Archivi per la categoria ‘chiesa e pedofilia’

Prete accusato di molestie sessuali a Vicenza.

Nuovo caso di pedofilia all’interno della chiesa. Nuovo prete indagato e risposta, per fortuna ottima, da parte della scuola dove si sarebbero svolti i presunti abusi, scuola che lo ha subito allontanato in attesa “che la questione venga chiarita”. Ma facciamo un passo indietro e riassumiamo i fatti. A Vicenza, alle scuole medie del Patronato Leone XIII in contrà Pusterla “padre Nereo Tomasi, giuseppino, figura storica dell’Agesci e autore di alcune pubblicazioni storiche e religiose”, pare abbia delle attenzioni morbose nei confronti delle sue allieve, che tocca anche nelle parti intime e fa spesso sedere sulle ginocchia. Le giovani studentesse, sconvolte per queste attenzioni che pare non avesse mai avuto prima, si confidano con i genitori ma anche con gli altri insegnanti, che subito si attivano. E si scopre che la dirigenza pare avesse avuto già segnalazioni su tale soggetto, anche se, leggiamo dal giornale, “non di questa natura”. Sempre dal giornale leggiamo che “non è escluso con don Nereo possa essere sentito dagli inquirenti per chiarire la sua posizione. Al momento si starebbe riposando lontano da scuola e scout che ha seguito con affetto per una vita”. E rassicurati sul fatto che l’anziano prete oggi riposi in pace, chiudiamo anche il nostro articolo, fingendo di non inorridire…..

Il fumo di Satana. Ancora casi di pedofilia con sacerdoti

Il fumo di Satana. Ancora casi di pedofilia con sacerdoti.
Il primo si chiama Andrea Agostani ed è stato condannato, anche in secondo grado, dalla Procura di Ferrara, a 4 anni e due mesi (in primo grado la condanna era stata di poco più di sei anni), per abusi su una decina di bambine di un’età tra i  tre ed i sei anni, che gli erano affidate in qualità di responsabile della struttura che vedeva annessa una scuola materna.
Leggiamo sulla stampa che “rispetto al primo grado il “don” incassa l’assoluzione per il capo di imputazione che riguardava le molestie – sempre a sfondo sessuale – nei confronti di due educatrici della struttura. La corte d’appello ne ha rilevato la tardività della querela. (sic).
La Diocesi di Bologna nella giornata di ieri tramite il proprio ufficio stampa ha  preso le distanze dal soggetto, sottolineando che oramai è stato ridotto allo stato laicale. E che oggi si è ritirato a vita privata.
Chissà se questa motivazione servirà a chi ancora lo difende, insultando i bambini e chi li ha difesi.
Dal ferrarese a Como dove l’economo della Diocesi, don Marco Mangiacasale è stato arrestato con l’accusa di aver abusato per anni di una minorenne che frequenta l’oratorio di San Giuliano. La violenza sessuale sarebbe proseguita fino a due settimane fa, quando la ragazzina ha trovato la forza di confidarsi con il nuovo parroco, che (segno forse che i tempi stanno davvero cambiando) non solo non ha insabbiato ma si è rivolto ai genitori della bambina che hanno sporto denuncia all’autorità giudiziaria.
Anche qua segno che, forse, i tempi stanno cambiando colpisce l’immediato intervento della Diocesi. Queste le parole del Vescovo di Como Mons. Diego Coletti:
“in attesa che venga avviato il procedimento giudiziario il Vescovo di Como ritiene di dover esprimere le seguenti considerazioni”. Primo “il sacerdote don Marco Mangiacasale viene sollevato da ogni incarico diocesano”; secondo, “seguendo la prassi canonica richiesta dal Codice di Diritto Canonico (can. 1717-1731) e dai recenti interventi della Santa Sede in materia verrà avviato il procedimento giudiziario ecclesiastico nei confronti del sacerdote don Marco Mangiacasale”; terzo, “è desiderio del Vescovo di Como seguire con paterna sollecitudine tutti i fattori rilevanti della complessa vicenda, nel rispetto dovuto al lavoro svolto dalla Magistratura inquirente e giudicante, e con la doverosa attenzione per tutte le persone implicate nei fatti incriminati, a cominciare da coloro che hanno promosso la causa sporgendo accusa”.
E da Como alla Colombia il passo non è poi così lungo. Certo lì le pene sono quelle adeguate a questi crimini, e non quelle ridicole del nostro sistema (4 anni per 10 bimbe abusati!).
33 anni di prigione (sicuramente non con cella singola e tv color) è la pena per don Mazo William, 59enne condannato per abusi nella sacrestia della Chiesa dove operava, a danno di 4 minori che facevano parte del coro della Chiesa medesima.
Il prete aveva poi offerto soldi e regali ai bambini e alle loro famiglie affinché non lo denunciassero.
Quando si dice il Fumo di Satana…..

