Archivi per la categoria ‘maestre pedofile’

Ricevo e riporto, invitandovi a leggerlo CON ATTENZIONE.
 
 
<< L’OMERTA’ DELLA SCUOLA
SUI PROFESSORI PEDOFILI >>
 
di Marcello D’Orta (autore di Io speriamo che me la cavo, maestro elementare).
 
Un tempo quando uno scolaro delle elementari tornava a casa, la mamma gli andava incontro e gli chiedeva: “Com’è andata?” Ha insegnato qualcosa di nuovo il maestro?Di che cosa avete parlato?”. Oggi che le attenzioni sessuali sui piccoli sono aumentate in misura preoccupante una mamma nel ricevere il figlio da scuola dovrebbe chiedergli: “Come si è comportato il maestro? Per caso ti ha toccato? Ha fatto strani discorsi?” e altre indagini psico-genitali.
Evidentemente una mamma NON può porre simili domande, ma il mio consiglio è che assieme al profitto del figlio, un genitore vigili (per quanto può, s’intende) sulla condotta in classe dell’insegnante, perché ci sono più malati in cattedra di quanto si pensi (e di quanto i magistrati appurino), e dico questo forte della mia quasi ventennale esperienza didattica. Giorni fa un Pm di Brescia ha chiesto per 6 maestri, un bidello e (perfino)un sacerdote 125 anni complessivi di carcere, di cui 20 a una sola maestra. Accusa: abusi sessuali su scolari in una scuola materna. Se dovessi stilare l’elenco dei professori indagati o condannati per atti di libidine su allievi, starei a parlare per mezz’ora: vi basti sapere che pur essendo l’elenco nutrito è lontanissimo dal rappresentare la realtà, perché in molte scuole la parola d’ordine è: acqua in bocca.
Alcuni anni fa l’Associazione giudici minorili rilevò che invece di essere una frontiera di prevenzione contro l’abuso, la scuola il più delle volte preferisce “garantire il posto agli insegnanti sospettati di pedofilia”, mettere a tacere tutto per il buon nome della scuola.
Per ben due volte un mio collega fu denunciato al direttore della scuola per atti di libidine verso le alunne (si era arrivato alla realtà tramite i diari delle bambine). L’insegnante era sposato con figli, e per non rovinargli la vita il preside si limita a reguardirlo. Il collega ci ricascò: ancora una volta fu perdonato; quindi essendo di nuovo recidivo, fi distaccato in segreteria.
Uno studio citato dal centro torinese di Hansel e Gretel, fece emergere che su cinque casi di insegnanti accusati di pedofilia (uno dei quali condannato) nessuno fu sospeso dall’incarico. Tutti i docenti furono trasferiti, cioè tutti i docenti furono rimessi in condizione di continuare a svolgere l’attività di pedofili in altre scuole. Nessuno di noi vuole che si ripeta quanto accaduto a Edimburgo, dove un insegnante pedofilo è stato ucciso e fato a pezzi: se una persona è malata va curata e aiutata, non divisa in pezzi.
Però non facciamo sconti a chi tocca i bambini, il bene più prezioso della terra: “Chi scandalizza uno di questi piccoli (…) è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare”, ha detto l’unico Maestro di cui tutti (a cominciare dagli alunni e dai genitori) si possono confidare.

