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Bambini di strada in Romania: il reportage del Daily Mail.

A proposito di bimbi di strada della Romania: I cronisti del Daily Mail sono riusciti a fare ciò che da tempo nessuno più faceva. Scendere nei tombini della città e intervistare non i bambini ma i ragazzi, grandi, dei canali vicino alla Stazione. Io andai lì quasi 20 anni fa e già allora la situazione era molto pericolosa. Lì stavano quelli più “malati”, i tossicodipendenti, gli schizofrenici. Era pericoloso andarci, poiché potevano essere molto violenti. La realtà è oggi la stessa. Cambiano i volti (quelli che conobbi sono tutti morti) , non le storie. Decine di ex bimbi di strada, cresciuti, tutti malati di Aids, tutti tossicodipendenti. Guardate questo link e scorrete le foto:
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2632858/The-ultimate-living-How-poor-carve-living-SEWERS-Eastern-European-city.html

Romania Anno Zero.

Romania, anno zero.

Quante volte ho usato questa frase negli ultimi anni, oramai non lo ricordo nemmeno io. Ogni volta infatti si torna al punto di partenza, che rende attualissimo il mio libro di tanto anni fa, quello su “I bambini delle fogne di Bucarest” . Secondo  uno studio realizzato dall’Autorità nazionale per la protezione dei diritti dell’infanzia e l’adozione, insieme ad altri enti e di cui ora sono stati presentati i risultati, nell’ultimo anno più di 10mila bambini sono stati abbandonato in strada dai genitori. Causa principale ancora una  volta la povertà. “Economica”, dice lo studio. Morale, mi permetto di aggiungere io. Irina la conobbi che viveva in una sorta di campagna fuori Bucarest. Era incinta. Aveva sì e no 24 / 25 anni. Il bimbo che aspettava era il sesto. Gli altri cinque però in casa non c’erano, lei me lo disse molto decisa “non voglio c@@@@di bambini intorno”. “E allora cosa ne sarà del nascituro? Ma cosa è stato degli altri?”. “Mi guardò e rise forte, in faccia al mio stupore, al mio shock. “Li vuoi tu? – risata – finisce anche questo in strada, non li voglio io i bambini, e poi cosa gli do da mangiare?”. Un altro ricordo mi si ripresenta. Da qualche parte devo avere pure un video che realizzai con una mini telecamera che tenevo accesa sotto al giubbotto. Sono in stazione. Sto distribuendo una minestra calda. Per molti di loro sarà l’unico pasto della giornata. Arrivano, a gruppi. In mano il sacchetto di aurolac, un solvente potente che stordisce ed uccide, l’odore è quello acre della candeggina. Sporchi, ammalati, affamati, infreddoliti. A pochi metri da noi i taxy scaricano obesi predatori in cerca di bambini. I più spavaldi girano in mezzo a noi, ci sfidano,m sano che non possiamo fare nulla. Sento piangere, un pianto più forte degli altri. Benché provenga da uno scricciolo d’uomo. Il bimbo ha, se ben ricordo, non più di 4 anni. L’ho visto uscire dalla metropolitana mano nella mano con quello che pensavo fosse il padre, ma l’uomo non c’è. Lo cerchiamo. I testimoni diranno che è arrivato, ha lasciato lì il bimbo e se n’è andato. Da quel momento la strada sarà casa sua.

Fu proprio una di quelle sere che approdai al Budimex. Da allora come sapete aiutiamo i bambini  ricoverati presso il reparto di oncologia. A breve lanciamo la nuova raccolta di giochi ed  abiti (NUOVI!), materiale per l’igiene e cibo. Stamani non aggiungo altro. La mente rincorre mille altre episodi, che ora devo rimettere a tacere… Per oggi basta così.
 

bambini di strada romania

Foto: fonte web.

– dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.

A cura di Blog Staff

 

 

Romania, esperimenti sui bambini. 2016 d.C.

Romania anno zero. Quest’uomo faceva esperimenti sui bambini. Ed è uno dei più famosi chirurghi ortopedici d’Europa. La storia che sui giornali italiani non ha avuto nemmeno una riga…. Il mio post che da giorni rimando.

ROMANIA ESPERIMENTI SUI BAMBINI

Da anni, come sapete, aiutiamo i piccoli del reparto di oncologia pediatrica del Budimex di Bucarest. Durante gli ultimi viaggi abbiamo incontrato parecchi bambini (di cui a breve racconteremo la  storia) che avevano subito operazioni di amputazione degli arti e che non riuscivano a guarire. La spiegazione arriva ora dalla cronaca più nera: è stato arrestato quest’uomo, uno dei più famosi chirurghi ortopedici d’Europa. Si chiama Burnei Gheorghe ed è accusato di corruzione e di aver fatto esperimenti sui bambini.