Due miliardi di risarcimento alle vittime. Il prezzo della complicità!

Si è concluso il vertice mondiale, presso l’università Pontifica ed indetto dal Vaticano, per fare il punto sul dramma degli abusi all’interno della Chiesa cattolica.
Per carità, nulla di nuovo è emerso, nulla perlomeno che già 10 anni fa non avessimo denunciato, venendo per questo boicottati.
Da questo vertice però come associazione italiana di vittime, ci auguriamo emerga una volta per tutte quella solidarietà verso le vittime che per ora è rimasta sempre e solo impressa nei documenti ufficiali, ma (quasi) mai nei fatti.
Durante il congresso sono state date anche delle stime.
100mila le vittime solo negli Usa, dove alla sola Chiesa americana appunto, l’aver permesso che, a volte pure per decenni, numerosi sacerdoti abusassero impunemente di bambini a loro affidati sia costato una cifra pari a 2 miliardi di dollari.
Pensate a quanto ospedali, quanti medicinali, quanti aiuti a famiglie bisognose, quante scuole o pozzi costruiti nel terzo mondo, sarebbero stati finanziati con una cifra così, spesa invece per non essere intervenuti a proteggere i bambini!
Interessante (ma per noi, ripeto, non inedita), la riflessione presentata ieri da due esperti chiamati al congresso e che hanno per così dire, smantellato (definitivamente?) certi falsi ipocriti miti.
Ve la riporto così come le agenzie di stampa l’hanno battuta:
Non è un dramma americano o dei media anti-Chiesa – Due esperti statunitensi, Michael J. Bemi e Patricia Neal, hanno voluto «dissipare ogni equivoco duro a morire associato ad uno o più di alcuni miti nati dalla crisi» della pedofilia, nel loro intervento ad un simposio sugli abusi sessuali del clero sostenuto dal Vaticano che si conclude oggi alla Pontificia università Gregoriana.
I «miti» sono: primo, «la crisi è un problema americano»; secondo, «la crisi è stata esagerata da media senza Dio, antagonisti di persone o istituzioni di fede»; terzo, «la crisi è stata istigata da avvocati avidi, il cui unico obiettivo è quello di arricchirsi finanziariamente»; quarto, «l’orientamento omosessuale spinge gli uomini ad essere aggressivi sessualmente». Al proposito gli esperti statunitensi hanno precisato: «L’aggressività sessuale non ha nulla a che fare con l’orientamento sessuale. Il corollario logico all’affermazione che l’orientamento omosessuale spinge gli uomini ad aggredire sessualmente altri maschi, è che l’orientamento eterosessuale spinge gli uomini ad aggredire sessualmente le donne. In realtà né l’orientamento omosessuale né quello eterosessuale è un fattore di rischio, ma lo è un orientamento sessuale disordinato o confuso». «Per onestà – hanno proseguito Bemi e Neal – si dovrebbe notare che qui, effettivamente, ci sono elementi di verità collegati a ciascuna delle precedenti affermazioni, ma nessuna da sola e neanche tutte combinate tra loro, possono mai spiegare e descrivere pienamente la crisi degli abusi. ».
Un’ultima amara riflessione. Ieri un quotidiano riportando nel titolo la cifra spesa dalla chiesa, faceva presente quanta preoccupazione e quanto dolore ci fosse.
Per le vittime, pensate voi? No, per la facciata della Chiesa, disturbata da simili reati.
La strada da fare, temiamo, sia ancora molta……

Dov’è il prete pedofilo svizzero, spedito in Italia? Qualcuno lo conosce?

