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Allarme pedofilia nel mondo sportivo! Segnalateci i vostri casi!

Allarme pedofilia nel mondo dello Sport. Segnalateci i casi!

maestro di karate pedofilo

Senza voler fare del facile cinismo, la prima cosa che ci viene in mente è che pare la scoperta dell’acqua calda. Interviene pure la Gazzetta dello Sport che lancia l’allarme e dedica ben due pagine al preoccupante fenomeno.
Ovvio, come diciamo da sempre, che il pedofilo non lo troverete certo in un centro anziani. Forse meno ovvio pensare che in un ambiente (apparentemente) sano come quello dello sport si annidi invece un predatore di bambini.
Ma le cronache degli ultimi anni invece ci hanno permesso di vedere che il settore dello sport giovanile (qualsiasi sia la disciplina) annida al suo interno tantissimi soggetti mossi da intenzioni tutt’altro che educative e “sportive” appunto. Soggetti, ricordiamo, spesso protetti dagli organi direttivi di suddette discipline sportive, che con la scusa di non “volere scandali” diventano complici di pedofili!
Ultima in ordine di tempo la notizia del coach di calcio di una squadra milanese (lui sessantenne, nessun precedente penale, sposato e con prole, insomma il “solito” insospettabile) e prima ancora ricordiamo tutti i casi di pedofili nel mondo del karaté (vedasi questo caso che nel 2015 approderà in cassazione: http://www.massimilianofrassi.it/blog/category/maestro-di-karate-pedofilo  ) , della pallavolo, del pattinaggio artistico, piuttosto che del tiro con l’arco  (a proposito…grazie comitato ….. urge però un contatto diretto! Garantiamo privacy).
Per questo lanciamo un appello:
segnalateci casi (già conclusi o appena avviati o da avviare) di cui siete a conoscenza di gravi forme di maltrattamento o abuso sessuale nel mondo dello sport.

Noi terremo nei giorni a venire l’argomento monitorato con articoli, video e quant’altro. Grazie!
Per contatti: Tel. & Fax: 0364/880593 oppure prometeobergamo@yahoo.it

Massimiliano Frassi

 

Meglio tardi che mai….

Riportiamo questo comunicato apparso sul sito dell’ASD Ginnastica artistica Treviolo:

Michelangelo Nava karatè
<<Con il seguente comunicato e in merito alla sentenza qui riportata l’ASD Ginnastica Artistica Treviolo intende precisare che non esiste nessun legame con il sig. Michelangelo Nava e con la società Olimpia Karate Bergamo che è stata ed è tuttora, nonostante tutto, fruitrice degli spazi della palestra comunale di ginnastica artistica di Curnasco (Treviolo).

 

http://www.massimilianofrassi.it/blog/condannato-a-4-anni-michelangelo-nava-maestro-di-karate.html

 

http://www.massimilianofrassi.it/blog/la-federazione-fijlkam-ha-rimosso-da-ogni-incarico-il-maestro-di-karate-pedofilo-mentre-lui.html

 

http://www.massimilianofrassi.it/blog/dicono-che-un-maestro-di-karate.html

– See more at: http://ginnasticatreviolo.teamartist.com/about/notices/#sthash.5iRRZWhr.dpuf >>

Dicono che un maestro di karatè…..

Dicono che un maestro pedofilo……

child abuse

Dicono…che un maestro di karatè pedofilo, sempre baldanzoso e spocchioso sia scappato a gambe levate durante una manifestazione importante….
Dicono che a farlo scappare come un codardo siano state delle…iene….
Dicono che abbia fatto una figuraccia pazzesca….
E che a breve la figuraccia verrà vista da tutta Italia….

Dicono che ancora non si sia ripreso dallo spavento….e che chi era presente ancora non abbia smesso di ridere ed indignarsi e che ora non lo vogliano più vedere….almeno così dicono…..

