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Bocchio: resta a tutti gli effetti un pedofilo. Ricercato!

giovanni bocchio ricercato pedofilo

Si è svolto giovedì scorso a Milano un processo. Ancora legato al caso Bocchio, pedofilo già condannato in primo, secondo e terzo grado. Non sto qua a spiegarvi che tipo di processo sia stato, sono quelle udienze che solo l’assurdo sistema italiano permette (ma certo non è stato un sesto grado di giudizio come qualche idiota ha detto, facendo passare l’informazione che i pedofili possono avere più gradi di giudizio). Il processo Bocchio si era già concluso con la condanna definitiva in Cassazione. E con l’udienza parallela di Milano di giovedì scorso ribadiamo che Giovanni Bocchio è un pedofilo. Ma soprattutto un pedofilo latitante in quanto scappato prima che gli arrivassero i carabinieri a casa per trasferirlo in carcere.
Se qualcuno avesse notizie su di lui ci contatti o contatti la più vicina stazione dei carabinieri/polizia/finanza.

Pedofilo latitante da un anno. Ma riparte la ricerca.

E’ passato (volato direi) già un anno dalla condanna definitiva di Giovanni Bocchio, pedofilo. L’uomo (chiedo scusa agli uomini) che per poter raggiungere l’orgasmo doveva procurarsi una bambina…di pochi anni.
Qua trovate la sua storia: http://www.massimilianofrassi.it/blog/category/giovanni-bocchio
Dalla condanna definitiva il pedofilo è scappato. Chi dice all’estero, spaziando dal Portogallo al Brasile, chi lo vuole in Italia.
In qualsiasi caso, malgrado i sorrisi di circostanza e le battutine degli amici (che se si scoprisse un domani – e lo si scoprirà – sapere dove lui stia si beccheranno una bella denuncia per aver nascosto un fuggitivo, poi vedi come ridono) vive da recluso. Come un topo di fogna, un vampiro che appena vede il primo raggio di luce deve rintanarsi.
E intanto il tempo passa e più passa più quando uscirà dal carcere (perchè ci finirà) uscirà orizzontale. Ciao Bocchio a te e ai tuoi amici che ci leggono il nostro saluto. Chissà come deve essere brutto dover scappare di continuo, nascondersi, aver paura di chiamare a casa, non poter vedere i propri cari ogni giorno ma solo di tanto in tanto e di sfuggita, sapersi intercettati e intercettabili.
Pensa come stai soffrendo, sapendo che passi gli ultimi decenni della tua esistenza, dovendoti nascondere. Una vita sprecata, per finire nel cassonetto dell’indifferenziata, che tristezza, che amarezza…
E’ proprio dura la vita del latitante, soprattutto se è solo un vile pedofilo e non c’è spiaggia tropicale, o italiana, che ti possa consolare…specialment eora che le ricerche sono ripartite… Toc toc…

Troviamo Bocchio, pedofilo latitante.

Troviamo Bocchio. Predatore in fuga.

Ieri picco stagionale di accessi al blog. Malgrado durante il periodo estivo i contatti diminuiscano ieri grazie al vostro supporto c’è stata una grandissima attenzione sul caso Materi. Di cui torneremo a parlare lunedì, con la seconda parte dell’analisi della sentenza di condanna.
Oggi prosegue però il nostro viaggio nella pedofilia. Per primi abbiamo raccolto il grido di dolore di una madre che benché abbia avuto il predatore di sua figlia (all’epoca dei fatti anni 4!) condannato in primo grado, in secondo grado ed in Cassazione, si è ritrovata col predatore latitante.
Fuggito. Come un topo di fogna quando sotto ad un tombino entra un raggio di luce.
Ora su di lui c’è un mandato di cattura internazionale e siamo certi, prima o poi lo troveranno e lo riporteranno nelle patrie galere. Con l’aggravante della fuga. E l’analisi delle complicità di chi quella fuga ha permesso…..
Intanto per farvi capire chi è e quanto importante sia che venga catturato ricordiamo come ha agito:
è l’estate del 2002 e Caterina (nome fittizio) scopre che la propria figlia nel retro del negozio dove lavora, fa dei giochi “strani” con i propri amichetti. Quello che più di tutti la sconvolge è il “gioco della pipì”. La bimba si spoglia e si fa fare pipì “sulla patatina” dai compagni.
La mamma tiene d’occhio  la bimba e ad un certo punto interviene chiedendole spiegazioni su quel gioco malato. Questa la risposta della bambina, come da verbale delle forze dell’ordine:
“mamma promettimi che non morirai, (in lacrime) promettimi che io sarò sempre la tua bambina, mamma promettimi che papà non se ne andrà”.
Incomincia con questa frase e con il pianto spaventato della bimba il viaggio nella pedofilia di questa famiglia.
Viaggio che farà emergere quanto accaduto alla bimba e le minacce conseguenti all’abuso subito (“mi ha fatto la pipì calda appiccicosa nella patatina… si è pulito… poi è andato a fare il bagno al mare”…capite? Abusa una bimba e poi entra in mare per farsi una nuotata come nulla fosse!).
Viaggio che farà emergere gli abusi da parte di Giovanni Bocchio, industriale alessandrino, che frequentava lo stesso stabilimento balneare di Caterina e della sua famiglia, in quel di Finale Ligure.
Lui, l’amico dei bambini, che dietro le cabine dove cambiarsi (lì oggi hanno messo le telecamere!) porta una bambina piccola (ricordiamo: lui classe 1939 lei 1997)) per placare la sua fame di predatore di bambini.
La famiglia viene periziata e stra periziata. Tutti, la bimba in primis, sono ritenuti credibili. E Bocchio viene condannato. Fino alla sua fuga.