Dov’è finito il prete pedofilo arrivato dalla Svizzera?

Continuiamo a leggere di prese disposizione contro i preti pedofili e di loro rimozione, da parte delle autorità ecclesiali. Belle parole per qualcuno, fatti per gli altri.
Bene, io che propendo per i fatti più che per le belle parole, mi chiedo come sia possibile che un prete pedofilo sia lasciato libero in Italia.
Partiamo dalla sua storia. Si chiama Don Italo Casiraghi, ha 70 anni e nel 2004 viene arrestato a Gondola, nel Canton Ticino, con l’accusa di “atti sessuali e molestie sui fanciulli”.
Incredibile fu la modalità di arresto: forse è questo l’unico caso al mondo di arresto di  un prete pedofilo preso in flagranza di reato.
Concordemente con la giovane vittima (14 anni) che riceveva dal prete messaggi “particolari”, la polizia  ha incastrato il prete cogliendolo con le “mani nel sacco”.
Andato a casa della ragazzina, che sapeva essere da sola, una volta che con la piccola è andato in camera da letto, si è visto sbucare dall’armadio una poliziotta e nel giro di pochi secondi altri agenti che avevano circondato la casa.
Da lì al carcere il passo è stato immediato.
I giornali della Svizzera diedero grande risalto alla vicenda e questo permise che venissero alla luce alcuni episodi che risalivano addirittura a 20 anni prima.
La Regione Ticino ad esempio pubblicò la testimonianza di un adulto che da bambino si era visto recapitare cartoline postali con “allusioni al sesso, agli organi genitali, etc.”. I genitori però non lo denunciarono limitandosi a tenere i propri figli a debita distanza (sic).
Ovviamente sui giornali apparvero anche le solite difese. Queste le parole dell’ex sindaco di Gerra Walter Balestra: “nella nostra regione è sempre stato molto apprezzato dalla comunità, oltre ad occuparsi della Parrocchia, insegnava catechismo e seguiva le attività dell’oratorio. Mai ci sono stati dubbi sulla sua integrità o voci che potevano gettare sospetto sulla sua correttezza”.
Nel 2005 la sentenza. Questa l’agenzia stampa battuta all’epoca:
”Il tribunale penale di Locarno ha condannato oggi a sei mesi di carcere, sospesi con la condizionale, l’ex parroco di Gordola [comune del Canton Ticino, a poca distanza da Locarno, sul Lago Maggiore] don Italo Casiraghi, per ripetuti atti sessuali con fanciulli, tentati e consumati. Il tribunale non lo ha invece riconosciuto colpevole di molestie sessuali. La vittima era una ragazza 14 enne. Il sacerdote, 63 anni, aveva inviato ripetutamente SMS e fotografie dal contenuto osceno all’adolescente. L’accusa aveva richiesto 12 mesi, la difesa al massimo 14 giorni, peraltro già scontati dal prete in detenzione preventiva.”
Ma arriviamo all’oggi. Dalla Svizzera ci segnalano che il prete opera ancora in Italia (per un po’ sappiamo rimase in provincia di Varese, a Sesto Calende, subito dopo la condanna) e ci chiedono di verificare che non svolga lavori a contatto con i bambini.
Quindi rilanciamo qua la domanda: lo conoscete? Lavora nel vostro paese? E se sì, in un convento (si fa per dire) o in un oratorio?
Aspettiamo le vostre segnalazioni.  

Nota: domani pubblicheremo la lettera che all’epoca la ragazza vittima del prete scrisse ai giornali.

Prete confessa 280 abusi!

