Archivi per la categoria ‘bambini della romania’

Adotta una bimba rumena. Per darle una nuova vita? Macchè, per abusarla.

Adotta una bimba rumena per darle nuova vita? Macchè, per abusarla.

Più tardi posterò un vecchio filmato di una mia partecipazione televisiva da Costanzo. Andai a parlare della situazione dei bimbi della Romania e accadde il finimondo. Governo rumeno riunito d’urgenza e non ricordo più quante puntate della trasmissione, dedicate al tema, con ministri ambasciatori e quant’altro. Accadeva più di 10anni fa, ma il problema resta, oggi come allora lo stesso. Identica la risposta ufficiale (il problema non esiste) identica quella sociale (…..) e intanto migliaia di bimbi sopravvivono in condizioni infernali.
Quel video, qua mi serve in realtà solo come spunto per una notizia, di alcuni giorni fa arrivatami appunto insieme al video stesso.
Un italiano, originario della Sicilia ma residente a Parma con la moglie (le cui generalità non sono state rese note) è stato condannato in primo grado a 7 anni di reclusione, con l’accusa di “violenza sessuale su una bimba di anni7”.
Questi i fatti: nel 2006 con la moglie consoce una donna poverissima che in Romania non riesce a mantenere i propri figli (ne ha 6). Dopo una assidua frequentazione (sic) la coppia porta la bambina in Italia. Di fatto con una sorta di affido non riconosciuto da nessuno, né in Romania né in Italia e pertanto illegale.
Malgrado questa evidenza carenza (se penso a quanta gente da anni invecchia dentro polverose liste d’attesa, facendo colloqui su colloqui per dare un futuro ai bimbi negli istituti…..) la coppia italiana iscrive regolarmente la bambina a scuola.
Fino a quando, per fortuna, una maestra attenta fa una segnalazione. La bimba si esprime con un “pesante linguaggio carico di riferimenti sessuali e parolacce”.
Dopo le indagini di rito si arrivano a smascherare gli abusi (la piccola veniva costretta anche a guardare video pornografici) ed al processo con relativo finale sopra citato: 7 anni.
Non sappiamo che parte in tutto questo abbia fatto la madre italiana. Né quella d’origine ma soprattutto non sappiamo dove sia oggi la bimba. Non mi stupirei l’avessero rispedita a casa in quanto straniera non in regola…
A lei resta quello che in passato abbiamo riscontrato purtroppo in altri bambini. Adottati (quelli in modo legale!), e grazie all’adozione sottratti a situazioni di abuso, per ripiombare poi in un mondo nuovo ma purtroppo per loro ancora abusante. Trovandosi a vivere a 4 o 5 anni il peggio di 10 vite. E sviluppando così l’idea che forse, davvero, tutti gli adulti sono pedofili……..

Viaggio al Budimex. Il peluche, la chitarra e la bimba non vedente.

Viaggio al Budimex. Il peluche, la chitarra e la bimba non vedente.

Tra il miracolo che ogni anno si ripete nella giornata di San Nicolaus, al Budimex, c’è il ritorno del sorriso sui volti dei bambini.
Bimbi come questa, a cui la vita ha già chiesto tanto.
Ha 6 anni, è cieca, vive in una casa che non riesco a descrivervi. Fino a poco tempo fa con lei, la mamma, il fratellino (ed il papà) c’era anche la nonna. Da pochi giorni morta dello stesso male della nipotina: il cancro.
La bimba quest’anno ci ha sorriso. E sentendo queste voci straniere entrare in casa sua non ha pianto né gridato, ma appunto sorriso.
E dopo aver abbracciato forte l’orsacchiotto, sentendo il suono della piccola chitarra giocattolo che le abbiamo dato, ha cominciato a ridere. Ed a “parlare” col peluche, pensando che quei suoni fossero pronunciati proprio da lui.
Chissà cosa si sono detti. La piccola bimba ed il cicciotto orsacchiotto, a cui spetta un compito difficile. Ma forse neanche tanto. Quello di entrare nel suo buio, cantarle una ninna nanna e dirle che le vuole bene e che nessun male, può durare per sempre.

La bimba cieca ed il viaggio a Bucarest degli operatori di Prometeo.

La bimba cieca ed il viaggio a Bucarest degli operatori di Prometeo.

