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Prete pedofilo ai domiciliari. Sì ma dove? Alla casa del Giovane.

Don Marco Baresi

 

Ennesima barzelletta. Che però non fa ridere, bensì piangere. E che conferma che esistono pedofili di prima e seconda classe. Questo crediamo sia di prima.

Leggete cosa riporta il sito di Bergamo News.
Don Baresi (che il vaticano avrebbe già dovuto scomunicare vista la condanna ricevuta) avrà i domiciliari…al Conventino di Bergamo.

 

http://www.bergamonews.it/cronaca/alla-casa-del-giovane-i-domiciliari-don-marco-condannato-pedofilia-189423

Dove mandi i preti pedofili? In una comunità per minori….!

preti pedofili ospiti in comunità per minoriIl quotidiano on-line Bergamonews lancia questo allarme (per noi, perdonate la franchezza, è la scoperta dell’acqua calda). Un prete pedofilo, Don Marco Baresi (sì proprio quello del comitato Free Don, quelli con le t.shirt e gli adesivi a suo favore), uscirà dal carcere per scontare il resto della pena in un posto dove pare altri preti pedofili l’abbiano preceduto. Ovvero, una comunità (intitolata a Don Milani!!!!!!) che ospita minori in difficoltà e ragazzi presi dalla strada on in affido dal carcere. Questo l’articolo integrale, che in un periodo storico come questo (con un Papa come quello che abbiamo) risulta quanto mai anacronistico….. Dall’associazione nazionale vittime pedofilia una sola parola: VERGOGNA!
Articolo: http://www.bergamonews.it/cronaca/sorisole-preti-pedofili-e-minori-con-condanne-nella-stessa-struttura-184186 blog don marco baresi
p.s. domani una seconda parte, con una nostra riflessione.

Marcia pro don Marco Baresi: una bestemmia nascosta in fondo ad un messale.

Marcia pro don Baresi: una bestemmia nascosta in fondo ad un messale.
Alla fine gli adepti del comitato Free Don sono tornati in piazza, dopo un tam tam via mail mandato a tutte le parrocchie ed invitandoli a far aderire il maggior numero di persone possibile. Ignorando una sentenza che ha giungo di quest’anno ha confermato sia gli abusi che l’altrettanto gravissimo reato di detenzione di materiale pedopornografico (la Polizia riuscì a trovare 600 files pedofili guarda caso cancellati pochi giorni prima dell’arresto! – sentenza di condanna confermata per i fatti fino al dicembre 2004 ed in attesa di revisione per quelli successivi, ma i fatti precedenti, abusi e pedopornografia, ribadiamo cherestano di fatto confermati!).
E così ieri sera un manipolo di sostenitori (milioni per gli organizzatori, poche centinaia per la Questura) del sig. Marco Baresi (ex vice rettore del Seminario di Brescia)  hanno “ballato, cantato e pregato” (sic) per le vie della città, mente su un maxy schermo si diffondevano le immagini del loro beniamino.
Sarebbe troppo facile commentare come vi aspettiate noi si debba fare, in giusta rappresentanza del vostro dolore che si rinnova ogni qual volta leggete simili oscenità. E altrettanto facile sarebbe postare uno dei vostri commenti arrivati già da ieri (prima ancora della fiaccolata) al nostro blog. Invece non aggiungeremo nulla che già non si sia detto.
Nulla tranne una piccola considerazione.
Pochi giorni fa in Germania il Santo Padre ha affermato (ancora una volta con grande coraggio ed umanità, direi) : “posso capire che, di fronte a crimini come gli abusi su minori commessi da sacerdoti, se le vittime sono persone vicine uno dica: questa non è la mia Chiesa, la Chiesa è una forza di umanizzazione e moralizzazione e se loro stessi fanno il contrario io non posso più stare con questa Chiesa”.
Pochi giorni dopo il Vescovo di Brescia ribadiva invece:
“sono molto contento che gli amici di Marco gli manifestino una stima intatta. Sono, infatti, convinto, e l’ho anche scritto, che Marco sia innocente. Forte di questa certezza morale considero mio dovere astenermi da qualsiasi comportamento che sia o possa sembrare un’indebita pressione sulla magistratura. Ritengo, pertanto, sia bene che io eviti ogni forma di presenza che possa essere interpretata in modo scorretto e, quindi, anche solo in ipotesi, nuocergli”.
Ecco, qua oggi ci chiediamo solo come tali posizioni: Papa + vescovo siano conciliabili all’interno della stessa Chiesa. E quanto le seconde confermino il pericolo lanciato dalle prime: il fatto che la gente (stanca, abusata, nauseata) lasci la chiesa (una certa chiesa).
Chiesa che non crediamo possa essere rappresentata in alcun modo dal piccolo corteo sfigato di ieri sera. Rumoroso, puzzolente, ma piccolo.
Un corteo che riassumerei con le parole tratte da una canzone (“Se non oggi”) inserita nel nuovo cd di Ivano Fossati:
“una bestemmia nascosta in fondo ad un messale”.
p.s. se nel post precedente abbiamo scherzato, le foto che vedete qua, tratte dai giornali locali, invece sono tristemente vere.

