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Medico pediatra vicentino…condanna ridotta: è una vergogna per la società civile!

 Arresto del pediatra pedofilo Domenico Mattiello  La sentenza di secondo grado che ha ridotto a soli due anni e 8 mesi la condanna del medico pediatra vicentino, Domenico Mattiello, arrestato in flagranza di reato dagli uomini della squadra mobile di Vicenza è a dir poco scandalosa.
Una società che non dà un segnale forte contro un crimine come questo non è degna del nome che porta. Sentenze così legittimano un comportamento che se andiamo avanti di questo passo sarà presto legalizzato.
C’è da chiedersi cosa serva alla Giustizia per condannare un pedofilo alla giusta pena, se non bastano più nemmeno le immagini……
Due anni e 8 mesi è una pena a dir poco ridicola!
nota: qua trovate la sua storia:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/tag/domenico-mattiello

CONDANNATO IL PEDIATRA DI VICENZA, MA PROMETEO DICE NO!

CONDANNATO IL PEDIATRA DI VICENZA, MA PROMETEO DICE NO!

 

Partiamo dalla notizia, che riportiamo dal Giornale di Vicenza.

CINQUE ANNI AL PEDOFILO. E’ stato condannato a cinque anni di reclusione per violenza sessuale su sei bambine, oltre all’interdizione dai pubblici uffici. A Domenico Mattiello, il pediatra di Vicenza, arrestato il 14 giugno 2011 dalla squadra mobile della questura di Vicenza in flagranza di reato, è andata meglio rispetto a quanto aveva chiesto l’accusa: otto anni. Il pediatra ha molestato sei bambine, una settima in realtà era costretta a guardare. Il medico è stato condannato anche perchè, durante una perquisizione nel suo studio e a casa gli era stato trovato del materiale pedopornografico che lui stesso aveva realizzato, filmando le sedute con i bambini. I legali del pediatra hanno annunciato che ricorreranno in appello.

Questa la notizia. Quello che segue il nostro comunicato.

“Vergognosa la condanna a soli 5 anni del pediatra vicentino” Lo dice l’associazione nazionale vittime di abuso, Prometeo.

“ Pur rispettando il lavoro della Magistratura, riteniamo a dir poco scandalosa la sentenza di condanna a soli 5 anni inflitta al medico vicentino Domenico Mattiello, reo di aver abusato di 6 bambine piccolissime e di averne obbligato una settima ad assistere ai suoi turpi giochi. Lo stesso deteneva poi materiale pedornografico. Cinque anni grazie al beneficio del rito abbreviato sono un insulto. Specialmente se si pensa che altri tipi di delinquenti, leggasi il caso Corona che tanto appassiona gli italiani a tal punto da dover aprire notiziari nazionali, ha ricevuto una condanna maggiore di questa.
Diamo piena solidarietà alle famiglie delle piccole, sapendo che grazie al loro amore sapranno riportarle a quella vita che un orco, punito come fosse un ladro di auto, ha provato, inutilmente a sottrarre loro. Inoltre in vista delle prossime elezioni chiediamo ai movimenti politici di qualsiasi schieramento un preciso e inequivocabile intervento sul fronte della tutela dei minori, per evitare che i benefici di legge siano sempre verso chi delinque e mai verso chi subisce”.

Le due facce del medico pedofilo.

« Ho sempre profondamente creduto che fosse un gioco quello che stavo facendo, tant´è che non mi riconosco nel palpeggiamento ma nell´accarezzare i bambini». «Una persona pericolosa socialmente che va isolata dalla società». Queste due frasi basterebbero per riassumere un intero trattato sulla pedofilia. Poiché mostrano inequivocabilmente i due punti di vista necessari per affrontare il problema: quello del pedofilo innanzitutto (espresso dalla prima frase) e quello della società civile (noi), espresso nella seconda. La prima, diciamolo subito, è la frase del medico pediatra vicentino Domenico Mattiello, arrestato in flagranza di reato e con foto e filmati nel suo pc. Davanti quindi all’indifendibilità e non potendo nemmeno fare sfoggio di quel lungo elenco di castronerie che abbiamo sentito in casi analoghi (“lo facevo per motivi di studio…per un opera teatrale…etc.”) da parte dei suoi simili. La seconda del pubblico ministero, a cui il medico pedofilo ha anche detto di “non avere video”. Punto questo poi smentito dalle perizie. Con al giusta tempistica, l’8 febbraio parte a Venezia il processo. Questi i reati che verranno contestati: “Sei episodi di abuso ammessi al nido Cariolato e nel suo ambulatorio Un video choc auto prodotto della durata di 20 minuti e 258 file con immagini squallide di minori”. La difesa quasi sicuramente opterà per il rito abbreviato (dobbiamo lanciare una campagna affinché sia vietato per questi processi!) ed in tal caso Domenico Mattiello, 64 anni, residente a Vicenza in Borgo Casale, beneficerà quindi della riduzione di un terzo della pena e qualora venisse incontro, in parte o in tutto, alle richieste di risarcimento delle vittime, otterrebbe un ulteriore sconto previsto dal codice.