Gli operatori di Prometeo da oggi sono al Budimex per la preparazione della consueta festa di San Nicolaus. Al loro rientro vi aggiorneremo sul viaggio, sui nuovi casi (bruttissimi….), sulla situazione della Romania e dell’ospedale (idem…) ma soprattutto sui sorrisi che raccoglieranno alla consegna dei vostri doni.
Oggi ci saranno le visite domiciliarti: tra queste quella ad una bimba non vedente e malata di cancro. Che vive con la nonna (pure lei malata dello stesso male), la mamma, il fratellino ed un padre etilista. Il tutto in pochi metri di casa. La madre non può mai lasciarla sola. E’ giovanissima ma dimostra mille anni. Non esiste in tutta Bucarest una scuola che la accoglierla, poiché non sanno come gestire una bimba cieca. Le alternative ci sarebbero, dicono peccato siano quegli orfanotrofi lager che ben conosciamo.
Stamani la telefono la nostra operatrice Caterina mi diceva: “cosa ne sarà di questa bimba un domani, quando la madre non ci sarà più? Te lo dico io. La metteranno in manicomio”.
Intanto concentriamoci sul suo sorriso, e su quello degli altri bimbi, quando le bambole, gli orsacchiotti e tutti gli altri giochi si presenteranno a loro per essere coccolati, azionati, e quant’altro. Ma poi, con quei sorrisi nel cuore, dovremo cercare di cambiare, in meglio, alcune esistenze.
E se la piccola  non vedrà mai sia l sole, sia il sole a sedersi al suo tavolo ed a dirle, ciao sono qua.

 Nota: La foto è di William Snyder, che grazie ad un reportage sui bimbi della Romania, ha vinto il premio Pulitzer.

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Carissimi,
eccovi la relazione tratta dal diario di viaggio di Caterina, l’operatrice che da anni coordina il nostro progetto Romania e che come tutti, purtroppo, gli operatori di Prometeo, non vuole mai comparire. Non vi dico quindi cosa abbiamo fatto, per farci dare il permesso di pubblicarlo integralmente (permesso? Oddio ecco cosa mancava, scusa Cate ;-) )) ). Affidiamo alle su eparole lo spirito di questo viaggio, non facile, e realizzato per dare ai bimbi un sogno, una speranza, un sorriso. Ci siamo risuciti? Credo di sì. Grazie anche a Voi. La nosta forza. Il nostro esercito silenzioso.
Domani metterò pure un mio intervento sull’ultimo viaggio e sulle adozioni a distanza.
Per oggi vi basti questo. Come già detto, è il senso del nostro Natale. Grazie….
 
NATALE 2009 AL BUDIMEX
 
DIARIO DI VIAGGIO.
“…e penso a quanto sarebbe bello poter avere una bacchetta magica che ci faccia scomparire da quel posto”.
 
