Archivi per la categoria ‘handicap e abuso’

Il cuore di un pedofilo.

IL CUORE DEL PEDOFILO.

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Ieri sera mentre rientravo  a casa mi telefona un’amica. Il figlio è stato abusato dal migliore  amico di famiglia, che avrebbe dovuto occuparsi di lui quando i genitori erano al lavoro  e che invece ha “approfittato” dello stesso. L’abusante, messo alle strette, ha confessato. Non prima  di aver fatto passare il bimbo per non attendibile (“quello lì mica capisce come tutti gli altri”, riferendosi con grande classe, alla disabilità dello stesso). Ora, la moglie del pedofilo chiede alla mamma del bimbo di “non rovinarli, di non denunciarlo, che lo faranno curare”. E consegna così alla mamma dell’unica vittima, un gigantesco senso di colpa: “se denunci, sei tu che rovini”. Aggiungendo poi un tocco finale: “è malato di cuore, ha già avuto tre infarti, non vorrai che…”. Ora la donna è doppiamente sotto shock. Qua dico a voi quello che ho detto a lei. Ovvero, di impacchettare tutti i sensi di colpa e mandarli all’unico legittimo proprietario. Chi abusa deve mettersi in testa che potrebbe anche essere scoperto. E la propria facciata cadere. Tutto quello che accade, quindi, è conseguenza SOLO dell’abuso attuato, Non di chi si oppone a quell’abuso. Aggiungo infine, che quando abusano, quando si abbassano i pantaloni davanti ad un bambino, l’infarto NON ce l’hanno mai. MAI: ce l’hanno solo quando l’autorità giudiziaria bussa alla loro porta… Infartati a comando. E poi c’è chi li chiama ancora malati….

dalla pagina Facebook di Massimiliano Frassi.

Ancora abusi a danno di persone con gravi disabilità.

Abusi sui disabili.1/2 Chi mi segue sa quanto questa lotta mi stia a cuore. E quanto, da anni, in totale silenzio, la denunciamo! Solo nelle ultime due settimana in Italia abbiamo avuto numerosi casi di ragazzini disabili, abusati da più persone! L’ultimo, in ordine di tempo, arriva da Palermo, dove in un centro commerciale un ragazzo con un grave ritardo mentale si trova in un centro commerciale. Va in bagno e lì trova Tre uomini di 64, 47 e 24 anni che lo stuprano. Prima di andarsene, gli urinano in testa. I tre sono stati rintracciati dalla Polizia, hanno confessato e ora hanno una denuncia…a piede libero. Un’altra cosa la dico sempre: abbiamo bisogno di segnali forti! Fortissimi. Altrimenti questi soggetti si convinceranno sempre più di poterla fare franca.
p.s.: quindi. Carcere subito! E nomi e foto su tutti i media!

abusi sui disabili

Abusi sui disabili 2/2. Una Fondazione spagnola (la Fundaciòn Cermi) ha appena pubblicato i risultati di uno studio condotto su 10mila donne (disabili e non). Il primo aspetto emerso è questo: il 31% delle donne disabili spagnole ha subito una grave forma di violenza (fisica, sessuale o psicologica). tali violenze si ripercuotono, ovviamente, sulla salute delle vittime. Che nel 75% dei casi non hanno denunciato: perché impaurite, minacciate, sole o semplicemente perché “non sapevano di poterlo fare”.

Abusi su bambini disabili: 12 nell’ultima settimana

Solo nell’ultima settimana ne sono emersi 12. E ancora una volta chissà il sommerso quanto grande è. Parlo di abusi a danno di bambini disabili, vittima due volte. Perché se un bimbo non disabile è già di suo poco creduto, immaginatevi cosa voglia dire per un bambino autistico, portatore di handicap fisici ma soprattutto psicologici, chiedere aiuto, in quanto vittima di abusi.

dalla pagina di Facebook di Massimiliano Frassi
a cura di Blog Staff.