Che sottoponeva a diverse operazioni (quando non servivano), amputando arti (che non serviva amputare ), impiantando “parti artificiali” che faceva acquistare a ditte private ma che non erano conformi alla legge e quindi inadatti e pericolosi (a differenza di quelli che invece gratuitamente passava l’ospedale). Così facendo si arricchiva e i giovani pazienti nel peggiore dei casi morivano o rimanevano per sempre menomati. Purtroppo non sta in carcere ma ai domiciliari. Ed è l’ennesimo scandalo di cui in Italia non si parla, a danno dei bambini rumeni. Uno scandalo che dura da sempre.

VIDEO DELL’ ARRESTO: https://www.youtube.com/watch?v=YhbdPvUi1C4

STAMPA RUMENA, ALCUNI ARTICOLI:

http://www.mediafax.ro/stirile-zilei/medicul-gheorghe-burnei-a-fost-retinut-pentru-24-de-ore-16023178

http://stirileprotv.ro/stiri/actualitate/gheorghe-burnei-aflat-in-arest-la-domiciliu-ar-fi-depozitat-tesut-din-oase-de-copii-langa-mancare-un-medic-a-rupt-tacerea.html

http://www.digi24.ro/stiri/actualitate/justitie/venituri-de-medic-gheorghe-burnei-castiga-7-000-de-euro-pe-luna-631733

Romania. Nulla è cambiato. Le foto shock!

bambini della romania

I bambini poveri finiscono ancora oggi negli orfanotrofi….i genitori sono “contenti”, convinti che lì possano mangiare, sopravvivere…invece…Invece sono luoghi deputati all’abusi, alle sevizie, alla incompetenza di chi li dovrebbe crescere, alla morte…
Queste foto non sono mie. Non le feci più di 10 anni fa col mio reportage sui bimbi di Bucarest. Queste foto sono state scattate oggi, aprile 2015 d.C. In Romania ancora si muore negli orfanotrofi. Per la colpa di essere bambini. Peggio se poi con più o meno gravi disabilità.
Massimiliano Frassi i bambini delle fogne di Bucarest 2015

1500 bambini disabili morti in Romania

romania anno zero

 

Lo scrissi anni fa. Più di 10. E, perdonate il manifesto delirio di onnipotenza, ancora una volta fui il primo a denunciare certe cose, usando parole pesanti (una su tutte il verbo: “deportare”).
Oggi le cronache riconfermano quanto dissi. E stavolta le cronache sono di chi là ci vive.
Parlo della Romania. E della situazione dei bambini disabili.
Una Ong locale, la Crj, ha denunciato con un dettagliato report (ricco anche di foto e testimonianze dirette) che negli ultimi 4 anni sono stati lasciati morire ben 1.500 (millecinquecento) bambini disabili, in istituiti chiamati nello stesso modo in cui li chiamai io, dopo averli visitati: LAGER!
Pesantemente sedati con psicofarmaci. Coi corpicini denutriti e disidratati ricoperti di sporco e lividi per le pesanti botte. Segni di abusi sessuali. Questi alcuni riscontri denunciati dalla Ong rumena che oggi chiede una campagna nazionale atta a far cessare questo olocausto silenzioso.

Il senso del nostro Natale. Viaggio al Budimex 2014

MOS NICOLAE  2014

 associazione prometeo

Sembra ieri che siamo tornati da Bucarest e siamo già in partenza un’altra volta, è di nuovo tempo che Babbo Natale porti gioia ai bambini dell’ospedale Budimex.

Abbiamo lavorato intensamente nei preparativi, controllato e ricontrollato che ogni bimbo ricevesse doni in egual misura, preparato regali per ogni fascia d’età per gli arrivi in ospedale dell’ultimo minuto.

Ora tutto è a posto, abbiamo spedito 54 scatoloni,  rimane da preparare solo il nostro bagaglio personale che ogni anno si fa sempre più ristretto, dobbiamo  fare spazio alle ultime cose perché potrebbero servire per qualche bimbo.

Con Patrizia e Rocco raggiungo l’aeroporto alle 6 del mattino.

Il nostro aereo partirà con 35 minuti di ritardo, cominciamo bene……

Arriviamo a Bucarest intorno alle 12 circa, ci accoglie una città imbiancata dalla neve, il cielo è grigio, la pioggia che cade è ghiaccio ancora prima di toccare terra, fa molto freddo.