  Oggi 04.12.2009 iniziamo il viaggio che anche quest’anno ci porta in Romania e precisamente all’ospedale Budimex,  per regalare ai piccoli ricoverati nel reparto di oncologia pediatrica, una giornata diversa.
Come inizio non promette bene, abbiamo problemi con i bagagli a mano, siamo costrette ad inserire la borsetta nel trolley senza riuscirci nonostante grandi sforzi, nel frattempo tutti gli altri viaggiatori ci superano. Quando stiamo per rinunciare ecco arrivare un signore che non ha alcun bagaglio e che gentilmente ci da una mano, così tra vari stratagemmi incuranti delle proteste del controllore riusciamo a salire sulla navetta che ci porta all’aereo.
Il viaggio è tranquillo e la signora che mi siede accanto cerca immediatamente di intrattenere una conversazione. Lei è rumena vive in Italia da più di 4 anni, all’inizio ha fatto la badante ad una nonnina che poi purtroppo è morta, da circa 2 anni è divenuta la babysitter di due bambine una  di 2 anni e 1 di 6.
In Italia si trova molto bene e torna in Romania solo per vedere la mamma che è rimasta sola e che affronta con grande difficoltà la vita quotidiana poiché riceve dallo stato una pensione di quasi 200 €.,  dopo avere  pagato  affitto e bollette varie,  non le rimane di che vivere.
Quando le spiego il motivo del nostro viaggio a Bucarest, la signora si commuove e ci ringrazia di cuore per quello che facciamo per la sua gente.
Tra una chiacchiera e l’altra siamo arrivate. Andreea ci attende al ritiro bagagli e ci accompagna in albergo, ceniamo in sua compagnia e dopo aver fatto il programma per l’indomani, andiamo a nanna, ci aspetterà  una giornata di intenso lavoro.
Ci sono poco meno di 40 scatoloni colmi di giochi, dolci, abbigliamento, cancelleria, prodotti di igiene personale, alimenti per le mamme ecc. ecc. che attendono di essere sistemati e preparati per la consegna a Babbo Natale.
Alle 9,30 di sabato Andreea ci viene a prendere e ci porta al palazzo del popolo,  per assistere al saggio di Natale della piccola Maria, che canta nel coro.
Il tutto per noi dura una mezz’oretta, poi prima di andare a casa dobbiamo fare un salto al Budimex a ritirare la lista dei bambini che sono ricoverati, ma che non fanno parte del nostro programma, affinché domani tutti possano ricevere i regali.
Appena entrata in reparto ecco la prima emozione, al di là del vetro vedo una ragazza giovane anzi giovanissima, china su di una piccolina che accarezza con una delicatezza struggente, è un gesto lieve ma ti penetra nel cuore e quando alza lo sguardo ed i nostri occhi si incontrano, tenta un timido sorriso, la tristezza è immensa,  sono occhi che trasmettono un grande dolore che diventa immediatamente mio.
Improvvisamente vengo richiamata dalla mamma di Cosmina, l’ho conosciuta a Settembre , mi viene incontro piangendo disperata poiché alla sua bambina hanno cominciato a fare la morfina e per lei non ci sono speranze. “sono 7 mesi che sono in ospedale con la mia Cosmina, tanto dolore, speranze, sogni ed ora lei muore………..” L’arrivo dell’infermiera con l’elenco dei bambini ci toglie da una situazione di dolore immenso. Cerchiamo di consolarla e le promettiamo di rivederci all’indomani.
Alle mie spalle improvvisamente sento una voce “kiss mama kiss mama” mi giro ed un frugoletto di poco più di 2 anni mi si catapulta in braccio. La signora che parla e che scambio per la nonna in realtà mi diranno è una “sister” inglese, assiste il bambino che è stato abbandonato alla nascita e che ha vissuto in ospedale passando da un reparto all’altro.
Luis è il suo nome, ha due occhi neri enormi mi si stringe al collo e mi da un sonoro bacio, me lo stringo forte al cuore e mentre mi perdo in quegli enormi occhi penso a quanto sarebbe bello poter avere una bacchetta magica che ci faccia scomparire da quel posto e riapparire altrove…….
Quando lo rimetto a terra sento che se non esco immediatamente, non sarò più in grado di controllare le mie emozioni, ed è proprio quello che accade, le lacrime stanno scendendo copiose e mentre scendiamo le scale la gente mi guarda curiosa.
Andreea parla e le sue parole sono come macigni…….”quando la sister segue qualche bimbo è perché lo sta accompagnando verso la morte”………No!  No! No!  come può questo bimbo essere tanto sfortunato,  perché Iddio permette che accada tutto questo…………..Ora sto singhiozzando senza più alcun ritegno, vorrei urlare… non voglio tornare mai più in questo ospedale………
ho bisogno di sentire la voce dei miei cari,  prendo il cellulare e chiamo , ma piango,  piango talmente forte da non  riuscire a parlare.
Quando riesco a calmarmi un po’ partiamo e ci dirigiamo a casa di Andreea, sarà sicuramente una durissima giornata.
