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APPLAUSI COME AD EROI

APPLAUSI COME AD EROI:
 
L’Italia civile applaude:
9 bambine abusate
 
Poco meno di 400 bambini abusati e fotografati/filmati per le immagini che Pedopino collezionava
 
I familiari delle vittime.
 
Chi ancora non ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto.
 
La Pm Pantani e la Procura di Reggio Emilia.
 
Il Tribunale di Reggio.
 
L’avv. Marco Scarpati. (ed Ecpat).
 
I cittadini reggiani che in questi anni ci hanno fatto sentire la loro indignazione ed il loro supporto alle vittime.
 
 
 comitato insieme per pino


applausi a pino la monica


 

PINO LA MONICA è un pedofilo!!!!!!!!

PINO
 
LA
 
MONICA
 
è un pedofilo
 
per il Tribunale di

Reggio Emilia
 
 
sentenza di Primo Grado
 
condanna a 9 anni e 9 mesi
 
9, come le bimbe abusate
 
a cui si aggiungono i bimbi abusati dei 398 files
pedopornografici!
 
PINO LA MONICA PELLEGRINO  
È vero non sempre il treno della giustizia si ferma al binario giusto, soprattutto se ad attenderlo ci sono i bambini, ma stavolta è andata così. Grazie agli adulti (partendo dai genitori, in primis e poi all’avvocato Scarpati, alla pm ed ai Giudici tutti) a nome dei 398 bambini “protagonisti” degli abusi dei 398 files pedoporno e delle 9 bimbe abusate.
Ora se qualcun altro è stato vittima, trovi il coraggio ed esca allo scoperto.
Reggio Emilia è lo specchio dell’Italia, quella che con certi cattivi esempi non ha nulla a che vedere. Quella che i bambini li difende, quella che non diventa come certe città solo perché qualcuno marcio dentro marcia contro.
Stasera non aggiungo altro. Ma da domani avremo molto da dire….molto da chiedere…molto da fare.
Rimpiango solo di aver lavorato rispettando la legalità, quando potevo far occupare ogni centimetro quadro del parcheggio del Tribunale da gente civile e non da 4 sciacalli pronti a cibarsi dei resti di bambine abusate.
Ma ripeto, per stasera basta così…..
Ah dimenticavo la cosa più importante.
Pino La Monica, da oggi per praticità PEDOPINO, disse che sarebbe andato in giro con la maglia con su scritto “Sono Un Pedofilo”.
Bene, da domani lo vogliamo coerentemente vedere in giro così:
 
 
Buona notte bimbe. Buona notte genitori. Da stanotte i vostri sogni avranno un colore diverso.
 
 
 

pino la monica è un pedofilop.s. chissà come mai i tags di Apolloni e di La Monica del nostro blog sono stati hackerato nei motori di ricerca. Misteri del web…..
Come se la gente non sapesse che al Bar Frassi ci occupiamo di pedofili……

LETTERA ALLE VITTIME.

abusi a reggio emiliaDOMANI UDIENZA FINALE PROCESSO PINO LA MONICA.
 
 
Quante volte mi sono ritrovato a dire le parole che state per leggere, in più di 10 anni di attività, sinceramente non lo so. Devo avere perso il conto.
Sicuramente sono state migliaia.  E, scaramanticamente, ricordo che nel 98% hanno avuto processi con un lieto fine. A favore dei bambini!
Sono parole che rivolgo, permettendomi di farlo a nome di tutti voi, a dei genitori. Forti e speciali. La cui vita un bel giorno viene stravolta e si trovano ad essere catapultati nell’inferno: degli angeli. Che hanno gli occhi, i capelli, le ali dei loro figli.
Bimbi che pur avendo una vita “normale” si ritrovano a percorrere un tratto della loro esistenza nella più totale anormalità. Incontrando, sulla propria pelle, l’abile scientifica follia dei predatori di bambini.
Camaleonti che imbrogliano le vittime e chi sta loro intorno.
Dalla nascita, in Italia, dei falsi abusi (quelli per capirci che stanno in carcere per abusi!!!!!), tra i pedofili, veri o presunti, è passata la moda del contagio. Non quello che imputano, per difendersi, ai genitori, no, quello che applicano sulla propria inutile esistenza.
Blog, marce, fiaccolate, raccolte di firme, preti deviati al loro fianco, c’è tutto un circo pronto a sfilare ed entrare in scena. Di quei circhi che passano nei paesini di provincia, dove le caprette vengono spacciate per Lama andini, o i San Bernardo per pericolosi leoni dell’Himalaia….
Domani. Reggio Emilia. Forse, la puntata finale di una delle telenovelas più patetiche, per certi versi, e dolorose, per molti altri, che l’Italia anti pedofila abbia dovuto seguire in questi ultimi anni.
Sul bando degli imputati Pino La Monica, insegnante di teatro. Quasi 400 files di pedopornografia ritenuti estremi nel pc ed una decina di bambine, in carne e ossa, che chiedono Giustizia al mondo civile da una parte. Il circo patetico di cui sopra dall’altra, con nani e ballerine pronte a sfilare, marciare, ma sarebbe  meglio dire marcire per un ideale deviato. Ed ipocrita. Quello del “lo conosco bene, ergo sono portatore della verità assoluta e lo difendo contro il mondo”. Sano lui, matte le bambine.