Andreea ci attende all’uscita, ci abbraccia felice di rivederci, carichiamo i bagagli e diamo inizio alla nostra avventura.

Arrivati a casa scopriamo che 20 scatole non sono ancora arrivate, speriamo arrivino al più  presto il tempo è prezioso per noi, Babbo Natale non si può far attendere.

Diamo inizio ai lavori,  scatola dopo scatola il tempo scorre veloce e si è fatto buio,non abbiamo notizie del corriere, lo chiamiamo più volte al cellulare senza mai ricevere risposta, poi finalmente ci comunicano che arriverà domani di prima mattina.

prometeo bambini di bucarest

Torniamo in albergo. La notte è passata senza che l’ansia mi abbia abbandonata, quelle che mancano sono scatole molto importanti, e se il corriere non dovesse arrivare??? Ma dopo varie peripezie alla fine tutto va a posto, il trasportatore al mattino arriva.

Verso le 12 facciamo un primo carico di farmaci e andiamo in ospedale per incontrare il primario.

Ci accoglie con un grande sorriso, la stima, l’affetto è reciproco  ci abbraccia come se fossimo parte della sua famiglia, parliamo dei nostri bambini, delle sue necessità. Si illumina in volto nel vedere i farmaci che abbiamo portato, la gioia per le mascherine, da giorni sono finite e non sapevano come fare.

Tra una chiacchiera e l’altra scopriamo che nella stanzetta accanto è ricoverato il ns. piccolo Alexandru, è stato dimesso e può tornare a casa per un periodo tra un ciclo e l’altro di chemio, ma non può viaggiare in treno. Sono giorni che aspetta l’arrivo di una ambulanza che porti in ospedale qualche ammalato, così lui può tornare a casa approfittando del mezzo. Il piccolo vive molto lontano e il viaggio è troppo costoso. Il medico ci assicura che entro domani mattina dovrebbe arrivare un nuovo paziente e Alexandru potrà tornare a casa. Decidiamo così che per lui arrivi babbo natale prima di tutti gli altri. Quanta gioia, incontenibile,  il piccolo guarda i suoi regali estasiato e sembra non credere sia tutto per lui.

prometeo al budimex

Tornati a casa riceviamo una gradita sorpresa, un calciatore molto importante, con la moglie appassionata di cucina, ci porta il pranzo, due enormi vassoi pieni di tartine di ogni tipo, carne, verdure, ed una splendida torta, il tutto per ringraziarci per quello che facciamo.

Siamo arrivati a sera, sembra tutto pronto, contiamo e ricontiamo i pacchi, spuntiamo e rispuntiamo i nomi dei bimbi, i sacchi trabordano di regali, eppure ogni volta che uno di noi si muove, chissà perché, aggiunge ora a uno ora all’altro un sacchetto di caramelle, un giochino, un quaderno in più…..

Prima di tornare in albergo come è ormai consuetudine di ogni anno, portiamo i regali ad Andreea ed Horia che abitano in Bucarest.

La bambina è non vedente, ogni anno la troviamo sempre più grande e meno spaventata, sembra ci riconosca. Ci aspettavano con ansia, subito Horia comincia a togliere dalla scatola i regali, ogni oggetto lo fa toccare alla sorellina e la spiega cos’è. Quanta tenerezza, quanto amore in questi gesti, mi rendo conto che faccio fatica a trattenere le lacrime. La mamma parla, parla racconta un anno della loro vita, di quanti problemi hanno e della fatica ad affrontarli, lei è sola nessuno che le dia una mano, ci ringrazia, lo fa continuamente anche mentre ci accompagna alla macchina.

Ci congediamo da loro e rientriamo in albergo, siamo esausti, domani ci aspetta la giornata più bella ma anche la più difficile.

Ho contato tutte le ore, i minuti di una notte lunghissima che non finiva più, finalmente è arrivata l’ora di lasciare la camera.

Abbiamo trasferito tutti i pacchi in ospedale e li abbiamo sistemati nella stanza delle infermiere, ora manca solo Babbo Natale, ma eccolo che arriva, bellissimo nel suo abito rosso, occhialini sul naso, barba fluente, pronto per regalare  un momento di felicità…

Da ora in poi è tutto un susseguirsi di emozioni, nella prima stanza ci sono due ragazzi grandi ed uno piccolo, i ragazzi esultano di gioia nel vedere entrare Babbo Natale accompagnato dalle renne cariche di doni. Il piccolino invece non sa se avere paura o no, ma quando vede i suoi regali è un’esplosione di gioia.