Le lettere dei sostenitori dei pedofili: ”siamo mondi accostabili solo per contrasto”.

Le lettere dei sostenitori dei pedofili:
”siamo mondi accostabili solo per contrasto”.

La politica di questo blog (e del sottoscritto) è sempre stata quella di applicare la TOLLERANZA ZERO a chiunque ci scrivesse difendendo persone condannate per pedofilia e, soprattutto, attaccando/diffamando i bimbi abusati dai soggetti medesimi.
Per questo, abbiamo sempre posto sullo stesso piano chiunque abusi di un bimbo a parole (insultandolo quindi) con chiunque lo abbia appunto abusato (coi fatti).
Per questo, quando sono arrivate  lettere come quelle di cui parleremo oggi, il cestino è sempre stata l’unica risposta plausibile. Poiché dare un palcoscenico a soggetti abituati a parlasi addosso in un chiuso e minuto circolo vizioso popolato da simili, ci sembrava assolutamente ridicolo e non coerente con quanto da noi fatto.

D’altro canto fareste salire sullo stesso palcoscenico, che ne so, di un Paul Mc Cartney o  Bono, un qualsiasi Leone di Lernia? Ecco, appunto, vi siete risposti da soli.

Solo in una paio di occasioni – l’ultima mi pare fu di una insoddisfatta fan di Pinuccio La Monica – l’educ-attore di Reggio Emilia condannato a 9 anni e 9 mesi in primo grado per detenzione di 399 files pedopornografici estremi e abusi su ben 9 bambine accertate – ne abbiamo parlato, ma sempre come dato “folkloristico” che come altro.

Già, folkloristico. Credo sia il termine giusto per inquadrarle.
Folkloristico ed antropologico, aggiungerei, poiché ci permettono di studiare  e capire in quale terreno chi abusa, si muove. In quale mondo si rispecchia. Quale società imbroglia per ptoer delinquere. Prendendosi pure beffa di loro, che per lui marciano (o marciscono…oggi ho problemi coi verbi), sbraitano, scrivono.
Quel mondo che se è complice nelle parole permette di conseguenza una complicità nei fatti concreti.
Ma veniamo alle  lettere. Ne riportiamo alcuni stralci.

Partendo da quelle dei due sostenitori di Marco Baresi, ex vice rettore del seminario di Brescia (seminario su cui ricordiamo un interessante articolo che trovate qua: http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=0&ip=299&iv=299&im=423 ) , condannato (a Brescia!!!!) in primo e secondo grado.
Dopo la seconda condanna riceviamo quanto segue:

1 – “Ma io mi domando, (premettendo che i pedofili non sono assolutamente giustificabili!) vi che tanto state sputando su don marco, lo conoscete? Lo avete mai visto? Sapete chi è? e poi, sapete davvero cosa è successo? come sono andate davvero le cose? O vi riferite solo alle notizie che passano ai telegiornali, i quali godono nel inzuppare il pane in queste cose? Credetemi, non sempre ciò che viene detto in televisione risponde a verita… e anche se effettivamente c’è un processo in atto, che attualmente non lo ha ancora scagionato, siete davvero sicuri di cosa sia successo?