“io preferisco le donne, perché gli uomini quando diventano grandi sono cattivi”.
A nome di tutti gli UOMINI, trovate quel p…p…pedofilo!

n.b. chiunque abbia notizie avvisi immediatamente il 112, il 113 o l’Interpol (http://www.interpol.int/Contact-INTERPOL ).
Agli amici che dall’estero seguono il blog chiediamo di tradurre e diffondere come sono soliti fare, questo post.

Pedofili in fuga…

Pedofili in fuga….

Mentre continuiamo a tenere alta l’attenzione sul pedofilo in fuga, Giovanni Bocchio (proprio nei giorni scorsi pare gli abbiano pignorato i mobili di casa; qua trovate la storia: http://www.massimilianofrassi.it/blog/category/giovanni-bocchio ) che dopo la condanna per non andare in carcere (ma non sarebbe il caso di introdurre una legge per cui se la Cassazione ti condanna immediatamente finisci dentro?), riportiamo una storia simile, con ennesimo pedofilo fuggito, stavolta pare con certezza, all’estero.
Dalla Liguria all’Emilia Romagna, Correggio per l’esattezza.
Dove un patrigno ha picchiato e maltrattato i figli della compagna (in sua assenza) e abusato sessualmente la “figliastra” più grande.
Ora è giunta al condanna a ben 6 anni di reclusione. I fatti risalgono al 2008: tre bimbi vengono allontanati da casa per i gravi maltrattamenti a cui sono sottoposti. Una volta fuori trovano la forza di raccontare tutto. E la bimba più grande di anni 12 (gli altri hanno 11 e 8 anni) aggiunge un girone in più all’inferno subito. L’abusante il patrigno, 36enne di origini sudamericane.
Il caso è stato seguito con la professionalità nota agli addetti ai lavori, da parte della Pm Pantani (che ha già seguito il caso La Monica). Dopo le varie perizie a cui i bimbi sono stati sottoposti si è arrivato al rinvio a giudizio dell’abusante ed ora alla condanna (la dr.ssa Pantani aveva chiesto 10 anni ma i giudici si sono fermati a sei anni, accogliendo di fatto la tesi difensiva per chiedeva “l’equivalenza tra aggravanti e attenuanti”).
Nota dolente: l’uomo è all’estero. E non si sa dove sia. Pertanto la pena risulta sospesa.

Il pedofilo in fuga e il dramma di una madre.

Il pedofilo in fuga e il dramma di una madre.
Continuano le ricerche di Giovanni Bocchio, pedofilo di Alessandria, condannato in Cassazione a 6 anni e 9 mesi, ma resosi irreperibile proprio nel momento in cui doveva varcare la soglia  del carcere.
In un’intervista uscita su Il Secolo XIX parla la mamma della bimba abusata (all’epoca, 4 anni d’età) da Bocchio.
Questi alcuni stralci:
“devono prenderlo, non voglio che faccia del male ad altri bambini”.
“Le ha rubato l’infanzia, per questo non c’è pena che tenga. Ma adesso vorrei solo che lo prendessero, per evitare che faccia del male a qualcun altro, come ha fatto a mia figlia”.
C’è chi è ancora convinto che ci siamo inventati tutto, chissà perché…chi ha accusato tra le righe mio marito di essere stato lui a far vedere film porno a nostra figlia, condizionandola.
A loro vorrei solo  far sapere quello che ho passato quando mia figlia si svegliava la notte e veniva a vedere se ero viva, quando si tagliuzzava la bocca, quando balbettava, quando pensava che la nostra separazione era colpa sua, perché era brutta e sporca, e perché aveva parlato contravvenendo agli ordini, al ricatto del suo molestatore”.
Per la cronaca, aggiungono, quella bimba oggi sta bene (ma starebbe meglio a aspre che lui è in carcere, non credete?). È una bimba forte, intelligente, che come dissi a sua mamma una volta “sembra abbia al testa di una ottantenne”, se pensiamo in termini di maturità ed intelligenza.
La stessa che è latitata intorno a lei in questa ennesima brutta storia. Di abusanti e loro complici. Inetti soggetti che ancora oggi fanno il giro dei bar di Finale Ligure (dove il caso è accaduto) strappando gli articoli dai giornali che parlano di Bocchio.
Chissà, forse perché se si arriva a lui, si arriva pure a loro….
 Intanto, come già scritto qua un paio di giorni fa, questa è la foto: diffondetela e se qualcuno l’avesse visto segnali subito la cosa al 112 o al 113, grazie!