Nell’altra stanza ci sono 3 bambine, nel primo letto la bimba è senza capelli, molto pallida, con due occhioni strabici che rimangono fissi nei nostri per un attimo, poi tendendoci le braccia ci regala uno strabiliante sorriso. Ci guardiamo e….ma è lei??? ….si è lei !!!! è Ana Maria, le sta accanto un’assistente che la segue durante il ciclo di chemioterapia. Scopriamo così che anche lei è stata abbandonata dalla mamma e messa in orfanatrofio.

Di questa bimba vi racconto cosa ci capitò lo scorso anno.

Una operatrice di Prometeo ci aveva dato due lupacchiotti  pregandoci di darli tutti e due ad un bimbo/a, fu così che facemmo conoscenza con questa meravigliosa bambina alla quale regalammo i due peluches.

La sua storia è un poco “strana” la bimba è sola, non c’è nessuno accanto a lei, ha due occhioni che brillano, sono strabici, quando sorride il viso si illumina, diventa bello. Quando le consegniamo i suoi doni, lei tocca il cielo dalla gioia. Ci veniva difficile staccarci da quella piccolina. Al termine della festa ci accorgiamo con stupore che è rimasto un sacco da consegnare, eppure lo avevamo dato a tutti. Ricontrolliamo nuovamente e scopriamo che ci erano stati dati due nomi diversi ma la bimba era la stessa. Torniamo nella stanza e chiediamo dove possiamo trovare questa bimba e lei ridendo felice risponde….sono io…

Ora la cosa strana è che, anche quest’anno per questa bimba abbiamo preparato due pacchi senza rendercene conto. C’è sicuramente qualche cosa di “magico” che riguarda Ana Maria/Adelina.

Ci sono stanze purtroppo nelle quali non possiamo entrare,  i bimbi hanno le difese immunitarie troppo basse, mandiamo loro i regali e guardiamo i loro visi, tanto provati, stendersi in un lieve sorriso.

Ogni anno Babbo Natale mi regala una speciale emozione, quest’anno è stato l’incontro con la piccola Ana, 17 mesi, ammalata di leucemia. Le abbiamo consegnato tanti regali che ha guardato con attenzione, abbiamo tolto dal sacco una coperta e l’abbiamo aperta stendendola sul letto, da una piega è sbucata una stella, la bimba l’ha presa immediatamente, si è sdraiata appoggiandovi il visino, ed è lì in quei momenti che sembrano normali, ma che in realtà non lo sono, che il cuore impazzisce, batte ad una velocità incontrollabile e senti l’emozione che ti chiude la gola, poi la bimba si rialza tende le braccine, vuole essere stretta e coccolata, non c’è nulla al mondo di più bello.

In questa stanza ci sono tre ragazzine, la mamma di una di loro si fa vicina e sottovoce ci racconta che la figlia studia per diventare ballerina, ma ballerina di musica classica, non può far sapere alle sue compagne che è ammalata di leucemia perché ha paura che poi la scuola lo scopra e non le permettano più di ballare.  Ha dei capelli stupendi, lunghi oltre le spalle, un viso molto bello, ma pallido, diafano. La mamma ci dice che rifiuta la chemio perché non può perdere i capelli. Le promettiamo che il giorno dopo la nostra psicologa andrà a fare una chiacchierata con la ragazza e che saremo pronti qualora volesse a portarle una parrucca.

Le ore passano veloci, quanta felicità abbiamo dato a questi bimbi, ognuno con la sua storia di dolore che da oggi è diventata anche nostra.

Purtroppo quest’anno è accaduto un fatto increscioso, non dipendente da noi, ma da gente che ha lucrato sulle immagini dei bimbi malati, così che tantissime mamme non ci hanno firmato la liberatoria per fotografare i loro bambini, ma a noi non importa poiché li abbiamo visti con i nostri occhi.
bambini del budimex

Ora dobbiamo andare dai bimbi che sono temporaneamente a casa, ma che ci hanno raggiunto in ospedale per ricevere i loro doni.

Sono tutti lì che ci aspettano in spasmodica attesa, c’è Leo con la nonna e la sorellina piccola, Lucian con la mamma, la piccola Adriana dagli occhioni che ridono con il papà, Fabian con la mamma, Andreea con la nonna, Antonia con la mamma, Ana Maria con la mamma, Daiana con il fratellino e la mamma….. e così via uno dopo l’altro ritirano i doni da Babbo Natale, poi ci regalano i loro disegni. Sono diventati grandi e belli, è una gioia stare a guardarli.