Di medici, tumore al cervello, abusi sessuali e condanne lievi. Una breve riflessione.

Rito abbreviato + attenuanti generiche + vizio parziale di mente.
Grazie ai tre punti sopra riportati un 19enne di Santa Margherita Ligure è stato condannato a solamente un anno e 8 mesi per aver molestato la propria nipotina di 8 anni.
Lo “zio” filmava gli abusi e li scaricava poi nel suo pc e per questo, ripetiamo, ha preso una pena inferiore ai due anni.
Colpo di scena invece per il pediatra vicentino, Domenico Mattiello, la cui situazione è assolutamente “conclamata” non avendo lui alcun margine di difesa. E il colpo di scena infatti arriva proprio in quella direzione: è pedofilo, sostengono, poiché ha “un tumore al cervello”.
La letteratura scientifica americana in effetti presenta casi di persone che affette da tumore hanno sviluppato delle parafilie, ma “sono casi numericamente irrilevanti e tali da non poter accettare ancora tale equazione”. Nel caso del pediatra inoltre dovremmo vedere quando il tumore si è sviluppato e quando gli abusi sono iniziati. Certo è abbastanza divergente la posizione “americana” con la tesi vicentina. Quella americana non contempla ad esempio l’abilità del predatore di scegliere le vittime, filmarle, preparare il setting adeguato all’abuso, e via discorrendo. Parla di impulsi difficilmente controllabili. Tutta un’altra cosa.
A ben pensarci però un caso certo invece al 100% di correlazione tra abuso sui bambini e tumore al cervello c’è.
Uno solo certo, però molto più “valido” anche se, temiamo, difficilmente spendibile dalla difesa del pediatra vicentino.
È il caso di un bimbo di un paesino alle porte di Nuova Delhi, operato di tumore al cervello ed abusato sessualmente da un medico dell’ospedale dov’era stato ricoverato. Medico che lo minacciava dicendo che se lui avesse parlato “non l’avremmo mai curato né dimesso da lì”.

Quante sono realmente le vittime del pediatra pedofilo?

La domanda che da parecchio tempo ci facciamo dalle pagine di questo blog sul caso di Domenico Mattiello, medico pediatra vicentino, oggi se la fanno tutti i giornali: quante sono realmente le sue vittime?
Tante si può ipotizzare. Sicuramente quelle identificate non saranno mai il numero esatto, temiamo, di quelle da lui “incontrate” in tantissimi anni di carriera.
La Polizia sta cercando di dare una identità a tre nuove vittime (e ne sta cercando altre), soprattutto dopo il ritrovamento di un nuovo video della durata di 20 minuti.
20 minuti, ci ha detto chi l’ha visionato, “di puro orrore”, video che fa parte di un nutrito numero di files recuperati dal perito informatico (ben 258 per la precisione).
Ricordiamo che il pediatra durante il primo interrogatorio negò l’esistenza di altri filmati, convinto forse di averli cancellati definitivamente:
«No, assolutamente, non ci sono altre foto o video – afferma l’indagato -. Ci ho pensato tanto ed ho voluto indicare anche quando è stato il primo episodio che non mi sono ricordato con il giudice».
La verità oggi è completamente diversa. Anche se incompleta, poiché appunto come ci siamo chiesti in apertura, chissà quante sono realmente le vittime di questo predatore.
Basti pensare a quanti minori di anni 14 avesse un cura negli ultimi tempi il medico: 800. Ottocento!

