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Il maestro pedofilo bergamasco ha finalmente un nome. Questo.
Partiamo dal nome: Aristide Mazza, uscito finalmente oggi su Il Giornale di Bergamo. Sposato, con due figli ed un nipotino, a fine anno sarebbe andato in pensione…
Passiamo al paese: Palosco, provincia di Bergamo, sul confine con la provincia di Brescia.
I fatti, già li conoscete: il maestro, pedofilo, colto in flagranza di reato, dai Carabinieri della Stazione di Martinengo proprio mentre durante le ore di lezione si appartava in un laboratorio interno alla scuola con una sua vittima.
Ieri ha ovviamente fatto scena muta. Inutile dire che lo scenario sarebbe stato diverso se non ci fossero state le immagini (“inequivocabili”) a bloccarlo.
In tal caso oggi leggeremmo che si è difeso, negando la sua colpevolezza e parlando di bambini che hanno male interpretato le sue azioni. E dietro di lui schiere di codardi complici a difenderlo.
Ma grazie al lavoro dei Carabinieri non è andata così.
Aristide Mazza ieri ha fatto quello che fanno i predatori di bambini quando vengono scoperti: ha mostrato tutta la sua codardia ed, in silenzio, ha abbassato gli occhi davanti a chi lo interrogava. Un adulto, che quindi non poteva soggiogare…

Nota: è al vaglio degli inquirenti il materiale informatico che gli è stato sequestrato a casa Mazza.
Maestro pedofilo bergamasco presto ai domiciliari?
Maestro pedofilo bergamasco presto ai domiciliari?
Ieri ne abbiamo parlato. Con toni volutamente provocatori. Oggi rientriamo nella normalità della anormalità.
Ponendoci le domande che spesso in questi casi ci poniamo ma anche interrogandoci, pubblicamente, sul futuro di questo tizio.
Lui A. M. maestro in una scuola elementare in provincia di Bergamo (scuola che apre abbia una levata presenza di bimbi stranieri e con handicap…), quasi sessantenne. Bravo parrocchiano e paesano, già presente nelle liste comunali alle precedenti elezioni, da martedì è dove tutti quelli come lui dovrebbero stare: in carcere.
Abusi per ora accertati pare su due bambini. Abusi accertati e certificati dalle riprese delle telecamere piazzate dalla Procura di Bergamo, che lo hanno quindi colto in flagranza di reato e senza le quali, temo, lui avrebbe già avuto quelle ignobili difese di piazza che ben conosciamo. Invece chi lo difende usa mezzi più subdoli, e coerenti, ma meno plateali.
Il paese è ovviamente sotto shock soprattutto per quella malsana idea (che citiamo ogni volta soprattutto nelle nostre conferenze) per cui il pedofilo debba per forza essere un mostro.
Pensando al pedofilo come ad un orco, un mostro appunto, ovvio che quando ce lo ritroviamo con la faccia rassicurante del maestro elementare a tutto pensiamo tranne che alla vera natura dei fatti.
È a causa di questa errata forma mentale che certi soggetti spesso la fanno franca.
Per questo forse è il caso di cambiarla, restituendo (nella follia) la normalità (capite vero cosa sto dicendo?!) all’anagrafe di questi predatori.
Uomini insospettabili. Dall’abile facciata. Spesso senza difetti alcuni. Ma dietro la facciata medesima, cacciatori di bambini.
Come dicevo in apertura oggi è tempo di domande e di riflessioni ad alta voce, mentre aspettiamo che il pedofilo venga interrogato.
Domanda numero 1: il soggetto scommetto fin d’ora sottolineerà che il suo stato di salute non è compatibile col regime carcerario. Magari soffre di cuore (vista l’età chi non ha qualche piccolo problema alle coronarie) e l’arresto non ha certo favorito l’equilibrio delle palpitazioni. Quindi, scommettiamo che a breve ce lo vediamo ai domiciliari?
Applicando peraltro la regola che non potrebbe fuggire né reiterare i fatti (essendo questi accaduti a scuola!).
2) I fatti…accaduti a scuola… questo ci porta alla seconda domanda.
Possibile che ancora una volta, durante le ore di lezione, si possano prendere bambini, allontanarli dalla lezione ed abusare ABUSARE SESSUALMENTE di loro senza che nessuno veda/senta niente?
3) A tal riguardo, cosa sta facendo la scuola per rimediare all’involontario danno arrecato? Ha a disposizione operatori che intervengano dando supporto a tutti i bambini e le loro famiglie?