Cominciamo ad aprire le scatole e a separare i vari pacchetti, “questa bambola è per Daiana, le costruzioni sono di Robert,  questo bellissimo pigiamino mettilo nel pacco di Luis con la macchinina ed il peluches e tante, tante caramelle, per un giorno deve essere un bimbo felice.
E così per tutta la giornata, e, poiché le emozioni non erano bastate, ecco la nuova proposta………
“cosa dici Caterina se telefono alla mamma di Andreea se possiamo passare da loro un momento?”
Detto fatto siamo già in macchina cariche di doni per tutti…… in quella casa,  questa notte “non sarebbe passato Babbo Natale”,  ma come per magia, tutto è cambiato.
Arriviamo e sul marciapiede che ci aspetta c’è la mamma, grandi abbracci e lacrime di commozione, entriamo e cominciamo a salire le scale, mio Dio i gradini sono ancora più rotti e sporchi dello scorso anno, dobbiamo stare attente a dove mettiamo i piedi, ci ritroviamo finalmente al 3° piano entriamo in casa, che ormai conosciamo, ci viene incontro il piccolo Oria che sgrana gli occhini quando vede che dai sacchi che portiamo spuntano dei giochi, timidamente si avvicina e tocca il camioncino che sbuca al di sopra dei pacchetti con timore ci guarda negli occhi per avere la conferma che lo può prendere. E’ un’esplosione di gioia e richiamata dalle urla del fratellino, dal minuscolo corridoio quasi aggrappata alla parete ecco arrivare la nostra piccolina (nota di Max: la bimba è quella cieca che lo scorso anno aiutammo nel blog con le maglie di Flipper e che alcuni di voi adottarono a distanza!).
….le sono cresciuti i capelli….è diventata più magra ma più grande…..con immensa gioia si lascia abbracciare e baciare;  prese dall’entusiasmo parliamo tutte insieme e le nostre voci diventano tante per lei, sono voci sconosciute e si spaventa, si mette a gridare cercando un tocco a lei famigliare così la mamma la prende prontamente in braccio e la riporta nella camera dove la attende la nonna che cerca di tranquillizzarla.
Abbiamo scoperto che anche la nonna è ammalata di leucemia……..
Salutiamo tutti, la mamma non smette di ringraziare, stringerci e baciarci.
Per oggi credo di aver fatto il pieno di emozioni.
Torniamo in albergo. Inutile dire che ho passato la notte insonne, ho guardato il soffitto fino all’alba.
Quando ci vengono a prendere al mattino, tutti i pacchi sono stati depositati in una stanzetta dell’ospedale.
La mamma di Jonut ci viene incontro piangendo disperata e ci comunica che il bimbo è stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva per dei disturbi di cuore dopo essere stato colpito dalla polmonite. Le promettiamo di rivederla più tardi nel reparto dove è ricoverato il piccolo.
E’ l’ora di Babbo Natale, iniziamo dalla prima stanza ed è lì che ritrovo Luis che come mi vede mi si butta nuovamente fra le braccia, si farà stringere e coccolare per tutta la permanenza nel reparto. Io e Luis decidiamo che il nostro compito sarà quello di accompagnare le altre operatrici  di Prometeo nella distribuzione dei regali, Luis darà ai bambini la tazza con le caramelle ed io il sacco dei prodotti per le mamme. E’ un compito che gli piace molto, sorride a tutti con la sua tazza in mano e dopo ogni consegna si stringe al mio collo come a cercare approvazione e diciamolo… una coccola e un bacio.
Passiamo di stanza in stanza, quanti bambini tutti così gravemente malati, quante mamme tutte con le loro storie cariche di sofferenza……
La piccola Daiana (2 anni) che deve camminare e non lo vuole fare, ma che questa mattina vuole mettere le calzine per poter incontrare Babbo Natale. Fra le tante cose,  le viene regalata una bambola  che lei abbraccia,  stringe,  vuole che prenda il latte dal biberon,  quanto è felice questa bimba, questo è il momento di fermare il tempo……
Nel letto accanto c’è  Ovidio (4 anni)  un bimbo allegro che fa una grande festa ai regali che riceve mentre la mamma ci spiega che è innamorato di Marina (quasi 2 anni).
Marina è una bella bimba che aspetta in regalo una macchinina ed una pistola e che rifiuta le bambole.
La piccola Daria di soli 8 mesi sorride a tutti, la mamma è giovanissima, per la piccola le speranze sono poche …anche per lei tanti regali.
Fabian ci aspetta seduto nel letto ed è molto agitato perché sa che tra poco riceverà dai suoi amici italiani tanti regali: la mamma ci ringrazia.
In fondo al corridoio,  nell’ultima stanza c’è Cosmina, non entriamo, lei sta molto male, hanno iniziato a farle la morfina, se penso a come era solo due mesi fa non posso sostenere lo sguardo, è un piccolo scricciolo in posizione fetale senza la forza di alzare la mano per un saluto……
Diamo alla mamma tutti i suoi regali, chissà, forse non riuscirà nemmeno a scartarli….
CONTINUA QUA:
 