rignao flaminio
Del fatto abbiamo parlato tantissimo in questi mesi. Siamo stati attaccati e, direi, che ci siamo difesi bene. Dalle ingiurie. Dai soprusi. Da quelle “violenze”, anche solo verbali, a cui le nostre piccole amiche (e i piccoli 398 amici delle foto) erano state sottoposte.
C’è che disse che erano delle “poco di buono”, “puttane” pure ed ancora voglio illudermi parlassero della propria famiglia ed avessero omesso, col loro refuso, i nomi del proprio parentado….
Ci siamo indignati quando sono stati tenuti corsi dal soggetto in questione su temi legati all’infanzia  e giusto ieri sulla Gazzetta è apparsa la nostra lettera, che toglieva ogni dubbio, ogni strumentalizzazione su un possibile accanimento personale nei confronti del sig. La Monica, oggi presunto pedofilo.
Con il coordinamento vittime confesso che volevamo andare in massa a Reggio. Con una marcia silenziosa. Una presenza ferma, forte. Avevamo già un qualcosa come 1560 circa adesioni. Da Palermo a Belluno.
1560 persone che più o meno direttamente sapevano, sulla loro pelle, cosa vuol dire “credere o non credere ai bambini”, ma soprattutto, la parola “pedofilia”.
Sarebbe stata una manifestazione epocale. Ma che dico subito, ci riserviamo per altre occasioni.
Non stavolta. Non a Reggio.
Andare in piazza lì, durante lo svolgimento del processo, sarebbe stato porgere il fianco ancora a becere strumentalizzazioni, ma soprattutto avrebbe significato “disturbare” il lavoro del Tribunale, mettendosi sullo stesso livello di chi fino ad oggi ha manifestato per La Monica.
Lavoro che domani più che mai, va lasciato che si svolga, con la massima tranquillità, dentro quelle mura.
Dove la parola “la legge è uguale per tutti” possa valere anche e soprattutto per poco più di 400 bambini, che parole/difese spesso non hanno.
Staremo a casa allora. Augurandoci che anche il comitato pro Pinuccio faccia la stessa cosa. Portare fiori e palloncini domani sarebbe non solo anacronistico ma vergognoso come mai prima d’ora era stato.
Ai genitori il nostro abbraccio più forte. Quello che giunge da centinaia di braccia. Che si sono rotte i co….ni di stare in silenzio e da oggi sono forza viva. Al fianco vostro come di altri.
Stanchi di sopportare. Lieti di supportare chi come voi, qualsiasi possa essere l’esito, tra 10 anni guarderà in faccia il proprio figlio e troverà, in lui, il frutto delle proprie azioni. Il senso a tanta sofferenza. La certezza di aver fatto tutto il possibile.
In bocca al lupo ragazzi, anzi al pedofilo….e mai come ora, la risposta giusta è la seguente: CREPI!
 
pino la monica a processo

Pino La Monica lettera al Direttore della Gazzetta di Reggio

Ed un caso come quello sopra riportato a me personalmente fa venire alla mente le polemiche nate nei giorni scorsi sul caso la Monica.
A giorni arriverà, probabilmente, la sentenza di primo grado.
Nel frattempo, riportiamo una lettera aperta che scriviamo qua al direttore della Gazzetta di Reggio, giornale che alcuni giorni fa riprese proprio la nostra nota indignata, per il fatto che il sig. la Monica, a processo per abusi e detenzione di materiale pedopornografico estremo (“Per motivi di studio”…..) lavorasse in una scuola:
pino la monica con i bambini

PINO LA MONICA: REPLICA AI SALESIANI E PRECISAZIONI.
 
Gent.mo Direttore,
leggo sul suo giornale la replica dei Salesiani e delle “Figlie di Maria”,
per la polemica nata in seguito ai nuovi corsi promossi dal sig. Pino La Monica e mi permetto di contattarla per alcune precisazioni in merito.
Premesso che non c’è da parte di nessuno il desiderio di  un “accanimento” nei confronti del sig. la Monica, vorrei a nome della Associazione Prometeo da me rappresentata (come del coordinamento di circa 1000 vittime di abusi sessuali sparse in tutta Italia – Reggio compresa) ribadire che ogni azione da noi mossa nasce dal modo in cui fino ad oggi il sig. La Monica ha deciso di difendersi. Ovvero, quello di scendere in piazza, promuovere col suo comitato cene sociali e raccolte di firme, manifestare addirittura fuori da un tribunale a processo in corso, alla faccia del rispetto delle presunte vittime che da lì, dovevano transitare, per entrare nell’aula giudiziaria, far passare l’idea che gli abusi in Italia siano tutti falsi, etc..
Solo la scorsa settimana ho seguito sette processi, nessuno dei quali è (ancora) finito sulle pagine dei giornali, poiché gli imputati hanno saggiamente scelto di difendersi dentro le aule dei tribunali, evitando fuoriuscite quantomeno grottesche. E provocatorie. Fuoriuscite a cui abbiamo tutto il diritto di replicare.
Mi permetta ma ancora non ho digerito il corso tenuto dal sig. la Monica e chiamato “Chi è il bambino”, come non accetto che oggi lo stesso stia tra i giovani di un centro prestigioso come il Ciofs (se poi non è dei salesiani, come qualcuno tiene a precisare più di ogni altra cosa sul suo giornale, allora che cambi nome, dato che Ciofs è l’acronimo di Centro Italiano Opere Femminili Salesiane).
Quanti dei lettori della Gazzetta andrebbero a depositare i propri risparmi in una banca dove il cassiere è accusato (accusato, NON condannato) di furto? E quanti andrebbero in un ristorante dove il cuoco è accusato (non condannato) di avvelenare il cibo?
La risposta, semplice e banale quanto gli esempi fatti, è NESSUNO.
Allora perché, il nostro bene più prezioso, i figli, devono stare a contatto con una persona che, sarà pure stata accusata “ingiustamente”, come sostiene, da una decina di bambine malvagiamente fantasiose, ma aveva in casa quasi 400 immagini pedopornografiche, ovvero la testimonianza fotografica di almeno 400 bimbi stuprati?
E, perché è una realtà cattolica quella che lo accoglie? Ma le parole del Santo Padre questa gente le ha ascoltate? Quando si parla di “trasparenza e di pulizia”, come si può poi dare asilo politico ad una persona che rischia almeno 10 anni di carcere per abusi? Fatti peraltro sfruttando proprio la posizione di insegnante educ-attore. Non quella di padre o di zio, ma quella di insegnante.
Mi scuso per la foga, ma davanti ad una palese mancanza di rispetto dei diritti dei bambini, rimasti in questi mesi nel loro silenzioso dolore, non so usare altri toni.
In fede
Presidente Prometeo associazione vittime pedofilia
Massimiliano Frassi