(…) spero davvero che non cancelliate questo mio commento, ma che ci sia qualcuno che abbia voglia di rispondermi, perchè vorrei tanto avere delle risposte…sentirsi dire “non ho coscienza”, quindi “che non provo vergogna” non è una cosa piacevole…certo che i bambini abusati devono avere tutta la compassione di questo mondo, ma credete a chi, forse, conosce la situazione, non è questo il caso…spero ci sia qualcuno che abbia voglia di rispondere alle mie domande…”.
Firmato Giulia 92
A cui fa seguito:
2- “Non conoscete i fatti, dovreste almeno prendervi la briga di approfondirli.
Il vostro lavoro è importante, non c’è dubbio, ma quando vi capita tra le mani il caso di un uomo condannato ingiustamente, il danno che fate senza rendervene conto è incalcolabile.
Questo vale anche per Padre Mario Pezzotti.
Non penserete davvero che i condannati ingiustamente non esistano?
Non sapete chi sia il ragazzo che ha denunciato don Baresi, non sapete in cosa consisteva la detenzione di materiale pedopornografico, non sapete in quale melma sono finiti i giudici. Non sapete niente.”
Firmato gianmario

Due esempi. Su cui effettivamente c’è ben poco da dire.
Partiamo dall’ultimo, quello di gianmario che unico portatore di verità perde tempo a scrivere a noi, anziché rivolgersi ad una Procura portando tutti gli elementi in suo possesso per far scagionare il povero sig. Baresi.
Certo appare incredibile come anche davanti alle prove provate (leggasi pedopornografia) qua come peraltro fu nel caso di Pinuccio, c’è sempre la ricerca di un alibi, una personale versione dei fatti.
Una cosa però mi va di aggiungere. Dato che cita anche Mario Pezzotti, le faccio presente che quello che sappiamo sul prete pedofilo (di cui hanno parlato il Washington Post, il New York Times, il Times, ma dubito lei lo sappia dato che forse legge solo i bollettini parrocchiali dove spiccano le foto di Pezzotti circondato da bimbi indios seminudi o il Giornale di Brésa), quello che sappiamo dicevo, va molto oltre quello che fino ad oggi è uscito……
A Giulia92 rispondiamo solo che sono quelli come lei (se 92 non è la sua età ma la data di nascita inorridiamo due volte….) che da soli si sono resi ridicoli e senza vergogna.
E l’hanno fatto nel momento stesso in cui anziché pregare per il proprio amato Don, stargli vicino vicino, sostenerlo, sono scesi in piazza, hanno fatto le t-shirt ed i tatuaggi (ma si rende almeno conto????) manco fosse l’ultimo dei tronisti di Maria De Filippi. Hanno fatto i tappetini per il computer e gli adesivi per l’auto (a proposito, sto sempre aspettando la t-shirt che avete detto avreste regalato a chi ne faceva richiesta! Taglia L grazie). Quelle sono le cose che li hanno resi ridicoli. E stupidi, terribilmente stupidi. Perchè hanno banalizzato un dolore enorme (per le vittime). Per questo parlavo prima di iniziative folkloristiche. A questo dobbiamo ricondurli, altrimenti ci sarebbe davvero da preoccuparsi, pensando che là fuori ci sono dei giovani che ragionano ed agiscono come lei…..
Quanto alle sue parole di circostanza (poveri bambini…cattivi i pedofili) gliele rimando al mittente perchè è evidente che della sofferenza dei bimbi abusati lei non sa/capisce molto. E non gliene può importare di meno. Altrimenti non perderebbe tempo a scrivere simili deliri.
Deliri. Già. Non si possono definirei diversamente certe frasi, come questa, che togliamo dalla seconda lettera:
“E per di più ci date degli “imbecilli”. Siamo 500 persone adulte che hanno reso pubblico il loro nome a difesa di don Marco. Nel nostro paese il rapporto tra accusatori e innocentisti è come minimo di 1:1000. Pensateci.”
Nel mio libro nero della pedofilia, racconto del paese di Jedwabne (Polonia). Il 10 luglio del 1941 metà della popolazione…massacrò l’altra metà. Donne, anziani, bambini, addirittura neonati (arsi vivi nel fieno): non si guardò in faccia nessuno. E persone da sempre vissute in armonia tra di loro, si accanirono improvvisamente, diventando folli assassini.
Il tutto avvenne in poche ore. In poche ore metà della popolazione (quella di religione ebraica) fu spazzata via.
Perché? Solo perchè qualcuno disse loro che andava fatto….
”Caro Massimiliano Frassi la tua lotta alla pedofilia è una cosa che ti fa onore e ti stimo per questo ma nel caso di Don Ruggero Conti hai fatto una gaff gigantesca. Prima di tutto la vicinanza della comunità a Don Ruggero è sempre costante con lettere, fiaccolate, sere di veglia con candele (sic).
Sono state oltre tutto smontate tutte le accuse. Inoltre non ci sono prove materiali degli abusi. In conclusione vorrei dirti che parlare di cose che non si sanno è da ignoranti”.
Don, pardon, il sig,. Ruggero Conti è stato condannato a 15 anni e 4 mesi per aver abusato, nel periodo che va tra il 1998 ed il 2008, ben sette bambini. I reati che gli hanno attribuito sono: atti sessuali con minori e induzione alla prostituzione minorile”. Il Pm aveva chiesto 18 anni, chiedendo che l’imputato rispondesse alla legge italiana per “condotte di una gravità inaudita, insidiose ed insistenti”.
Durante il processo sono state ascoltate vittime di Don Conti di abusi che sarebbero avvenuti negli anni ’80 prima della sua ordinazione a sacerdote. Tali presunti reati sono però caduti in prescrizione.
Concordo su un punto: “parlare di cose che non si sanno è da ignoranti”.

Nota:
Pochi giorni fa Padre Fedele Bisceglia è stato condannato per aver stuprato una suora. La condanna in primo grado è di 9 anni (rifletta Pino La Monica, su quanto gli è andata bene!). Le immagini di lui vestito di bianco in aula di Tribunale mentre inveiva contro Giudici e Suore hanno fatto il giro del mondo. Creando pure delle grasse risate, se non fosse che si parla appunto di uno stupro e non di una puntata mal riuscita del Muppet Show. Quello che però mi ha più colpito di quelle immagini, non è tanto la verve dell’ex fraticello, ma le t-shirt di 3 poverelli che posano per i fotografi, in piedi nell’aula di Tribunale. Tre t-shirt con la scritta: “Padre Fedele Innocente”.
Anche per Pacciani (il contadino che abusava delle proprie figlie, picchiava la moglie e fu fatto passare per uno dei mostri di Firenze) in aula apparvero delle simili magliette (“io sto con Pacciani”), segno forse che il gene dell’imbecillità si può pure trasmettere. Di generazione in generazione. Come un virus. Subdolo. Ridicolo. E per questo ancora più pericoloso.

Questo è quanto. Inutile dire che eventuali mail seguite a questo articolo verranno subito cancellate (non fosse altro che riceviamo una media di 500 lettere a settimana e dobbiamo smaltire un po’ il lavoro…), anche perché, lo ripetiamo, noi e voi siamo due mondi inconciliabili:
accostabili solo per contrasto (come dimostra il post che segue).