Nota:
Oltre alla violenza sessuale continuata e aggravata l’indagato potrebbe rispondere di detenzione di materiale pedopornografico prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori e pornografia minorile.

Ma quanto male ha fatto questo predatore?

Ma quanto male ha fatto questo predatore di bambini?
Chissà quante sono le vittime del pediatra vicentino Domenico Mattiello. Temo tante, tantissime. E credo che questa opinione ce l’abbiano pure le forze dell’ordine, soprattutto dopo la fine delle perizie sul suo computer che hanno fatto emergere ben 200 nuovi files.
Al riguardo riportiamo un passo apparso sulla stampa vicentina, che rende benissimo l’idea anche sui crimini commessi, ma che allo stesso tempo ci fa chiedere pubblicamente una pena esemplare. Elevata (anche se mai a sufficienza!) per i reati commessi:
“nel corso di questi mesi, erano emerse altre testimonianze sulle perversioni del pediatra ma, vista la giovanissima età delle vittime, non solo non è facile indagare ma spesso potrebbe compromettere l’equilibrio psichico dei possibili abusati, che potrebbero non ricordare esplicitamente quanto subito e, in forma di autodifesa, averlo rimosso”.
Essendo Vicenza ben diversa da altre realtà poco distanti, le uniche fiaccole che si sono viste le avrebbero utilizzate volentieri per mostrare solidarietà alle vittime: anche per questo il pediatra è agli arresti domiciliari in una località segreta.

Nuovi casi per il pediatra pedofilo.

Nuovi casi per il pediatra pedofilo.
“Da giugno, quando venne arrestato il pediatra Domenico Mattiello per violenza sessuale continuata su minori, la vita di molte famiglie è stata sconvolta, rovinata. Chi viveva nella serenità ha cominciato ad avere dubbi, perplessità. Chi contava sul benessere dei propri figli si è dovuto ricredere di fronte alle dichiarazioni del medico.”
Che i tempi stiano cambiando ne è la dimostrazione questo breve brano estrapolato da una articolo del Giornale di Vicenza (quotidiano molto dalla parte dei bambini e non certo dei loro predatori).
Articolo che riporta a parlare di Domenico Mattiello, pediatra vicentino, parzialmente reo confesso dopo che l’ottimo lavoro investigativo della squadra mobile di Vicenza l’ha letteralmente beccato con le mani nel sacco (peccato che al posto della parola sacco si debba mettere al parola bambina).
Oggi apprendiamo che oltre ai sei casi denunciati pare se ne stiano aggiungendo altrettanti.
Con tutte le difficoltà del caso, dato che i bimbi presumibilmente abusati erano tutti molto piccoli.
Al di là del mero fatto di cronaca, una domanda, inquietante: quanto male è stato fatto? A quanti bambini? E per quanto tempo?

Un altro pediatra pedofilo. Solo che è negli Usa e lì non si scherza.

Un altro pediatra pedofilo. Solo che è negli Usa e lì non si scherza.
Ricevo da un amico che abita negli Usa un articolo, con un commento, che faccio mio.
A Vicenza, lo scorso mese, il pediatra pedofilo Domenico Mattiello (quello ricordiamo, incastrato dalle intercettazioni ambientali, che lo ritraggono in atti criminali inequivocabili) ha ottenuto i domiciliari, dopo una breve permanenza in carcere, resagli non facile dagli altri detenuti. In America il processo per un pediatra pedofilo è già terminato (con i tempi usati qua per condurlo dal carcere ai domiciliari) e la condanna, per la gravità dei fatti ed il ruolo da lui ricoperto, è stata di: 14 ergastoli a cui aggiungere altri 164 anni di carcere.
Il predatore (tale Earl Bradley – v. foto sopra) ha di fatto abusato di più di 100 bambini accertati tra i suoi pazienti.
Siamo curiosi di vedere, tra qualche anno, quale sarà la pena definitiva del pediatra vicentino (per dovere di cronaca, i suoi pazienti abusati, o meglio i pazienti abusati accertati, sono ovviamente molti meno).

Pediatra pedofilo di Vicenza, ottiene i domicliari.