Ritorniamo in reparto e facciamo un ultimo giro per salutare e controllare che tutti siano felici, distribuiamo gli ultimi dolci alle mamme, salutiamo tutti e da questo momento in poi sappiamo che faranno per sempre parte di noi,  sono entrati nel nostro cuore e da lì non usciranno mai più.

Abbiamo portato tanti regali, abbiamo dato e ricevuto tanto amore, mentre lasciamo l’ospedale possiamo dire…..ehh sì… Mos  Nicolae,  anche quest’anno sei stato grande.

Caterina x Prometeo, Natale 2014

bambini romania progetto prometeo

 

Aiutaci ad aiutare: raccolta per i bimbi del Budimex

Dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi:
budimex natale 2010 ass prometeo foto di maria z

CI AIUTATE?

Ed anche per quest’anno ci mettiamo all’opera per organizzare una festa x i piccoli del reparto di oncologia pediatrica del Budimex di Bucarest. La festa sarà in occasione di San Nicolaus il loro Babbo Natale e si terrà la prima settimana di dicembre. Pertanto da adesso a metà novembre (data ultima il 18 novembre) raccoglieremo presso la sede di “Prometeo – a Pisogne (Bs) in via Piero Corna Pellegrini 10 Tel. 0364 880593” –  giocattoli, abiti pesanti e cibo. Giochi ed abiti devono essere rigorosamente nuovi. Mi stupisco che dopo anni ancora mi si chieda il perché. Quindi anche se avete cose belle e in buono stato la risposta è grazie ma non possiamo ritirarla noi. Preferisco che spendiate un euro per una magliettina presa su una bancarella che darmi una vestina di Armani usata (vestine di Armani usate peraltro non ne sono mai arrivate…semmai arrivano con dei buchi enormi e la frase “bastano due punti ed è come nuova”).
Dai datevi da fare. Mobilitate amici, scuole, associazioni, giornalisti ed aiutateci ad aiutare.
Nello spazio commenti alcuni vecchi post per farvi capire quanto importante sia per i bimbi questa festa. Grazie di <3

Cartoline dalla Romania. Il nostro viaggio al Budimex.

Sono rientrati stamani dal Budimex, gli operatori di Prometeo. Questo il loro racconto fresco fresco….trascritto di getto direttamente dagli appunti sul quaderno al pc. Buona lettura e grazie a tutti quelli che hanno permesso anche quest’anno la realizzazione del sogno dei piccoli del reparto di oncologia pediatrica.

 le mamme del budimex di prometeo

 

Questa mattina la sveglia è suonata all’alba, le valigie sono già state caricate in macchina, quindi non ci resta che partire per l’aeroporto, l’aereo decolla alle 8,10.

Effettuate le operazioni d’obbligo, passato il check-in si comincia a respirare un’aria diversa, l’emozione ci accompagna come ogni anno, proprio come fosse la nostra prima volta. Il volo è stato piacevole, i compagni di viaggio ottimi, alle 11,10 ora locale atterriamo a Bucarest, all’esterno la nostra Andreea ci aspetta in trepidante attesa. Abbiamo spedito in Romania ben 34 scatoloni colmi di ogni bene,  e, con noi al seguito tre valigioni enormi oltre ai nostri bagagli personali. Il problema nasce quando vogliamo far entrare nel bagagliaio dell’auto tutte queste valigie, quando riusciamo a salire in macchina incastrati tra l’una e l’altra sembriamo tolti da un film di Fantozzi. A casa facciamo uno spuntino e poi iniziamo il nostro lavoro, i primi 16 scatoloni sono lì che ci attendono, i restanti 18 dovrebbero arrivare in serata, poiché è nato un problema con il trasportatore. Il tempo passa veloce, inizia a fare buio, sono le 18, le 19, arrivano le 20, ora il corriere non arriva più quindi torniamo in albergo e rimandiamo a domani la ricerca. Confesso di essere molto preoccupata, se non dovessero arrivare in tempo come faremo? Con questo pensiero affronto la notte.

Alle 9 Andreea ci aspetta alla reception, del corriere nessuna notizia, dovrebbe arrivare ma non si sa quando. Il mio cuore comincia ad alterare il battito e l’agitazione aumenta. Ho perso il numero delle telefonate fatte, email spedite alla direzione e quando ormai avevamo perso ogni speranza, accade il miracolo, una dirigente della società chiama per capire il perché di tanta agitazione, e quando le viene spiegato a cosa servono questa scatole,  emana una procedura d’urgenza e alle 12,30 circa Babbo Natale  ha la certezza di poter eseguire il suo lavoro.

Il lavoro è pesante, siamo stanchi morti, ma immensamente felici.