pinocchioAbbiamo più volte parlato in questo contesto delle oramai evidenti a tutti reti di pedofili attive su alcune scuole materne italiane.,
Prima ancora che la magistratura apra il suo fascicolo d’indagine sul posto arrivano già gli stessi comitati, gli stessi legali, le stesse modalità di inquinamento e di difese che abbiamo sperimentato sul nostra pelle in quel di Brescia. Coincidenze? Casualità? Ma quando mai?! Oramai c’è chi si sta specializzando, incassando assai, sulla difesa dei pedofili e presenta per testi scientifici studi che in altri campi troviamo già da tempo ben confermati: basta vedere quanto materiale dimostra scientificamente la NON esistenza dell’Olocausto, il fatto che l’11 settembre le cose NON siano andate come le pensiamo, e tanto altro ancora, per capire la validità reale degli stessi.
Tra le tante baggianaggini fate circolare una ritorna in questi giorni ed approda in una scuola, il Vademecum stilato da alcune maestre bresciane attualmente a processo per presunti abusi che insegnano (sic!) alle loro colleghe su cosa fare, come comportarsi con i bambini (straordinario vero? Se non fosse che parliamo di bimbi che stano male c’è da dire che meriterebbero perlomeno il palco di Zelig).
Riporto ora quel volantino a cui faccio seguire la nostra risposta, diffusa nel 2004, a tale follia sempre più legalizzata.
Una risposta che ripeto oggi è più che mai attuale:
IL VOLANTINO:
Dal Giornale di Brescia, 15.09.04 :Un amaro volantino, quasi un vademecum per evitare ingiuste accuse di pedofilia. É l’iniziativa di quattro maestre e di un bidello indagati nell’inchiesta su presunti abusi sui bambini, che hanno diffuso un volantino in tutte le scuole materne della città. Questo il testo integrale:
«A tutti gli operatori dell’ambito educativo. In considerazione del clima di insostenibile tensione cui è sottoposto il servizio delle Scuole dell’Infanzia in seguito alle note vicende giudiziarie, con riferimento alla caccia alle streghe scatenata dalla denuncia di presunti atti di pedofilia, peraltro inverosimili, che ha avuto per conseguenza una serie di altre denunce e segnalazioni, alcuni degli indagati ritengono doveroso intervenire con il presente documento a tutela dei lavoratori del settore. In particolare si vuole, con il seguente documento, fornire a tutti gli operatori presenti nelle scuole (insegnanti, ausiliari, assistenti ad personam, ecc.) una serie di indicazioni che possano aiutarli a svolgere il proprio lavoro cercando di mettersi al riparo dal pericolo di false accuse. Pur comprendendo che l’attenersi alle indicazioni che di seguito saranno elencate comporterà inevitabilmente l’acuirsi della tensione e una maggiore complicazione nella gestione quotidiana del lavoro, invitiamo a considerare che nessuno di voi può e deve considerarsi immune da un rischio del genere, qualsiasi sia il rapporto o l’atteggiamento adottato verso l’utenza. Ognuno di voi deve proteggersi, o tentare di farlo, da attacchi sempre più indiscriminati. I consigli comportamentali che seguono forse non garantiranno tutti i lavoratori da nuove accuse o denunce, ma probabilmente li potranno aiutare a far fronte a quella che è ormai una vera e propria emergenza. 1) Evitare di parlare ai bambini delle vostre famiglie, dei loro componenti e dei loro connotati (sesso, età, grado di parentela, ecc.). 2) Non fornite alcuna descrizione della vistra abitazione, degli oggetti e arredi in essa contenuti, della sua ubicazione e della sua tipologia. 3) Se possedete animali domestici evitate di menzionarli e di descriverli. 4) Se vi recate al lavoro in automobile, parcheggiatela non troppo vicino alla scuola ed evitate, se possibile, che gli utenti possano vedervi salire e scendere. In ogni caso non descrivetela mai, in particolare non nominate mai marca, modello, colore. 5) Evitate assolutamente di travestire i bambini, ma ancora di più evitate di travestire voi stessi. Nell’attuale situazione riteniamo sia utile rinunciare alla tradizione del Carnevale e del rogo della vecchia. 6) Evitate di oscurare gli ambienti in cui si opera per qualsivoglia motivo. 7) Evitate l’uso di telecamere, apparecchi fotografici, videoregistratori, televisori, proiettori. 8) Evitate di far rappresentare ai bambini personaggi fantastici, anche se legati ai tradizionali universi fiabeschi (Cappuccetto Rosso, Biancaneve, streghe, orchi, lupi, ecc.). 9)Evitate di farli ballare 10) Evitate le uscite. 11)Promuovete al massimo l’autonomia dei bambini quando si recano in bagno e limitate allo stretto indispensabile il vostro intervento. 12) Quando si rende necessario cambiare un bambino, consigliamo di chiamare a casa o sul luogo di lavoro uno dei genitori invitandolo ad intervenire o comunque chiedendo l’autorizzazione ad agire in sua vece. In questa seconda ipotesi stilare un verbale indicando ora, contesto, operatori presenti che non dovranno essere mai meno di due (meglio se tre) e non dovranno essere mai, nelle diverse occasioni, gli stessi. 13) Evitate al massimo il contatto fisico con i bambini: semplici gesti affettuosi (baci, carezze, coccole) possono essere fraintesi. 14) Se notate lividi, ferite di varia entità e natura sui bambini, segnalatelo immediatamente ad un dirigente (Coordinatrici, direttore) senza curarvi delle motivazioni giustificative del bambino. 15) Pretendete che ogni segnalazione da voi fatta sia verbalizzata e che ve ne sia consegnata copia controfirmata. 16) Se un genitore riferisce di malesseri del bambino richiedete immediatamente una sua dichiarazione scritta e firmata. Questo vale sia per i disturbi ricorrenti (stipsi, epistassi, dermatiti, congiuntiviti) sia per quelli episodici (indigestioni, incubi notturni). Conservate le dichiarazioni agli atti della scuola più a lungo possibile. 17) Segnalate immediatamente qualsiasi comportamento sessuato del bambino sia ai genitori sia al vostro superiore. Chi ha una conoscenza minima della psicologia dell’età evolutiva sa che alcuni atteggiamenti e/o comportamenti sono da considerarsi assolutamente normali, ma questa considerazione non vale per gran parte dei genitori e, purtroppo, anche per gran parte dei giudici inquirenti e per alcuni psicologi (!). 18) Tenete rigorosamente il diario: anni, mesi, giorni, minuti. Attenersi a queste indicazioni è difficile ed impegnativo e cambierà drasticamente il vostro modo di far scuola, ma è più conveniente che ricevere un’accusa, una denuncia, essere inquisiti o, peggio ancora, incarcerati per atti mai concepiti nè tantomeno attuati».
 