Nei prossimi giorni daremo molto spazio al viaggio in Romania e soprattutto al progetto di Adozione a distanza. Ho appena finto di rileggere le traduzioni con i report dei nuovi bimbi assegnati….e per ora sono senza parole……

In tanto vi “linko” al nostro sito (in completo aggiornamento) dove trovate il punto della situazione su quanto, GRAZIE A VOI, abbiamo fatto in questi anni:

http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?cl=1&im=80&ip=2&action=&iv=

 

copertina definitiva max tommy

GRAZIEEEEEEE!
Anche se i diritti d’autore ci arriveranno solo il prossimo anno siamo in grado di annunciarvi come Associazione Prometeo che a giorni, grazie alle copie che avete già acquistato del mio omaggio a Tommaso (ed alla sua mamma) “Ho conosciuto un angelo”, compreremo una macchina (la prima….di una lunga serie, spero) per fare la chemioterapia per i nostri piccoli Angeli dell’ospedale Budimex. Un grazie sincero di cuore da noi tutti, ma soprattutto dalle famiglie dei bambini, a cui con un piccolo gesto avete dato una grande possibilità:
di vita!

NEI GIARDINI CHE NESSUNO SA –
VIAGGIO AL BUDIMEX 2007
La solidarietà di Prometeo per i bambini malati di cancro della Romania.
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C’è il bimbo di 5 anni che stringe a sé il bianco orso di peluche, ricevendo così per la prima volta in vita sua un regalo e c’è l’albero, alto, altissimo, il più grande d’Europa, che svetta nella piazza centrale creata da Ceausescu, maestosa ed arrogante come solo lui riuscì ad essere.
Il bimbo non ha mai ricevuto prima un regalo di Natale, dicevamo, ed ha gli occhi di chi trasmette tutte le emozioni del mondo, promettendo al suo cuore di non dimenticare mai per il resto dei suoi giorni un giorno così.
Anche l’albero è la prima volta che si vede, con i suoi 3 milioni di euro di costo, ha surclassato ogni altro albero del mondo. Pure lui non sarà mai più scordato, dalla gente che a malapena arriva alla fine del mese.
Sono queste le due facce della Romania del terzo millennio, sempre in bilico tra passato e modernità. I poveri da una parte, la facciata ed i soliti beneficiari dall’altra. La Casta, la chiamiamo in Italia, anche se i termini si perdono tra le strade dove ancora oggi i bimbi chiedono l’elemosina col sacchetto di colla in mano e sono facile preda dei turisti sessuali pedofili, parassiti dell’infanzia violata.
HPIM2595Torna a Bucarest l’Associazione Prometeo e lo fa per festeggiare la ricorrenza di San Nicolaus, l’antenato di Babbo Natale in chiave rumena, che la mattina del 6 dicembre fa trovare ai bambini doni e dolci. Qua forse è meno magnanimo che altrove, dato che i salari mensili spesso non superano per un’intera famiglia i duecento euro, con un costo della vita che invece non è egualmente equiparabile e quindi tutto ciò che appare superfluo viene irrimediabilmente tagliato. Oggi la visita di San Nicolaus tocca, per il secondo anno consecutivo, i piccoli ospiti del reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Budimex di Bucarest. Molti di loro sono stati abbandonati qui, dalle famiglie, dopo che i medici hanno pronunciato l’infausta diagnosi. Che può essere inappellabile, soprattutto in un paese con un sistema sanitario che non garantisce, se non a pagamento, le cure necessarie. E comunque anche  quando le stesse ci sono, spesso sono inutili e surclassate dal tempo.
Irina ha appena ricevuto un pacco stracolmo di giochi ma è la vestina con le rose che la colpisce più di tutto. La indossa sopra il pigiamino e non se la vuole più togliere, malgrado l’etichetta ancora attaccata penzoli simpaticamente dalle maniche. Si guarda allo specchio e si vede finalmente bambina, bella, elegante, una principessa, ignara dei danni che la chemioterapia le ha arrecato, di quei capelli persi in fretta, di quel male che le si è sviluppato dentro e che all’età di 3 anni ha cominciato a farla stare male, allontanandola dagli altri bimbi. E dalla vita.IMG_0043
