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PEDOFILO RECIDIVO: ANNI TRE!!!!!!
Di lui parlammo a febbraio quando fu arrestato dai carabinieri:
Helmuth Mair, pedofilo recidivo, originario di Bressanone, già condannato in Alto Adige a 6 anni per abusi sui minori ed in Germania per altri reati, era stato arrestato per aver adescato minori extracomunitari provenienti da famiglie bisognose, che fotografava nudi in cambio di ricariche di cellulare ed altre regalie.helmuth
Ora con il rito abbreviato è stato condannato a soli tre anni!
Che passerà peraltro ai domiciliari!!!!
Nella sua casetta a Chiampo, in via Bellini.
Durante il processo il pedofilo recidivo ha raccontato la solita triste storia da libro Cuore pedofilo, quella che oramai sta prendendo l’onda in tutti i processi.
Così dopo il periodo del contagio prima, quello dei motivi di studio poi, ora si arriva alla malattia: “non si può giustificare quello che ho fatto, la mia è una vera e propria malattia. Penso di avere questa tendenza (sic) anche perché da bambino non ho mai ricevuto affetto (doppio sic)”.
L’imputato ha poi ammesso di sentirsi “molto solo e di non aver nessuno che gli fa compagnia”, salvo aggiungere la richiesta di “poter essere inserito in una comunità terapeutica”.
Chissà come mai la richiesta di aiuto avviene sempre (quasi sempre) e solo quando finiscono dietro le sbarre, questa sì che una  forte motivazione……
Cura o meno, tra tre anni il predatore di bambini tornerà in libertà.

Resta in carcere Helmuth Mair, il pedofilo 43enne di origini altoatesine arrestato pochi giorni fa, per abusi su di una ventina di bambini e detenzione e produzione di materiale pedopornografico.helmuth
Il Gip ha infatti convalidato il fermo per “gravi e coincidenti indizi di colpevolezza”.
Di lui avevamo parlato un paio di giorni fa. Oggi riportiamo alcuni nuovi elementi, da poco emersi.
Innanzitutto la figura di Helmuth è quella del più “classico” dei pedofili:
ovvero, un (dis)abile criminale che con una logica scientifica seleziona ed adesca le prede e che si muove come un camaleonte nella nostra società.
Dopo il primo arresto, alcuni anni fa, si dichiarò “malato” chiedendo di poter essere seguito da uno specialista. Ma terminata la carcerazione quando gli fu programmato un percorso presso una comunità, se ne guardò bene dal frequentare la struttura.
Davanti al Giudice ha ribadito la sua "malattia", salvo poi dire che tutti i bambini erano “consenzienti” e che lui “non ha obbligato nessuno a fare nulla che non volesse”.
La selezione delle vittime avveniva con una logica, come ho già detto“scientifica”, ben calcolata e studiata nei minimi dettagli.
Tutte le vittime erano bambini extracomunitari, figli di famiglie povere e disagiate, che lui adescava nei parchi giochi, negli oratori, nelle biblioteche.
Non lavorando dedicava le sue giornate per “andare a caccia di bambini”, principalmente in questi paesi:
Chiampo, Arzignano, Mopntecchio Maggiore, Tiene, tutti in provincia di Vicenza, ma anche Verona città e San Bonifacio (prov. di Verona).
Contro l’uomo anche numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali (finalmente a forza di vedersi distruggere mesi di indagini, si sta imparando a lavorare  bene per bloccare le bestie!).
Resta ora solo da chiedersi per quanto poco tempo il predatore resterà in gabbia.

helmuth

LA MAPPATURA DELL’ORCO.
L’uomo (?) che vedete nella foto si chiama Helmuth Mair, ha 45 anni, è nato a Bressanone (Bolzano) ma è residente a Chiampo (Vi) in via Bellini n.°26.
In passato ha scontato sei anni per abusi sessuali sui minori, poi la pena è stata interrotta grazie all’indulto.
Ora è nuovamente in carcere con l’accusa di produzione e detenzione di materiale pedopornografico, prostituzione minorile e violenza sessuale nei confronti di una ventina di ragazzi extracomunitari, la cui età media va dai 13 ai 18 anni, anche se l’ultima vittima accertata pare sia una bambina rom di due anni e mezzo.
Per “cacciare” le sue vittime frequentava stazioni, biblioteche, piazze ed oratori. Spesso pagava i rapporti con poche euro (e per questo gli si contesta la prostituzione minorile), ed ovviamente scattava foto alle vittime per immortalare le proprie prede. Ad alcuni minori regalava delle chiavette USB chiedendo loro di fotografarsi nudi e riempire le suddette di loro immagini, promettendo 10 euro a scatto.
La polizia sospetta che le vittime siano molte di più, pertanto riprendendo anche noi l’appello fatto vi chiediamo, se lo avete “conosciuto”, di farcelo sapere, oppure di rivolgervi direttamente alle forze dell’ordine.
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