La contabilità dell’orrore. Ecco quanto male può fare un singolo pedofilo!
Ed il primo che difende ancora un pedofilo travestito da prete dicendo che il problema non è nella Chiesa….
Prete pedofilo ammette 280 abusi!
BERLINO – Un prete cattolico tedesco, accusato di pedofilia, ha confessato davanti alla corte che lo sta processando di aver commesso 280 abusi sessuali ai danni di alcuni minorenni. Lo racconta il giornale ‘Braunschweiger Zeitung’, che segue il caso giudiziario. L’uomo, 46 anni, della Bassa Sassonia, conta a questo punto sul fatto che la sua ammissione possa avere un effetto sulla condanna, ammorbidendo la pena. Agli arresti domiciliari da meta’ giugno, il parroco e’ accusato di aver abusato di 3 minori, fra il 2004 e il 2011. I ragazzini avevano fra i 9 e i 15 anni di eta’. I minorenni coinvolti frequentavano la parrocchia dei Santi di Salzgitter-Lebenstedt, dove operava il sacerdote, e qui qualche volta pernottavano. Inoltre avevano trascorso con il parroco alcuni periodi di vacanza, viaggiando con lui: erano andati a Parigi, nel parco di Disneyland, a Usedum e Salisburgo. Fonte ANSA.

ESCLUSIVO BLOG – Grazie alle lettere pro pedofili, una vittima esce allo scoperto: ”don Pezzotti ha abusato anche di me.”

ESCLUSIVO BLOG.
Grazie alle lettere pro pedofili, una vittima esce allo scoperto:
“don Pezzotti ha abusato anche di me.”

Tutto è iniziato così, con la pubblicazione di queste due lettere a favore di Don Marco Baresi. In una delle lettere si citava però anche un altro sacerdote, “Padre” Mario Pezzotti (v. foto) di cui spesso ci siamo occupati in passato: lo si citava come ennesimo innocente di cui avremmo (s)parlatoa vanvera. Per chi non le avesse lette, le lettere stanno qua:

http://www.massimilianofrassi.it/blog/le-lettere-dei-sostenitori-dei-pedofili-%e2%80%9dsiamo-mondi-accostabili-solo-per-contrasto%e2%80%9d.html

Dopo la pubblicazione, una vittima di padre Pezzotti, che conosciamo da parecchio tempo, ci ha contattati ed ha deciso per la prima volta, con la forza e la sensibilità che la contraddistingue, di esporsi.
Quella che segue è la sua lettera, che riportiamo integralmente.
A cui fa seguito una nostra richiesta:
per la Giustizia italiana purtroppo questi reati sono in prescrizione. Per questo ci appelliamo a quella “religiosa”: chiedendo che, dopo i fatti americani già accertati (v. foto di uno dei tanti documenti in nostro possesso) ora con questa nuova testimonianza “Padre” Mario Pezzotti venga sospeso immediatamente “a divinis”.
Per coerenza con le parole di Papa Ratzinger.
Per rispetto verso tutti quei sacerdoti che vengono chiamati “Padre” nello stesso modo in cui viene chiamato “Padre” un pedofilo, che sacerdote non deve essere:

