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La bimba cieca ed il viaggio a Bucarest degli operatori di Prometeo.

La bimba cieca ed il viaggio a Bucarest degli operatori di Prometeo.

Gli operatori di Prometeo da oggi sono al Budimex per la preparazione della consueta festa di San Nicolaus. Al loro rientro vi aggiorneremo sul viaggio, sui nuovi casi (bruttissimi….), sulla situazione della Romania e dell’ospedale (idem…) ma soprattutto sui sorrisi che raccoglieranno alla consegna dei vostri doni.
Oggi ci saranno le visite domiciliarti: tra queste quella ad una bimba non vedente e malata di cancro. Che vive con la nonna (pure lei malata dello stesso male), la mamma, il fratellino ed un padre etilista. Il tutto in pochi metri di casa. La madre non può mai lasciarla sola. E’ giovanissima ma dimostra mille anni. Non esiste in tutta Bucarest una scuola che la accoglierla, poiché non sanno come gestire una bimba cieca. Le alternative ci sarebbero, dicono peccato siano quegli orfanotrofi lager che ben conosciamo.
Stamani la telefono la nostra operatrice Caterina mi diceva: “cosa ne sarà di questa bimba un domani, quando la madre non ci sarà più? Te lo dico io. La metteranno in manicomio”.
Intanto concentriamoci sul suo sorriso, e su quello degli altri bimbi, quando le bambole, gli orsacchiotti e tutti gli altri giochi si presenteranno a loro per essere coccolati, azionati, e quant’altro. Ma poi, con quei sorrisi nel cuore, dovremo cercare di cambiare, in meglio, alcune esistenze.
E se la piccola  non vedrà mai sia l sole, sia il sole a sedersi al suo tavolo ed a dirle, ciao sono qua.

 Nota: La foto è di William Snyder, che grazie ad un reportage sui bimbi della Romania, ha vinto il premio Pulitzer.

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Carissimi,
eccovi la relazione tratta dal diario di viaggio di Caterina, l’operatrice che da anni coordina il nostro progetto Romania e che come tutti, purtroppo, gli operatori di Prometeo, non vuole mai comparire. Non vi dico quindi cosa abbiamo fatto, per farci dare il permesso di pubblicarlo integralmente (permesso? Oddio ecco cosa mancava, scusa Cate ;-) )) ). Affidiamo alle su eparole lo spirito di questo viaggio, non facile, e realizzato per dare ai bimbi un sogno, una speranza, un sorriso. Ci siamo risuciti? Credo di sì. Grazie anche a Voi. La nosta forza. Il nostro esercito silenzioso.
Domani metterò pure un mio intervento sull’ultimo viaggio e sulle adozioni a distanza.
Per oggi vi basti questo. Come già detto, è il senso del nostro Natale. Grazie….
 
NATALE 2009 AL BUDIMEX
 
DIARIO DI VIAGGIO.
“…e penso a quanto sarebbe bello poter avere una bacchetta magica che ci faccia scomparire da quel posto”.
 
