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TOMMY: PG, ERGASTOLO PER ALESSI E 30 ANNI A CONSERVA
BOLOGNA – Il pg della Corte d’Assise d’Appello di Bologna, Alberto Candi, ha chiesto la conferma della pena dell’ergastolo per Mario Alessi e di trent’anni di reclusione per Antonella Conserva, imputati nel processo di secondo grado per il sequestro e l’omicidio di Tommaso Onofri, il bimbo rapito ed ucciso la sera del 2 marzo 2006 a Casalbarancolo di Parma. Il pg, al termine della sua requisitoria, ha cosi’ ribadito la richiesta di condanna per i due imputati emessa nel processo di primo grado dalla Corte d’Assise di Parma il 28 maggio 2008. Nel corso dell’udienza di questa mattina il pg ha esaminato il ruolo avuto nel rapimento di Tommy da Antonella Conserva definendo "un atto indicibile" per una madre "organizzare il sequestro del figlio di un’altra madre". Candi ha infine chiesto alla Corte di non concedere le attenuanti generiche alla Conserva e di ridurre a dieci mesi il periodo di isolamento in carcere per Mario Alessi. Nel proseguo del processo parleranno gli avvocati di parte civile e le difese.


Una udienza in cui Alessi ha accusato Conserva di aver partecipato al sequestro, di fatto sconfessando quanto aveva detto in primo grado, dove aveva sempre cercato di tenere la donna lontana dalle accuse. Anche ieri la difesa aveva chiesto di avere le trascrizioni per poterle studiare, ma la Corte d’Assise d’Appello non l’aveva ritenuto necessario. «Rinunciamo alla difesa – ha detto Eduardo Rotondi – perchè non siamo in grado di difendere al meglio Antonella Conserva fino a che non ci sarà consentito di leggere le trascrizioni. Siamo davanti ad una doppia chiamata di correità, che ha modificato tutto il quadro. In fondo si tratta di 30 anni (cui è stata condannata la donna in proimo grado, ndr) e 10 giorni si potevano concedere. È una decisione sofferta, ma che viene da chi fa questo mestiere con passione». «Abbiamo lavorato per un anno per rovesciare il vecchio impianto, ora ci troviamo davanti ad uno completamente nuovo, che non possiamo nemmeno leggere», ha aggiunto il criminologo Carmelo Lavorino, parte del collegio difensivo uscente. Gli avvocati, prima di annunciare il ritiro, avevano anche protestato con la corte perchè, a loro dire, ieri la madre di Tommy, Paola Pellinghelli (anche oggi in aula come gli imputati) era stata sentita proferire ingiurie contro la Conserva. La corte, presidente Aldo Ranieri, ha nominato un avvocato di ufficio, Roberta Marconi, che ha chiesto i termini a difesa. L’udienza è stata aggiornata al 28 ottobre per la discussione, entro il 5 saranno depositate le trascrizioni. Duro il commento del pg e delle parti civili all’abbandono dei difensori della Conserva. Il procuratore generale di Bologna Alberto Candi, ravvisando nell’operato del collegio difensivo uscente di Antonella Conserva un «comportamento di palese ostruzionismo», ha chiesto la sospensione dei termini massimi della custodia cautelare per l’imputata.
Secondo il pg infatti il collegio difensivo ha rimesso il suo mandato «solo per procastinare i tempi di questo processo». Una richiesta, la sua, motivata ai sensi dell’articolo 304 del codice di procedura penale (‘sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelarè), cui si è opposto il nuovo difensore di Conserva, avv. Roberta Marconi, secondo cui i colleghi hanno lasciato la difesa «non per volontà di procrastinare il processo» ma per «motivi tecnici».
Un’opposizione cui si è associata anche Laura Ferraboschi, legale di Mario Alessi, l’altro imputato del processo in Corte d’assise d’appello per il rapimento e la morte di Tommaso Onofri (il 2 marzo 2006 a Casalbaroncolo, Parma) condannato all’ergastolo in primo grado. «Anche noi avevamo chiesto di poter avere la trascrizione dell’udienza di ieri» ha detto Ferraboschi, secondo cui «questa è una situazione che si è creata per scrupolo della difesa, non per volontà di abbandono».