Pino La Monica: gratuito patrocinio e comunità

PINO AVVOCATO GRATIS


Pino La Monica, l’educatore alla sbarra perché accusato di aver compiuto abusi sessuali sulle ragazzine che frequentavano i suoi corsi di teatro, avrà d’ora in poi l’avvocato gratis, ovvero a spese dello stato. L Monica ha infatti chiesto e ottenuto  l’accesso all’istituto del gratuito patrocinio che prevede per i non abbienti la possibilità di avere un difensore che viene pagato dallo Stato. E questo perché nel presentare la sua richiesta l’educatore è riuscioto a dimostrare di avere un reddito pari a zero. Cosa peraltro assai probabile, trattandosi di un professionista che viveva di convenzioni con enti che – al momento dell’inchiesta della procura – si sono tutelati rescindendo ogni rapporto con l’educatore e regista di teatro.
Su quest’ultima puntata della vicenda di La Monica, interviene in tono polemico l’associazione Prometeo, una onlus nazionale che riunisce le vittime di abusi sessuali.
E lo fa chiedendo che lo Stato pensi anche alle vittime, ovvero che le “istituzioni – dice una nota dell’associazione – creino un fondo per le famiglie delle bambine coinvolte nella turpe vicenda. Questa è una società al contrario, dove chi è accusato del peggiore dei reati gode di benefici e chi subisce no. È già accaduta la stessa cosa con Mario Alessi, assassino del piccolo Tommy che ha beneficiato di 98mila euro dallo Stato ed è ora che la gente faccia sentire la propria indignazione: è infatti – dice ancora l’associazione – ingiusto che chi è accusato riceva più aiuti di chi ha subito un abuso”. 

FONTE: LA GAZZETTA DI REGGIO – 30 APRILE 2010.

 
Questo invece il nostro comunicato:
 
 
PINO LA MONICA: ASSOCIAZIONE VITTIME DI ABUSI CHIEDE AIUTO A COMUNE, PROVINCIA E REGIONE.
 
Se la notizia che da tempo circola sarà confermata, ovvero che al sig. Pino La Monica (educatore a processo per presunti abusi contro una decina di bambine e detenzione di materiale pedopornografico) è stato riconosciuto il gratuito patrocinio e potrà quindi pagarsi le spese legali con i soldi dei contribuenti, l’Associazione Prometeo che riunisce vittime di abusi sessuali in tutta Italia, chiede che le istituzioni creino un fondo per le famiglie delle bambine coinvolte nella turpe vicenda.
“Questa è una società al contrario” ha dichiarato Frassi, “dove chi è accusato del peggiore dei reati gode di benefici e chi subisce no. È già accaduta la stessa cosa per Mario Alessi assassino del piccolo Tommy che ha beneficiato di 98mila euro dallo Stato ed è ora che la gente faccia sentire la propria indignazione”.
“Sappiamo benissimo quali sono le condizioni per cui si può chiedere il gratuito patrocinio e non mettiamo in discussione le garanzie difensive di cui ogni cittadino può usufruire, ma proprio per questo crediamo che a questo punto le istituzioni tutte, dal Comune di Reggio Emilia alla Provincia alla Regione, debbano costituire un fondo per dare supporto legale e terapeutico alle giovani vittime, come è già avvenuto in altre realtà italiane per casi simili. Troviamo infatti ingiusta questa inversione di tendenza, dove chi è accusato riceve paradossalmente più aiuti di chi ha subito il torto”.
 
Ma non è finita. Ora avanziamo ad alta voce, auspicando una risposta, alcuni quesiti:
a) tempo fa il Comitato di fans di Pino La Monica, quelli che lo hanno accolto “come un eroe” fuori dal Tribunale (sic) fecero sapere che c’erano numerose richieste di iscrizione per uno dei suoi corsi, denominato “chi è il bambino” (sic), corso contestassimo e molto discusso, ma che a detta loro ,malgrado la modica somma di euro 350 ad iscrizione, aveva già, se ben ricordo, una ventina di insegnanti iscritte!
La domanda che sorge spontanea quindi è: facendo al volo due conti, se per ogni singolo corso si prendono tutti questi soldi, perchè poi si può beneficiare di un gratuito patrocinio?
Ed alle vittime, che oltre alle spese legali si assommano anche quelle per le perizie e per le terapie, a chi ci pensa?
b) sul sito del Comitato di fans appare questa fotografia, ripresa un po’ ovunque in internet. Fotografia con al didascalia che parla di un (ennesimo) corso fatto da Pinuccio presso la comunità di Damanhur, vicino Torino per  insegnanti di scuole materne ed elementari.
Ora consultando il sito del Cesnur, quello del Centro Studi ed abusi psicologici , quello di Focus e quello di Mondo raro (che riprende autorevoli fonti della stampa estera), non emerge un ritratto idilliaco di quella che viene da più fonti definita una “psico setta”.
Questi alcuni link, nel caso abbiate tempo e voglia di approfondire::
http://www.cesap.net/forum/viewforum.php?f=18&sid=162670a5ad858073065e62175d0f090c
 
http://www.mondoraro.org/category/mondomistero/damanhur/
 
http://www.focus.it/Community/cs/forums/17/394284/ShowThread.aspx
 
http://www.cesnur.org/religioni_italia/n/newage_07.htm
 
Qua le domande da fare sarebbero tantissime. E forse non serve nemmeno elencarle, credo siano le stesse che qualsiasi persona in questo momento, si sta facendo….credo…..
CONTINUA.
 