Come ogni anno la prima a ricevere i regali è la nostra piccola Andreea, una bimba di nove anni, non vedente, ammalata di leucemia, seguiamo questa bimba ormai da molti anni. Quando è ormai sera inoltrata suoniamo alla porta, la mamma ci viene incontro, ci abbraccia ed in tutti i modi possibili ci dimostra quanto è felice di vederci e quanto ci è riconoscente. Il primo a catapultarsi tra le mie braccia è Horia, il fratello gemello, dietro alle spalle ecco che sbuca la nostra bimba, si lascia prendere le mani, poi si lascia baciare,poi di scatto si gira e tastando la parete torna in camera, accende lo stereo e al suono della musica, canta e si dondola sul letto, avanti e indietro, avanti e indietro. Le diamo l’orso che profuma di fragola, lei lo annusa e lo stringe felice.

Horia nel frattempo toglie dalla scatola tutti i regali e li depone sul letto, è un susseguirsi di esclamazioni, ha ricevuto tra le tante cose una maglietta intima ed ora finalmente la può cambiare senza dover aspettare che la mamma gli lavi l’unica che possiede. Improvvisamente si allontana e torna con un libricino in mano che mi fa vedere orgogliosamente, è la sua pagella, in tutte le materie lui ha la “A” il massimo dei voti, non posso fare altro che stringerlo al cuore. La mamma aveva appena detto loro che non dovevano piangere perché forse quest’anno Babbo Natale non sarebbe passato, poi si siede a terra  prende sulle sue ginocchia la bambina che comincia a recitare una poesia di Natale, se penso che solo poco tempo fa non la si poteva nemmeno sfiorare, che destino diverso avrebbe se solo potesse essere seguita, se potesse frequentare una scuola, imparare a leggere e scrivere, invece è condannata a questa esistenza, tutto questo lo vivo come un mio personale fallimento.

E’ stata una notte insonne, mille pensieri mi hanno tenuto compagnia.

Bucarest è diventata più caotica, il traffico è intenso e disordinato, le luminarie per le festività stridono in questo paese, sono tantissime ovunque guardi sei colpita da miriade di giochi di luci, le strade ampie sono illuminate a giorno e sembra di avere sopra di noi un tetto di luminoso.

Questa notte mentre inseguivo i miei pensieri, Babbo Natale ha visitato tutte le case di Bucarest, ora tocca a noi aiutarlo portando i doni ai bimbi ammalati.

Preparati cuore, non fare scherzi, oggi devi assolutamente essere forte!!!!!!

Il primo appuntamento lo abbiamo con il dottore che ci ragguaglia sulla salute dei nostri bimbi e sui cambiamenti di tutto l’anno. E’ inutile dire che è l’angelo per questi bambini, esegue il suo lavoro con passione, instancabile, ci spiega quali sono i suoi bisogni primari e come lo possiamo aiutare. All’esterno senti il cicaleccio dei bimbi in attesa di eseguire i loro controlli medici, e preoccupati di non vederci uscire.

Ma quest’anno avranno una splendida sorpresa perché Babbo Natale in persona sarà tra loro. Indossati barba e vestito, Rocco è pronto, è bravissimo, si è immedesimato nella parte, si intrattiene con i bimbi spiegando loro i vari doni che ha portato, non potevamo avere idea migliore. Si dia inizio ai festeggiamenti….

Nella prima stanzetta ci sono 3 bimbe, Lorena ha 4 mesi, il gemello è a casa con papà e la nonna, la mamma è giovanissima, la piccolina sorride e lo farà per tutto il tempo che resteremo nella stanza.

Fidan 2 anni è uno spettacolo a vedersi, parla con le mani e gli occhi, si muove con una grazia mai vista prima d’ora in una bimba tanto piccola. Quando è arrivata in ospedale non stava zitta un solo minuto ma dopo la prima chemio, la bimba non ha più parlato. I medici sono fiduciosi che al termine del ciclo della terapia dovrebbe tornare a parlare. Siamo solo all’inizio della prima stanza e questa piccolina mi sta già facendo perdere il controllo, guardo le manine piene di ematomi, bluastre, sembra che il sangue non scorra in questo corpicino, lei continua a cercare le mie, a stringermele, cerca il contatto fisico, si appoggia con tutta se stessa a me, mi guarda e mi parla senza aprire bocca. Per fortuna c’è Babbo Natale ad aiutarmi, non so dove sarei finita…. La terza bimba è grandicella, è molto ammalata, la mamma ci parla in italiano, ci dice di essere stata tre anni a Roma a fare la badante, ora è dovuta tornare a casa per assistere la figlia.