La Federazione Fijlkam ha rimosso da ogni incarico il maestro di karatè pedofilo.Mentre lui…

La Federazione Fijlkam ha rimosso da ogni incarico il maestro di karatè pedofilo.

Michelangelo Nava karatè

Grazie alle pressioni nate dopo il nostro articolo:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/condannato-a-4-anni-michelangelo-nava-maestro-di-karate.html

La Federazione ha finalmente preso un provvedimento verso il maestro di karatè bergamasco, Michelangelo Nava (Mario per gli amici) sospendendolo da tutti gli incarichi. Sul sito della Filjam trovate la conferma:
http://www.fijlkam.it/default.ashx?pagina=285

 

Ed ora aspettiamo che ripartano i palinsesti televisivi…..hehehehehhe.

Ah un’ultima nota: ovviamente ciò non impedisce al Nava di partecipare a gare e quant’altro. Né alla gente di pubblicare foto di minori insieme a lui come potete vedere cliccando su questo link:

http://www.karatepozzuolo.com/i-risultati/risultati-2013/11-maggio-4-trofeo-primavera-calolziocorte/

 

nota: fonte foto: Facebook

 

Dalla parte dei bambini! Sempre!

Tu che cadi ma ti rialzi. Poesia di una vittima del maestro pedofilo.

Tu che cadi ma ti rialzi. Poesia di una vittima del maestro pedofilo.

Continuiamo ad occuparci del caso del maestro di karate condannato anche in secondo grado per abusi sulle sue allieve.
Questa è la testimonianza di una di loro. Che dimostra quanta forza e quanta dignità abbiano i bambini che subiscono abusi. Quanto desiderio (poi raggiunto) di riscatto. Quanta voglia di vita.
E ancora una volta ci danno una grande lezione di vita. Peccato che alcuni allievi siano intellettualmente analfabeti, ed emotivamente sterili altrimenti da queste parole imparerebbero davvero tanto. Ed ogni riferimento a chi ci scrive chiedendo di prendere le distanze dal maestro pedofilo, dopo averlo frequentato fino all’altro ieri, è puramente VOLUTO.
 Ciao Max,
avevo 15 anni quando la scrissi…nel pieno nella merda… tanto dolore…ma anche tanta speranza… “capirai che nella tua misera mortalità sai essere immensamente forte”…lo sapevo già allora…

“E poi arriva una nuvola grigia che copre il sole
che fino a poco fa brillava così forte che guardarlo quasi ti accecava.
Tutto così sembra diventare scuro
tutto è vuoto
tutto è perso
lottare sembra inutile,
la nuvola è sempre lì
che ti guarda….e ride
sadicamente ride dei tuoi inutili sforzi per tenerti in piedi,
ride della tua disperazione,
ride di te, misero mortale
ma un giorno
quando le forze di lottare sembreranno svanite,
ecco che arriverà il vento,
che soffierà forte…soffierà forte…
e tornerà il sole
che pian piano scalderà la tua pelle orami fredda e pallida.
E così capirai che lottare non è stato inutile
che piangere, ma guardare avanti no né stato poi così ridicolo
CHE NELLA TUA MISERA MORTALITA’ SAI ESSERE IMMENSAMENTE FORTE.
Tu…che cadi…ma ti rialzi
Tu…che piangi…ma guardi avanti.”

Grazie Massimiliano Frassi…grazie Prometeo…perché mi avete fatto capire che quel vento ero io…che solo io potevo “soffiare”…e mi avete insegnato a non farlo…soffiando con me quando le forze non mi bastavano.

 

Maestro di karate pedofilo. Riflessioni a caldo dopo l’articolo di ieri.

Day after – maestro di karate condannato.