IL NOSTRO COMMENTO – 16.10.04:
“Evitare i gesti affettuosi”, “non coccolare i bambini”, “non farli giocare rappresentando fiabe molo note (“Cappuccetto Rosso, Biancaneve)”, “non portarli in gita”:
sono solo, in sintesi, alcuni degli allucinanti esempi riportati da 4 maestre ed un bidello attualmente indagati pere abusi sessuali in una scuola materna di Brescia.
Premesso che ogni persona ha il doveroso compito di difendersi, vademecum come questi, portano la lotta ala pedofilia indietro di trent’anni.
Far passare la pericolosa cultura della paura nei confronti di “normalissimi” atteggiamenti che qualsiasi adulto, educatore o genitore che sia, può e deve avere con un bambino, è una logica di stampo pedofilo.
Insilare che il dubbio che basti “accarezzare” un bambino per essere tacciati di pedofilia, significa creare delle cortine fumogene a difesa dei veri pedofili, che possono così operare nella massima tranquillità.
Peccato che i bambini bresciani, così come quelli bergamaschi, torinesi, siracusani…non parlino di “carezze” o di gite “fuori porta”, ma di maltrattamenti e violenze così descritte e nei minimi particolari (anche di fronte ad “estranei” – avvocati, psicologi – durante “lunghi ed estenuanti interrogatori”) da non poter essere riportate in questo spazio.
Peccato che i trucchi di Carnevale o le maschere, che nel vademecum citato le insegnanti invitano a non utilizzare più, siano in realtà espedienti che qualsiasi pedofilo utilizza per non essere riconosciuto quando, oltre ad abusarli, quei bambini li fotografa e riprende. Per filmini amatoriali che andranno a placare la fame di altri predatori sparsi per il mondo, per un business che solo in Italia, raggiunge i 5mila miliardi delle vecchie lire, all’anno!
Ci sono nel mondo, milioni di bambini accuditi da milioni di insegnanti.
Che ogni giorno, mi auguro, li educano, li coccolano, li divertono:
se fosse vero quanto il volantino vuole denunciare, tutti loro sarebbero vittima della pedofilia.
Serve quindi una inversione di marcia.
Un impegno che ci porti ad essere al fianco di quelle vittime sulle quali, si abbia il coraggio di dirlo, ci sono stati inequivocabili violenze sessuali:
da parte di chi sarà solo la Magistratura a stabilirlo.
E nessun gazebo, nessuna marcia, nessuna montagna di vergognose menzogne sotto forma di opuscoli, potrà cambiare quella che è stata una triste e dolorosa pagina di cronaca nera, sicuramente non chiusa, e dalla quale questa società avrà bisogno di molto, moltissimo tempo, prima di potersi riprendere.
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