Domiciliari al pediatra pedofilo.
Siamo sommersi di vostre lettere ricche di indignazione per i domiciliari dati al pediatra pedofilo.
Per ora ci limitiamo a riportare l’articolo apparso sul Giornale di Vicenza e ad aggiungere subito che la cosa non ci ha stupiti. A breve metteremo una nostra riflessione ed un articolo che stiamo preparando su come si viene accolti in carcere. Da pedofili.
A due mesi dall’arresto è uscito di prigione. Per Domenico Mattiello, 64 anni, ieri si sono aperte le porte del carcere di Montorio Veronese. Il giudice ha accolto l’istanza del legale del medico e gli ha concesso gli arresti domiciliari. Non nella sua abitazione a Borgo Casale, comunque. Il pediatra starà in un appartamento sul quale, per motivi di sicurezza, viene mantenuto il massimo riserbo: lontano non solo dalla città ma anche dalla provincia di Vicenza.
L’ARRESTO. Era lo scorso 14 giugno quando i poliziotti della squadra mobile, attraverso le microcamere installate a seguito di due segnalazioni alla procura, videro Domenico Mattiello in azione all’asilo nido Cariolato, mentre “visitava” una bimba di appena tre anni e fecero immediata irruzione per interrompere quelle che il procuratore Pecori ha definito «prove granitiche» di violenza sessuale, peraltro autofilmate dallo stesso pediatra con una macchinetta digitale.
Durante gli interrogatori l’uomo, assistito dall’avvocato Lino Roetta, ha affermato di aver effettuato la prima ripresa un anno fa. «Dopo l’estate – aveva detto – non si verificarono più queste “situazioni” diciamo oltre i limiti del mio ruolo. Il problema si ripresentò nei primi mesi di quest’anno». Ora a Doraldo Santagiuliana, il perito incaricato dal giudice, spetta il compito di setacciare i quattro computer del medico, per scoprire se esistano altri filmati o fotografie. L’incarico è stato conferito a fine luglio: l’esperto ha ancora 45 giorni per trovare altri elementi che siano utili all’indagine e far capire agli inquirenti quanti siano effettivamente i minori molestati dall’uomo. Mattiello ha ammesso le sue responsabilità per quattro episodi, per altri due, che vedrebbero coinvolte due bimbe di sette e dodici anni, aveva invece rigettato ogni responsabilità.
I DOMICILIARI. Secondo il magistrato gli arresti domiciliari sono una misura sufficiente per tutelare le esigenze cautelari dal momento che Mattiello non sarebbe in grado di reiterare il reato né avrebbe alcuna possibilità d’inquinare le prove, dato che proprio sugli ultimi due casi, lo scorso 22 luglio, le presunte vittime, alla presenza del pm De Munari e degli avvocati delle parti, hanno dato vita all’incidente probatorio, chiesto dalla procura per acquisire una prova che anticipa il processo. La famiglia del pediatra, nei giorni scorsi, si era impegnata a trovare una sistemazione alternativa in una località fuori provincia. Località che viene tenuta rigorosamente segreta e per la quale è inoltre prevista la vigilanza da parte dei carabinieri del posto. Misure ritenute necessarie per garantire l’incolumità del medico.
L’INTIMIDAZIONE. Poche ore prima dell’incidente probatorio, infatti, alcuni sconosciuti avevano lanciato una bomba-carta contro il suo studio in viale della Pace.
Un episodio allarmante sulle cui ragioni sembrano esserci pochi dubbi. Il gesto lascia intendere che vi sia qualcuno che ha perso letteralmente la testa e la misura e abbia voluto lanciare un messaggio intimidatorio nei confronti del medico indagato.    Articolo di Claudia Milani – da Il Giornale di Vicenza.

“Mi appagava i sensi”. La deposizione shock del pediatra pedofilo di Vicenza.

“Mi appagava i sensi”.
La deposizione shock del pediatra pedofilo di Vicenza.