Abusi su bimbo autistico. Un arresto a Roma. Vogliamo sapere chi è?!

abusi e handicapLo gridiamo da anni. Ma, rispetto ad altri temi (chiesa e pedofilia, su tutti)oggi finalmente “accolti” dall’opinione pubblica) su questo ancora dobbiamo lavorare. E denunciare. Gridando forse più forte di prima. Parlo del tema “ABUSI A DANNO DI DISABILI” (bimbi, ma anche adulti con gravi infermità fisiche o mentali). A Roma (finalmente) un altro pedofilo travestito da educatore è stato arrestato. Avrebbe dovuto accudire un bimbo autistico, invece lo abusava. Spesso a scuola.,Nei bagni della stessa. Senza che nessuno vedesse, capisse, sentisse. A quando una sentenza che denuncia come colpevoli tutti quelli che voltano la faccia dall’altra parte? Possibile che nessuno senta un bimbo gridare o lo veda piangere? Che nessuno in quei momenti entri in bagno? Questa triste vicenda me ne ricorda un’altra. Che abbiamo seguito da vicino e che ricorderete. Quella di Materi. Faceva la stessa cosa ed era in contatto con una rete mondiale di predatori di bambini disabili. Oggi sconta 16 ani di carcere. Speriamo capiti lo stesso al predatore di Roma. Del quale vorremmo nome  e generalità, per fare eventualmente emergere, altri possibili casi.

Dalla pagina Facebook.
A cura di Blog Staff.

Storia di una bimba trovata in un cespuglio mentre il cugino la violentava…..

associazione Prometeo Massimiliano Frassi pedofiliaPremessa. I nomi citati sono fittizi. La storia no! Piena solidarietà a questa famiglia. E la speranza che leggendo la storia qua, qualcuno possa ancora fare qualcosa, per salvare la bimba.
Perché pure noi che di storie ne abbiamo sentite a migliaia in questi anni, siamo rimasti davvero senza parole….

Questa è la storia di Martina, trovata all’età di 4 anni ,una notte di Aprile 2008, dietro ad un  cespuglio mentre il cugino sedicenne abusava di lei. Portata insieme al fratellino di 5 anni (anche lui presente)in una casa protetta, aspettò 3 anni per avere anche lei una nuova famiglia che la proteggesse e la crescesse con amore. Da subito capimmo che in lei qualcosa non andava: oltre che il suo lieve ritardo mentale manifestava un forte disagio che le oscurava il suo splendido carattere, una bambina sorridente e solare che all’improvviso diventava cupa e disperata senza riuscire a dare una spiegazione. Un giorno, all’improvviso, mi rivelò un terribile segreto:la nonna materna, con cui viveva, la vendeva a pedofili ! Avvisammo subito i servizi sociali che la seguivano (ci era stata data in affido)senza che prendessero nessuna iniziativa(l’impressione fu che loro erano già a conoscenza dell’accaduto) ed i servizi che seguivano noi nel nostro comune i quali fecero subito partire la denuncia. Ma , purtroppo, il malessere di Martina diventava sempre più evidente e noi non riuscivamo ad arginare la sua rabbia. Viste le nostre difficoltà decisero, freddamente, di toglierci la bambina proponendoci  di riconsegnarla in un parcheggio insieme alle sue cose come un pacchetto qualsiasi. Trovando  noi disumano il modo in cui ci dovevamo separare da lei, ci concessero di accompagnarla nella sede di un centro di aiuto gestito da una psicologa esperta di abusi famosa alle cronache .Ci concessero di poterla vedere di tanto in tanto e lì ci accorgemmo che qualcosa le era successo, cercammo in tutti i modi di riportarla a casa ed una volta riusciti scoprimmo che era , di nuovo, stata vittima di abusi da parte di un adolescente ospite nella casa famiglia . Denunciammo di nuovo ai servizi l’abuso e loro rifiutarono di crederci perché,parole loro, Martina era ritardata e quindi non credibile, però , poco dopo, stranamente il centro chiuse i battenti. Passò un altro anno sempre altalenanti ma mai privi di amore, Martina ormai ci considerava i suoi genitori ci chiamava mamma e papà “veri” mentre gli altri erano i genitori” vecchi” ormai da lei cancellati. Martina ormai ha compiuto 11 anni si è fatta una bella ragazza ma i suoi fantasmi diventano sempre più presenti ,tanto da portarla ad episodi violenti verso amici ed educatori . Saranno proprio questi ultimi a fare la segnalazione ai servizi che ,consultandoci ,ci proporranno un ricovero ospedaliero in una clinica psichiatrica per minori. Durante i due difficili mesi di ricovero, la neuropsichiatra del centro ci comunica che , per il bene di Martina ,non può più rientrare in famiglia ma che per lei la soluzione ideale e quella di vivere in una comunità specializzata in problemi come i suoi, con la promessa , da parte nostra , di non abbandonarla mai continuando a vederla , sentirla ed a portarla a casa nelle festività e nelle ricorrenze, poiché insieme ai farmaci l’affetto famigliare e la miglior terapia. Martina esce dall’ospedale nel dicembre 2014 e viene collocata in una casa famiglia, lì comincia il nostro calvario. Mentre prepariamo i regali sotto l’albero una telefonata ci comunica che Martina non sarebbe venuta a casa per le vacanze di Natale ,proviamo a telefonarle ma ci chiudono il telefono in faccia e non riusciamo più a comunicare con lei. Passano 2 mesi ed i servizi ci chiamano per dirci che Martina è stata allontanata dalla casa famiglia e trasferita in una nuova struttura. Ci concedono di vederla seguendo un programma stabilito a patto che noi convinciamo Martina a comportarsi bene nella nuova struttura, accettiamo ma dopo due incontri ci sospendono le visite e ci impediscono di vederla. Veniamo a sapere che è stata di nuovo ricoverata ma in un altro ospedale ,non ci dicono dove e non ci permettono di andarla a trovare. Viene allontanata anche da questa comunità e portata in un posto a noi sconosciuto. Da qui in poi il silenzio. Non vogliono dirci neanche come sta e dopo la milionesima convocazione ci dicono , con il sorriso sulle labbra, che non vedremo mai più Martina.Oggi , dopo sei mesi, ci chiediamo ancora perché non vogliono più farcela vedere, cosa c’è dietro? Perché le sono stati negati i suoi unici affetti? E perché non è stata rispettato il programma terapeutico dalla neuropsichiatra della clinica(tra l’altro esperta delle patologie in questione) dando credito ad un ultima arrivata che ha riempito la bimba di psicofarmaci come se questi ultimi fossero l’unica strada. Aiutateci a ritrovare Martina per farle di nuovo sentire il nostro amore e perché non si senta abbandonata. La sua ultima frase è stata : mamma se non mi vedi più vienimi a cercare, non farmi fare una brutta vita voi siete la mia famiglia!