  Oggi 04.12.2009 iniziamo il viaggio che anche quest’anno ci porta in Romania e precisamente all’ospedale Budimex,  per regalare ai piccoli ricoverati nel reparto di oncologia pediatrica, una giornata diversa.
Come inizio non promette bene, abbiamo problemi con i bagagli a mano, siamo costrette ad inserire la borsetta nel trolley senza riuscirci nonostante grandi sforzi, nel frattempo tutti gli altri viaggiatori ci superano. Quando stiamo per rinunciare ecco arrivare un signore che non ha alcun bagaglio e che gentilmente ci da una mano, così tra vari stratagemmi incuranti delle proteste del controllore riusciamo a salire sulla navetta che ci porta all’aereo.
Il viaggio è tranquillo e la signora che mi siede accanto cerca immediatamente di intrattenere una conversazione. Lei è rumena vive in Italia da più di 4 anni, all’inizio ha fatto la badante ad una nonnina che poi purtroppo è morta, da circa 2 anni è divenuta la babysitter di due bambine una  di 2 anni e 1 di 6.
In Italia si trova molto bene e torna in Romania solo per vedere la mamma che è rimasta sola e che affronta con grande difficoltà la vita quotidiana poiché riceve dallo stato una pensione di quasi 200 €.,  dopo avere  pagato  affitto e bollette varie,  non le rimane di che vivere.
Quando le spiego il motivo del nostro viaggio a Bucarest, la signora si commuove e ci ringrazia di cuore per quello che facciamo per la sua gente.
Tra una chiacchiera e l’altra siamo arrivate. Andreea ci attende al ritiro bagagli e ci accompagna in albergo, ceniamo in sua compagnia e dopo aver fatto il programma per l’indomani, andiamo a nanna, ci aspetterà  una giornata di intenso lavoro.
Ci sono poco meno di 40 scatoloni colmi di giochi, dolci, abbigliamento, cancelleria, prodotti di igiene personale, alimenti per le mamme ecc. ecc. che attendono di essere sistemati e preparati per la consegna a Babbo Natale.
Alle 9,30 di sabato Andreea ci viene a prendere e ci porta al palazzo del popolo,  per assistere al saggio di Natale della piccola Maria, che canta nel coro.
Il tutto per noi dura una mezz’oretta, poi prima di andare a casa dobbiamo fare un salto al Budimex a ritirare la lista dei bambini che sono ricoverati, ma che non fanno parte del nostro programma, affinché domani tutti possano ricevere i regali.
Appena entrata in reparto ecco la prima emozione, al di là del vetro vedo una ragazza giovane anzi giovanissima, china su di una piccolina che accarezza con una delicatezza struggente, è un gesto lieve ma ti penetra nel cuore e quando alza lo sguardo ed i nostri occhi si incontrano, tenta un timido sorriso, la tristezza è immensa,  sono occhi che trasmettono un grande dolore che diventa immediatamente mio.
Improvvisamente vengo richiamata dalla mamma di Cosmina, l’ho conosciuta a Settembre , mi viene incontro piangendo disperata poiché alla sua bambina hanno cominciato a fare la morfina e per lei non ci sono speranze. “sono 7 mesi che sono in ospedale con la mia Cosmina, tanto dolore, speranze, sogni ed ora lei muore………..” L’arrivo dell’infermiera con l’elenco dei bambini ci toglie da una situazione di dolore immenso. Cerchiamo di consolarla e le promettiamo di rivederci all’indomani.
Alle mie spalle improvvisamente sento una voce “kiss mama kiss mama” mi giro ed un frugoletto di poco più di 2 anni mi si catapulta in braccio. La signora che parla e che scambio per la nonna in realtà mi diranno è una “sister” inglese, assiste il bambino che è stato abbandonato alla nascita e che ha vissuto in ospedale passando da un reparto all’altro.
Luis è il suo nome, ha due occhi neri enormi mi si stringe al collo e mi da un sonoro bacio, me lo stringo forte al cuore e mentre mi perdo in quegli enormi occhi penso a quanto sarebbe bello poter avere una bacchetta magica che ci faccia scomparire da quel posto e riapparire altrove…….
Quando lo rimetto a terra sento che se non esco immediatamente, non sarò più in grado di controllare le mie emozioni, ed è proprio quello che accade, le lacrime stanno scendendo copiose e mentre scendiamo le scale la gente mi guarda curiosa.
Andreea parla e le sue parole sono come macigni…….”quando la sister segue qualche bimbo è perché lo sta accompagnando verso la morte”………No!  No! No!  come può questo bimbo essere tanto sfortunato,  perché Iddio permette che accada tutto questo…………..Ora sto singhiozzando senza più alcun ritegno, vorrei urlare… non voglio tornare mai più in questo ospedale………
ho bisogno di sentire la voce dei miei cari,  prendo il cellulare e chiamo , ma piango,  piango talmente forte da non  riuscire a parlare.
Quando riesco a calmarmi un po’ partiamo e ci dirigiamo a casa di Andreea, sarà sicuramente una durissima giornata.