pinuccio l amonica

acme

AL BAR DI FRASSI.
pino lamonica
Diciamolo subito. A volte penso che se non ci fossero bisognerebbe inventarli.
Poi sopraggiunge la ragione e penso che solo certe menti possono partorire cose simili. Ed inventarli sarebbe un crimine!
Torniamo, per l’ennesima volta, ad occuparci del Comitato Pro Pinuccio La Monica, quel Comitato che ha portato per primo (ed unico) il processo in piazza. Attaccato genitori e bambini. Ed inquirenti.
Fatto passare, con una logica collaudata quanto logora, i bimbi presunte vittime di abusi come “non credibili” e figli di genitori “contaminati”.
Lo stesso che ha manifestato fuori dal Tribunale, “accogliendo Pino come un eroe” o che ha indetto una conferenza stampa (l’ennesima) per dire alla popolazione tutta che avevano denunciato il Pubblico Ministero del Processo!
Lo stesso che oggi scrive che “non rilascerà più dichiarazioni sulla carta stampata” aggiungendo che questo è “ un processo che deve rimanere nel suo luogo deputato: un’aula di Tribunale!”. Praticamente tutto l’opposto di quanto fatto fino ad oggi.
Ma il meglio deve ancora arrivare.
Nell’atto di rendere pubblica alla vastissima popolazione che li segue (ma un giro tramite piccione viaggiatore non era più efficace?!), il Comitato si permette di citare Enzo Biagi  (“Per me contano solo i FATTI narrati in maniera chiara senza pregiudizi”) salvo aggiungere:
“Chi fosse interessato alle chiacchiere e ad un linguaggio da BAR, potrà continuare il suo GOSSIP in merito al processo su PINO in altri BLOG presenti in rete. Primo fra tutti quello del sig. Massimiliano Frassi (ma c’è ne sono molti altri in rete che affrontano l’argomento in questione).”
Ora. Che il linguaggio qua non sia quello finemente colto dei Pinucci sparsi per il mondo né delle menti eccelse del Comitato, non è una colpa semmai un vanto.
Per quanto concerne Enzo Biagi, dall’alto della nostra preparazione e del lavoro di quasi 12 anni, lavoro finalizzato ad avvicinare i bambini per curarli, non per fare il gioco del “gabbiano” o della “formichina”, riportiamo come vogliono lor Signori
(e lo scomparso Biagi) i FATTI.
Fatti, non pugnette,come dice quel comico vostro concittadino, FATTI. Come forse sono alcuni di quelli che sfilano in strada per gente accusata di abusi (anzi no m i correggo quelli sono stra-fatti….ops, linguaggio da Bar).
Fatti, non Gossip, poiché qua non si gioca con la pelle della gente. Soprattutto se si tratta di bimbi (o donne) vittima di abusi. Ai giochi, o giochetti come diciamo qua
al Bar, ci pensate voi!
FATTI:
Fatto n. ° 1:
i bambini sono stati ritenuti attendibili. E comunque, bimbi di tre         paesi diversi e che non si conoscono tra di loro o si sono coalizzati con una logica criminale, oppure sono realmente vittime di abusi.
Fatto n.° 2:
tre novanta nove. Trecentonovantanove. Tanti, se ben ricordo, sono i files e video pedopornografici (anche “estremi”) sequestrati a Pinuccio. Nessuno operatore al mondo che si occupi di LOTTA alla pedofilia si sognerebbe mai di scaricare anche solo un file con lo scopo di “conoscere il problema”.
Sarebbe come dire che chi lotta contro la droga e si occupa di tossicodipendenza (voi avete un amichetto esperto, peraltro, del tema….se già non l’hanno licenziato chiedetegli una nuova consulenza!), per conoscere il  problema deve farsi di cocaina, eroina, extasy, etc. etc.
E non una volta sola, no, almeno 399!!!!!!!!
Complimenti….scusate un attimo di pausa…..due cappuccini al cinque, no signora brioches finite….i panettoni sono buonissimi, la novità dell’anno, con l’olio vergine di oliva, quando passa per il cesto….
Rieccoci.
Fatto n.° 3:  si può difendere qualcuno accusato del peggiore dei crimini, portando in aula gente che l’ha conosciuto e lo ritiene una brava persona? Sì, e voi lo fate. E lo fate facendo sfilare dei bambini. Bambini di cui evidentemente non ve ne frega nulla, dimenticando o facendo finta di sapere che un pedofilo non abusa tutti i bimbi del mondo che gli capitano a tiro. Ne abusa solo alcuni. Che pazientemente e abilmente sceglie. Se funzionasse la vostra stessa logica gente come Totò Riìna o Bin Laden potrebbe portare a processo file decine di persone che li dipingono come la meglio società.
Fatto n.° 4:
Il vostro blog ha dei links a siti che difendono pedofili accertati. O a siti fatti da pedofili, e delinquenti, accertati. Complimenti vivissimi. E questa la vostra cultura? Visti i links la risposta che vi date è sì! E quindi diventa un fatto!
Fatto n.°5:
Lo scorso anno in questi giorni voi (e non i genitori o le associazioni anti pedofili!) facevate veglie, scrivevate al sindaco, organizzavate corsi e fiaccolate, distribuivate volantini e soprattutto, mentre le bambine andavano all’incidente probatorio (che credetemi, non dico a voi dico a chi mi legge, credetemi non è una “passeggiata”!) voi avevate in piazza lo stand con la raccolta firme. La raccolta firme pro Pinuccio!
E questi sono FATTI!!!!!!!!!!!
Commento al fatto: non oso immaginarmi se anche solo uno dei genitori delle vittime avesse fatto un decimo di tutto questo.
Fatto n.° 6:
È o non è un fatto che i legali di voi si stancano e se ne vanno? O li cacciate quando vi dicono che non c’è nulla da fare?
Ne avete cambiati quattro (e presto sarà interessante capire come mai l’ultimo se n’è andato, muy interesante Diòs mìo).
Fatto n.°7:
Siete voi o i genitori dei bimbi, quelli che hanno un consulente indagato per un reato gravissimo accaduto durante lo svolgimento di questo processo (oltre che autore di un blog diffamatorio contro chiunque si occupi di tutela dell’infanzia). La risposta è VOI. Altro fatto, quindi.
Fatto n. 7:
potrei continuare ma ho finito il tempo, e poi mi bruciano i toast.
p.s.: c’è Bar e Bar. Il nostro è una Locanda. Per nulla “in”, anche se amiamo vestirci bene e circondarci di persone “belle”. Soprattutto d’animo e di cuore. Oltre che d’aspetto. Gente che per apparire meglio di ciò che è non va dal barbiere per farsi la barba il giorno in cui deve deporre…….
Una Locanda dove fermarsi, buttare fuori tutta la rabbia e ritrovare la forza per guardare in faccia la vita e convincersi che no, non è poi così brutta. E che quanto capitato, dentro una casa, una scuola, una chiesa, è un brutto incidente da cicatrizzare il più in fretta possibile, rispondendo con l’amore, e solo con quello, a tanto inutile (e spesso impunito) dolore.
p.p.s.: Qua alla nostra Locanda per voi non c’è posto. Popolari sì, ma non per tutti!  