“Caro Gianmario,
rimango un po’ basito nel leggere il tuo commento postato sul blog di Massimiliano Frassi dove accenni al fatto che Padre (?) Mario Pezzotti è stato condannato ingiustamente e accusi l’associazione Prometeo di non conoscere i fatti,
le persone e di dover approfondire il tutto prima di fare danni “incalcolabili”.
Lascia che ti dica che, nel caso specifico di Padre (?) Mario Pezzotti, sia tu a non conoscere i fatti.
All’età di 8 anni il “buon” Padre (?) Mario Pezzotti ha abusato di me. In Italia, in casa dei miei genitori che l’hanno ospitato. Da bravo pedofilo abusò di me con la scusa di giochetti, (che tralascio di descriverti).
Quando diventai più grande cominciai a capire cosa mi era successo e per me fu come avere un macigno sopra di me. Mi sentivo colpevole, che forse mi ero inventato tutto? Che i ricordi fossero frutto della mia immaginazione?
Come pensare che una “brava” persona come Padre (?) Mario Pezzotti avesse fatto quello che ricordavo?
Essendo uno che ha sempre cercato la verità all’età di 18 anni scrissi una lettera, a lui direttamente; gli chiesi spiegazioni su cosa mi aveva fatto, perchè lo aveva fatto e come continuava a professarsi testimone del messaggio evangelico.
Mi rispose, con una lettera scritta di suo pugno, nella quale mi chiese perdono per due motivi “per avermi mostrato brutto esempio e per non averne parlato subito con me”. Non solo, in tutta la lettera parla della sua difficoltà della fede, di aver “vacillato” di aver avuto un brutto momento di “questionamento” ma non una parola di cordoglio, di affetto, di rammarico per quegli atti ripetuti più volte che mi hanno lasciato una ferita che porterò sempre con me.
Certo nel 1989 (anno in cui scrissi la lettera e ricevetti risposta da lui) non c’era internet (o meglio era agli albori) e non c’era la circolazione di notizie e di comunicazioni che c’è oggi. Decisi, come ovvio, di non rivolgergli più la parola e tenni il segreto (sbagliando) per me.
Non ti dico la mia sorpresa e angoscia di aver saputo che non ero stato l’unica vittima, che altri ragazzi e ragazze erano stati/e oggetto delle sue attenzioni, dei suoi momenti di “questionamento”.
Ecco l’altra faccia del “buon” Padre (?) Mario Pezzotti. Tu avrai avuto la fortuna di conoscere solo un lato della sua persona, il lato che predica bene, che dice belle parole, che parla di spiritualità, di amore di Dio. Ma non difenderlo, nelle scritture si parla chiaro “chiunque abbia fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Può una persona così essere un testimone credibile della parola di Dio? Non credo proprio. Ognuno di noi ha il proprio cammino e il proprio rapporto con Dio e da lui sarà giudicato o perdonato, ma la giustizia terrena, il male compiuto dal “buon” Padre (?) Mario Pezzotti deve essere condannato e data giustizia alle vittime.
Per motivi personali (legati alla mia famiglia) tengo l’anonimato, ma l’associazione Prometeo sa chi sono.
Mi spiace vedere che ci sono persone che cercano di difendere l’integrità morale di una persona che ha abusato di piccoli innocenti anzichè aprire gli occhi e decidere che non vale la pena sprecare tempo a difendere soggetti che si sono macchiati di tali abonimi.
Ultimo commento: perchè se un prete, un bidello, un maestro, viene accusato di pedofilia tante persone si mobilitano a difenderlo SENZA SPENDERE una parola in difesa delle piccole vittime? Tutti pronti a fare magliette, a scendere in piazza, a mandare lettere di incoraggiamento… e alle vittime chi ci pensa?
Grazie Massimiliano e a Prometeo che pensate anche a noi.
AMDP

Arrestato Vescovo pedofilo

Il suo nome era balzato alle cronache più nere quando la sua Diocesi dovette risarcire parecchi milioni di dollari alle vittime di preti pedofili impuniti. E da lui strenuamente difesi.
Oggi le cronache ci danno la reale spiegazione di tale difesa. Poiché terminato il processo contro di lui, è stato dichiarato “guilty”, colpevole.
Di cosa? Indovinate un po’.
Riassumiamone la storia.
È il settembre del 2009 e di ritorno da un viaggio in Europa, il vescovo cattolico Raymond Lahey  atterra all’aeroporto di  Ottawa: mentre aspetta di ritirare i bagagli viene avvicinato da alcuni agenti di Polizia che lo invitano a seguirli, salvo poi, chiedergli spiegazioni su quanto gli addetti di sicurezza del volo, avevano trovato nelle sue valigie. Non solo un enorme numero di “sex toys”, (“per uso personale” ipotizziamo avrà detto), ma anche dozzine di dvd con filmati di bimbi nudi (di un’età di 8 anni circa) e 588 immagini pedopornografiche stampate (anche in questo caso peraltro, “per uso personale”).
Oggi il Tribunale lo ha condannato ed ha reso noti altri aspetti delle indagini.
Il vescovo era solito fare viaggi di turismo sessuale in Malesia e Thailandia, ma anche in Germania e Spagna e nel pc sono state riportate alla luce immagini da lui cancellate ed un’altra novantina di video con bambini abusati.
Davanti al Giudice si è difeso dicendo di non aver mai divulgato quelle immagini e di non essere pedofilo ma attratto da ragazzi di vent’anni (si sa, i bimbi di 8 sono molto simili ai ragazzi di 20).
Inoltre il vescovo era in possesso di numerosi testi, dei veri e propri manuali per pedofili che insegnavano a “come sottomettere i bambini, come schiavizzare un bambino” e via discorrendo.
Ma non basta. Già. Come sapete leggendoci il male riesce sempre a surclassarsi.
Pare sia imputato, in un altro processo, per aver partecipato agli abusi accaduti 30 anni fa in un noto orfanotrofio canadese, dove più di 300 bimbi furono per anni vittima di abusi sessuali da parte dei loro “educatori”.
In Canada si attendono ora le reazioni del Vaticano, auspicando che la linea dura contro i pedofili travestiti da preti venga realmente messa in atto e sottolineando un fatto, importantissimo:
“si può anche essere Vescovi ma questo non garantisce, più, l’immunità ai pedofili!”.

