Archivi per la categoria ‘donne pedofile’

Il caso della Madre, pedofila sadica in Liguria.

 

hallowstregabiancaLa Liguria in questo periodo tiene banco nelle cronache nazionali sulla pedofilia, con storie sempre più raccapriccianti. Dalle marce pro don Lu, al caso Zanardi, al pedofilo assolto “perché sonnambulo”.
Oggi, per la serie  – ricordate i soliti pedofili cosa dicevano? –  “la “pedofilia al femminile non esiste”, ci arriva questa storia. Di cui avevamo già parlato ma su cui torniamo, dato che siamo alle fasi finali del processo e fuoriescono nuovi raccapriccianti dettagli.
Una madre quarantenne avrebbe sfogato sul proprio figlio di 10 anni le proprie “perversioni sessuali”.
Il piccolo veniva legato, ammanettato, ed abusato (anche con “l’utilizzo di un bastone”), infine costretto ad assistere a rapporti sessuali tra la donna ed altri uomini (nessuno dei quali, mi chiedo, si è indignato /rivoltato? Spero che le carte del processo dicano che qualcuno l’ha fatto, altrimenti mi auguro sia in corso un procedimento anche nei loro confronti!).
La giovane vittima è stata ritenuta credibile, ed i riscontri di abuso sono stati certificati anche a livello fisico.
Il caso è emerso quando il bimbo, affidato ad una zia e già seguito dai servizi sociali, incominciò a ripetere sulla donna quanto di fatto subiva a casa.
La donna sconvolta aveva segnalato il tutto ai servizi sociali ed il bimbo aveva poi raccontato quella che per lui era la routine familiare.
La madre del bambino, che ha lavorato per una ditta che si occupa di mense comunali nel comune di Cairo, era presente in aula e si è difesa, anche con i parenti intervenuti, dicendo che “dimostrerà la sua innocenza” e che il bimbo ha travisato degli “sporadici violenti rimproveri”, ma in tutto per lei è stato definito con una parola sola: “fantasie”.
Si ritorna a processo il 21 luglio…….

 
PEDOFILIA AL FEMMINILE.
Il detto che bisogna aspettare il cadavere del nemico in riva al fiume, perchè prima o poi passerà, è forse il più “vero” che ci sia, come ha dimostrato la recente condanna in cassazione di Apolloni dei Falsi Abusi.
La Condanna restituisce subito un minimo di serenità ai bambini abusati ed alle loro famiglie (comprese quelle che non hanno avuto la forza di continuare l’iter processuale). Servirà invece molto tempo per risanare le bugie dette e la contaminazione a tappeto che ha portato la lotta alla pedofilia e la tutela dei bambini abusati indietro di almeno trent’anni: e di cui dovranno pagare!!!!!!!!!!
Contaminazione che è stata dagli stessi accreditata sempre alle vittime, quando invece era evidente a tutti quale fosse il gioco e l’obbiettivo finale: rifarsi una verginità, sulla pelle degli altri.
Tra le mille fandonie, che nei giorni a seguire andremo ad analizzare, come già promesso ieri, c’era anche quella per cui la pedofilia al femminile non esistesse. Come se questa affermazione, servisse poi a far assolvere le donne chiamate in causa dalle vere vittime.
Ieri da un’associazione inglese, in collaborazione con Scotland Yard è arrivata questa notizia:
nella sola Gran Bretagna 64.000 persone, ovvero il 20% dei 320.000 britannici sospettati di essere pedofili, sarebbero donne. La notizia giunge dopo che alcuni giorni fa una maestra d’asilo di Plymouth, aveva confessato i suoi reati: ovvero l’avere per circa 9 mesi molestato i bambini della sua scuola.
Ancora una volta alle farneticazioni di singoli individui, ben collegati tra di loro, rispondono le cronache.
A proposito di Scotland Yard, piccola parentesi. Una delegazione di Prometeo a giorni verrà ricevuta da Scotland Yard (prima associazione italiana a ricevere questo beneficio)….ma (anche ) di questo avremo modo di parlarne 😉

