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Conselice: bimbi costretti a mangiare il vomito!

Conselice: bimbi costretti a mangiare il vomito.
maltrattamenti asilo di conselice

Leggiamo sui giornali che entra nel vivo il processo alle “maestre” dell’asilo Mazzanti di Conselice.
Ho avuto l’onore di conoscere alcuni dei bimbi vittime di questi soggetti e non posso che ribadire la grandezza d’animo, ma soprattutto al forza. Perché quando vieni a sapere che al tuo bambino di ¾ anni, che pensavi sereno all’asilo, “veniva fatto mangiare il proprio vomito”, che se “veniva preso di mira era (per lui) la fine”, che i piccoli venivano picchiati, strattonati, chiusi nel buio nello sgabuzzino delle pulizie solo perchè chiamavano la mamma, bhè non posso che elogiarli. Non fosse altro che per la pazienza. Nell’aver consegnato alla Giustizia italiana la loro rabbia. Senza essersi messi al livello di queste luride malavitose. Sarebbe stato troppo facile farsi giustizia da soli. Ma la vostra pulizia d’animo vi ha impedito di farlo. E oggi che avete restituito il sorriso ai vostri figli, voi e solo voi avete vinto.

Grazie per l’esempio che siete!

p.s. un plauso speciale agli uomini dell’arma dei carabinieri della locale stazione. Loro sanno il perché. Io pure…
Massimiliano Frassi

 

Nota: Due maestre sono già state condannate in abbreviato a tre anni e due mesi e a un anno e otto mesi: si tratta della coordinatrice Monica Medri, 52 anni, e dell’ ausiliaria Aba Nigro, 45. L’educatrice 45enne Michela Brunetti ha invece patteggiato un anno e otto mesi all’inizio del processo entrato nel vivo nella mattinata di mercoledì, 12 novembre, e che vede ora come unica imputata una quarta maestra, la 59enne Alba Alberti, educatrice referente per il Comune di Conselice e tirata in ballo non per i maltrattamenti ma per favoreggiamento perché pur sapendo avrebbe ostinatamente taciuto. La donna è difesa dagli avvocati Giacomo Foschini e Antonio Penserino. In parte civile figurano i genitori di sei bimbi e il Comune conselicese con l’avvocato Alessandro Melchionda.

Una 34enne ausiliaria dell’asilo originaria di Mugnano (Napoli) ma residente nel Ravennate ha riferito di «episodi ripetuti» nell’ambito dei quali se «un bambino veniva preso di mira, per lui era la fine: se non voleva stare seduto, veniva alzato e sbattuto». In particolare «se un bimbo era tranquillo, veniva lasciato perdere. Se invece piagnucolava, veniva massacrato». E poi c’erano «tirate per i capelli e qualche ceffone, magari di nascosto per non lasciare segni». A suo dire, la referente del Comune ora imputata, descritta come una educatrice molto brava, era stata avvisata «senza giri di parole», di quanto accadeva là dentro. Ma la donna, assieme alla quale lei in quel periodo lavorava in coppia, le faceva notare che «i bambini della nostra sezione stanno bene», e che «quelle», cioè le maestre poi condannate, «sono pazze, lasciale stare». Secondo la teste – riporta sempre Ansa.it – l’ispiratrice di tutto era la Medri verso la quale le altre nutrivano una specie di timore-sudditanza: tanto che quando per un periodo fu in malattia, «l’asilo sembrava rinato». Un clima insostenibile, tanto che «abitavo a 3 km dall’asilo, ma era diventato un incubo andare al lavoro».

I maltrattamenti ai bimbi dell’asilo sono emersi netti anche nelle parole di una seconda maestra, un’educatrice 42enne ravennate che ha preferito farsi trasferire piuttosto che rimanere là dentro. «Ho visto bimbi offesi, percossi, isolati in stanze buie. Ogni giorno». Ha poi raccontato davanti al giudice Corrado Schiaretti e al Pm Stefano Stargiotti di «una bimba inappetente che rigurgitava il cibo. E allora la Medri la obbligava, aprendole le mandibole, a mangiare quanto rigurgitato mettendole in bocca il cibo a forza. La bimba vomitava e lei insisteva». In un caso «un bimbo fu costretto a mangiare il cibo rigurgitato». La referente comunale, anche secondo lei sapeva di quella situazione: «Non so se su episodi specifici, ma su offese e strattonamenti certamente sì». Nonostante ciò, diceva che «non è un problema suo, che non ci poteva fare nulla». Fonte: Ravenna.it  13.11.2014

 

Verso la conclusione il processo alla maestra Antonella Capozzo.