Parliamo di spaventapasseri, pedofilia e omosessualità.

Pochi giorni fa un giovane seminarista commentava un mio articolo insultando (con toni poco seminaristi….) la vittima di un prete pedofilo, che a suo dire era (la vittima non il prete) “un tossico…malato di mente…spacciatore…noi lo conosciamo bene e sappiamo che delinquente è” etc. etc..
Nemmeno davanti all’evidenza dei fatti, nemmeno alle immagini pedopornografiche nel computer (“chi di noi non ha scaricato per sbaglio ed ha nel computer immagini così” – sic!!!!) il ragazzino, che speriamo tutti abbandoni la via sacerdotale altrimenti chissà cosa ci troviamo tra qualche anno, prendeva appunto al tangente e non vedeva ciò che era sotto agli occhi di tutti.
Voglio, seppure nella negatività del giudizio, concedergli un minimo di “buona fede”, nel senso che soggetti così purtroppo (per loro e per noi) sono ciechi indottrinati, ai quali è stata applicata quella che in America chiamano la teoria dello “spaventapasseri” (una sottile forma di plagio che funziona ovviamente tanto più i “benficiari” sono, per così dire, portati a credere a certe falsità).
Ovvero davanti ad un caso eclatante, come lo è un reato di pedofilia che coinvolge qualcuno molto importante o in vista, si deve far indirizzare le attenzioni della gente su qualcosa d’altro.
Lo spaventapasseri quindi entra in azione. E non importa se è fatto con una vecchia scopa e dei ciuffi di fieno, che lo rendono così ridicolo e fasullo come una Lacoste comprata in spiaggia il 15 di agosto a Rimini, purtroppo certi miseri volatili, lo prendono per vero.
Lo Spaventapasseri è stato usato, pochi giorni fa anche sulle pagine del New York Times dove il presidente della Lega Cattolica Bill Donohue, ha scritto, a proposito dei casi di pedofilia nella chiesa quanto segue, riportando la falsa equazione “pedofilo = omosessuale”:
“Il ritornello che gli abusi ai danni dei bambini sono una realtà nella Chiesa è due volte falso.. Non erano bambini e non sono stati violentati. Sappiamo dello studio di John Jay (condotto nel 2004 dal John Jay College of Criminal Justice, nda) che rivela che la maggior parte delle vittime sono adolescenti che sarebbero stati inopportunamente tastati. E ciò non è uno stupro. […] Il Boston ha parlato della relazione di John Jay sottolineando che ‘oltre tre quarti delle vittime erano in età postpuberale, e che quindi non veniva soddisfatta la definizione clinica di pedofilia’. In altre parole, il problema è l’omosessualità, non la pedofilia”.
Ed aggiunge: “Francamente è più accettabile per la nostra società difendere i diritti dei detenuti di Guantanamo invece che i diritti dei sacerdoti”.
Non perderò tempo a commentare le falsità riportate, ma stavolta mi limiterò a ribadire questo. Ovvero che ci troviamo in presenza dell’ennesimo nuovo Spaventapasseri.
Per fortuna noi che la conquista del cielo ce la siamo guadagnate volo dopo volo, non abbiamo nulla a che spartire con quelle povere quattro cornacchie, illuse che Spaventapasseri così ancora possano avere una loro funzione.

L’offerta, il matrimonio del pedofilo ed un video da vedere.