Ha creato molto scalpore l’articolo che abbiamo pubblicato ieri sulla condanna anche in secondo grado del maestro di karate Michelangelo Nava. Anche se a dirla tutta i più stupiti siamo noi.
Poiché se da tempo siamo abituati a repentini cambi di scena, certo non pensavamo di assistere alla sfilata dei voltagabbana appara ieri (da non confondersi con la sfilata di Dolce & Gabbana, fatta di ben altre carature….).
Da ieri tutti a prendere le distanze dal maestro pedofilo. Tutti a dire “ma io non c’entro….ma io con quello lì…figuriamoci se io con lui….”.
Peccato che fino all’altro ieri questi soggetti frequentassero i suoi corsi, gli stringessero la mano pubblicamente (magari anche in presenza delle vittime, facendo passare loro il segnale per cui non erano credibili) e via dicendo. Oggi addirittura chiedono che vengano tolte le foto dal nostro blog (foto peraltro che abbiamo trovato in internet dove circolano da tempo, essendo state rese pubbliche). Foto da cui ci chiedono di essere rimossi  perché la “loro immagine ne risentirebbe” (SIC!).
Ora, ribadendo che tali foto sono pubbliche e che le abbiamo noi stessi trovate con grande facilità in altri siti (dove lì sì, sarebbe interessante chiedeste venissero tolte). Ribadendo che il nome ed il cognome e la foto del solo pedofilo non può far scattare indicazioni errate o sbagli di persona, specificando che quello che vi suggeriamo è di pubblicare quelle foto (che certificano le attività pubbliche che il pedofilo ha continuato a fare insieme a minori), quello che aggiungiamo oggi è che non siamo certi noi colpevoli se un barlume di coscienza si è fatto largo nel muro della vostra ipocrisia.

http://www.youtube.com/watch?v=Eftukfkdh5U

 

Ed a proposito di cosa capita in questo campo, ripassatevi questo articolo:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/il-piu-grande-caso-di-pederastia-della-spagna-maestro-di-karate-pedofilo-arrestato.html

 

 

Condannato a 4 anni Michelangelo Nava, maestro di karatè.

Condannato a 4 anni Michelangelo Nava, maestro di karatè.

La sua storia è stata a lungo tenuta nascosta. Pochi gli articoli sui fatti realmente accaduti. Ignorate completamente dalle Federazioni sportive di ogni ordine e grado ( a breve pubblicheremo un po’ di documenti al riguardo) le richieste di intervento da parte delle vittime.
Forse perchè, come spesso qua gridiamo, esistono pedofili di serie A e pedofili di serie b. E quelli di serie A vanno protetti per mantenere immacolate facciate dietro le quali, di immacolato non c’è nulla da diverso tempo.
Ma andiamo in ordine.
Nel periodo dal 2002 al 2008 il noto maestro di karatè Michelangelo Nava, (classe 1960 bergamasco), molto attivo e conosciuto nel suo ambiente ha abusato di alcune allieve. A lui affidate per eccellere (cosa che peraltro faranno) nello sport, ma finite in un girone che una di loro ha definito con parole eloquenti: “infernale”.
A Bergamo nel 2011 dopo un lungo doloroso processo, dove le vittime si ritrovano a rivivere abusi ed umiliazioni, il Tribunale emette una condanna ad una pena di gran lunga superiore (sette anni e sei mesi) a quella richiesta dal Pubblico Ministero (3 anni e 4 mesi).
Ora pochi giorni fa (per l’esattezza il 20 giugno 2013) a Brescia il processo di appello. Che ha riportato la pena, confermandone la grave motivazione degli abusi, ad un totale di anni 4, confermando l’interdizione dai pubblici uffici.

Inutile dire che la campagna a favore del maestro è ripartita alla grande:
leggete ad esempio questo commento, l’unico lasciato su un sito internet di un giornale locale bergamasco e capirete perché oggi finalmente decidiamo di scendere in campo e tutelare le vere vittime che peraltro fanno parte del nostro coordinamento nazionale vittime pedofilia:

“Ma lasciate in pace questo maestro! Ormai al giorno d’oggi non si può fare più nemmeno uno sport individuale come il karate per finire nei guai?! Dovrebbero denunciarmi ogni volta che entro in palestra allora! E’ normale che una posizione va corretta toccando il bambino/a-ragazzo/a ! Parliamo allora dell’educazione data dal calcio? Sono rimasta di sasso l’ultima volta che in oratorio ho assistito ad una partita dei pulcini… bestemmie, insulti, esclamazioni poco signorili, e il tutto dagli stessi genitori! Bisognerebbe insegnare cosa è davvero giusto e cosa è sbagliato ai giovani d’oggi. Vicina al Maestro di Karate, che stimo tantissimo.”