Non cessano gli abusi sui disabili. Apriamo gli occhi!

child abuse and handicap

Gli abusi a danno di disabili, non ci stancheremo mai di gridarlo, sono tantissimi. E forse il 99% di questi restano impunti. Causa l’incapacità delle vittime di chiedere aiuto e la cecità del mondo adulto che non può permettersi di pensare che “ad un bimbo handicappato vengano fatte quelle cose lì”.
Invece vengono fatte. A volte proprio perché handicappato.
In provincia di Salerno è stato arrestato l’ennesimo predatore di bambini. Anni 40. Incensurato. Accusato di aver adescato ed abusato una minorenne disabile.
Spesso ricordiamolo le vittime sono anche donne adulte, ma con un’età mentale pari a quella di un bambino di pochi anni. Letteralmente comprate con una caramella, un gioco, un regalino.

Seviziano famiglia di disabili….fanno accoppiare una bimba con un cane…e la condanna è di….

Seviziano famiglia di disabili….fanno accoppiare una bimba con un cane…e la condanna è di….

handicap e abuso

Non commento l’entità della pena. Siamo in Italia e oramai sappiamo come le cose vanno. Semmai riceviamo uno stimolo in più per non smettere mai di lottare. Certo è che 9 anni per i reati che vado ad elencare sono a dir poco ridicoli.
Una coppia di “benefattori” si prende cura di una donna disabile e dei suoi due figli, anche loro gravemente disabili. Peccato che il loro prendersi cura sia in realtà una copertura per abusi, maltrattamenti e comportamenti sadici.

La ragazzina di 14 anni è costretta ad avere “rapporti sessuali con un cane,  il pastore tedesco di casa”, mentre i bimbo di 11 anni veniva ustionato con l’acqua bollente.
I due sadici (anni 77 lui e 43 lei!) sono stati condannati anche in secondo grado, ad una pena, lo ripeto, ridicola. Lui poi vista l’età dubito andrà mai in carcere.
Purtroppo loro nomi non sono stati diffusi, per quel garantismo tipicamente italiano. Così come quello del loro figlio (all’epoca dei fatti minorenne, quasi coetaneo delle vittime) e pur lui ritenuto colpevole, ma non giudicabile per la minore età.