objection
Innanzitutto buon lunedì e buona settimana a tutti.
Giorni pienissimi questi, di incontri, impegni ma anche tante soddisfazioni (soprattutto legato al mio nuovo libro, già in ristampa, grazie a tutti è bello vedere che c’è un pubblico di fedelissimi!!!!!).
Oggi vorrei aprire la settimana, facendo due domande ad alta voce. Domande che nascono da un caso specifico ma che faccio rivolgendomi a tutti i casi simili presenti in Italia.
Si è tenuta venerdì scorso l’ennesima udienza a Reggio Emilia, per il processo contro Pino La Monica .
Dopo mesi ha parlato anche l’imputato, proclamandosi innocente e sfoggiando il nuovo look da bravo ragazzo, con tanto di barba tagliata a fresco.
Dalle sue parole però sono emersi dei fatti. Su cui vorrei appunto riflettere.
Il primo è che Pino La Monica, imputato (non condannato) per un reato gravissimo a danno di minori e pedopornografia, ha dichiarato di stare lavorando ancora con dei bambini, tenendo corsi in quel di Parma e di Reggio Emilia.
Su questo abbiamo già detto, ma torno a sottolineare che trovo folle che un imputato per un reato così possa continuare a lavorare con dei bambini. E se è vero che è innocente fino a prova contraria per me può essere anche colpevole fino a prova contraria, e non reputo corretto quindi, né sicuro, che si debba permettere che ciò avvenga!
Come ho già scritto milioni di volte, lasceremmo che una cassiera sospettata di furto continuasse a gestire i nostri soldi, fino a quando non si fosse arrivati alla fine del processo? La risposta, se dotata di buon senso, è no.
Poi, per garantismo o chiamatelo come volete, la si può non licenziare e tenere ancora come impiegata, con mille altre mansioni che non siano però quelle della gestione del denaro.
Bene, sostituite la parola denaro alla parola bambini e capirete meglio cosa intendo.
Inutile dire che non mi riferisco al caso singolo ma a tutti quei procedimenti identici, in Italia, che vedono imputati per pedofilia liberi di agire rimanendo a contatto con i bambini. Peraltro se guardiamo ad una nota ricerca della Corte dei Conti, vediamo che questa garanzia è concessa loro anche dopo la condanna e quindi, non possiamo aspettarci nulla di più.
Secondo punto, ancora più importante. Quello su cui in realtà volevo riflettere oggi.
Perchè si richiede sempre che i bambini subiscano, a distanza di tempo, nuove perizie? Perchè si richiede che a distanza di tempo, dopo che già sono stati “periziati” (loro + i loro genitori), i piccoli vengano ri-periziati ed invece la stessa cosa non la si chiede mai per gli imputati?????????
Nel processo, ad esempio, di Pino La Monica, esistono faldoni interi di perizie sui bimbi. Perchè non si può fare la stessa cosa sugli imputati?
Non sarebbe più corretto periziare anche loro??????
Prima di concludere, avrei un’ultima cosa a riguardo del Comitato Pro Pino, in questi giorni stranamente silenzioso.
Mi chiedo come mai non abbiano mai preso le distanze da quanto accaduto con il consulente indagato per un reato gravissimo.
Non l’hanno fatto perché “complici” come qualcuno sostiene (cosa a cui non credo, peraltro), o perché sono stati dei “polli” e si sono fatti fregare dalla falsa cultura degli aPOLLOni (cosa a cui credo!!!!), falsa cultura ma sicuramente più conveniente per il proprio quieto vivere?
Inoltre come mai i links del loro blog portano a siti non certo a favore dell’infanzia violata, o della lotta alla pedofilia, ma che promuovono la cultura solo dei falsi abusi con dati palesemente inventati e peraltro promossi da soggetti, quanto meno discutibili?
Anche in questo caso vale più la buona fede o la becera connivenza?
È questo quanto mi chiedeva, tra la tante interessanti cose, una persona “delusa “ dal Comitato, la cui lettera essendo anonima ho deciso dopo una lunghissima riflessione (ed ancora io non ne sono convinto al 100%), di non pubblicare. Ma la cui domanda, legittima, mi trovo in dovere di porre.
Inutile dire che se la buona fede non fosse tale, la riflessione che ne scaturirebbe varrebbe più di ogni sentenza. Di condanna!

La LORO Voce.
10-06-09 Reggio Emilia
 
Sig. Frassi, buongiorno.
 