Riceviamo e pubblichiamo, visto anche il vergognoso silenzio caduto su questo doloroso caso. Doloroso ovviamente solo per le vittime….: i bambini!

antonella capozzo maestra maltrattante

“Si è svolto nei giorni scorsi a  Brescia uno degli episodi finali riguardo il processo alla maestra Antonella Capozzo. Penso di non aver mai assistito a un gruppo di persone adulte che accusano nonostante prove schiaccianti ,video dell’arma dei carabinieri , incidenti probatori ,testimonianze dei genitori , di carabinieri, i bambini di 7 anni di complotto nei confronti di un metodo educativo di altri tempi come (haimé) ribadisce l’avvocato della difesa. Ricordo le sberle , le tirate di orecchie ,gli educativi lanci di testi ,l’illuminante tritatura di quaderni mediante  l’uso apposito di un trita carte  fornito dallo stesso plesso scolastico  e altro ancora .Quello che non si vede invece è il disagio , la paura, la vergogna ,l’impotenza seriale ,imposta anche da noi genitori  non credendo alle loro prime confessioni al riguardo. Adesso  basta  questa maestra ha sbagliato, e non ha nemmeno la capacità di chiedere scusa  né lei, né i rappresentanti  della scuola. Sono deluso dalla pochezza di qualche timido sostenitore ,ma speranzoso ancora che i bambini che abbiamo difeso anche quelli non direttamente coinvolti saranno i grandi di domani non impauriti dai soprusi non intimiditi dagli ingiusti, ma consapevoli che il giusto venga ripagato e l’ingiusto condannato , se guardassimo tutto questo con i loro occhi vedremmo   dei bambini grandi che non hanno capito  nulla. Chiediamo loro  scusa a bassa voce, loro sanno perdonare  e noi forse impareremo una lezione non scritta sui libri.”

Capo di Ponte: bambini ancora in attesa…di giustizia.

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Torniamo a parlare di un caso che, dopo l’ovvio clamore, è caduto nel dimenticatoio.
Un dimenticatoio “pilotato”, da chi fin dall’inizio ha avuto interesse a far cadere nel silenzio il grido di dolore di tanti, troppi bambini maltrattati.

Qua capite di che caso parliamo:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/maltrattamenti_a_scuola.html

Quello dell’ennesima “brava e stimata maestra” che alla fine, per “colpa di genitori matti…che si contagiano tra di loro…che ce l’hanno con lei…che blablabla” finisce nei guai.
Insomma il solito copione. Dalla Sicilia a Capo di Ponte, provincia di Brescia.
E poco importa se la follia di pensiero dei genitori è confermata da immagini “eloquentissime”, che emergono dalle intercettazioni ambientali fatte dagli uomini dell’arma dei Carabinieri, no, si sa che certi genitori forse hanno pure il potere di imprimere nei filmati i loro malati pensieri.
Direte leggendomi, ma questo scherza su un tema così? No, non scherzo né gioco a fare il cinico, ma l’unica spiegazione razionale è proprio quella, altrimenti non si spiegherebbe chi a distanza di tempo continua a portare avanti tesi assolutamente anacronistiche. Non ultima quella che un genitore (peraltro carabiniere lui stesso) abbia montato il tutto per punire la maestra rea di avere sgridato la sua bambina.
Pochi giorni fa si doveva tenere l’ultima udienza, ma guarda un po’, per la mancanza del consulente richiesto dalla difesa che non si è presentato, il tutto slitta di altri 4 mesi. Perché il rispetto dei più deboli nel nostro paese si sa viene prima di tutto.
Prossima (ultima?) udienza quindi il 20 gennaio 2014.
Data in cui ci auguriamo parlino solo i filmati, in via definitiva, donando ai chiacchiericci complici ed ignoranti di qualche paesano il giusto silenzio ed ai bambini, ancora oggi “bollati e giudicati ” come mi ha detto una loro mamma, il giusto rispetto. E la tutela, fino a qui negata.

Nuovo asilo degli orrori.

Per ora non commento. Stasera mi limito a leggere e stare male. Appello ai genitori: contattateci.

Maltrattano bimbi,asilo sequestrato Torino, irruzione dei carabinieri I magistrati di Pinerolo (Torino) hanno messo sotto sequestro un asilo nido privato che ospita bimbi da sei mesi a tre anni, “Nel Paese delle Meraviglie”, per maltrattamenti sui piccoli. I bambini venivano messi al buio per punizione e sembra che siano anche stati obbligati a rimangiare il cibo vomitato. Nei locali dell’asilo, dai quali i bambini non sono ancora stati portati via, hanno fatto irruzione i carabinieri. Tre donne sono state denunciate. L’asilo che è situato in via Alliaudi assomiglia a un piccolo castello, ed è circondato da un giardino cintato, pieno di piante. L’indagine, secondo la stampa locale, è partita nel febbraio scorso dopo la denuncia di 4 inservienti del nido, che avrebbero anche girato alcuni video. I piccoli spesso venivano confinati in stanze al buio e tenuti da soli a lungo senza sorveglianza. Il nido è stato sequestrato per ordine del gip Alberto Giannone. Le trre donne denunciate che gestivano la struttura sono Francesca Panfili del 1974, Elisa Griotti del 1977, e Di Maria Stefania del 1982. Bambini insultati e picchiati con oggetti Secondo quando riportato dalla redazione torinese de La Repubblica, “negli ultimi mesi proprio perché si era diffusa la notizia che nell’asilo nido i bambini venivano maltrattati, 12 di questi erano stati ritirati”. Ma non solo, secondo il gip dell’ordinanza “i bambini erano ripetutamente insultati e picchiati con oggetti sulla nuca”. Le vessazioni sui minori erano immotivate e indistinte. Secondo il quotidiano online, una volta lasciati incustoditi i piccoli “finivano per farsi male perché si aggredivano tra loro o in ragione della loro comprensibile incapacità di provvedere a se stessi”.
FONTE: TG COM che riprende articolo da La Repubblica online.

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