Il post è firmato da tale ALICELABIONDA, che specifica il proprio colore forse per differenziarsi da ALICELABRUNA, ALICE LAMORA e via tutto il circo per intero…..ma al di là della firma spiega cosa ancora debbano subire le ragazze abusate dal Nava.

Così come il vergognoso articolo uscito sul processo di secondo grado che fa intuire ai lettori che in realtà il povero maestro sia stato condannato per dei “palpeggiamenti” male interpretati, o meglio “per dei normali contatti fisici finalizzati all’addestramento ed all’allenamento del corso di karatè”.
Unica risposta possibile a questa campagna denigratoria, leggere la sentenza di primo grado per vedere quali reati gli sono stati imputati, in attesa delle motivazioni della sentenza di 2° grado che andremo a rendere pubblica e i cui fatti imputati, supponiamo restino inalterati…..(ma questo lo chiariremo a tempo debito, sentenza di secondo grado alla mano).
Nel 2011 Michelangelo Nava viene imputato per questo motivo:
a) (…) perché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in tempi diversi costringeva, MINORE A (nostro omissis – data di nascita 1992) a subire atti sessuali contro la sua volontà, in particolare la baciava, la toccava, anche nelle parti intime, si strofinava contro il suo corpo, la leccava, le faceva apprezzamenti lascivi e le chiedeva a sua volta di toccarlo e baciarlo.
Con l’aggravante di avere commesso i fatti nei confronti di persona infraquattoridicenne.
Con l’aggravante di avere commesso il fatto con abuso di autorità nei confronti di un’allieva, trattandosi di allenatore di Karate.
In Treviolo (Bg), Grado, Cesenatico e altrove dal 2004 al 2007.

b) (…) perché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in tempi diversi costringeva, MINORE B (nostro omissis – data di nascita 1990) a subire atti sessuali contro la sua volontà, in particolare la baciava, la toccava anche nelle parti intime, si strofinava contro  il suo corpo, in una occasione si leccava un dito e glielo metteva in bocca, le mandava messaggi lascivi e le chiedeva a sua volta di toccarlo e baciarlo.
Con l’aggravante di avere commesso i fatti nei confronti di persona infraquattoridicenne.
Con l’aggravante di avere commesso il fatto con abuso di autorità nei confronti di un’allieva, trattandosi di allenatore di Karate.
In Verona, Grado, Fai della Paganella e altrove dal 2003 al 2007.

c) (…) perché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in tempi diversi costringeva, MINORE C (nostro omissis – data di nascita 1987) a subire atti sessuali contro la sua volontà in particolare la baciava, la toccava anche nelle parti intime, le prendeva la mano e si faceva toccare nella zona pubica, le faceva apprezzamenti lascivi.
Con l’aggravante di avere commesso i fatti nei confronti di persona infraquattoridicenne.
Con l’aggravante di avere commesso il fatto con abuso di autorità nei confronti di un’allieva, trattandosi di allenatore di Karate.
In Treviolo e Ambivere, dal 2000 al 2005.

d) (…) perché con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in tempi diversi costringeva, MINORE D (nostro omissis – data di nascita 1986) a subire atti sessuali contro la sua volontà, in particolare, in una occasione toccandole in seno e i glutei e alte volte toccandole le cosce.
Con l’aggravante di avere commesso i fatti nei confronti di persona infraquattoridicenne.
Con l’aggravante di avere commesso il fatto con abuso di autorità nei confronti di un’allieva, trattandosi di allenatore di Karate.
In Mapello e altrove dal 1998 al 2003.