Don Marco Baresi, ex vice rettore del seminario di Brescia condannato in via definita. È un pedofilo anche per la Legge italiana.

Don Marco Baresi, ex vice rettore del seminario di Brescia condannato in via definita. È un pedofilo anche per la Legge italiana.
Da rifare invece parte del processo per quanto concerne i fatti successivi al 2004.
Ora ci chiediamo: che tipo di gadgets produrranno i suoi sostenitori?
Se si orienteranno su una nuova linea di abbigliamento suggeriamo questa, è più coerente:

 

“Condanna confermata per quanto riguarda i fatti antecedenti il 2004, annullamento con rinvio per i successivi. E’ quanto ha deciso la Cassazione in merito a don Marco Baresi, il vicerettore del seminario diocesano di Brescia accusato di violenza sessuale su un ex seminarista all’epoca 14enne e di detenzione di materiale pedopornografico.
I giudici hanno differenziato il dispositivo, avallando solo in parte la sentenza della Corte d’Appello che nel giugno del 2010 lo aveva condannato a 7 anni e 6 mesi di carcere. E’ appunto stato disposto un nuovo processo relativamente agli episodi che si sarebbero verificati dopo il 2004, confermati invece quelli antecedenti e quelli relativi al reato di detenzione di files pedopornografici. Don Baresi si trova agli arresti domiciliari.  (FONTE: AGI)”

E per ripassare un po’, una lunga carrellata fotografica che può terminare solo con una frase: SOSTEGNO AL BAMBINO ABUSATO ED ALLA SUA FAMIGLIA. SIAMO TUTTI CON VOI!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nota: perchè questi toni? Non potevamo riportare semplicemente la notizia?
La risposta è NO. Se pensiamo a quanta m…a è stata spalata sulla vittima in questi lunghi anni. E, forse, l’imbecillità (figlia della complicità) si combatte meglio con lo stesso linguaggio…forse…

I PEDOFILI DEL SEMINARIO DI BRESCIA

 
Più escono articoli così, più capiamo quello che (ci) è successo in questi anni. Ma soprattutto il prezzo pagato da tante famiglie:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/01/viaggio-nel-seminario-dove-i-vicerettori-commettono-abusi-sessuali/34976/
 Nota: l’argomento Chiesa e pedofilia oggi è quasi “di moda”. Ed esce un libro (inutile) a settimana.
Quello di Vania Lucia Gaito resta unico, per qualità e lavoro svolto. Ed oggi è stato rieditato in edizione economica per la Tea. Da leggere se già non l’avete fatto!
Potete ordinarlo a questo indirizzo:
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__viaggio-nel-silenzio.php

Lettera al comitato Free Don da Bill Nash

LA VOSTRA VOCE.
calendario don baresi marco fee donRiceviamo e pubblichiamo la lettera che Bill Nash ha scritto dagli Usa al gruppo di supporter di Don Marco Baresi, prete pedofilo condannato in due gradi di giudizio per abusi nei confronti di un minore e detenzione di materiale pedopornografico:
 