Duri invece gli avvocati che tutelano gli interessi della famiglia Onofri-Pellinghelli. «La pensiamo come il pg – ha detto Giorgia Donata Cappelluto, accanto all’altro legale, avv. Stefano Catellani – la nostra impressione è quella di una evidente manovra ostruzionistica volta ad ottenere la decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare». Tempi che, hanno ricordato, sono di quattro anni dall’arresto, il 1 aprile 2006. La Corte d’assise d’appello di Bologna (presidente Aldo Ranieri) si è riservata sulla decisione in merito alla sospensione, e ha fissato per le 14 del 28 ottobre la ripresa della discussione. Fonte Gazzetta di Parma.
Ennesimo squallido teatrino quello consumato ieri in Tribunale, con le bestie Alessi e Conserva, libere pure di parlare. Difeso il sig. Alessi con i soldi di noi contribuenti, dato che non va dimenticato, gode pure del patrocinio gratuito dello Stato italiano.
Quella che segue la relazione sulla giornata ripresa dalla Gazzetta di Parma. Altro stamani non mi va di aggiungere.
Dovrebbe arrivare nel tardo pomeriggio la sentenza……
p.s. giusto per attirarmi qualche critica: sono sempre stato contrario alla pena di morte. Davanti a questa coppia, ho cambiato idea! A meno che non ci garantiscano che dal carcere usciranno, entrambi, solo quando saranno morti.

<<Alessi in aula: "La Conserva sapeva del sequestro da dicembre". E poi: "Meritiamo l’ergastolo">>
Per la prima volta si è sottoposto alle domande delle parti, Mario Alessi, il muratore siciliano condannato in primo grado all’ergastolo per il sequestro e l’omicidio del piccolo Tommaso Onofri. Davanti ai giudici della Corte di assise d’appello di Bologna, davanti ai quali si svolge il processo di secondo grado, ha risposto per tre ore alle domande e poi ha fatto una dichiarazione spontanea di oltre un’ora, ripercorrendo le fasi del sequestro e dell’omicidio del piccolo e coinvolgendo pesantemente la sua ex compagna Antonella Conserva, in primo grado condannata a trent’anni e anche lei imputata in appello. Quando ha raccontato per due volte le fasi dell’omicidio, attribuendo tutta la colpa («prima mi disse che era soffocato, poi lo vidi che lo colpiva con una vanghetta») a Salvatore Raimondi, già condannato in appello a 20 anni con l’abbreviato, Paola Pellinghelli, la madre del piccolo Tommy, ha lasciato l’aula visibilmente turbata.
Dopo che Tommy era stato ucciso da Raimondi – secondo Alessi – quest’ultimo chiamò la Conserva che andò loro incontro con l’auto. Secondo il racconto di Alessi la donna era al corrente del progetto del sequestro dal dicembre precedente. Tra l’altro, sempre secondo il racconto, sarebbe stata lei a confezionare con il tessuto elasticizzato di un paio di pantaloni i passamontagna per il sequestro. E secondo Alessi, la Conserva con il fratello, dopo la morte del piccolo, avrebbero scritto una lettera per chiedere ugualmente il riscatto: «Io però, quando la scoprii la bruciai», ha spiegato. «Avevo giurato su mio figlio che non avrei coinvolto la Conserva – ha detto Alessi – un sacerdote in carcere mi ha spiegato che i giuramenti su presupposti falsi non hanno valore, così ho deciso di disattendere il giuramento».
I legali della Conserva hanno preannunciato dichiarazioni di risposta della loro assistita alla ripresa pomeridiana del processo. E infatti nel pomeriggio i due si sono scambiati ripetute accuse. "Ci meritiamo l’ergastolo. – ha detto ancora Alessi – Non per l’uccisione del bimbo, perchè su questo mi sento la coscienza a posto, ma per quello che abbiamo fatto".

NOTA: Chissà come fanno, ma hanno sempre la coscienza a posto. Tutti loro, pedofili, supporter degli stessi, assassini, terroristi, hanno sempre la coscienza a posto……ovvio, la colpa è sempre degli altri….
IL FAN CLUB DEL MOSTRO.
Internet si sa ha permesso all’animo umano di dare il meglio ed il peggio di sé.
Rappresentandosi senza mezze misure. E raggiungendo, nel peggio, confini alla maggior parte di noi sconosciuti (anche se questo blog al riguardo ha detto parecchio). Da un anno oramai il social network più cliccato è Facebook. E pure lì vale la regola appena detta.
Il meglio ed il peggio della società si sono presentati puntuali, salendo sotto ai riflettori, per brillare di luce proprio o di luce riflessa.