Siamo due amiche che seguiamo fin dall’inizio la vicenda di Pino La Monica e, guardando il vostro blog ci siamo poste alcune domande, ad esempio:
 – Come mai non avete riportato che, da quando in gennaio Pino è stato scarcerato, la pm Pantani ha fatto ricorso prima al GUP Nerucci, poi al tribunale della Libertà di Bologna (che la prima volta ha dichiarato il ricorso inammissibile), poi al consiglio giudicante del processo in atto, nuovamente al già citato Tribunale della Libertà e, addirittura, in cassazione? Tutti questi ricorsi che miravano a ripristinare le misure cautelari preventive sono stati respinti. Come mai il vostro blog non lo dice? Forse indebolirebbe l’immagine dell’orco che così faticosamente avete costruito e che tentate di far rimanere in piedi? Non è forse giusto che anche queste notizie vengano diffuse? Perché scrivete di Pino solo quando la pm Pantani fa dichiarazioni o soltanto per insultare il Comitato Insieme per Pino? Non sì è innocenti fino a prova contraria?;
– E a proposito dei termini che usate nei confronti del Comitato Insieme per pino: è forse ingiusto che chi crede nell’innocenza di una persona o chi semplicemente gli è amica gli dia sopstegno? Perché chi accusa può manifestare la propria idea e chi difende no? Siamo forse dei mostri anche noi che chiediamo che i diritti di una persona vengano rispettati? Siamo forse dei mostri noi che ci siamo indignati del fatto che Pino non abbia avuto diritto ad un medico se non dopo otto giorni da quando l’aveva richiesto? Siamo forse dei mostri noi che sosteniamo una persona così provata in tale situazione? Dovremmo dunque stare zitti e abbandonarlo? Dovremmo forse lasciarlo solo? Noi non abbiamo MAI attaccato le ragazzine che accusano, le abbiamo sempre rispettato, però esigiamo che anche Pino riceva il medesimo trattamento;
– Come mai soltanto chi vi è amico, chi è nelle vostre grazie, può lasciare commenti sul vostro blog? Perché noi non possiamo esprimere il nostro parere? Perché soltanto chi è contro di Pino può dire la sua presso di voi? Il nostro blog è libero e aperto a tutti, chiunque (anche chi accusa, come già s’è verificato in molti casi) può lasciarci un pensiero, purché con termini civili e senza offese (cose che non sempre i vostri commentatori rispettano);
– Come mai in un paio di occasioni vi siete ridotto a pubblicare foto che non avevamo legami con noi o modificate con un qualche programma per computer? Dobbiamo forse pensare che una persona come voi fosse così a corto di argomentazioni solide e convincenti per sostenere le proprie idee? C’era forse bisogno di pubblicare le foto del gaypride per condannare la nostra fiaccolata, se davvero la ritenevate a buona ragione, deplorevole? Invece di quella foto, non potevate dilungarvi maggiormente sulle vostre tesi? E dovevate proprio truccare una foto di Pino per farlo sembrare un ORCO se siete così certo che egli sia colpevole?;
– Come mai non avete riportato che il maresciallo Cesi (per altre vicende estranee al caso La Monica) ha ricevuto accuse di falso ideologico e percosse? Non ritenete che i vostri lettori debbano sapere chi ha raccolto le accuse mosse a quest’Orco che state così bellamente insultando? – Come mai i vostri commentatori fanno così spesso riferimento al vomito?
Capiamo che forse vi abbiamo assillato fin troppo con queste nostre domande e pretendere che voi rispondiate ad ogni nostro singolo quesito ci pare eccessivo, tuttavia ci farebbe piacere se publicasse questa nostra mail sul suo blog (almeno in parte) e se in tale sede ci potesse anche fornire alcune risposte.
 
                                                                         Cordiali saluti
 
                                                                                                    Michela e Federica
 
Ps- Io, Federica, ho 11 anni e sono una di quelle bambine "strumentalizzate" (a vostro dire) dal comitato. Bhe voglio dirvi che sono stata presente nelle varie occasioni per MIA volontà, così come gli altri bambini. Inoltre il Comitato stesso mi ha aiutata a sconfiggere la mia vecchia timidezza e ora riesco ad aprirmi a tutti.

La LORO Voce / ANALISI DEL TESTO
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10-06-09 Reggio Emilia  –   Bergamo 12/06/09 ore 22,30 + o –
 
Sig. Frassi, buongiorno.
Siamo due amiche che seguiamo fin dall’inizio la vicenda di Pino La Monica e, guardando il vostro blog ci siamo poste alcune domande, ad esempio:
 – Come mai non avete riportato che, da quando in gennaio Pino è stato scarcerato, la pm Pantani ha fatto ricorso prima al GUP Nerucci, poi al tribunale della Libertà di Bologna (che la prima volta ha dichiarato il ricorso inammissibile), poi al consiglio giudicante del processo in atto, nuovamente al già citato Tribunale della Libertà e, addirittura, in cassazione? Tutti questi ricorsi che miravano a ripristinare le misure cautelari preventive sono stati respinti. Come mai il vostro blog non lo dice?
Forse indebolirebbe l’immagine dell’orco che così faticosamente avete costruito e che tentate di far rimanere in piedi?
Non è forse giusto che anche queste notizie vengano diffuse? Perché scrivete di Pino solo quando la pm Pantani fa dichiarazioni o soltanto per insultare il Comitato Insieme per Pino? Non sì è innocenti fino a prova contraria?;
“Gent.me Signorine del Comitato,
vado al sodo dato che siete state prolisse:
questo blog non scrive del sig. Pino La Monica solo quando la dr.ssa Pantani fa dichiarazioni. Peraltro non la conosciamo personalmente, pur avendo nei suoi confronti la giusta stima, né le facciamo quindi da ufficio stampa. Se rileggete gli articoli da noi scritti, vedrete addirittura che il nome della dr.ssa Pantani non compare mai.
Quelle notizie non le abbiamo riportate, ma lo fate ora voi così si rimedia, solamente perché le abbiamo trovate irrilevanti.
È doveroso che si richiedano i domiciliari per qualsiasi indagato (indagato non condannato) per pedofilia, perché questo non tutela le “vecchie” vittime, tutela le possibili “nuove” vittime. Ma in questo sistema garantista è pur vero che a quella tutela non si pensa mai e si concedono sempre, come nel caso del sig. Pino, la revoca dei domiciliari.
Quanto all’immagine dell’orco che “faticosamente” avremmo costruito, dopo essermi fatto una grassa risata, vi rispondo:
a) non abbiamo costruito alcuna immagine da orco. E comunque se anche l’avessimo fatto, credetemi, non c’è stata alcuna fatica.
b) Una persona a processo per abusi su una decina di bambine e detenzione di materiale pedopornografico come quello che aveva il sig. La Monica, non ha bisogno del nostro aiuto per creare l’immagine dell’orco…..”
– E a proposito dei termini che usate nei confronti del Comitato Insieme per pino: è forse ingiusto che chi crede nell’innocenza di una persona o chi semplicemente gli è amica gli dia sostegno? Perché chi accusa può manifestare la propria idea e chi difende no?
“Vedete care signorine, un conto è dare il proprio sostegno ad un amico/conoscente/parente indagato per il peggiore dei reati. Stargli vicino. Sostenerlo. Aiutarlo concretamente. Un conto è creare una buffonata come quella che avete fatto voi, con le sciarpette e le farfalle, fuori da un’aula di tribunale. Aula frequentata innanzitutto da genitori cui figli sostengono di essere stati vittima di quella persona a favore della quale si manifesta.
Attività così per me sono vere e proprie intimidazioni! Che si illudono peraltro di ricreare verginità, irrimediabilmente perdute.
Nel momento stesso in cui si decide di fare quello che avete fatto voi, dovete anche accettare di ricevere critiche ed attacchi. Forse vi è mancato il limite del ridicolo. Pensavate davvero che la gente sarebbe scesa in piazza con voi????
La gente è indignata, peggio, schifata da voi. Ed ogni volta che vi muovete noi, e non solo noi, siamo inondati di lettere impubblicabili…..”.