Cominciamo ad aprire le scatole e a separare i vari pacchetti, “questa bambola è per Daiana, le costruzioni sono di Robert,  questo bellissimo pigiamino mettilo nel pacco di Luis con la macchinina ed il peluches e tante, tante caramelle, per un giorno deve essere un bimbo felice.
E così per tutta la giornata, e, poiché le emozioni non erano bastate, ecco la nuova proposta………
“cosa dici Caterina se telefono alla mamma di Andreea se possiamo passare da loro un momento?”
Detto fatto siamo già in macchina cariche di doni per tutti…… in quella casa,  questa notte “non sarebbe passato Babbo Natale”,  ma come per magia, tutto è cambiato.
Arriviamo e sul marciapiede che ci aspetta c’è la mamma, grandi abbracci e lacrime di commozione, entriamo e cominciamo a salire le scale, mio Dio i gradini sono ancora più rotti e sporchi dello scorso anno, dobbiamo stare attente a dove mettiamo i piedi, ci ritroviamo finalmente al 3° piano entriamo in casa, che ormai conosciamo, ci viene incontro il piccolo Oria che sgrana gli occhini quando vede che dai sacchi che portiamo spuntano dei giochi, timidamente si avvicina e tocca il camioncino che sbuca al di sopra dei pacchetti con timore ci guarda negli occhi per avere la conferma che lo può prendere. E’ un’esplosione di gioia e richiamata dalle urla del fratellino, dal minuscolo corridoio quasi aggrappata alla parete ecco arrivare la nostra piccolina (nota di Max: la bimba è quella cieca che lo scorso anno aiutammo nel blog con le maglie di Flipper e che alcuni di voi adottarono a distanza!).
….le sono cresciuti i capelli….è diventata più magra ma più grande…..con immensa gioia si lascia abbracciare e baciare;  prese dall’entusiasmo parliamo tutte insieme e le nostre voci diventano tante per lei, sono voci sconosciute e si spaventa, si mette a gridare cercando un tocco a lei famigliare così la mamma la prende prontamente in braccio e la riporta nella camera dove la attende la nonna che cerca di tranquillizzarla.
Abbiamo scoperto che anche la nonna è ammalata di leucemia……..
Salutiamo tutti, la mamma non smette di ringraziare, stringerci e baciarci.
Per oggi credo di aver fatto il pieno di emozioni.
Torniamo in albergo. Inutile dire che ho passato la notte insonne, ho guardato il soffitto fino all’alba.
Quando ci vengono a prendere al mattino, tutti i pacchi sono stati depositati in una stanzetta dell’ospedale.
La mamma di Jonut ci viene incontro piangendo disperata e ci comunica che il bimbo è stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva per dei disturbi di cuore dopo essere stato colpito dalla polmonite. Le promettiamo di rivederla più tardi nel reparto dove è ricoverato il piccolo.
E’ l’ora di Babbo Natale, iniziamo dalla prima stanza ed è lì che ritrovo Luis che come mi vede mi si butta nuovamente fra le braccia, si farà stringere e coccolare per tutta la permanenza nel reparto. Io e Luis decidiamo che il nostro compito sarà quello di accompagnare le altre operatrici  di Prometeo nella distribuzione dei regali, Luis darà ai bambini la tazza con le caramelle ed io il sacco dei prodotti per le mamme. E’ un compito che gli piace molto, sorride a tutti con la sua tazza in mano e dopo ogni consegna si stringe al mio collo come a cercare approvazione e diciamolo… una coccola e un bacio.
Passiamo di stanza in stanza, quanti bambini tutti così gravemente malati, quante mamme tutte con le loro storie cariche di sofferenza……
La piccola Daiana (2 anni) che deve camminare e non lo vuole fare, ma che questa mattina vuole mettere le calzine per poter incontrare Babbo Natale. Fra le tante cose,  le viene regalata una bambola  che lei abbraccia,  stringe,  vuole che prenda il latte dal biberon,  quanto è felice questa bimba, questo è il momento di fermare il tempo……
Nel letto accanto c’è  Ovidio (4 anni)  un bimbo allegro che fa una grande festa ai regali che riceve mentre la mamma ci spiega che è innamorato di Marina (quasi 2 anni).
Marina è una bella bimba che aspetta in regalo una macchinina ed una pistola e che rifiuta le bambole.
La piccola Daria di soli 8 mesi sorride a tutti, la mamma è giovanissima, per la piccola le speranze sono poche …anche per lei tanti regali.
Fabian ci aspetta seduto nel letto ed è molto agitato perché sa che tra poco riceverà dai suoi amici italiani tanti regali: la mamma ci ringrazia.
In fondo al corridoio,  nell’ultima stanza c’è Cosmina, non entriamo, lei sta molto male, hanno iniziato a farle la morfina, se penso a come era solo due mesi fa non posso sostenere lo sguardo, è un piccolo scricciolo in posizione fetale senza la forza di alzare la mano per un saluto……
Diamo alla mamma tutti i suoi regali, chissà, forse non riuscirà nemmeno a scartarli….
CONTINUA QUA:
 