<<Buongiorno,
Il mio nome è Bill Nash e scrivo dagli Stati Uniti. Per due anni sono stato  un seminarista presso i Padri Missionari Saveriani, dove però ho subito abusi sessuali da parte di Padre James Tully.
Padre Tully ha abusato bambini per oltre tre decenni in vari continenti. Padre Tully era un prete molto “popolare” ma con un lato oscuro. Recentemente 8un anno fa) è stato laicizzato dal Papa. Ha lasciato alle spalle (impunito) decine di vittime. Negli Stati Uniti, i Padri Missionari Saveriani hanno avuto almeno tre preti (accertati) pedofili ch hanno abusato tantissimi bambini. Gli altri due sacerdoti sono stati inviati qui in Italia. Uno è padre Mario Pezzotti e l'altro era fratello Eugenio Cumerlato. L'Ordine ha pagato innumerevoli risarcimenti per pagare il lungo percorso terapeutico delle loro vittime. Ma nonostante abbiano saputo dei disturbi psicologici di questi uomini, hanno comunque permesso loro di continuare ad entrare in contatto con i bambini. Questo è un reato “aggiuntivo”.
Ho seguito le notizie di don Marco Baresi da Brescia e volevo condividere con voi quanto sono stato terrorizzato da quello che è successo. Don Marco è stato condannato due volte in un tribunale. Mi riesce difficile comprendere come si possa essere ciechi davanti ad un simile caso. La vostra prima preoccupazione non dovrebbe essere rivolta a questo sacerdote, ma piuttosto dovrebbe riguardare la condizione della vittima.
DON MARCO BARESI PRETE PEDOFILO
Stiamo parlando di bambini che sono stati violati nel modo peggiore dagli adulti. Questo comportamento è considerato criminale nella società civile. I problemi degli abusi sessuali da parte di membri della Chiesa cattolica sui minori non riguardano solo il mio paese. Sono accaduti in molte altre parti del mondo.
La cultura all'interno della Chiesa istituzionale ha contribuito a questa disfunzione, a livello globale. Sono deluso che il vostro gruppo abbia fatto solo ipotesi circa l'innocenza dell’amato sacerdote , senza aver espresso alcuna preoccupazione per la vittima. Inoltre, il vescovo ha espresso una posizione simile nella sua lettera ai sacerdoti della diocesi dello scorso 16 giugno. Per me è stato assolutamente agghiacciante l’aver letto questa lettera dove nonostante la (duplice) condanna penale, si ha continuato a sostenere che il sacerdote è innocente senza esprimere alcuna preoccupazione pastorale per le vittime. Non mi sarei mai aspettato qualcosa del genere nel 21 ° secolo. Mentre il resto del mondo ha cominciato a riconoscere che i crimini da parte del clero si sono verificati su larga scala, il vescovo e il tuo gruppo non hanno espresso alcuna preoccupazione, tranne forse che la reputazione della Chiesa potrebbe essere stata offuscata. Anche il Vaticano è stato costretto a riconoscere le mancanze da parte della Chiesa.
Mi permetto di suggerire al tuo gruppo di mettersi in contatto con il cardinale Levada e monsignor Sicluna presso la Congregazione per la Dottrina della Fede, al fine di aprire un'inchiesta sul caso di don Marco. Il caso è stato convalidato dalle autorità civili e si consiglia di proseguire vie canoniche. La vostra prima preoccupazione dovrebbe essere la protezione dei bambini e, se don Marco si è reso colpevole di crimini sessuali contro i bambini, allora dovrebbe essere controllato in modo che i bambini siano protetti. Inoltre dovrebbe essere rimosso da prete.
Dal 2002 la Chiesa cattolica negli Stati Uniti ha adottato una politica di tolleranza zero. Se ci sono delle accuse credibili di abusi nei confronti di un bambino non si può “lavorare” come prete. Questo è un passo prudente che la Chiesa è stata costretta ad adottare. Tale politica dovrebbe essere adottato universalmente nella Chiesa.
Mi permetto infine di suggerire al vostro gruppo di mostrare un po’ di compassione e sostegno per questa vittima. Stiamo parlando di un bambino che è stato violentato da un adulto. Immaginate quali danni possono essere stati causati. Il vostro gruppo sembra avere un sacco di energia, perché non incanalare parte di questa energia verso la guarigione di questa vittima e contribuendo a prevenire ulteriori danni? >>
Sincerely,bill nash
Bill Nash – SNAP Advocate
(per gentile concessione – traduzione nostra)