La recidività del male è uno dei principali problemi. Spesso non appena i genitori vedono che il piccolo sta meglio cessano di portarlo alle visite di controllo, il cancro beffardo lo sa, e si limita ad aspettare paziente, per poter assestare il suo colpo migliore.
Robert invece è davvero guarito. I test danno risultati più che ottimisti ed il ragazzino oggi si è buttato a capofitto nella scuola. Aspira ad andare all’università, per ripagare così i nonni che in questi anni gli sono stati accanto.
Anni difficili, dolorosi. Ancora di più se vissuti da un bimbo. Ne sa qualcosa Larisa “sopravvissuta per miracolo al primo ciclo del trattamento” che ci raggiunge appena dopo aver finito la chemio. Stremata, in lacrime, trova un lieve sorriso solo per una bambola di pezza che la guarda e promette di darle tutti gli abbracci di cui ha bisogno. Anche Andreea sta male. Sua madre, l’unica che lavorava in famiglia, ha dovuto lasciare il posto di lavoro per starle accanto poiché la piccola continuava a piangere Come farà la famiglia ad andare avanti per ora non si sa, certo è che la presenza della donna ha dato alla piccola quella forza che le serviva.
Fuori piove forte. Chi può si rifugia nei canali delle fogne. Chi è sfruttato aspetta sui marciapiedi l’insospettabile padre di famiglia con l’accento straniero.HPIM2620
Mai come quest’anno il reparto è pieno di bimbi piccolissimi, uno massimo due anni d’età. Arrivano periodicamente dalla stessa zona, in massa. Ennesimo mistero, insondabile.  All’ingresso del reparto abbiamo messo una foto di Tommaso Onofri, consegnando a questo piccolo angioletto sfortunato il compito di vegliare  su chi per certi versi ha avuto un destino simile al suo.AldesLucien1
In albergo una comitiva di italiani festeggia non si sa cosa. L’età media delle ragazze invitate potrebbe essere quella delle coetanee dei loro figli. Impossibile pensare di migliorare definitivamente le cose quando l’esempio che offriamo è proprio questo. Il giorno dopo il HPIM2601reparto di ospedale è ancora pieno di fiocchi e pacchi regalo. Schiere di Ferrari si rincorrono in improvvisati circuiti, mentre bambole e peluches si fanno coccolare come mai prima in vita loro. HPIM2594Guardi i bimbi negli occhi, feriti dal dolore ma bramosi di amore e prometti che nel limite del possibile, farai tutto quello che puoi, per non scordarli mai più.
BOX:
Per aiutare i piccoli ospiti del reparto di oncologia pediatrica del Budimex di Bucarest, l’unico dell’intera Romania, si può contattare l’Associazione Prometeo onlus “lotta alla pedofilia” presso la sede di Gorle, Tel.:0364 880593. Sito internet: www.associazioneprometeo.org .
Con poco meno di 9 euro al mese si dà assistenza ai bambini malati ed alle loro famiglie. Dai medici dell’ospedale inoltre è arrivata la richiesta di comprare delle macchine moderne per fare il dosaggio della chemioterapia ai bambini.

HPIM2601
Insieme ad altre 14 ci è appena arrivata dal Budimex.
Dove grazie alla vostra generosità, si è fatta una seconda festa a sorpresa per i bimbi.
Il regalo più bello che potevamo trovare sotto l’albero e che condividiamo con voi che l’avete reso possiible.
Ancora auguri……..

AldesLucien1

Volevate una anticipazione dalla festa del Budimex?!
Eccola. Il bimbo con il dono più desiderato, l’orso bianco, che quel furbone di San Nicolaus, ha consegnato al momento giusto…….

SPECIALE BLOG.
Romania anno zero.
 