Questi dicevamo i capi d’imputazione per cui fu chiamato a giudizio. Capi che ci permettiamo di dire, aprendo una parentesi di riflessione personale, ci fanno ancora oggi inorridire, soprattutto se pensiamo che questo soggetto ha continuato a svolgere il suo lavoro stando a contatto ogni giorno con minori coetanei delle ragazze abusate.
Questa la condanna in primo grado:

(…) I reati posti in essere dall’imputato possono ritenersi altresì avvinti dal nesso della continuazione essendo evidente la medesima finalità di soddisfazione sessuale sottesa agli stesi.
Avuto, pertanto, riguardo ai criteri di cui agl’art. 133 c.p. –  ed, in particolare al fatto che l’imputato aveva per anni insistentemente molestato le sue atlete, appare congruo irrogargli una pena di anni 7 e mesi 6 di reclusione (…). Nava è tenuto altresì al risarcimento dei danni morali e biologici subiti dalle persone offese, in considerazione della tangibile sofferenza patita dalle stesse e dai disturbi alimentari conseguenti agli abusi (…).

E su quest’ultimo punto vorremmo aprire una aprentesi prima di concludere questo primo articolo sul caso.
I danni delle vittime.
Che non sono stati solo quelli che avete letto qua sopra. Sono danni che su alcune di loro ancora continuano. Sia in termini di salute che di serenità.
Ed anche e soprattutto di ordine “sportivo”. Nel senso che le vittime (tutte dotate e brave campionesse) oggi hanno dovuto abbandonare quel mondo a cui in termini di premi e riconoscimenti, hanno dato tanto. Mondo che non le ha tutelate, anzi…tutt’altro….
Per fortuna hanno testa e cuore per eccellere in altri campi. La vita, in primis, che si stanno riprendendo dopo anni di buio e dolore.
Visti i tempi della legge ora si dovrà attendere almeno un altro anno prima della Cassazione che se confermerà quanto emerso dai primi due processi farà spalancare l e porte del carcere per il maestro.
A meno che non si verifichi un caso Bocchio bis. Pedofilo condannato in tre gradi di giudizio e poi datosi alla macchia grazie anche ai suoi contati internazionali….

Il più grande caso di pederastia della Spagna: maestro di karate pedofilo arrestato.

Il più grande caso di pederastia della Spagna: maestro di karate pedofilo arrestato.

Per il quotidiano El mundo è “il più grande caso di pederastia della Spagna”, per El Paìs “un setta di abusanti”, a capo della quale c’è il principale imputato, un noto maestro di karate Fernando Torres Baena.
“L’umo dalle mille facce” lo definiscono gli inquirenti. Condannato a ben 320 anni di carcere per abusi sessuali a danno dei suoi allievi (molti dei quali ovviamente minorenni) andati avanti per 20 anni di “onoratissima carriera”.
Nella “setta sessuale” c’erano pure la moglie (condannata a 126 anni) e un’altra istruttrice. Le due organizzavano le orge di bambini a cui il marito partecipava, sia attivamente che “limitandosi a guardare mentre i bambini erano obbligati a fare sesso tra di loro”.