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Esiste un modo per far del male ad un bambino, facendogli un regalo?
È la domanda che oggi vi pongo e su cui vorrei leggere le vostre risposte.
Da diversi anni in questo spazio ci occupiamo del peggiore dei male, il cancro della pedofilia. Di maltrattamenti ed abusi sessuali. In quei casi i regali non ci sono, semmai sono la “marchetta” che il predatore paga, insultando il piccolo stuprato e lasciandogli appunto un pupazzetto, un videogioco, pochi spiccioli…..
Oggi però vorrei riproporvi una riflessione, a cui già dedicai, sei anni fa, un capitolo nel mio libro “L’inferno degli angeli”.
Allora parlai (attirandomi gli strali di pochi insulsi personaggi, rei di ritrovarsi rispecchiati in quelle pagine) di pacchi di spazzolini da denti usati, maglioni infeltriti, macchinine senza ruote (“tanto se non hanno nulla con cui giocare, queste sembreranno belle uguali”) donate ai bimbi della Romania che aiutavamo.
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Oggi torno sull’argomento perché mi rendo conto che ha bisogno di una “rispolverata” di nuovo.
Quelle rinfrescate che sottolineano alla perfezione ciò che diamo per scontato ma che per taluni scontato non lo è. Mai.
Arrivano in Associazione due pacchi. Ricevuti appunto per i bimbi che aiutiamo. Nello specifico per alcuni bimbi malati, molto malati, e ricoverati nel reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Budimex di Bucarest.
In uno, avvolta in un vecchio e puzzolente giubbino da uomo (una di quelle cose che fatte a pezzi non si userebbero nemmeno come straccio per la lettiera del gatto), c’è una bellissima….stampante da computer. Di un modello fuori produzione da almeno 6/7 anni (ma non è quello il punto). Cambiata quindi dalla proprietaria e, piuttosto che buttata dove doveva andare (cioè nel cassonetto della spazzatura), spedita per aiutare i bimbi malati di cancro.
Tutti infatti sanno che il sogno più ambito di un bambino malato di cancro, ricoverato in un ospedale rumeno, magari proveniente dalla campagna e quindi che vive in una casetta di legno, spesso senza il riscaldamento, con sei persone in una stanza, è proprio quello di avere una stampante. Da attaccare dove, utilizzare come, etc. non è dato sapersi. Sono dettagli a cui solo un pignolo rompicoglioni come il sottoscritto dà retta…..
In un’altra scatola invece una utilissima serie di confezioni di medicinali e prodotti per l’igiene intima.
Peccato che gli stessi siano usati.
Mi spiego meglio: ci sono parecchie scatole di pasticche per il mal di gola, con i blister aperti, e contenenti quindi una massimo di due pastiglie……le altre sono state già ingerite da qualcuno . Lo stesso presupponiamo che ha già usato metà sciroppo per la tosse, che si è lavato con tre quarti dei campioncini di shampoo (di quelli presi dagli alberghi, giusto per esagerare con le quantità!), che ha lavato la propria dentiera con gli spazzolini usati e con il dentifricio già aperto e quasi finito e che ha indossato le bellissime pantofole da camera (d’albergo) una volta bianche…..……..
Poveri bimbi direte voi…macchè, bimbi fortunati evidenzio io!!!!!!
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Poiché dopo che si sono fatti una bella stampata, hanno raschiato il fondo di tubetti stantii e quasi finiti per potersi lavare, hanno assaporato lavandosi i denti il gusto della bocca di qualcun altro, possono finalmente giocare e disegnare.
Essendo malati però, si è pènsato di venire loro incontro anche qua. E così dopo essersi risparmiati la fatica di dover tenere in mano un tubetto di dentifricio o uno shampoo pieni, ora possono guardare album da disegno già colorati (meglio, pasticciati) da altri bambini. Che magari sono stati educati al donare quello che avevano di superfluo: “per i bimbi poveri!”.
Come se non bastasse, una volta che hanno ripassato i disegni altrui, magari con i pennarelli quasi esauriti allegati agli album, potranno giocare felici come mai con i sacchi di sorpresine degli ovetti Kinder. Sacchi e sacchi di troiate (ops) spesso mancanti di pezzettini e quindi più facilmente ingeribili, nel caso magari, gli stessi decidessero di cibarsene……….
Potrei con tinture ancora per un po’, ma mi fermo qua.
Esiste un modo per far del male ad un bambino.….facendogli un regalo?
Sì. E con questo sfogo ve l’ho appena dimostrato.
Da oggi ogni pacco simile verrà rispedito al mittente. E se genitore adottivo a distanza l’adozione verrà revocata immediatamente.
Meglio un’adozione in meno, ma molta dignità in più.
Dalla parte dei bambini. Sempre!
Massimiliano