In questi giorni  il blog è stato interamente dedicato al tema dell’ingiustizia. Oggi (e domani) invece  viene interamente dedicato ai bimbi della Romania.
Avremo una lettera che ci ha inviato un’amica di Milano e che in questi giorni schizofrenici, dove si passa dal garantismo estremo alla violenza per tornare comunque all’inutile e dannoso punto di partenza, trovo meriti la vostra riflessione.
Prima però un “ricordo” che arriva proprio mentre la nostra sede di Brescia è completamente invasa da pacchi e pacchettini (domani se riesco vi posto le foto) che da ovunque ci stanno arrivando, dato che anche quest’anno in occasione della Festa di San Nicolaus (l’equivalente del nostro Babbo Natale) andremo a festeggiare a Bucarest, con i bimbi adottati a distanza.
Vi ricordo che li stiamo sostenendo dal blog, con le maglie di Flipper e, aggiungo oggi, con quelle di Prometeo (e gli altri gadgets dell’associazione).
Pertanto regalate, o regalatevi una t-shirt, e contribuirete a far ricevere loro un bel regalo di Natale.
P.S.: dimenticavo. In tale occasione incontreremo la mamma di Cosmin, bimbo che più di tutti vedo esservi entrato nel cuore.
Basti dire che ancora oggi, a cadenza quotidiana, riceviamo lettere per lui……..
A dicembre quindi le consegneremo tutto quello che è arrivato negli ultimi giorni e che continua, incessantemente, ad arrivare.
Mi piacerebbe tantissimo avere anche un vostro nuovo pensiero, stavolta però dedicato a lei.
Potete riportarlo qua (e lo stamperemo noi) oppure mandarlo via mail a: blogfrassi@yahoo.it oppure via fax o posta normale ai recapiti di Prometeo.
 flip 1
 
Ricordando Biagi.
Questo intervento è apparso sul Corriere della Sera a firma di Maria Volpe.
A seguire una breve nota mia:
“Quel pianto con i bimbi delle fogne”.
Sono passati 8 anni. Il 06 novembre 1999 Enzo Biagi visse una delle sue esperienze più toccanti. Era in Romania. Lui e tutto il gruppo de “Il fatto”. Preparava uno speciale sui bambini. Quelli che a Bucarest vivono nelle fogne e che per sopravvivere alla fame e al freddo “si drogano” sniffando colla. Le telecamere lo seguono e lui, come un giovane cronista, apre i tombini e scende giù nell’inferno a vedere con i suoi occhi quello strazio.. Poi, il giorno dopo, il giro nell’orfanotrofio di Vidra, 20 chilometri da Bucarest: 90 bimbi, soli al mondo, tutti malati di AIDS. Biagi li guarda con tenerezza, li abbraccia. Entra nella stanza di Florin e Mihai: hanno pochi giorni di vita. Sono stesi sul letto, la flebo, gli occhi disperati. Biagi chiude la porta e scoppia a piangere. Ci guarda e chiede: “Ma cosa siamo venuti a fare noi qui?”. Cosa potranno mai fare le nostre domande?”.
Quella tristezza gli resterà nel cuore: “Non riesco a togliermi dalla testa quei bambini”.
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Ricordo benissimo il giorno in cui Biagi andò a Bucarest poiché fece anche un servizio su Parada ed il clown Miloud.
Miloud mi telefonava spesso, raccontandomi di quanto fosse rimasto colpito da Biagi, dal suo approccio rispettosissimo, nei confronti dei bimbi di strada e della loro sofferenza. Ma anche la sua “cocciutaggine” quando decise di scendere sotto, nelle fogne, in quel altro mondo, così difficile da descrivere.
Anche Maria Volpe che conobbi al Costanzo Show mi raccontò
Poi ci fu l’orfanotrofio di Vìdra…….
Ci sono stato pure io. Lì come a Bucarest, in quegli ospedali dove l’Aids viveva ed imperversava sui piccoli grazie al turismo sessuale, agli abusi ed alle siringhe monouso usate per curarli.
Ho raccontato speso di Corina, sette anni e sette chili. Pregai, dentro di me, che non mi toccasse……
Poi mi prese la mano. Piansi io. Pianse lei.
Voleva uscire da lì, da quel letto tanto grande per lei così …..così piccola…..
Voleva andarsene, dicevo, prima che “lui", un fottuto infermiere col camice da macellaio, imbrattato di sangue e sporco, prima che lui dicevo, in questo mio sgrammaticato ricordo, la portasse fuori da lì a testa in giù.
Pensavo che l’interprete avesse tradotto male. E allora ci ripensò lei, povera piccola, a dirmi che no, avevo capito bene, a testa in giù, proprio così, perché quando lì i bimbi chiudono gli occhi e non parlano più, l’infermiere cattivo arriva e li prende, portandoli via, a testa in giù……
CONTINUA……
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