I fatti sono emersi solo quando una delle vittime è finita in ospedale e ha trovato al forza di chiedere aiuto spiegando che le scottature non se le era fatte da solo ma gliele avevano causate.
Il tutto è avvenuto in Sardegna, in provincia di Sassari. E ancora una volt ava segnalata la totale cecità dei servizi sociali che seguivano la donna disabile e i suoi figli. Anche se scrivere queste cose oramai è come sparare sulla Croce Rossa.
Dalla Sardegna al Veneto. A Carmignano, nel padovano, un uomo ha ammesso di aver abusato il figlio disabile del proprio collega.
Ha trent’anni si chiama Michele A. è di Brenta (la stampa veneta batte la stampa sarda) ed il suo modus operandi è interessante e da manuale. Si è fatto amico il collega di lavoro per poter così avvicinarsi al di lui figlio, un bimbo affetto da problemi psichici.

“Le violenze risalgono al 2012, e l’inchiesta ha preso avvio da un caso fortuito. Il discorso ad alta voce di un gruppo di amici in un bar del paese di residenza del bambino era giunto alle orecchie di un agente della polizia postale di Vicenza fuori servizio che si trovava nel locale. Gli uomini parlavano della vicenda di un padre preoccupato per le confidenze del figlio che aveva riferito delle presunte violenze ricevute. Il poliziotto aveva riferito l’accaduto ai superiori che a loro volta avevano messo al corrente la procura e la squadra mobile di Padova. Dalle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta agli inquirenti è risultato inequivocabile il coinvolgimento del 30enne, già noto alle forze dell’ordine poiché condannato per detenzione di materiale pedopornografico e ai domiciliari in una struttura protetta del Veronese. L’uomo ha confessato le proprie responsabilità.“
Ultima nota. Il padre del bimbo, non il pedofilo, ha dovuto lasciare il posto di lavoro per non ritrovarsi più in giro l’uomo che ha fatto del male al proprio bambino. Se non è un mondo al contrario questo…

“Sei donna? E pure disabile? Meriti di essere abusata…..”

abusi e handicapBreve flash….per una lotta a cui teniamo molto….arrivano nuovi dati sulle violenze a danno di donne disabili, violenze he non ci stancheremo mai di urlare sono fatte da omuncoli, avanzi d’uomo il cui ragionamento è “sei inferiore in quanto donna ma lo sei ancora di più in quanto donna e disabile”.
I dati sono perlopiù delle stime…ma che fanno paura. E parlano del 40% delle donne disabili.
Percentuale però che secondo la dr.ssa Ana Pelàaez responsabile dello European Disability Forum  è addirittura maggiore.

Questi dati ci fanno riflettere non solo su quanto ancora ci sia da fare nel contrastare il femminicidio (in ogni sua forma e variante) ma anche e soprattutto su come ci siano intere categorie (leggi disabili) completamente (o quasi) scoperte da ogni elementare forma di protezione….poichè c’è ancora chi risponde “figurati se può essere successo a quella lì, ma non vedete che è handicappata? E chi volete che ci vada?”…..appunto…

16 anni DEFINITIVI al predatore di bimbi disabili! Pietro Materi condannato in Cassazione.

E’ stata una delle battaglie di cui andiamo più fieri. Soprattutto quando rischiava di venire scarcerato…..

Oggi possiamo ufficializzare che per almeno i prossimi 16 anni  non nuocerà ad alcun bambino, poiché resterà in carcere.

Lui è il tristemente noto predatori di bambini disabili Pietro Materi. Il suo forse uno dei casi più gravi di pedofilia avvenuti nel nostro paese.

Ora la Cassazione ha messo la parola fine, confermando le condanne di primo e secondo grado.

Qua facendo scorrere ritrovate tutta la sua storia:

http://www.massimilianofrassi.it/blog/tag/pietro-materi

 

E qua pure due filmati che vanno rivisti e che sono, oggi, più attuali che mai:

http://www.youtube.com/watch?v=SDgUK5xCgnc

 

http://www.youtube.com/watch?v=axDm2XPQhC4

Le foto delle donne che hanno maltrattato il bambino autistico.

Le foto delle donne che hanno maltrattato il bambino autistico.

Ecco le foto delle due donne arrestate nei giorni scorsi per gli abusi a danni di un bimbo autistico a loro affidato a scuola.
Le ha rese pubbliche il Corriere del Veneto.

Iniziamo con Mariapia Piron:

E proseguiamo con:
Oriana Montesin:

Non trovate che si assomiglino?

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