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“Non discutere mai con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza!”
Bob Dylan.
 conserva
 
IL TEATRINO
Trovo finalmente il tempo di raccontarvi questa scenetta che mi ha visto involontario protagonista (mentre a breve farò pure il punto della situazione sul processo).
Arrivo con due operatrici a seguire il processo Tommy e la prima scena che mi si presenta entrando in aula è quella di Dante Davalli, vice presidente dell’associazione La caramella buona, che stringe la mano (moscia, moooolto moscia) della candysempre truccatissima Antonella Conserva (ed apro un’altra parentesi per chiedermi: ma che stanza ha in carcere? Come può arrivare sempre truccatissima e con la permanente appena fatta?). Quando il Davalli ci vede diventa rosso di furore ed avvisa l’avvocatessa di Alessi, quella che ricordo malgrado fosse presente la sera in cui Alessi indicava il posto dove aveva seppellito Tommy (“deve essere là….no forse è lì….” diceva, col tono di uno che indica il posto dove ha buttato un sacco della spazzatura, non un bambino!), continua ostinatamente a difenderlo (sicuramente anche lei a titolo gratuito, incredibile quanto tutti siano bravi a lavorare gratis, Italia popolo di santi, poeti e benefattori).ferraboschi
Per non divulgarmi. Entra la Corte e poco prima l’avvocatessa sui suoi alti tacchi a spillo sgambetta fuori dall’aula e fa entrare la polizia che mi chiede di uscire per un controllo.
Attimo di panico poiché non capisco cosa vogliano.
Esco, do le generalità, vanno a telefonare a due procure (sic!) ed al Ministero e tornano poi scusandosi per il disguido e riaccompagnandomi in aula (per la gioia del Davalli che ricambia colore vedendomi tornare). Il tutto però dopo ben 30 minuti di attesa nell’androne del Tribunale.
Nel frattempo dentro cos’è successo?
È successo che quando io esco l’avvocatessa, chissà forse per evitare che il giudice si riarrabbiasse per l’ennesima mancanza in aula di Alessi, l’avvocatessa dicevo, dice di aver fatto allontanare uno squilibrato (……) che con un fax anonimo (sic!) e dal suo blog minacciava di riempire di piombo Alessi.
Ora in attesa che Paolo mi faccia avere tramite i suoi legali la relazione dattiloscritta dell’accaduto (per risalire così alle parole esatte, dato che quelle che riporto sono quelle che mi hanno detto i poliziotti presenti in aula) la cosa più simpatica è stata la reazione del giudice.
La quale stanca di questi teatrini settimanali dice:
”L’avete denunciato per queste minacce?” “No” la risposta”
”Siete certi che l’ha scritto lui? “ “No” .
“E allora” continua il Giudice visibilmente disturbato, “che questa persona sia subito riammessa in aula”.
Non riporto i commenti degli agenti di Polizia che erano fuori, i quali alla fine non sapevano più come scusarsi, né dei giornalisti.
Ma riporto però un’altra domanda, a mio personale avviso geniale e degna di una principe del Foro.
rockerduck
Dopo che per più di un’ora il medico legale aveva descritto minuziosamente il modo in cui avevano trovato Tommy, soffermandosi sulle ferite, sullo stato del corpo, etc., (con dettagli che vi ometto, per la crudezza degli stessi) la domanda che viene fatta dall’avvocatessa è:
”siete certi che il bambino non si sia soffocato col proprio bavaglino?”.
Se non fosse che si parlava di un fatto come questo, sarebbe stata la battuta del mese. Altro che Paperissima…..Ma in che mani siamo, mi chiedo????!!!!!!
Ma soprattutto signora avvocatessa stia tranquilla. Se non ha paura di Alessi e della Conserva, ma anzi con loro si trova a suo agio, non si preoccupi né dell’autore di questo blog né di chi lo commenta.
Nessuno di noi potrebbe mai avercela con lei, proprio perché di quelli come lei a noi non ce ne frega nulla. Non siamo noi quelli che hanno bisogno di un processo ad alto tasso mediatico per illuderci di essere al mondo. Trovo pertanto ridicole le sue esternazioni e le sue (finte) preoccupazioni.
Quanto al piombo, dopo aver valutato in quale posto abbiate tolto tale diffamante informazione, la avvisiamo che noi il piombo lo adoperiamo per ben altro. E che siamo tutti contrari alla pena di morte per i suoi amati assistiti.
Troppo facile saprebbe la soluzione finale. Meglio invece che marciscano in un vero carcere ( Guantanamo so da fonte certa, avere diverse stanze libere) per il resto dei loro giorni.
 
 guantanamo
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