FORSE NATALE….
Sto alla finestra e aspetto che venga Babbo Natale con il sacco pieno di regali.
I canti di natale li ho imparati e sono vestita a festa.
Io voglio molto: per la mia salute, per poter tornare a scuola e imparare le poesie.
Babbo Natale ti aspetto se vieni per recitarti una poesia.
Voglio stare bene come prima e tornare a scuola e imparare tutto.
Diana – ospedale Budimex.
 
Grazie per tutto quello che avete fatto per mia figlia, Gesù vi ripagherà (…). Siamo molto felici anche per i regali di San Nicolaus che le avete mandato. A Diana è stato diagnosticato un cancro alla gola e siamo in ospedale da 8 mesi; lei è molto grave ed è per questo che siamo qua da diverso tempo. La bambina ha quasi 12 anni e di girono piange perché capisce la gravità della malattia che ha. Ogni giorno mi prega di non lasciarla morire e insieme preghiamo Gesù perché la salvi.
Quando ha ricevuto i regali è stata moto felice e dice a tutti che li mandano i suoi amici dall’Italia..(…) Vi prego di cuore di pregare per la sua salute…
Mamma di Diana.

REPORT: VIAGGIO IN ROMANIA DEI VOLONTARI
DELLA PROMETEO.
BUDIMEX: REPARTO DI ONCOLOGIA PEDIATRICA.
 