La foto del pedofilo Giovanni Bocchio. Se lo vedete avvisate subito il 112 o il 113!

WANTED.

 

Quest’uomo è per la Cassazione un pedofilo.
Si chiama Giovanni Bocchio e di lui si è parlato qua:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/come-operano-i-pedofili-il-caso-di-finale-ligure-e-del-pedofilo-giovanni-bocchio.html
Sarebbe già dovuto entrare in carcere, dopo la condanna definitiva, ma non si trova.
Questa è la sua foto data dalla Procura alla famiglia della bimba abusata.
Fatela girare per favore ovunque. Lui è un alessandrino ma gli abusi si sono svolti a Finale Ligure.
Se lo vedete NON intervenite in alcun modo, ma contattate IMMEDIATAMENTE il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Alessandria, che si occupa del caso. Oppure chiamate il 112 o il 113 e segnalate dove si trova, o qualsiasi altra informazione utile al suo ritrovamento.
Lo dovete a tutti i bimbi di questo paese….

Giovanni Bocchio, pedofilo e ora forse latitante.

 Giovanni Bocchio. Pedofilo e ora forse pure latitante.

Ci segnala la mamma della bambina abusata da Giovanni Bocchio che il pedofilo condannato dalla Cassazione oggi è irreperibile e quindi presumibilmente  latitante. Avrebbe quindi evitato così il carcere, scappando. Certo, se solo lo  avessero arrestato subito, a sentenza emessa forse ora non lo si starebbe cercando in mezza Europa.
Intanto se qualcuno avesse notizie del soggetto è pregato di contattare immediatamente il 112 o il 113. Grazie.

Nota: certo che sono proprio dei codardi i pedofili. Quando sono soli con i bambini si sentono onnipotenti. Peccato che poi non siano in grado di reggere il prezzo che el loro azioni hanno causato….Vigliacchi!!!!!

Come operano i pedofili. Il caso di Finale Ligure e del pedofilo Giovanni Bocchio.


Alcuni giorni fa si è tenuto il processo di terzo grado in Cassazione che ha confermato la condanna di Giovanni Bocchio, 63enne residente nell’alessandrino, per abusi sessuali su una bambina adescata in un centro balneare di Finale Ligure.
Da evidenziare che Bocchio era già stato condannato in primo e secondo grado ma malgrado quello non ha mai scontato un solo giorno di carcere.
A difenderlo due importantissimi studi legali, quello del noto prof. Coppi e quello dell’avv. Andrea Vernazza, il cui nome è risuonato nei giorni scorsi nelle cronache nazionali in quanto legale di Giovanni Antonio Rasero, assolto in secondo grado (dopo una condanna in primo a 26 anni) per l’uccisione del piccolo Alessandro, di 8 mesi.
I genitori della bambina, all’epoca degli abusi di anni 5, sono stati invece seguiti per la parte civile dal legale Andrea Carminati e per la parte penale dall’avvocato di Prometeo, Stefano Paganelli.
Non riporterò quanto emerso dall’udienza: di questo caso parleremo a breve pubblicando per intero la sentenza di condanna con le relative motivazioni. Ciò che questo caso in realtà serve è per evidenziare ancora una volta il modus operandi di questi predatori di bambini.
Parlando con la mamma della bimba (bimba che oggi è una meraviglia e sta tornando alla giusta meritata vita!!!!) è emerso che tra i ricatti usati dal pedofilo per far tacere la bambina ci siano state minacce di questo tipo:
il pedofilo sapendo che la madre deve prendere l’insulina per il diabete diceva “se parli la tua mamma si ammalerà” e quindi quando la donna è stata male, la bambina ha avuto la conferma che il pedofilo aveva ragione.
Sapendo della crisi in corso tra i genitori (crisi esplosa poi per le pressioni del processo e che ha portato ad una separazione), l’astuto pedofilo ancora una volta ha sfruttato la situazione a suo favore, dicendo alla piccola che se avesse parlato “i suoi genitori si sarebbero lasciati”.
I pedofili ricordatevelo sono dei codardi. Altrimenti se la prenderebbero con loro pari, in gradi di difendersi. E usano dei mezzi come questo del sig. Bocchio, per spaventare i bambini.
Ecco perché ai vostri piccoli dovete parlare. E dire loro, una cosa che noi usiamo durante i nostri percorsi e le nostre conferenze: dite ai vostri figli che nessuno farà a voi del male, che nessuno vi porterà via o che vi accadrà qualcosa di brutto. Qualsiasi cosa loro vi raccontino. Anzi sappiano che vi devono raccontare qualsiasi cosa, soprattutto se si sentono minacciati da qualcuno.
Un qualcuno come Giovanni Bocchio che in questi giorni di sole entrerà in carcere.
L’unico posto al mondo dove le frasi contro i bambini , come quelle sentite durante il processo, (le frasi, figuriamoci gli atti) non sono tollerate.
L’unico posto al mondo dove chi è pedofilo, prega ogni singolo istante della lunga interminabile giornata, di non esserlo più…..

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