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LA LETTURA DEL TESTO.
Apriamo oggi una nuova rubrica, che sarà parte fissa del futuro blog: la lettura del testo. Ovvero riportiamo un articolo scelto tra i tanti pubblicati ogni giorno, che parlano di predatori di bambini e lo commentiamo, passo per passo, insieme a voi.
TITOLO:
<SCATTANO LE MANETTE PER L’ORCO SADOMASO>
Ganci e lacci nella camera del pedofilo
ANDREA COLOMBARI – La Stampa
RAVENNA – Guanti, lacci di cuoio e corde. Poi spilli, attrezzi da lavoro e un lungo manganello appuntito. Soprattutto quell’attaccapanni di ferro al quale legava le sue giovani prede per fotografarle mentre con morsetti e mollette le tormentava. Qualche volta era lui a voler essere fotografato in quelle pose nel monolocale di Lugo di Romagna, esibendo muscoli da palestra.
Senza il rischio di parlarmi troppo addosso, vorrei evidenziare che da tempo sottolineo come le violenze sui bambini siano aumentate. Non tanto per numero (anche per quello) quanto per “intensità. Oggi l’orco gode nel fare sempre più del male. E questo ne è un esempio, chiarissimo.
Dieci anni fa in una tra le mie prime conferenze, dissi che in cuor suo ogni predatore aspira ad uccidere il bimbo. Anche in questo caso, quanto appena letto potrebbe essere un esempio chiarissimo…..
Centinaia di foto. È basso Armando Oroteschini, 55 anni, arrestato dalla squadra mobile di Ravenna per aver portato in casa e seviziato tre minorenni. Assieme a quei ragazzini che frequentava di solito, Armando non doveva poi sentirsi così basso. I suoi preferiti non avevano più di 13 anni. E in qualcuna delle centinaia di foto sequestrate in casa sono ritratti bambini che potrebbero avere sette, otto anni. Per ora sono tre i casi che hanno portato l’uomo in carcere: un undicenne, un dodicenne e un tredicenne. Quelli per cui gli investigatori sono sicuri di aver inchiodato Oroteschini, raggiunto dall’ordinanza di custodia del giudice Schiaretti.
Ma sono ancora tante le immagini in possesso del pedofilo sadomaso che mostrano solo volti senza nome e cognome. Alcune si riferiscono a giochi erotici, altre a momenti di vacanza. Si vede l’uomo in una località balneare assieme a ragazzini. In altri scatti – rubati – ci sono solo bambini. In altri ancora adulti, di 20-30 anni.
Oramai capita in tutti i casi, anche se spesso gli investigatori non hanno la “fortuna” di ritrovare il materiale prodotto. A tutti i predatori piace immortalarsi ed immortalare le proprie prede. Le immagini sono fonte di piacere (…..), ma anche di commercio (scambio o vendita), tra soggetti della stessa risma.
La polizia teme che gli abusi possano aver coinvolto molti più ragazzini dei tre individuati: ha divulgato le foto dell’arrestato nell’ipotesi che qualche genitore volesse rivolgersi alla questura.
Anche qui nulla di nuovo. Si è predatori per tutta al vita e vista l’età dell’arrestato, 53 anni, e la quantità di materiale sequestratogli, facile pensare che andasse avanti da chissà quanto tempo. Verosimilmente oggi ci sono vittime di 30 anni che sono passate sotto le sue sgrinfie…….
Le esche. Oroteschini non è nuovo a vicende del genere. Nel ‘95 era stato condannato per rapporti sessuali con un dodicenne. Per adescare i ragazzini usava una tecnica semplice ed efficace. Li aspettava all’uscita dei campi di calcio o alle sagre di paese. Iniziava offrendo loro un giro in più sugli autoscontro e continuava con una ricarica del cellulare, in un crescendo di regali che faceva finire i malcapitati nel monolocale. L’uomo si era circondato di fumetti, video hard e attrezzi, alcuni ricavati da elettrodomestici, altri asportati dalla ditta di cementi per la quale lavorava.
L’ho appena detto lo ripeto. Aggiungendo che il fatto che siano tutti recidivi è stato un po’ il tema della settimana in questo blog. Per questo abbiamo lanciato la mappatura dell’orco, per sapere dove sono finiti, quelli che la Giustizia ci ha permesso di riconoscere come tali, e non permettere loro di nuocere nuovamente.
Una palazzina in centro, tre piani senza ascensore, muri gialli scrostati, un giardino ben tenuto. Era qui che Oroteschini portava le vittime. Al terzo piano ecco la camera degli orrori. Sulla porta in legno scuro l’adesivo di una F1. Il nome sul campanello è accompagnato dall’appellativo «egregio» e da una serie di numeri di difficile comprensione. Sotto abitano due giovani. Guardano verso le finestre dell’uomo e scuotono la testa. Loro, di tutta la storia degli attrezzi e degli abusi, dicono di non sapere nulla.
La vicina. Non fa così una donna che abita nell’appartamento accanto. «Sì, ho sentito alcuni giovani piangere, qualche volta – racconta – sentivo che si lamentavano, però credevo che fosse la tv. Quell’uomo la teneva sempre a tutto volume…». Erano parecchi i ragazzini che andavano e venivano. I vicini avevano notato da tempo il viavai. Ma la segnalazione non è giunta da loro. Le indagini sono partite dal racconto di una vittima, il tredicenne. Gli abusi, relativi ad almeno 8 incontri, gli avevano procurato una forte infiammazione ai genitali. Tre settimane fa aveva raccontato tutto al fidanzato della sorella. Sono iniziate le indagini, con la perquisizione della casa e l’arresto. Quando gli agenti si sono presentati Oroteschini ha avuto una sola reazione: «Perché volete portar via tutto il materiale?».
Come si commentano passaggi così? I vicini che sapevano, vedevano, sentivano (!!!!) ma nulla hanno fatto. E la stupidità della bestia che, probabilmente ancora convinta di poterla fare franca, si lamenta perché i poliziotti gli sequestrano l’orrore prodotto……
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