 
Ionut ha 8 anni e ci aspetta all’ingresso del reparto. Non vede l’ora di ricevere i regali anche se l’emozione più grossa è quella di farci vedere che ha ripreso a camminare. Lo scorso anno lo trovammo a letto, dopo che per un brutto tumore gli avevano asportato la gamba sinistra. Quest’anno grazie ad una protesi ci attende raggiante. Lieto di essersi riacquistato quella libertà negata. Di giocare, camminare, correre, come tutti i bambini dovrebbero fare.
Torniamo al Budimex di Bucarest per il terzo anno consecutivo in occasione della festa di San Nicolaus, il locale Babbo Natale che porta a tutti i bambini dolci e doni. Essendo appunto la terza volta l’effetto sorpresa ce lo siamo giocati. Resta intatta la gioia e l’euforia che pervade il reparto di oncologia pediatrica, l’unico in tutta la Romania, dove bimbi da zero a 18 anni affrontano mali più grandi di loro, il più delle volte imbattibili, in una realtà dove non ci sono macchine per fare la chemioterapia e le più elementari terapie sono disponibili a mesi alterni.
L’ospedale è stato ridipinto di nuovo. La vernice colora le pareti di fresco terminando misteriosamente proprio davanti alla porta del reparto. Lì nessuno ha dipinto né ristrutturato nulla.”Tanto a cosa serve…”.
Denisa ha appena compiuto tre anni ed il male che la attanaglia la rende particolarmente sofferente. Scarta voracemente i regali salvo arrestarsi quando trova i pennarelli. Un sorriso generoso e via si mette a disegnare, riempiendo i fogli coi colori dell’arcobaleno, mentre la mamma piange guardando il suo scricciolo felice, come da tempo non lo vedeva.
Diana ha quasi 12 anni. E pesa 20 kg.. A fatica apre i pacchetti regalo da cui toglie una bambola a cui regalare generose coccole. D’altronde è sempre così con lei, non chiede sostegno ma è lei a dare agli altri la forza per guardare avanti. Per combattere il male scrive poesie. Che regala a chiunque incontri. Il giorno dopo la piccola è stata malissimo a tal punto che i medici temevano non superasse la giornata.
Patricia invece è un simbolo di speranza. Lo scorso anno era così minuta che la mamma usava il passeggino della sua bambola per scarrozzarla tra le corsie dell’ospedale. Quest’anno è una bella bimba grassottella, che gioca a fare la timida davanti alla macchina fotografica. Poco distante da lei l’ospite più piccolo, un bimbo di 6 mesi la cui diagnosi, linfoma maligno è inequivocabile.
Le mamme che stanno in reparto dormono nello stesso letto dei bambini e deperiscono insieme a loro. Tutte non hanno i 4 euro necessari per permettersi almeno un pasto caldo al giorno e così sopravvivono con le poche provviste portate da casa.
Per tutti i bambini ricoverati regali in quantità. Per molti bimbi trattasi della prima macchinina o della prima bambola ricevuta in tutta la propria vita. A tarda sera raggiungiamo una palazzina di quasi 300 appartamenti. Un alveare. Sporco e fatiscente. A non so più quale piano troviamo un decoroso bilocale, caldo, caldissimo. In un letto che appare ancora più grande di quello che è, una bimba, Andreea, di anni 4 cerca a tastoni il piatto che ha appoggiato sulle gambe. E’ cieca dalla nascita. A causa di una radiografia fatta alla madre durante la gravidanza. “Sembra un pulcino che becca il grano”. Picchietta il piatto e quando lo trova si porta alla bocca un pezzo di biscotto. La testa è senza capelli, effetto collaterali dei pesanti farmaci citostatici, così come il gonfiore del viso. La bimba sente le voci straniere riempire la stanza e lancia un grido di paura, rifiutando con un gesto secco il peluche che la mamma le mette in braccio. Ci vorrà tempo per calmarla, mentre il fratellino gioca con il nuovo camioncino. Lui non può uscire da casa, anche se è sanissimo, per la paura che porti dentro chissà quali germi.
Fuori da qua la Bucarest di sempre. Beffardamente illuminata a giorno dalle luci di Natale con il centro città tirato a nuovo ed i bimbi di strada sfrattati dalle vie dei negozi e mandati nelle periferie. Dove diventando meno visibili, automaticamente diventano invisibili agli occhi della gente.
 