Ieri ci avete sommersi di mail sul caso del Parroco che chiede ai fedeli, in sede di confessione di pregare per il prete pedofilo morto (forse suicida) don Matteo Diletti.
Tanti ci hanno confermato che al cosa è accaduta pure a loro…
Ma altri hanno aggiunto nuovi interessanti aneddoti.
Sentite questo:
una donna, da noi seguita credo più di 10 anni fa per un caso di abuso familiare e che dovette lasciare la regione dove viveva e trasferirsi all’estero con il proprio bimbo, ricostruendo letteralmente da capo al propria esistenza, si è vista recapitare una lettera.
Quale ve lo dico tra poco.
Prima chiarisco che l’ex marito (il pedofilo) nel frattempo ha ottenuto dalla Sacra Rota l’annullamento del suo matrimonio poiché si è detto convertito dopo un viaggio a Medjugorie.
Fino a qui tutto normale. Davanti ad una conversione, come chiudere le porte? Se si tratta poi di quella di un pedofilo….
Peccato che la signora, e torno al punto, si veda ricevere una lettera. Direttamente dalla Sacra Rota. Che comunicando ufficialmente che il marito (e di conseguenza lei) ha ottenuto l’annullamento (e quindi lui ora si può risposare, perché si sa ci sono pure tante donne con i paraocchi nel mondo), avanza pure una richiesta:
“cara signora, siccome a lei l’annullamento non è costato nulla, la invitiamo a fare un’offerta”.

Nota:
si consiglia la visione. Grandi, sempre grandi, Iene:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/216896/pelazzaun-prete-pedofilo.html

Cinico Blog – NOTIZIA SCONVOLGENTE: Hai peccato? Ti assolvo se……


L’ultima notizia che ci arriva, se fosse vera (e visto che ci arriva da più persone disposte anche ad esporsi vera lo deve essere per forza) è a dir poco sconvolgente. Dimostra che davvero persiste una parte deviata e complice, non saprei come definirla altrimenti, che fa danni tanto quanti ne fa chi abusa. Deviata e complice di abusi. Deviata perché lontana da ogni logica. Complice, perché…complice. Immaginatevi la scena. La signora Elvira ha 50anni e da sempre va a messa nella stessa Chiesa. Da oggi ha deciso che fino a quando in quella chiesa resta “quel prete lì”, lei non ci andrà più. Quel “prete lì” è lo stesso con cui ha fatto quello che dovrebbe (mai condizionale fu più d’obbligo) essere un sacramento, la confessione. Uso il condizionale, in modo volutamente provocatorio, poiché qua di sacro non ci trovo nulla. Leggete ancora poche righe e capirete perché. Prima però una definizione: La penitenza é il sacramento della riconciliazione del peccatore con Dio, attraverso la confessione dei suoi peccati, ed ottenuta con l’assoluzione sacramentale, espressa con la formula trinitaria: “Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Non c’é azione liturgica del mistero di salvezza che non richieda prima la riconciliazione col Signore. Chiaro vero? Il peccatore (nella fattispecie la “sciura Elvira”, 50enne madre di famiglia e da poco nonna, una vita a lavorare, fedele al marito, ottima madre e quindi chissà di quali peccati rea confessa) confessando appunto i suoi peccati viene riconciliata con Dio. Ma nel suo caso, ecco l’inghippo. Il prete (?) che la confessa, in cambio dell’assoluzione dai suoi peccati, le fa una richiesta. So a cosa state pensando e sappiate che vi sbagliate, la signora Elvira ha 50 anni non 5…….ops……. Il prete (?) le chiede, in cambio dell’assoluzione dai suoi peccati, di pregare. Almeno 10 Pater Noster. Fino a qui tutto bene, peccato che i Pater Noster li debba recitare a favore di: don Matteo Diletti. Pedofilo, morto (forse) suicida. Affinché “trovi conforto per quello che ha dovuto provare”. Capito? Tutto chiaro? Voi “peccate” ed in cambio dell’assoluzione vi si chiede di pregare, non semmai per le vittime della pedofilia, ma per i pedofili che dietro l’abito talare hanno trovato la protezione al loro essere dei criminali. Spiacenti, ma questa non è la Chiesa che vogliamo. E di sicuro non è la Chiesa che parla a nome di Dio. Semmai, del Diavolo. Pedofilo Diavolo e pure pedofilo già poichè tra i due termini infatti non c’è alcuna differenza.

“Chiunque scandalizzi……macina d’asino al collo”: repetita iuvant. – continua-

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