I due bimbi che occupano la seconda stanza sono molto piccoli, uno è in posizione fetale, dorme con la sua cannula della chemio inserita nel braccio, i due genitori al bordo del letto sono molto preoccupati, hanno lo sguardo perso nel vuoto. L’altro invece è sveglio ed è felice di essere fotografato con Babbo Natale, controlla minuziosamente i suoi regali e non potete immaginare l’esclamazione di stupore e di gioia quando toglie dal sacco lo spazzolino da denti ed il dentifricio. Anche questa mamma è giovane, troppo per affrontare un così grande dolore.

Stanza dopo stanza regaliamo a questi bimbi sorrisi ed un momento sereno.

Alexandru ha 15 anni, gli è stato amputato il braccio destro all’altezza della spalla, Tudor invece di anni ne ha 19 e a lui è stata amputata la gamba sinistra appena sopra il ginocchio. I due hanno fatto comunella e appena saputo che fuori dal reparto ci sono due ragazze, se vanno sorridenti insieme.

Simona ha 2 anni ed ha paura di Babbo Natale, gira il visino dall’altra parte cercando di nascondersi, si aggrappa alla mamma, ma appena scorge il pupazzo di Minnie, della quale è innamorata, si gira felice. I genitori sono l’immagine vivente della disperazione, sono giovani non sono preparati alle difficoltà che la vita li sta sottoponendo. La piccola è tra gli ammalati più gravi del reparto, infatti è da sola in una minuscola stanzetta.

In quella accanto pure lui solo, c’è Stefan 3 anni, completamente senza capelli, il colore della carnagione grigiastro, occhioni impauriti, ma che prendono vita appena scorge tra i suoi regali una macchina e pure lui estasiato a rimirare lo spazzolino da denti.

Ora Tocca ad Ana Maria la mamma non c’è e la signora che sta al letto accanto ci dice che la bimba ha 2 anni, disperatamente cerchiamo il suo sacco che non si trova, decidiamo di preparargliene uno velocemente con tutto quello che abbiamo portato per eventuali emergenze e glielo portiamo. La bimba è felice e con Babbo Natale toglie tutti i suoi doni, ma ecco che appare sulla porta l’infermiera che la chiama Adelina ci guardiamo e lei per tutta risposta ci dice che si chiama Ana Maria Adelina.

Cosa potevamo fare se non darle doppia dose di regali… quei due occhi furbetti credo non li dimenticheremo tanto facilmente.

Stanza dopo stanza portiamo a termine il nostro compito, ora ci attendono i nostri bimbi che sono venuti in ospedale ma che poi tornano a casa.

Antonia è accompagnata dalla mamma, lei è diventata ormai grande, sta bene di salute ma ha dei problemi con la scuola, ci regala dei disegni, non riesce a parlare, sussurra con un filo di voce.

Leo accompagnato dalla nonna e da una sorellina più piccola, come ogni anno è felice quando vede la macchina telecomandata ha un’esplosione di felicità.

Lucian diventa ogni giorno più grande, i controlli medici fatti hanno dato buon esito, ci consegna i suoi disegni e tutto felice se ne va con i suoi regali.

Ana Maria, anche se sta bene fisicamente è uno scricciolo di bambina, la mamma ci fa una richiesta, la bimba a Natale dovrà fare una recita a scuola e lei dovrà essere la principessa  dell’inverno, ma lei non è in grado di comperarle il vestito e quindi timidamente ci chiede se qualcuno di noi ne ha uno. Ana Maria x Natale indosserà un vestito da principessa nuovo e per un giorno sarà immensamente felice.

Arriva Ovidio accompagnato dalla mamma, il bimbo è diventato molto socievole, anche per lui tanti regali, foto di rito con Babbo Natale e via a fare i controlli medici.

In attesa del suo turno Adriana seduta su una piccola sedia in corridoio, si sottopone all’aerosol, ogni volta che le passo accanto mi prende le mani e me le stringe forte , come a volermi ricordare che lei è li e che non mi devo dimenticare.

Questa bimba ha un dono speciale, ti parla con gli occhi, due splendidi occhioni scuri che ti scrutano nel profondo e quando sorride sono un’esplosione di luce.

L’ansia è tanta e lei non resiste più, si toglie la mascherina e reclama i suoi doni.

In disparte tutto questo tempo è rimasto Jonut Marius, serio serio, guarda e controlla tutti, quando tocca a lui toglie dalla tasca la sua macchina fotografica e immortala per primo Babbo Natale poi il resto della compagnia. La mamma ci dice che appena tornato a casa farà il giro del villaggio a far vedere a tutti le sue fotografie.