Facciamo una doverosa premessa.
Non ci fossero stati i filmati ad incastrarlo quanto state per leggere non avremmo mai potuto scriverlo, poiché lui (come tutti quelli come lui) avrebbe negato.
Ed i suoi simili, sarebbero scesi in piazza per difenderlo, attaccando le vittime e chi, come noi, sta dalla loro parte.
Però davanti alle immagini che la efficiente Questura di Vicenza ha registrato, gli è stato praticamente impossibile difendersi e rigettare le accuse.
Parlo del pediatra vicentino, Domenico Mattiello, da un paio di settimane agli arresti. Queste le sue parole dopo che il Procuratore gli ha fatto vedere uno dei filmati che lo incastravano, senza possibilità di appello:
«Io non ho mai spaventato nessuno sceglievo le minori con le quali avevo un buon rapporto e con cui a volte giocavo», dice il pediatra, subito smentito dai fatti dato che per le bimbe era “un matto” di cui avevano appunto paura.
Conferma anche le videoregistrazioni (come potrebbe non farlo davanti ad un filmato????) aggiungendo però «poi cancellavo subito le immagini» (e ora i tecnici della scientifica ed i periti del tribunale stanno recuperando i pregressi filmati, da pc, videocamere, telefonini, vhs).
Allo stato dei fatti ci sono 4 episodi di violenza da lui confessati e due che dice di non ricordare (anche se in sede di incidente probatorio, venerdì scorso proprio due bimbe di 7 e 12 anni, hanno raccontato tutto nei minimi dettagli. Bimbe ritenute quindi credibili, come vuole la società civile e anti pedofila).
Ma continuo con la parole del predatore, riportate dal Giornale di Vicenza:
(ho fatto) “carezze e sfioramenti perché non ho mai forzato o fatto violenza alle bambine: non mi sono spogliato, ma ho estratto il pene».
«Ho toccato la bambina nelle parti intime e anche in questo caso ho conservato il video – ripete lentamente – per un po’ di tempo, ma dopo averlo rivisto l’ho cancellato».
“Il pediatra ha anche ammesso che prima di incontrare le vittime si masturbava, tanta era l’eccitazione. Predisponeva l’ambulatorio come un set cinematografico, per immortalare i suoi approcci squallidi. «Le riprese le ho fatte con la stessa macchina fotografica digitale», ammette.”
«Quando guardavo i video? La mattina, quando ero libero dalla mia attività: passavo in studio e mi dilettavo a guardarli. Appagava i miei sensi, poi cancellavo quelle che non mi interessava più».
Queste parole (ed altre che ho volutamente omesso) sono le stesse che accomunano tutti i pedofili di cui qua avete letto. I vari pinovaleriomarcomariosergio e compagnia bella.
Solo che a differenza loro, come ho già detto, stavolta ci sono filmati inequivocabili, che rendono oggi più che mai le intercettazioni ambientali obbligatorie in ogni presunto caso di pedofilia.
Pur partendo dal presupposto che questi soggetti sono dei bugiardi di professione, è interessante leggere le dichiarazioni del predatore, poiché ci permettono di capire quanto da tempo qua andiamo dicendo, sulla psicologia dei medesimi. Spesso i loro sostenitori ad oltranza fanno presente che i loro amici “ingiustamente incolpati” hanno lavorato con decine di bambini per anni e che solo pochi si sono “lamentati” di loro. Ecco cosa dice al riguardo il pediatra, che ricordiamo avendo 64 anni sta, se così si può dire, da parecchio sulla piazza:

«Era l’ambiente che mi ha portato a riprendermi …ho pensato molto a quello che ho fatto e non ho capito perché negli altri asili non mi succedeva, mentre all’asilo Cariolato avevo questi impulsi».
Concludiamo con le parole del padre di una delle bambine coinvolte, apparse pure queste nei giorni scorsi sul Giornale di Vicenza:
”quando ho letto sul giornale la notizia dell’arresto del pediatra Domenico Mattiello per pedofilia ho capito tutto. Una drammatica illuminazione. Con mia moglie ci siamo guardati negli occhi. Eravamo sconfortati e disperati, perché in quel istante abbiamo compreso perché la nostra bambina non voleva più andare all’asilo e ogni volta che faceva la doccia non voleva che la toccasse nessuno. Un comportamento in apparenza incomprensibile, ma compatibile con qualcosa che era successo a scuola, un trauma che non potevamo immaginare e che lei non poteva esprimere, poverina, se non con quelle modalità”.
Si ascoltano queste parole e vengono alla mente altri casi. Incredibile come quello che per Vicenza è un sintomo di abuso, per Brescia siano fantasticherie dei genitori.
Ma prosegue il padre nel racconto che appare su un giornale che sta dalla parte dei bambini e non dei carnefici:”non potremo mai perdonarlo per quello che ha fatto, per avere spento il sorriso ala nostra bambina”. E con lui, la società civile.

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