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Mentre ad Alassio si sfilava a Brescia ripartiva un processo. Contro l’ennesimo sacerdote, reo di aver violato la parola di Dio e l’innocenza dei bambini.
Già condannato per abusi contro un ragazzo ex seminarista e per detenzione di materiale pedopornografico, Marco Baresi ex vicerettore del seminario diocesano di Brescia (sic!) si è presentato ieri accompagnato da uno sparuto gruppo di fans con le colorate mogliettine gli hanno testimoniato la loro solidarietà, facendo indignare (mi dicono) i passanti che fuori dal Tribunale assistevano schifati al triste teatrino.
Il processo continua in data 6 maggio quando il Tribunale valuterà se andare a dun nuovo dibattimento dopo aver analizzato le perizie sul computer dell' ex vicerettore.
Curiosità: come mai si è parlato solo di internet e non degli abusi sul ragazzo? Mah…
Intanto, giusto perché lo si ricordi, diamo alla vittima ed alla sua famiglia tutta la solidarietà di questo paese civile.
Non saranno ovviamente 4 t-shirt di bassa lega a spaventarlo, anzi, faccia come noi, ci rida sopra.
 
A tal riguardo ci permettiamo di suggerire due nuove t-shirt, essendo quelle indossate oramai non tollerate più dalla Chiesa ufficiale:
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Brescia.
E’ iniziato oggi il processo di appello a Marco Baresi, ex vice rettore del seminario, già condannato in primo grado per abusi e detenzione di materiale pedopornografico.
Silenzio totale sulla stampa. Forse per qualcuno stanno diventando scomode le parole del Santo Padre? E la sua opportuna presa di posizione a favore di una definitiva pulizia? Certa gente non è mai contenta…..  
 
 felpa
Ed a proposito di chiesa e pedofilia, segnalo a tutti questa pagina del Corriere della Sera, dove il cardinale Martini dà risposte concrete sul problema, dicendo tra l’altro:
“”stiamo superando una tradizione di silenzio e bocca chiusa espressa nel noto proverbio: “i panni sporchi si lavano in famiglia”:
http://www.corriere.it/cultura/speciali/2009/martini01/notizie/martini250410b_3fa60ad6-503f-11df-a78b-00144f02aabe.shtml

felpablog don marco baresi
Da questo blog viene gridata ogni giorno la voce delle vittime della pedofilia.
Si cerca, umilmente, di rappresentarne il volto. Dare un colore al loro dolore. Renderlo pubblico, affinché sia appunto il dolore di tutti e per questo, magari, più facile da sconfiggere.
Oggi il blog è interamente dedicato a due ragazzi. Un ragazzo ed una ragazza, per l’esattezza.
Della ragazza già parlammo. Trovate la sua storia qua:
http://www.massimilianofrassi.
splinder.com/tag/don+matteo+diletti

Ed oggi le mandiamo il nostro più grande in bocca al lupo dato che la ferita rimarginata si è riaperta, poiché siamo giunti al processo d’appello. Del quale domani riparleremo……
Del ragazzo non abbiamo mai parlato. Eppure ha avuto un coraggio che manco vi immaginate……
Malgrado i “suggerimenti”, le svariate telefonate e “visite”, malgrado quella che oggi i giornali definiscono la sua “fragilità” (…..),
malgrado l’emarginazione a cui (alcuni) suoi compagni l’hanno condannato, ha avuto una forza incedibile.
Attraversando la piazza adiacente il tribunale di Brescia, infestata da ambigue presenza, per raccontare la verità, denunciando il male che aveva subito.
Che non è stato un male solamente “fisico”. È stato forse il più grande tradimento che si possa avere. In una strada che doveva portarti a Dio (seminario) hai incontrato il Diavolo. Che spero, oggi, non ti abbia fatto perdere la fede. Altrimenti la battaglia sarebbe definitivamente persa…..
A lui oggi, ed alla sua famiglia, auguriamo ogni bene.
Soprattutto quello di potersi riappropriare di un po’ di serenità, che niente e nessuno, d’ora in avanti, potrà più infangare.
Ed a questo aggiungiamo l’augurio più grande: quello, una volta divenuto adulto, di restituire, sotto forma di bene, tutto il male ricevuto……….
Se passi da queste parti, sappi che per te la nostra porta è sempre aperta……..con infinita stima……

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