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LE FOTO DEI PEDOFILI.
GIUSEPPE ROCCO, PROFESSORE ARRESTATO PER PEDOPORNOGRAFIA.
 
 
giuseppe roccoLa polizia vuol fare piena luce sul comportamento del professor Giuseppe Rocco. Dopo la notizia dell'arresto del docente di 54 anni di Camisano, infatti, alcune persone si sono rivolte alla squadra mobile per segnalare degli episodi legati al recente passato.
Per tale ragione i colleghi di lavoro dell'insegnante, che fino al febbraio scorso ha retto la cattedra di lettere alle medie di Camisano, saranno chiamati in questura a riferire quanto sanno degli atteggiamenti di Rocco.

Giuseppe Rocco, professore pedofilo resta in carcere

ATT00019Come abbiamo già detto l’inchiesta è “aperta” e pare che a breve ci saranno nuovi sviluppi.
Nel frattempo dal carcere si difende.
Parlo ovviamente di Giuseppe Rocco , il professore vicentino arrestato un paio di giorni fa e il cui arresto è stato convalidato.
Si difende dicevo poc’anzi sostenendo che i bambini ritratti nei filmati sono solo “adolescenti nudi, spesso ripresi da dietro” e che si tratta di pochi pezzi e non di 174 dvd, che in realtà sono film d’autore.
Ora, alzi la mano qual è l’insegnante che non ha almeno una quindicina di dvd di ragazzini nudi , e ripresi da dietro. Suvvia. Tutti no?!
Come alzi la mano chi non scarica immagini pedopornografiche per motivi di studio.
…chissà come mai ho il sentore che di mani alzate non ce ne siano. O meglio, a ben guardare qualcuna c’è. E sul braccio ha un tatuaggio, un marchio per essere precisi, con una scritta ben chiara: PEDOFILO!

Insegnante recidivo arrestato per detenzione di materiale pedopornografico

pedofilia su facebookLa storia con cui apriamo questo piovoso lunedì mattina è di quelle che oramai qua, al Bar Frassi, definiamo “classiche”. Da “standard” della pedofilia.
Nel senso che hanno tutti quegli elementi tipici che le rendono, di fatto, già note, prima ancora che uno abbia terminato di leggerle.
Gli elementi classici, lo diciamo subito, sono i seguenti:
soggetto insospettabile – svolge un lavoro a contatto con i bambini – è conosciuto dalla comunità (volontario in parrocchia/attivo in comune/etc.) – fruitore di materiale pedopornografico – viene arrestato – si difende con scuse “assurde” (“motivi di studio”, etc.)  – la condanna è lieve – torna dopo poco tempo a lavorare a stretto contatto con i bambini – passano gli anni e lo riarrestano.
Un classico appunto.
Inserite qua tutti i nomi che avete letto in questo blog e vedrete che il percorso bene o male sarà quello. Cambia l’anagrafe, ma non il risultato. Spostiamoci allora a Camisano, in Veneto.
Il pedofilo si chiama  Giuseppe Rocco, ha 54 anni.
Insegnante di scuole medie, volontario presso la Pro Loco e la scuola di Canto, stimato catechista.
Nel corso di una indagine su cui ancora vige il “massimo riserbo”, gli uomini della squadra mobile di Vicenza giungono a casa sua dove, pochi giorni fa gli vengono sequestrati ben 175 dvd (CENTOSETTANTACINQUE) zeppi di filmati pedopornografici.
Non è la prima volta però che l’uomo veniva indagato per lo stesso crimine. Nell’estate del 2005 la polizia croata aveva segnalato a quella italiana, che il sig. Rocco aveva fotografato/filmato bambini nudi sotto le docce in spiaggia.
La difesa, dopo un processo definito “tiratissimo”, sostenne che il sig. Rocco aveva prodotto quelle immagini per (squillo di trombe) una ricerca scientifica per l’Unicef……..
La pena a cui fu condannato tre anni dopo fu lieve, molto lieve, solo 8 mesi, contro i 4 anni e mezzo richiesti dal Pm, poiché venne meno l’accusa più grave, quella di aver sfruttato lui i bambini per produrre le fotografie……
Nel frattempo, ovviamente, dopo una breve pausa rigeneratrice il soggetto è tornato al lavoro.
Alle scuole medie. Età degli allievi la stessa dei bimbi fotografati per la ricerca dell’Unicef.
Ed oggi il lupo è ricaduto nella rete dei cacciatori.
Con la speranza, che stavolta si butti via definitivamente la chiave.
Emerge però una domanda, che gli stessi giornali oggi si fanno ad alta voce (in particolar modo il giornalista Diego Neri, molto attento a questi casi!):
”chi gli ha permesso di tornare ad insegnare?”

Forse è il caso che si riparta proprio da qua. Dalla mancata attenzione nei confronti dell’infanzia. Nella mancata tutela preventiva a favore dei nostri figli, ai quali è stato dato un insegnante pedofilo.
Spero che questo caso porti non solo alla condanna dello stesso, ma anche alla chiamata in causa, dentro un aula di Tribunale, ad una società cieca e complice.

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