 
 Il report integrale lo trovate anche qua:
 
Romania: due buone notizie.
Permettetemi di ringraziare il Lions Club di Lovere che ha dedicato il proprio Service 2008/9, dopo una mia conferenza sulla pedofilia, proprio al Budimex. Grazie a loro abbiamo acquistato le prime due macchine per la chemioterapia, che non appena saranno in funzione andremo ad inaugurare (magari comprandone subito almeno un’altra).
Ringraziamo poi l’aeroporto di Cuneo (e soprattutto Gianmaria Venturini di Prometeo Cuneo e la dr.ssa Anna Milanese della Geac S.p.A. ).
L’aeroporto darà alla Prometeo un contributo di euro 1.500 che utilizzeremo per il progetto “madri”, per creare cioè una piccola cucina per le mamme dei bimbi Inoltre in aeroporto fino ad aprile sarà presente uno stand con i nostri libri.
 
 
SERVE IL VOSTRO AIUTO.
Come ad alcuni di voi ho già detto al telefono molti sono i bimbi nuovi che dobbiamo far adottare a distanza. Più di tutti la piccola bimba cieca, Andreea, della quale a breve riporterò la relazione sociale e medica. Per lei servono aiuti e quindi per il 2009 il blog adotta lei. Da oggi tutto il ricavato del nostro merchandising acquistato dagli amici del blog (libri, maglie, etc.) va interamente a lei. Per sapere come adottarla invece andate qua:
Inoltre da gennaio daremo il via ad una raccolta di generi alimentari di cui vi parlerò in dettaglio.
Grazie fin d’ora per quello che potrete fare.

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….non ho potuto fare di meglio poiché avevo il cellulare. E poi gli mancano ancora le luci ed altre decorazioni. Però nel dettaglio si riescono a vedere alcune targhette con i nomi……

È in arrivo nel blog uno speciale sul nostro viaggio in Romania ed un nuovo progetto di adozione a distanza per una bimba che vi ho fatto vedere pochi giorni fa nella foto (“sfuocata) qua apparsa.
Oggi scrivo solo che in sede abbiamo preparato un bellissimo albero di Natale che ha, come decorazioni, tanti piccoli oggettini (orsetti, cavalli a dondolo, palline colorate, etc.) i quali riportano ognuno il nome di un bimbo adottato a distanza.
Il colpo d’occhio è meraviglioso. Un mare di nomi, colorati, coloratissimi per i quali il Natale, oggi più che mai, sia sinonimo d’amore. E di speranza.

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Budimex 2008.
I nostri operatori sono tornati dal Budimex…..entro lunedì conto di raccontarvi come è andata.
Premetto che tornerò a chiedere il vostro aiuto, oggi più necessario che mai. Perché la situazione è peggiorata.
Più di tutti vi parlerò di una bimba, quella che vedete nella foto. Una foto che forse non a caso è uscita sfuocata. E va bene così.
La storia di questa bimba vi toccherà come quella di Cosmin. E come per Cosmin vi chiamerò all’appello. Certo della vostra presenza.

Da stamani alcuni nostri operatori sono al Budimex di Bucarest, dove domani si terrà la grande festa per i bimbi, grazie anche ai vostri doni.

La situazione non è delle migliori e ci segnalano nuovi casi allucinanti….di cui parleremo.
Per ora godiamoci i preparativi per la festa, che lunedì vi racconterò nei dettagli.

Che giorni questi. Tra convegni, segnalazioni e casi vari c’è da impazzire. In compenso un bel compito ci ha sollevato il morale, e spaccato la schiena.
Abbiamo preparato la spedizione per la Romania e la sede è stata invasa (invasa…intasataaaaaa) da pacchi e pacchettini provenienti da tutta Italia, da Malta (!!!)  ad Aosta.
E così le scrivanie sono state invase da Barbie, Cicciobelli, peluches, automobiline e giochi di ogni foggia.
Per non parlare dei dolci e degli abiti.
Totale: quasi 40 scatoloni partiti alla volta del Budimex.
Dove la mattina del 6 dicembre, per il terzo anno consecutivo, permetteranno a San Nicolaus di restituire un sorriso ad un bambino.
In mezzo a tante notizie una bella cosa che ho voluto condividere con voi.
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