4) Supporto…bambini e famiglie…rilanciamo un appello: i genitori delle vittime, ma anche dei bambini frequentanti la suola, che hanno bisogno di sostegno, ci contattino: info@associazioneprometeo.org oppure Tel. 035 656895 Grazie!|
Nota: ieri (anche a mezzo stampa) abbiamo sottolineato la bravura della Procura di Bergamo, nell’aver svolto le indagini. Oggi evidenzio la bravura e la professionalità de del Provveditore scolastico della provincia di Bergamo che ha immediatamente inviato all’ufficio regionale, la richiesta di sospensione cautelare del docente.
Perché la cosa mi sorprende? Perché se pensate a come si sono mossi nella vicina Brescia per la maestra arrestata (anche qua grazie alle telecamere) poiché picchiava i bambini, notate come ci sia un abisso di cultura tra i due interventi. Per ripassare:
http://www.massimilianofrassi.it/blog/maltrattamenti_a_scuola.html
Maestro pedofilo. Beccato grazie alle intercettazioni. Cinico Blog!
Lo dico subito. Non so se il termine “beccato” sia gradito all’Accademia della Crusca. Ma credo che qua ci stia benissimo. Non per un disprezzo verso l’italiano di Dante sempre più sostituito dall’ita-g-liano del 2012, ma perché lo preferisco al verbo “incastrato”. Che mi sa di trappola in cui cadono i poveri topolini. Non i luridi pedofili.
Già. Perché il maestro 57enne della provincia di Bergamo, quello di cui i giornali non fanno trapelare nulla (peccato non abbia agito in Veneto: avremmo già foto, dati e indirizzo dove abita, su tutti i giornali!), né nome, né vera età, né paese dove ha agito (inzia forse per P…e finisce per o?), né quantità delle vittime e modus operandi nella scelta delle stesse, sia un lurido pedofilo. Non lo si può definire altrimenti.
E la parola lurido non nasce da un facile disprezzo che questo blog vuole provocare nei confronti della categoria, nasce dalle immagini delle intercettazioni ambientali che ancora una volta con grande professionalità le forze dell’ordine locali hanno utilizzato. Prendendo, anzi, “beccando” il flagranza di reato il lurido pedofilo.
Che ora aspetta in carcere di finire davanti ad un Giudice. Dove quasi sicuramente farà scena muta e poi magari chiederà ai suoi legali di farlo passare per malato.
Proprio lui “persona perbene”, “stimatissimo”, “bravo maestro”, politicamente impegnato …
Intanto la moglie lo aspetta a casa coi suoi due figli (Signora, ha già fatto domanda di divorzio e bruciato in piazza tutte le sue cose?).
E mentre suggeriamo ai familiari dei bambini abusati dal lurido di contattarci al più presto, vi saluto. Con il tipo di post che rendono particolarmente sgradito questo Blog, i post della serie Cinico Blog. Dove si accantona il buonismo, il politicamente corretto e si grida ad alta voce che vogliamo sapere chi è il cancro che attanaglia la nostra società. Dato che pare sia l’ultimo modo rimasto per difendere i nostri cuccioli dalla distruzione della specie…
Nota: a breve torniamo sull’argomento…
Nota 2: per ribilanciare l’ambiente, sabato a Bergamo nuova riunione coordinamento nazionale vittime pedofilia. Proprio per dare un segnale forte e ricordare che nessun dolore (e nessun abusante) “vive” per sempre…!
Maestro accusato di abusi, è libero.
Zoran Milenkovic, 62 anni, è indagato a Trento (dove risiede da 15 anni) per violenza e molestie sessuali a danno di tre allieve (lui è maestro di violino). Un procedimento è fissato per il prossimo 23 gennaio 2012, ma….ma nel frattempo gli sono stati revocati i domiciliari e quindi è libero. Questa la notizia e la foto che riprendiamo dal quotidiano Leggo. Nota nostra: solo per le vittime i domiciliari non terminano mai……
La bambina ed il maestro pedofilo – seconda ed ultima parte.
Testimonianza di abuso: parlano le vittime.
“quando una persona muore, dicono che il corpo muore ma lo spirito è vivo, invece in me è morta la mia anima e sono viva con il corpo”.
La prima parte l’abbiamo pubblicata ieri. E tantissimi sono stati i messaggi di solidarietà (calcolando il periodo di ferie siamo rimasti stupiti noi stessi del numero di mail/messaggi ricevuti). Oggi la parte finale di questo dramma. Che dimostra ancora una volta quanto impunti siano certi criminali e quanto, negli anni, il loro dolore continui a vivere.
A “Sole” il nostro abbraccio migliore e l’augurio che da sempre qua facciamo a chi come lei ha già vissuto un’esistenza intera: buona vita!