Potremmo perderci dietro futili ed insulse analisi sociologiche per capire il perché di quanto sto per denunciare. Ma alla fine credo che l’unica vera risposta sia, in questo caso, che non esiste solo il bene ed il male così equamente divisi. Esiste una terza ( o quarta, o quinta, o sesta,…) area di colore grigio dentro la quale troviamo una specie particolare quanto pericolosa: quella degli imbecilli.
Inutili, idioti, puzzolenti, sanguisughe, irresponsabili, empaticamente svuotati, metteteci ciò che reperite. E solo così darete un senso al gruppo che su facebook ha appena aperto. Il gruppo di fans (ben…due!) di Mario Alessi, assassino del nostro Tommino…….

Ancora non sappiamo se lo Stato coprirà l’intera cifra oppure solo una parte. Riteniamo però che sarebbe scandaloso che con i soldi di noi contribuenti gli venissero REGALATI anche solo cinquanta centesimi.
Mi chiedo cosa passi per la testa del direttore del principale telegiornale, quando decide di mandare in onda la (vecchia) testimonianza, a sua discolpa, di un condannato all’ergastolo per l’omicidio di un bambino di 18 mesi
Parte il video. Con qualche incertezza, per alcuni secondi lo schermo è fisso sulla faccia, capelli lunghi e barba incolta, di Alessi. E’ in carcere, il video è stato fornito dal suo avvocato. Risale al settembre 2007, oltre un anno fa, a pochi giorni prima dell’apertura del processo.
Il primo piano si anima, Alessi comincia il suo racconto, o, come dice il tg1, "la sua versione". "Dopo dieci minuti, un quarto d’ora che ero lì, ritorna Raimondi, e mi fa: non c’è niente da fare, il bambino è soffocato", è l’agghiacciante inizio. "Tu, dice, rimani qua, io vado giù a sistemare tutto. Ma il bambino non è che stava soffocando, lui lo stava proprio ammazzando". "Io quando sono tornato giù ho visto lui accucciato, che picchiava addosso al bambino", Alessi accompagna quest’ultima asserzione con un eloquente gesto del braccio. Sono basita. Ma mica è finita qua.
Intermezzo: il cronista attacca "così è stato ucciso il piccolo Tommaso", ricostruisce le fasi dell’omicidio e del processo. Facciamolo anche noi: la Corte d’assise di Parma ha condannato Alessi all’ergastolo e la sua convivente Antonella Conserva a 30 anni, e ritenuto Alessi e Salvatore Raimondi (condanna a 20 anni con rito abbreviato, per il solo concorso) entrambi colpevoli dell’omicidio di Tommaso Onofri, rapito e ucciso a Casalbaroncolo il 2 marzo 2006.
"Mario Alessi in aula non ha mai parlato, queste sono le sue prime parole dopo il delitto". Ah, quindi sarebbe uno scoop, un’esclusiva. Solo che non capisco dove sia la notizia. E quale sia la ragione per la quale il tg1 ha deciso di mandarlo in onda.
Riprende Alessi: "Io l’ho visto con i miei occhi che picchiava sul bambino", rifà il gesto.
"Nel lungo racconto Alessi si è anche concesso uno sprazzo di umanità", sottolinea il cronista. Ma non mi dire. Lo fa descrivendo l’irruzione in casa Onofri: "Io ho accarezzato il bambino, per non farlo piangere. Gli passavo la mano nei capelli, per non farlo piangere". Ad Alessi si spezza la voce. Fine del servizio.
Tommaso Onofri aveva 18 mesi quando fu portato via da casa e ucciso, soffocato e percosso, gli hanno rotto il cranio. Due anni e mezzo dopo, l’uomo condannato per il suo brutale assassinio è entrato nelle nostre case, grazie al tg1, per dirci che lui non c’entra, che lui è buono. Io devo ancora riprendermi.
MP – da IL BARBIERE DELLA SERA.
È in corso a Parma il processo Onofri. Stamani parleranno i difensori degli assassini e probabilmente Mario Alessi farà una dichiarazione. Sappiamo già come andrà. Andrà che si dichiarerà innocente, vittima magari di qualche associazione tipo la Prometeo che oltre a sfruttare la sofferenza della gente per arricchirsi ha il dono di contagiare i genitori e così facendo ha convinto gli Onofri della morte per omicidio del loro figlio quando è evidentemente un caso di suicidio.