QUANDO L’ORCO E’ LEI.
Durante il nostro corso di formazione per le forze dell’ordine, tenutosi nella sede di Gorle, abbiamo toccato il tema della pedofilia al femminile. Interessanti i dati emersi dagli studi presentati, inglesi australiani e canadesi in primis.
Innanzitutto la maggioranza degli abusi perpetrati da donne non viene denunciato. La pedofilia al femminile è infatti ancora un grosso taboo culturale, difficile da scardinare, e rafforzato dalla vergogna della vittima di chiedere aiuto, ma anche dall’elevata sofferenza che impedisce ogni azione specialmente quando l’abusante, ad esempio, è la propria madre (2% dei casi in Inghilterra).
Elena Martellozzo di Scotland Yard (nonché membro del nostro comitato scientifico) è intervenuta al corso per presentare la ricerca “Blue Island” realizzata proprio dalla Polizia inglese.
Durante tale ricerca sono state intervistate in carcere 18 donne, condannate per abusi a danno di minori.
In tutti i casi le loro vittime erano state ancora più isolate, di quanto normalmente non accada per la difficoltà a credere tali donne come delle predatrici. Inoltre si è riconfermato che l’equazione bimbo abusato adulto abusante era errata non avendo avuto nessuna di queste un passato di vittima.
La percezione sociale presenta le donne come “sessualmente inoffensive”, ancorate “ad un istinto di protezione” che allontana l’idea di vederle come abusanti. Invece una piccola ma significativa percentuale di donne abusano sessualmente. Il fatto che non se ne parli rende le vittime ancora più isolate e sole.
Uno studio scientifico canadese, presentato in una conferenza a Toronto ha dato un quadro preciso della situazione:
5 milioni di canadesi sono stati abusati da piccoli: la percentuale è di un bambino su 7 ed una bambina su 4. Il 10% degli abusanti era di sesso femminile. Bassa percentuale, certo, ma che porta il numero totale a ben 500mila vittime della pedofilia al femminile.
Se il dato vi sembra esagerato, dicono i ricercatori, immaginiamoci che solo l’1% delle vittime siano state abusate da donne, bene il dato è di “sole” 50mila vittime.
“Non so a voi ma a noi sembra tutto tranne che una minoranza di cui non tenere conto”.

crudelia

Comincia oggi, e durerà per molto, un viaggio tra le panzane inventate di sana pianta e vendute dai nuovi teleimbonitori. Difensori d’ufficio di pedofili, pederasti e loro complici. In forma cartacea, virtuale o carnale, poco importa. Un mare di immondizia inquinante che chissà quale nuova voragine avrà aperto nell’ozono. Partiamo (per ora con uno stralcio poi come per tutti gli altri argomenti con dossier esclusivi) con la  pedofilia al femminile. Che più volte in questo periodo vi hanno detto NON ESISTERE (vedasi al riguardo anche mio vecchio post, pubblicato da molti quotidiani: LE QUOTE ROSE DELLA PEDOFILIA).maleficent2

Gli stessi che hanno, come cultura e modus operandi, la stessa base, ad esempio, dei revisionisti che affermano (dati scientifici alla mano….sic!) che Auschwitz è un’invenzione degli americani ed altre panzane simili.
E’ geniale (scusate ma non trovo altre parole) che a certificare la NON esistenza di donne pedofile siano i parenti di donne imputate per pedofilia.
Praticamente è come chiedere al figlio di Tano B. se la Mafia esiste. Oppure (risposta giusta) se è l’invenzione di qualche folle……
In realtà la pedofilia al femminile, purtroppo, esiste ed è studiata (all’estero) da tanto tempo.
In America a fine anni’80 addirittura si parlò di “emergenza sociale legata all’aumento di casi di pedofilia al femminile” in tutti “quei circoli che portano le donne a contatto con minori (scuole e palestre in primis)”.
Per capire meglio il problema diamo un’occhiata ad alcuni siti americani che promuovono culturalmente la pedofilia al femminile.cinderella08
Ricchi di immagini (non pedopornografiche!), con disegni a colori pastello (in prevalenza fiori) invitano le donne che “provano un’attrazione sessuale a favore dei bambini ad uscire allo scoperto” e  “godere in pieno la propria sessualità”.
“Per molto tempo ho pensato di essere l’unica, ma dopo aver trovato questo sito ho capito che eravamo in tante. Tante come me” scrive una tizia di nome Stefy, che non vede l’ora la prossima estate di farsi una vacanza in Sud America.
Interessante è Katie, ma il nome chiarisce essere uno pseudonimo, di 39 anni, insegnante. “Se mio marito sapesse” scrive in un suo post, impazzirebbe, “ma nessuno mi può rendere felice come il corpo di un bambino”.
Con la solita ipocrisia che contraddistingue la categoria, anche le pedofile cercano assurde giustificazioni per celare, malamente, i propri atti.
E come sempre capita in questi casi gli unici ad ascoltarle ed a crederci sono i propri simili:
“noi non approviamo la coercizione o qualsiasi altra forma di violenza.
Il sesso con i bambini è positivo solo se loro acconsentono, non se sono obbligati a farlo”.
 
Si ringrazia:F.B.I. , Polizia di Stato, amici vari 😉 –
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