“L’ anno seguente ho cambiato la scuola e ho iniziato a uscire un po’ con gli amici ma ero sempre una persona di poche parole, avevo sempre paura di stare da sola con gli uomini , o anche solo con i miei compagni di classe.
I miei genitori pensavano che ero malata, e che forse mi erano rimasti dei problemi perché avevo passato poco tempo fa l’epatite B, mi hanno fatto tutte le visite e i medici hanno dato come risultato che ero anemica, ma non sono riusciti a dire altro, io con questo situazione di vomito e anemia ho sofferto fino a 19 anni, sono stata ricoverata in diversi ospedali di xxx e non ho mai avuto una vita normale.
Oggi dopo tanti anni , anche se sono riuscita a creare una vita normale , dove studio e lavoro, mi capita spesso di chiudermi dentro in camera e piangere …..e quando sono nervosa io vomito ancora…
In tutti questi anni ho sperato che qualcuno poteva prendere il coraggio di parlare e dire quello che succedeva dentro a quei muri di quella scuola; io oggi ho quasi 30 anni, e non so se questa persona continua a fare il mestiere di maestro. Io sono allontanata da quella città quando avevo 18 anni perché ci siamo trasferiti a xxx.
Sei la prima persona che io sto scrivendo e raccontando tutta la mia storia, la mia mamma l’ha saputa prima 1 anno fa, è rimasta malissimo mi ha detto perché non me l’hai detto prima, ma alla fine come io immaginavo da piccola, mi ha detto di non dire nulla al Papà.
Qualcuno lo sa che sono stata abusata, ma niente in dettagli.
Quando ero piccola per un lungo periodo io pregavo il Dio di far morire questo Bastardo, ho anche pensato di fare del male o uccidere a lui e poi me stessa nei momenti di stress, ma alla fine niente, mi sono allontanata dal mio Paesino con dolore e rabbia. e con la speranza che qualcuno parla.
Ma fino a questo giorno nessuno parla.
Non so per gli altri ma io parlo di me e dico che un bambino abusato si sente cosi: quando una persona muore, dicono che il corpo muore ma lo spirito è vivo, invece in me è morta la mia anima e sono viva con il corpo.
Grazie Max, che mi ha i dato la possibilità di parlare anche se tra le lacrime e scusa ancora per il mio italiano non perfetto. Ti abbraccio forte,
“Sole”

VERGOGNA!!!!! Forse è il caso che per notizie così la gente cominci a scendere in piazza!!!!!
Maestro pedofilo
Preside non voleva rovinare "il buon nome dell’istituto"
I giudici hanno reso note le motivazioni della sentenza dello scorso 7 maggio, quando un insegnante venne condannato a 11 anni per violenza sessuale e maltrattamenti e il dirigente scolastico dell’istituto a 5 anni e mezzo per concorso omissivo nelle violenze.
Il preside decise di non denunciare gli abusi compiuti dal maestro nei confronti dei suoi alunni ‘’nella speranza che la situazione in qualche modo si risolvesse da sola rimanendo segretata tra le mura scolastiche, sì da non recare pregiudizio al buon nome dell’istituto (secondo il noto adagio ‘i panni sporchi si lavano in casa’)’’. Lo scrivono i giudici della nona sezione penale del Tribunale di Milano nelle motivazioni della sentenza con la quale, lo scorso 7 maggio, hanno condannato un insegnante di una scuola elementare a 11 anni per violenza sessuale e maltrattamenti e il dirigente scolastico dell’istituto a 5 anni e mezzo per concorso omissivo nelle violenze.
Secondo il presidente del collegio Annamaria Gatto, estensore delle 167 pagine di motivazioni, il preside della scuola di Quarto Oggiaro, F.C., non solo non denunciò gli abusi compiuti dal maestro A.S. dal settembre 2007 al dicembre dello stesso anno, ma ha anche ‘’accuratamente evitato … di porre in essere qualunque iniziativa, anche volta solo ad avere una migliore conoscenza dei fatti preferendo ed, anzi, volontariamente scegliendo l’inerzia e con cio’ dimostrando di essere non solo negligente ma anche dolosamente determinato a non adempiere al suo obbligo’’.
Nelle motivazioni, infatti, si dà conto della segnalazione che un insegnante rivolse al preside già il 15 novembre 2007. I giudici parlano di ‘’totale disinteresse’’ e ‘’assoluto immobilismo’’ da parte del dirigente scolastico che sperava, secondo i giudici, che il silenzio sugli abusi ‘’durasse fino a quando la vicenda non fosse in qualche modo rientrata senza creare ulteriori problemi a lui e danni al buon nome della scuola’’.









