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Bambini scomparsi. La storia di Etan.

Bambini scomparsi. La storia di Etan.

Trentatrè anni fa (25 maggio 1979)  l’America si fermò. Tutti cercavano un bimbo, il cui nome oggi torna a risuonare nelle orecchie degli americani:
Etan Patz.
Uscito di casa, nel quartiere di Soho, stava andando a prendere l’autobus. Era una delle prime volte in cui usciva da solo. Percorse poche decine di metri e poi svanì nel nulla.
Subito fu setacciata l’intera zona e schedati decine di pedofili, ma di Etan nulla.
Di lui si occuparono davvero tutti e in sua memoria l’anno dopo l’allora presidente Ronald Reagan, nel 1980 varò la Giornata nazionale dei bambini scomparsi.

Oggi le cronache ci riparlano di lui. Pare che la polizia abbia fermato un uomo che allora lavorava come garzone in una bottega davanti alla quale Etan passò. L’uomo ha confermato di averlo attirato con una scusa, e poi fatto a pezzi. All’epoca era un giovane di 18 anni e fu tra gli “schedati” di cui sopra.
A tutt’oggi lo stesso che non ha problemi a confermare di aver massacrato un bimbo nega l’abuso sessuale.
I genitori di Etan non possono comunque piangere i resti del proprio piccolo. Il presunto assassinio ha dichiarato di averlo “smaltito” tra i rifiuti…..

Bambini scomparsi, i nuovi dati di Missing Children.

Bambini scomparsi, i nuovi dati di Missing Children.

800mila bambini scomparsi (e ragazzi under 18) che scompaiono ogni anno negli Usa (alcuni volontariamente!).

Si raggiungono punte anche di 2mila al giorno.

204mila quelli sottratti da familiari che poi li tengono nascosti o li fanno espatriare insieme a loro (sempre dati USA).

10mila quelli in Europa (con una media di 27 al giorno, negli undici paesi europei monitorati da Missing Children)

 3mila quelli che scompaiono in Italia.

Per ripassare il tema:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=3&ip=4&iv=4&im=156

L’incubo di ogni genitore

rita pedditzi libro bambini scomparsiÈ l’incubo peggiore. Quello a cui nessuno può/vuole pensare. La possibilità che il proprio bimbo venga “rapito” e mai più ritrovato.
Quanto accaduto un paio di giorni fa in provincia di Bergamo, a Treviglio per l’esattezza, poteva avere un epilogo forse più immediato, ma altrettanto tragico.
Un papà esce dal supermercato con i suoi due figli, una bimba di 10 anni ed un bimbo di 12.
Mentre carica la spesa sull’auto i bimbi giocano.
Improvvisamente un 45enne  prende il bimbo in braccio e corre verso un canale vicino al parcheggio del supermercato.
Il bimbo grida, cerca di divincolarsi, ma non riesce a liberarsi.
La gente chiama subito in carabinieri mentre il padre si getta sull’uomo e ne nasce una colluttazione che permette però al piccolo deliberarsi.
Epilogo: i carabinieri arrestano l’uomo che processato per direttissima dice di non aver capito come “non sia riuscito a gettare il bambino nel fiume, dietro ordine delle voci che sentiva nella sua testa e gli han detto di farlo”.
L’uomo ora è in psichiatria.
Serve aggiungere altro?
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A breve parliamo di questa storia:
johnny bis
 

BLOG NUMERI
BAMBINI SCOMPARSI.
Un dato, preoccupante, arriva dalla Regione Emilia Romagna e riguarda i bambini scomparsi. Solo lì da gennaio 2007 ci sono 34 piccoli di cui nessuno sa nulla. Di cui le cronache non si occupano.
Guardando invece i dati del 2006 sono ancora 429 i minori italiani di cui non si hanno notizie e ben 1.093 quelli stranieri.
Riflettiamo su come mai la stampa non ne parli ma al contrario si occupi solo dei “soliti” 2 casi……..

LE DONNE DI AGOSTO.

maddiDonne. Grandi e piccole. Che aspettano o rinunciano. Lottano e soffrono. Dotate del cuore di madre, ma anche prive di tale dono. Sono loro, ancora una volta le protagoniste di questi giorni di ferragosto, alternativamente piovosi ed assolati.

Donne. Lasciate solo o spazzate via, da un tragico destino, bastardi incontri di un bastardo fato che ti cambiano, per sempre.
Donne come la mamma della piccola Maddi scomparsa più di cento giorni fa, in Portogallo. Da lì la madre non se n’è più andata, rinunciando a tornare a casa in Inghilterra, perché, dice, “solo rimanendo si sente vicino alla sua piccolina”.
Oggi col marito grazie ad un accordo con You Tube ed al Centro Internazionale per bimbi scomparsi ha creato un sito internet, che diventerà probabilmente il più grande archivio pubblico sui bimbi scomparsi. Ancora una volta serviva una grande e personale disgrazia per dare il via ad una iniziativa di pubblica utilità. Visitare il sito significa ritrovarsi in un mondo popolato di assenze. Bimbi, ogni giorno man mano il lavoro viene aggiornato sempre più numerosi. Tanti, troppi. Finiti (male) chissà dove, chissà con chi. E quell’attesa da parte della famiglia, così dolorosa, devastante, logorante che non riesco nemmeno ad immaginarla.
Donne che non smettono di sperare, che vivranno fino all’ultimo dei loro giorni aspettando che la porta si riapra, il telefono suoni nel modo giusto e una parte di loro, la parte di loro, torni a casa.
“Forse un giorno scopriremo che non ci siamo mai perduti e che tutta quella tristezza in realtà non è mai esistita”.
Donne….due di loro (?) a Livorno vedono (secondo quanto leggiamo sui giornali) la baracca contenente 4 bimbi piccoli (due dei quali sordomuti), figli loro, prendere fuoco (forse per un regolamento di conti) e se ne vanno. L’unica che prova a fare qualcosa è la sorellina di 15 anni, quindici anni, che dalla baracca lì vicino arriva…….accompagnata dal marito. Oggi sono indagate ma di questo non ce ne frega proprio nulla. Intanto 4 bimbi che vivevano nel 2007 alle porte di una delle più produttive città italiane sono morti, sottraendosi ad una non vita fatta solo di accattonaggio, furti e chissà quant’altro…….
Finite a sposarsi a 15 anni, mentre le loro coetanee ancora sognano un principe azzurro con la faccia di Scamarcio e confidano ai loro diari tutti i loro sogni adolescenziali.
Annalisa invece adolescente non lo diventerà mai, aveva solo 3 mesi quando la sua vita si è fermata, irrimediabilmente, per colpa di un delinquente (Roy Jacobson), in passato già arrestato 2 volte per spaccio, che con la sua auto a tutta velocità, imbottito di droga, ha colpito in pieno l’auto dentro alla quale la piccola viaggiava con la sua famiglia.
La mamma di Annalisa ancora non sa cosa sia accaduto e dal letto d’ospedale chiede che gliela portino, perché è la sua bimba, la deve allattare, come fa senza la sua mamma…..
In Valtellina una donna si lancia da una rupe, con in braccio il piccoletto di 6 mesi. Troppo grande il dolore per la perdita del compagno. E così la donna ha deciso di farla finita……
Potrebbe continuare ancora a lungo, questo nostro viaggio. Troppo, troppo a lungo. Scarsamente popolato di belle storie, esempi sereni da seguire. A cui guardare per scaldarsi il cuore.
Donne. A tutte loro il nostro più sincero abbraccio.
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