Siamo forse dei mostri anche noi che chiediamo che i diritti di una persona vengano rispettati? Siamo forse dei mostri noi che ci siamo indignati del fatto che Pino non abbia avuto diritto ad un medico se non dopo otto giorni da quando l’aveva richiesto? Siamo forse dei mostri noi che sosteniamo una persona così provata in tale situazione? Dovremmo dunque stare zitti e abbandonarlo? Dovremmo forse lasciarlo solo?
“Magari proprio Mostri no…..
Durante il mio terzo master in criminologia (terzo di quattro!) studiai, presso l’università di Bristol, la relazione tra il sexual offender e l’ambiente che lo circondava.
Paradossalmente tanto più la gente gli credeva (grazie anche al fatto che lui era stato bravo a proclamarsi innocente…la spiego male e velocemente per brevità, ma sono certo che mi capirete), tanto più a condanna avvenuta lo stesso tentava il suicidio. Perché a condanna avvenuta il castello creato incominciava ad incrinarsi, la facciata a crollare e lui, per difendersi, si toglieva di mezzo.
Parlo ovviamente di pedofili accertati e non mi rivolgo al vostro caso, noooo….però vi suggerirei un altro tipo di approccio. Perché questo, quello cioè che avete in corso, potrebbe un giorno diventare pericolosissimo per il vostro assistito. E non vi libererete dai sensi di colpa, se allora darete la colpa a chi l’ha attaccato……
Vi consiglio pertanto di stargli vicino (ci mancherebbe altro, nessuno lo criticherebbe), ma da privati cittadini. Senza manifestazioni di piazza o altro, avrete peraltro tutto il tempo per farle se si scoprirà essere un povero innocente.
Portare i processi in piazza, organizzare corsi dal titolo “Chi è il bambino”, attaccare associazioni anti pedofili….bhè non sono certo atteggiamenti scaltri, rispettosi ed intelligenti, tutt’altro……
Aggiungo solo che in questi mesi, al contrario di quanto da voi fatto, i genitori delle vittime sono stati, come sempre accade, zitti e rispettosi. Pensa che casino se avessero manifestato loro. Se avessero organizzato un ciclo di conferenze. Magari avreste chiesto di spostare il processo perché l’ambiente era inquinato. Guardate a loro ed imparate: sono un’ennesima lezione di umiltà e dignità”.

Noi non abbiamo MAI attaccato le ragazzine che accusano, le abbiamo sempre rispettato, però esigiamo che anche Pino riceva il medesimo trattamento;
“Interessante l’analisi di questa frase. Si percepisce pure il tono di voce di chi l’ha scritta.
Due termini “ragazzine” e “accusano”. Ragazzine qua ha un non so che di dispregiativo. Accusare poi è sempre un qualcosa di sbagliato, di sgraziato, come dire, di qualcuno che punta il dito, sbraita, infanga….
Qui invece abbiamo della bambine e delle ragazze che hanno chiesto aiuto, perché la loro situazione era invivibile, ingestibile, impossibile.
Bambine e “ragazzine” spaventate, per quello che sostengono essere loro capitato.
Le “accuse” semmai le fanno le forze dell’ordine, i tribunali, mai i bambini.
Come vede abbiamo due modi di esprimerci diametralmente opposti, e purtroppo per voi, incompatibili.
Quanto al non aver MAI attaccato le vittime (ad ogni cosa il suo nome) sicuramente ricordo male e sicuramente mi confondo con un altro comitato, che definiva “puttane” le bambine in questione…..già, PUTTANE……
Peccato, per quel comitato ovviamente non per il vostro, che se anche quelle piccole fossero “puttane”, come le loro coetanee rumene o thailandesi obbligate a prostituirsi nei bordelli di Taipei, nessuno e dico nessuno, avrebbe comunque avuto il diritto di molestarle. O di collezionarne le foto e i filmati realizzati mentre qualcun altro le stuprava, per fantasticarci sopra e rimediare così un misero vile orgasmo.
A mio avviso ha molta più dignità una puttana che batte il marciapiede, di una non puttana che distribuisce palloncini pro imputato fuori da un tribunale sbeffeggiando le vittime, vere o presunte che siano!
Ma ancora una volta, come vede, è questione di come si guardano le cose.”

– Come mai soltanto chi vi è amico, chi è nelle vostre grazie, può lasciare commenti sul vostro blog? Perché noi non possiamo esprimere il nostro parere? Perché soltanto chi è contro di Pino può dire la sua presso di voi? Il nostro blog è libero e aperto a tutti, chiunque (anche chi accusa, come già s’è verificato in molti casi) può lasciarci un pensiero, purché con termini civili e senza offese (cose che non sempre i vostri commentatori rispettano);
“L’ho già spiegato nella premessa. Volete commentare? Iscrivetevi a Splinder, pure con un nickname, e commentate. Potete pure esprimere solidarietà al sig. Pino, ma al minimo accenno di un tribunale di piazza o a qualcosa che può disturbare le sue vittime quel commento viene cancellato.
Altrimenti usate pure il vostro blog, che credetemi non leggo anche per motivi di tempo e di priorità scientifico culturali ( sapesse quanti Topolino ho che ancora devono essere letti), e date libero sfogo a quello che volete. La riserva indiana la create voi con la vostra finta democrazia. Non certo io, che peraltro non ho bisogno di circondarmi di adulatori.
Ma che in questo blog esprimo voce e solidarietà alle vittime, mai ai carnefici!