Nicolae è stato trasferito nel reparto di chirurgia, è stato operato ad una gamba. Lo troviamo disteso sul suo letto, la gamba destra ingabbiata e collegata ad alcuni elettrodi. Babbo Natale dispensa i suoi doni e lui tutto felice ci comunica che il pallone lo userà quando potrà tornare a camminare.

Credo che anche quest’anno possiamo dire di aver raggiunto il nostro obbiettivo. La presenza di San Nicolaus, la felicità di tutti questi bimbi ha dato un sapore particolare alla nostra festa. I bambini sono tantissimi, di alcuni non ne abbiamo parlato per rispettare la gravità della loro malattia.

Ed ora come in ogni favola che si rispetti il finale non può che essere:
“che tutti possano vivere felici e contenti”.
Caterina x Prometeo

Il viaggio di Natale al Budimex e il compito per l’orsetto.

Non vi abbiamo ancora raccontato il nostro ultimo viaggio al Budimex.
Ma a breve lo faremo, mettendo anche delle foto.
La prima che pubblicherò, oggi mi limito a raccontarla.
E’ quella di un bimbo…che tre giorni prima dell’arrivo degli aiutanti di San Nicolaus chiede alla mamma di lasciarlo morire in pace e non si muove più dal letto, entrando in un “brutto” dormiveglia.
Tre giorni dopo è la festa di San Nicolaus e gli operatori di Prometeo “invadono” il reparto carichi di doni e sorrisi.
E il bimbo si sveglia…..
Il resto è una stanza occupata da automobiline e da un gigantesco orsacchiotto morbidissimo, da coccolare.
A cui viene affidato un compito importante….prenderlo per mano, coccolarlo, allontanare quelle nuvole ed accompagnarlo verso il sole…

Adotta una bimba rumena. Per darle una nuova vita? Macchè, per abusarla.

Adotta una bimba rumena per darle nuova vita? Macchè, per abusarla.

Più tardi posterò un vecchio filmato di una mia partecipazione televisiva da Costanzo. Andai a parlare della situazione dei bimbi della Romania e accadde il finimondo. Governo rumeno riunito d’urgenza e non ricordo più quante puntate della trasmissione, dedicate al tema, con ministri ambasciatori e quant’altro. Accadeva più di 10anni fa, ma il problema resta, oggi come allora lo stesso. Identica la risposta ufficiale (il problema non esiste) identica quella sociale (…..) e intanto migliaia di bimbi sopravvivono in condizioni infernali.
Quel video, qua mi serve in realtà solo come spunto per una notizia, di alcuni giorni fa arrivatami appunto insieme al video stesso.
Un italiano, originario della Sicilia ma residente a Parma con la moglie (le cui generalità non sono state rese note) è stato condannato in primo grado a 7 anni di reclusione, con l’accusa di “violenza sessuale su una bimba di anni7”.
Questi i fatti: nel 2006 con la moglie consoce una donna poverissima che in Romania non riesce a mantenere i propri figli (ne ha 6). Dopo una assidua frequentazione (sic) la coppia porta la bambina in Italia. Di fatto con una sorta di affido non riconosciuto da nessuno, né in Romania né in Italia e pertanto illegale.
Malgrado questa evidenza carenza (se penso a quanta gente da anni invecchia dentro polverose liste d’attesa, facendo colloqui su colloqui per dare un futuro ai bimbi negli istituti…..) la coppia italiana iscrive regolarmente la bambina a scuola.
Fino a quando, per fortuna, una maestra attenta fa una segnalazione. La bimba si esprime con un “pesante linguaggio carico di riferimenti sessuali e parolacce”.
Dopo le indagini di rito si arrivano a smascherare gli abusi (la piccola veniva costretta anche a guardare video pornografici) ed al processo con relativo finale sopra citato: 7 anni.
Non sappiamo che parte in tutto questo abbia fatto la madre italiana. Né quella d’origine ma soprattutto non sappiamo dove sia oggi la bimba. Non mi stupirei l’avessero rispedita a casa in quanto straniera non in regola…
A lei resta quello che in passato abbiamo riscontrato purtroppo in altri bambini. Adottati (quelli in modo legale!), e grazie all’adozione sottratti a situazioni di abuso, per ripiombare poi in un mondo nuovo ma purtroppo per loro ancora abusante. Trovandosi a vivere a 4 o 5 anni il peggio di 10 vite. E sviluppando così l’idea che forse, davvero, tutti gli adulti sono pedofili……..

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