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EMERGENZA STUPRI 3/3

La chiameremo Nicoletta, anche se, è importante sottolinearlo, non è il suo vero nome.
Nicoletta per anni ha subito abusi da parte del patrigno, un 34enne che negli ultimi 4 anni ha più volte abusato di lei.
Nicoletta oggi ha 16 anni, al madre nigeriana di anni ne ha 32. Facile fare i calcoli di una maternità, forse, non tanto ricercata.
Facile immaginarsi la mancanza di protezione nei confronti di quella sua figlia…..
Nicoletta si è stancata. Ha deciso di ribellarsi e l’ha fatto nell’unico modo che conosceva, con la forza.
Davanti all’ultimo assalto della belva ha preso una lametta e gli ha reciso i testicoli.
A questo punto sarebbe comodo fare della cinica ironia (e la cosa, come ben sapete mi riuscirebbe pure bene), invece chiudo qui la storia riportando solamente il suo epilogo.
Il patrigno ferito va a farsi medicare al pronto soccorso e gli intelligenti medici, vedendo la particolarità della ferita, avvisano i carabinieri che ricostruiscono tutta la vicenda.
EMERGENZA STUPRI – 1

Fermiamoci un istante e pensiamo solo a questo:
se fosse nostra madre, nostra figlia, nostra sorella, nostra moglie…..
Se fosse una qualsiasi donna. Che amiamo. E che alle nove di sera non torna a casa e ci chiama, o ci fa chiamare, da un pronto soccorso. O da un commissariato. Dove la raggiungiamo, col cuore in gola, convinti che abbia avuto un brutto incidente d’auto. O che l’abbia colta un improvviso malore.
E invece ce la ritroviamo ammutolita e spaventata, su di una brandina. Con i lividi sul viso. Il sangue rappreso. L’odore delle bestie ancora sulla sua pelle. Quel che resta degli abiti in una borsina di plastica, di quelle della spesa.
Sul corpo tremante una vestaglia bianca. Datole da un’infermiera, sensibile e generosa.
Gli occhi privi di vita. Spenti. Forse per sempre. Sicuramente per molto. Bagnati solo dalle lacrime.
Lacrime che sanno di dolore, odio, paura, morte. E che pure loro, scendono a fatica, in un anima che non vuole più vivere. Soffocate dall’eco di quelle grida che ancora rimbombano nelle orecchie: “stai ferma, cosa urli, zitta brutta p…..a”.
I giorni a seguire poi non saranno certo migliori e quando li troveranno c’è da star certi, avranno avvocati degni dei loro clienti. Abili nell’abusare anch’essi. Solo in un altro modo.
D’altro canto si sa “ci stanno tutte, e tutte sono consenzienti”.
“Quella gonna corta poi…quel camminare “strano”, come non tradurli in segnali di richiamo?!
E mentre altrove si richiedono leggi ferree, ronde di quartiere, telecamere ovunque, soprattutto noi uomini, anzi, meglio, noi maschi riappropriamoci della nostra parte di cielo. Difendiamola.
Poi, fermiamoci un istante e pensiamo solo a questo:
se fosse nostra madre, nostra figlia, nostra sorella, nostra moglie…..
audioblog ( da ascoltare attentamente!!!):
MIA MARTINI, Donna.
L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder
EMERGENZA STUPRI – 2
Continuano le notizie che vedono emergere drammatiche storie di stupri.
Una delle ultime, in ordine di tempo, ha portato all’arresto dei carnefici grazie ad un sms spedito ad una vittima.
Il testo diceva, testualmente: “ti è piaciuto?”.
Spero che il Giudice lo legga con attenzione.
E solo per questo raddoppi la pena.