– Come mai in un paio di occasioni vi siete ridotto a pubblicare foto che non avevamo legami con noi o modificate  con un qualche programma per computer? Dobbiamo forse pensare che una persona come voi fosse così a corto di argomentazioni solide e convincenti per sostenere le proprie idee? C’era forse bisogno di pubblicare le foto del gaypride per condannare la nostra fiaccolata, se davvero la ritenevate a buona ragione, deplorevole? Invece di quella foto, non potevate dilungarvi maggiormente sulle vostre tesi? E dovevate proprio truccare una foto di Pino per farlo sembrare un ORCO se siete così certo che egli sia colpevole?;
”Innanzitutto grazie, leggo tra le righe pure un mezzo complimento, malgrado quel “ridotto” iniziale, assolutamente anacronistico. Adulazioni a parte, le confesso che è stato un vero errore pubblicare la foto dei travestiti che sfilavano in mezzo ad una strada. Pur non frequentando la categoria, rilevo pure lì una dignità che in effetti andava più tutelata e non comparata ad altre manifestazioni. Quindi vi ringrazio perché posso fare ammenda pubblicamente e scusarmi con i Trans che hanno sfilato al Gay Pride.
Quanto alle idee, credetemi, se c’è una cosa che non manca sono quelle.
Nego invece, seriamente e sinceramente, di aver truccato le foto del sig. Pino per farlo sembrare brutto. In tutto rispetto, mi si consenta un’opinione personale, ma tutto si può dire del sig. La Monica tranne che sia “good looking”, di bell’aspetto, quindi credo che nessun trucco mio possa averlo peggiorato, semmai è il contrario. E di questo dovreste ringraziarmi…….”.

– Come mai non avete riportato che il maresciallo C… (per altre vicende estranee al caso La Monica) ha ricevuto accuse di falso ideologico e percosse? Non ritenete che i vostri lettori debbano sapere chi ha raccolto le accuse mosse a quest’Orco che state così bellamente insultando?
“Più vi leggo più mi preoccupo. Temo davvero vi abbiano indottrinato, e pure male. Sarebbe la conferma che il contagio esiste. Ma dall’altra parte. Come tutto quello che si è imputato contro di noi e contro le vittime, ma che in realtà era dall’altra parte.
A me risulta, anzi, agli atti risulta che le denuncie sono partite da tre posti diversi e che solo in seconda battuta sono arrivate a Reggio. Mi pare ne abbiano parlato anche i giornali, peraltro, quindi non si svela nulla di protetto o inedito.
Non c’è inoltre a tutt’oggi un procedimento aperto contro il maresciallo C… (a proposito, il nome che voi avete riportato io l’ho cancellato. Resto comunque a disposizione per il maresciallo se volesse intervenire o altro….). Ma se anche ci fosse, come dite voi “per cause estranee al caso La Monica” che nesso avrebbe con la vostra vicenda??????
Ma parlate voi che vi siete affidati a persone che hanno sbandierato un ruolo ed una professionalità che in realtà non hanno?????????? Mi dicono che nel vostro blog avete links a siti e blog di soggetti notoriamente pedofili e difensori di pedofili? Ma un briciolo di vergogna non la provate mai?
Tornando a bomba al maresciallo aggiungo solo che se anche un giorno qualcuno dimostrasse che è, si fa per dire, un serial killer, ciò non cambierebbe di una virgola questo vostro percorso giudiziario, né il suo lavoro in tal senso.”

– Come mai i vostri commentatori fanno così spesso riferimento al vomito?
 “Perché altro, la gente comune, non può provare davanti a certe esternazioni. Se leggeste le lettere che ci mandano …..”-

Capiamo che forse vi abbiamo assillato fin troppo con queste nostre domande e pretendere che voi rispondiate ad ogni nostro singolo quesito ci pare eccessivo, tuttavia ci farebbe piacere se pubblicasse questa nostra mail sul suo blog (almeno in parte) e se in tale sede ci potesse anche fornire alcune risposte.
                                                                          Cordiali saluti
                                                                                                     Michela e Federica
 “Cordiali saluti a voi. Spero che da questa vicenda ricaviate un insegnamento che vi porti a fare un passo indietro”.

Ps- Io, Federica, ho 11 anni e sono una di quelle bambine "strumentalizzate" (a vostro dire) dal comitato. Bhé voglio dirvi che sono stata presente nelle varie occasioni per MIA volontà, così come gli altri bambini. Inoltre il Comitato stesso mi ha aiutata a sconfiggere la mia vecchia timidezza e ora riesco ad aprirmi a tutti.

“Cara Federica, penso che l’unica cosa che tu hai scritto, se davvero hai 11 anni, sia questo Ps. Altrimenti mi preoccuperei. E seriamente. Alla faccia delle strumentalizzazioni……
Mio figlio non ha 11 anni, ma se li avesse lo vorrei a casa ad occuparsi di cose più consone alla sua età, come la Playstation o gli Amici di Maria De Filippi. Non lo porterei certo in Prometeo spiegandogli come funziona un processo o cosa è un incidente probatorio. Certo gli insegnerei a difendersi e gli spiegherei cos’è la pedofilia, quanto è subdola, che grandi attori sono i pedofili, quanto male fanno alle vittime e cosa, da grande, dovrà fare per loro. Ma poi lo vorrei a scuola e non certo fuori da un tribunale, o davanti al mio blog mandando lettere a persone molto più grandi di lui, su discorsi così delicati……..
Ed è meglio che mi fermi qua! ”.
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