere in galera i veri pedofili».
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