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Il nuovo orgoglio pedofilo: ALICE’S DAY.
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Ciò che più colpisce chi come il sottoscritto lotta ogni giorno contro i pedofili ed i loro sostenitori non è più (solo) la tipologia di abuso messa in atto, grave delinquenza che credo vincerebbe ogni classifica della categoria crimini repellenti, ma la spavalderia, la sfacciataggine, l’arroganza dimostrate.
Non c’è predatore di bambini che oggi non giochi la carta della visibilità, posando piangente in qualche bel salotto televisivo o su qualche rivista patinata. Non c’è suo sostenitore che non marci e predichi a favore della specie.
Ma non finisce certo qua. Non sazi per gli abusi perpetrati, da alcuni anni i pedofili festeggiano il boy love day, giornata dell’orgoglio pedofilo. Come se non bastasse la festa cade due volte all’anno. Ma a quanto pare ancora non sono sufficientemente appagati ed hanno quindi ancora più bisogno di festeggiare il proprio deviato io.
Per questo domani 25 aprile, ma pochi lo sanno, nel mondo intero si festeggia una terza giornata, battezzata “Alice’s day”, il giorno di Alice. Dedicata a Lewis Carrol, l’autore del libro “Alice nel paese delle meraviglie”, libro peraltro molto amato nel mondo pedofilo, Alice’s day è la festa dei pedofili “attratti sessualmente dalle sole bambine”. Pedofili quindi che, rispetto alla specie che va a caccia di chiunque abbia un’età sufficientemente piccola, indirizzano le proprie pulsioni solo verso le bambine. Oggi questi predatori si racconteranno, nei loro blog lasciati impunemente on-line, di quanto sia bello far l’amore da Trieste in giù. Meglio se con una bimba. Magari di tre anni.

bambola new orleans
Sì lo so l’ho già scritto. Ma ogni qual volta sento i difensori dei pedofili italiani (quelli per capirci che fanno siti, articoli, vanno in tv) non posso non vedere come si esprimano esattamente come chi la pedofilia ha perlomeno il coraggio di difenderla pubblicamente, senza schierarsi dietro insipide ipocrisie.
Prendete ad esempio David Rieger, “filosofo” e “sociologo” (…) 75enne tra gli ispiratori del Boy Love Day, la giornata dell’orgoglio pedofilo che quest’anno tanto vi sta (giustamente) scandalizzando, segno forse che avete raggiunto pure voi il punto di saturazione….
Lieger ha dichiarato al Corriere della Sera che è “ridicolo che gli italiani vogliano fermare la giornata dell’orgoglio pedofilo”.
“Cosa vogliono fermare con questo appello? Non c’è un corteo da fermare”.
E per rincarare la dose sottolinea che condanna i rapporti tra bambini ed adulti dove “c’è violenza”, ma se il bimbo e l’adulto sono entrambe consenzienti non c’è nulla di male”.
Tempo fa lessi un suo libro, intitolato “Potrebbero essersi tutti sbagliati?” a cui i soggetti da me sopra citati si sono palesemente ispirati (su questo concetto torneremo a tempo debito), dato che si sostiene che tutti i casi di abuso sono in realtà nati “dalle domande inquisitorie di certi genitori/operatori che hanno portato il bambino a denunciare un rapporto che in realtà a lui…..faceva piacere”.
Il tutto corredato ovviamente da fior di documenti “scientifici”. In tutto simili a quelli prodotti dai gruppi filo nazisti per dimostrare, scientificamente eh!?, che Auschwitz è una fantasia malata di qualche “folle ebreo”.

boy love day
E SE FOSSERO ORGOGLIONI?
Grazie di cuore a tutti. Per i messaggi messi qui e per quelli privati.
Fa piacere vedervi sempre più numerosi, e diciamolo pure, doverosamente indignati (incazzati però suonava meglio).
Sono anni che denunciamo l’orgoglio pedofilo ma è la prima volta che troviamo una simile risposta. Bene!
Inoltre sottolineo che avete colto nel segno poiché questo blog (ed i vostri commenti!) è stato nuovamente attaccato in altri siti pro pedofilia, segno quindi che diamo fastidio……
Torno sull’argomento solo ricordandovi di aderire alla campagna dei quotidiani Epolis e riportandovi il logo invernale : già perché non dimenticate che la giornata dell’orgoglio pedofilo si celebra anche in inverno.
Dallo scorso anno il logo è questo: il soggetto ritratto, tale “Acquarius” oggi scomparso (nel senso di deceduto) si vantava di avere, cito testualmente, “amato più di mille bambine tra Europa ed Asia”…..orgoglioso, meglio, “orgoglione” di essere pedofilo……
fiaccolata 2
nella foto grande Marcia pro indagati a Rignano Flaminio…..

logo 2007
Capita sempre così. All’inizio sottovaluti la cosa. Sminuendola. Non considerandola per quello che è: un grave effettivo pericolo.
Ed anche quando il problema si palesa in tutta la sua drammaticità pensi che sia opera di un gruppo di sbandati. Qualche bonaccione, un po’ provocatore un po’ “cazzaro”, che non ha ben capito il limite tra l’ironia, pungente e dissacrante, ed il cattivo gusto, evidente.
Poi scopri che quelle idee appaiono sui giornali, certi giornali. Che qualche ospitata televisiva, in quei programmi dove le arene tra innocentisti e colpevolisti servono a tenere desti spettatori e sponsor, dà loro visibilità. Ma soprattutto le vedi entrare nelle aule giudiziarie. Dove assonnati giudici distratti le prendono per buone a favore di criminali rimessi in libertà, con un nuovo certificato di garantita verginità. Ed a pagarla ancora una volta sono loro, i bambini.
Abusati, sfruttati, seviziati, torturati, magari uccisi.
Vittime che il prossimo 23 giugno si troveranno a subire pure la giornata dell’orgoglio pedofilo, partita in sordina ed oggi prossima a diventare festa nazionale.
Scommetto anzi che se si facesse un referendum, grazie all’omertà garantita dal seggio, di voti ne prenderebbe pure molti, obbligandoci una volta per tutte a cercare un viaggio all’estero. Di sola andata.
Oggi è comunque inutile indignarsi. Dato che è da un po’ che la pedofilia, anche nella nostra realtà, ha ampiamente dimostrato la sua volgare forza. Mentre noi inerti la lasciavamo fare.
Meglio tenere le energie per continuare a ribellarsi. Prima che sia realmente troppo tardi.
D’altronde la storia avrebbe dovuto insegnarci qualcosa.
A Berlino, agli inizi del secolo scorso incominciarono a girare alcune storielle, sempre più pungenti ed offensive.
Prima provocatorie, poi denigratorie. All’inizio solo barzellette, magari di grossa grana, poi vere e proprie offese. Oggetto degli attacchi, gli ebrei. 
Sappiamo tutti com’è andata a finire.  Per quei 6 milioni di innocenti che quelle battute le hanno vissuto sulla propria pelle. Nel numero che i soliti insospettabili, avevano tatuato loro addosso. 
Ma soprattutto quanto sottovalutato, all’inizio, fu quel dramma.
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