Il tutto si teneva nella prestigiosa scuola fondata dallo stesso Torres Baena e che ne portava il nome (Torres Baena a Las Palmas) e le vittime avevano un’età dai 9 ai 17 anni..
Da brivido le deposizioni delle decine di vittime, ma soprattutto la reazione dell’uomo che impassibile ascolta ciò che su di lui viene detto. Un uomo che viene definito “convincente hasta el extremo” convincente fino alla fine, malgrado le prove inconfutabili di essere il capo “assoluto” di una rete pedofila.
Più di una volta i genitori si erano rivolti a lui per chiedere spiegazioni su certe pratiche “strane”, su certi “giochi che giochi non erano”, ma alla fine l’aveva vinta lui, “il talent scout….lo scopritore di talenti e la fucina di campioni”.
Interessante il profilo che di lui fanno i numerosi periti che lo hanno studiato. Questo l’esito della perizia finale, nella quale troviamo il ritratto di tuti i pedofili a noi conosciuti:
“scartiamo totalmente l’idea che si tratti di un malato di mente” ed ancora “durante i colloqui ha mostrato un narcisismo patologico, con una autostima  esorbitante che lo fa sentire unico e speciale” e lo fa richiedere in continuazione “ammirazione eccessiva da parte di chi lo circonda”.
Assente invece l’empatia: “ne ha solo se gli serve ottenere qualcosa, altrimenti non ne trasmette affatto”.
Interessante anche la scelta delle vittime. Nella sua scuola c’erano due gruppi. Uno di sole vittime ed uno a cui non è mai stato torto un capello.
L’educazione “sessuale” delle vittime più piccole era graduale, portandoli a credere che “quegli atti fossero normali”. Ovviamente i risultati sportivi, secondo il maestro, erano proporzionali al fatto di accettare o meno i rapporti sessuali. Chi si opponeva o chiedeva spiegazioni veniva tagliato fuori da ogni attività agonistica.

“E’ normale fare sesso almeno 10 volte alla settimana” diceva ai suoi giovanissimi allievi, obbligandoli a masturbarsi con lui e portandoli poi il fine settimana in uno chalet dove praticava le sue orge pedofile.
I minori venivano inoltre gradualmente isolati dal mondo esterno (genitori e amici in primis), come capita appunto in una qualsiasi setta (“imponevano un addestramento sessuale nel quale il gruppo era un’alternativa alla famiglia).

Trecentodue gli anni di carcere come detto in apertura, mentre oggi anche la Spagna si interroga sui controlli (assenti)  tra quelle figure professionali che ogni giorno stanno a contatto con i bambini.
In Italia pure abbiamo avuto alcuni casi eclatanti di questo tipo. E tra pochi giorni torneremo a parlare di uno di questi…..

Condannato per abusi maestro di arti marziali a 9 anni!

Riparte l’anno e direi che riparte bene.
Tra i casi che di sicuro porteremo all’attenzione quest’anno ce ne saranno parecchi provenienti dal mondo dello sport. Mondo che purtroppo ha al suo interno una larga zona nera, fatta di allenatori, maestri e quant’altro spesso protetti dai loro dirigenti o dalle società sportive, che con il complice alibi della “facciata” linda e pinta non intervengono o come già detto, peggio ancora, proteggono.
Quest’anno avremo ad esempio il processo di secondo grado del maestro di karatè di Bergamo, a tutt’oggi operativo malgrado una prima pesante condanna, mentre l’anno si è aperto con una riconferma.
A Vicenza è stato condannato in secondo grado Alessio Gelicrisio, insegnate di arti marziali di 51 anni, condannato in primo grado a 12 anni di reclusione, abbassati nel secondo (come quasi sempre capita) a 9 anni, per abusi su un giovane allievo.
Avviata anche (giustamente) la causa civile. Cifra record quella paventata per il risarcimento danni: 500mila euro. Mai sufficienti per ripagare di questo crimine.

Giustizia per le vittime del maestro di karatè pedofilo!

Giustizia per le bambine abusate dal maestro di karaté.
Vi riporto in evidenza questo vecchio post di un anno fa. Intanto rileggetevelo. Sarà una sorta di ripasso. Poi ne prossimi giorni capirete perché …..

http://www.massimilianofrassi.it/blog/maestro-di-karate-condannato-a-bergamoma-lavora-ancora-con-i-bambini.html

Nella foto Brian Matthewman un insegnante inglese di karate a processo nel Regno Unito per i medesimi reati di quello italiano. Una delle vittime era “troppo spaventata per chiedere aiuto”. Lui approfittava del suo ruolo di insegnate, per i suoi turpi fini, passando da palpeggiamenti a veri e propri abusi.

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