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Image_4È in corso a Parma il processo Onofri. Stamani parleranno i difensori degli assassini e probabilmente Mario Alessi farà una dichiarazione. Sappiamo già come andrà. Andrà che si dichiarerà innocente, vittima magari di qualche associazione tipo la Prometeo che oltre a sfruttare la sofferenza della gente per arricchirsi ha il dono di contagiare i genitori e così facendo ha convinto gli Onofri della morte per omicidio del loro figlio quando è evidentemente un caso di suicidio.
Basta analizzare le carte processuali, interrogare i parenti (io l’ho fatto per una cosa che presto vi presenterò) e capire che Tommy era un simpaticissimo birichino. Molto vispo. Quindi, in grado di legare i genitori, fuggire su uno scooter e suicidarsi. D’altronde si sa come sono questi giovani. Non hanno ideali poi magari basta un cicchettino in più, un biberon di troppo e perdono la testa. Perdonaci piccolo
Fine stronzata.

Giornata di barzellette questa…..perchè così vanno prese. Barzellette di serie z, quelle che non fanno ridere nessuno e proprio per questo non hanno alcuna importanza. Altrimenti dovremmo incazzarci, e tanto.
Ieri è uscita una lunga intervista ad Antonella Conserva, che ha rotto così…..il suo silenzio.  A seguire due strafalcioni, cioè volevo dire due stralci della stessa.
A proposito di Alessi dice:
“non si dubita mai della persona che si ama, le si crede, le si dà fiducia. Non ho mai pensato che Alessi fosse un poco di buono, ero certa fosse vittima di calunnie” (questa frase la suggeriamo a tutti i sostenitori di pedofili).
Ma il meglio arriva alla fine. Alla domanda: “vorrebbe dire qualcosa alla famiglia Onofri?”, risponde: “per ora no, prima voglio essere assolta”.
Manco a Zelig ci sono più esemplari così………

I PM CHIEDONO IL CARCERE A VITA PER ALESSI.
30 Anni alla Conserva: lui è l’orco, lei la carceriera, la mente criminale.
image5pi1Io avrei scambiato volentieri la pena. 30 anni ad Alessi (che apre sia diventato una specie di larva umana e quindi campa poco) mentre l’ergastolo l’avrei riservato alla Conserva. Certo 30 anni, con tutte le carcerate che ti odiano e non ti vogliono tra di loro, è un buo0n inizio per restituire tutto il male fatto ad un bimbo di 18 mesi. Preso a cazzotti in faccia per 20 minuti…………
angels

“Non discutere mai con un idiota. Ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza!”
Bob Dylan.
 conserva
 
IL TEATRINO
Trovo finalmente il tempo di raccontarvi questa scenetta che mi ha visto involontario protagonista (mentre a breve farò pure il punto della situazione sul processo).
Arrivo con due operatrici a seguire il processo Tommy e la prima scena che mi si presenta entrando in aula è quella di Dante Davalli, vice presidente dell’associazione La caramella buona, che stringe la mano (moscia, moooolto moscia) della candysempre truccatissima Antonella Conserva (ed apro un’altra parentesi per chiedermi: ma che stanza ha in carcere? Come può arrivare sempre truccatissima e con la permanente appena fatta?). Quando il Davalli ci vede diventa rosso di furore ed avvisa l’avvocatessa di Alessi, quella che ricordo malgrado fosse presente la sera in cui Alessi indicava il posto dove aveva seppellito Tommy (“deve essere là….no forse è lì….” diceva, col tono di uno che indica il posto dove ha buttato un sacco della spazzatura, non un bambino!), continua ostinatamente a difenderlo (sicuramente anche lei a titolo gratuito, incredibile quanto tutti siano bravi a lavorare gratis, Italia popolo di santi, poeti e benefattori).ferraboschi
Per non divulgarmi. Entra la Corte e poco prima l’avvocatessa sui suoi alti tacchi a spillo sgambetta fuori dall’aula e fa entrare la polizia che mi chiede di uscire per un controllo.
Attimo di panico poiché non capisco cosa vogliano.
Esco, do le generalità, vanno a telefonare a due procure (sic!) ed al Ministero e tornano poi scusandosi per il disguido e riaccompagnandomi in aula (per la gioia del Davalli che ricambia colore vedendomi tornare). Il tutto però dopo ben 30 minuti di attesa nell’androne del Tribunale.
Nel frattempo dentro cos’è successo?
È successo che quando io esco l’avvocatessa, chissà forse per evitare che il giudice si riarrabbiasse per l’ennesima mancanza in aula di Alessi, l’avvocatessa dicevo, dice di aver fatto allontanare uno squilibrato (……) che con un fax anonimo (sic!) e dal suo blog minacciava di riempire di piombo Alessi.
Ora in attesa che Paolo mi faccia avere tramite i suoi legali la relazione dattiloscritta dell’accaduto (per risalire così alle parole esatte, dato che quelle che riporto sono quelle che mi hanno detto i poliziotti presenti in aula) la cosa più simpatica è stata la reazione del giudice.
La quale stanca di questi teatrini settimanali dice:
”L’avete denunciato per queste minacce?” “No” la risposta”
”Siete certi che l’ha scritto lui? “ “No” .
“E allora” continua il Giudice visibilmente disturbato, “che questa persona sia subito riammessa in aula”.
Non riporto i commenti degli agenti di Polizia che erano fuori, i quali alla fine non sapevano più come scusarsi, né dei giornalisti.
Ma riporto però un’altra domanda, a mio personale avviso geniale e degna di una principe del Foro.
rockerduck
Dopo che per più di un’ora il medico legale aveva descritto minuziosamente il modo in cui avevano trovato Tommy, soffermandosi sulle ferite, sullo stato del corpo, etc., (con dettagli che vi ometto, per la crudezza degli stessi) la domanda che viene fatta dall’avvocatessa è:
”siete certi che il bambino non si sia soffocato col proprio bavaglino?”.
Se non fosse che si parlava di un fatto come questo, sarebbe stata la battuta del mese. Altro che Paperissima…..Ma in che mani siamo, mi chiedo????!!!!!!
Ma soprattutto signora avvocatessa stia tranquilla. Se non ha paura di Alessi e della Conserva, ma anzi con loro si trova a suo agio, non si preoccupi né dell’autore di questo blog né di chi lo commenta.
Nessuno di noi potrebbe mai avercela con lei, proprio perché di quelli come lei a noi non ce ne frega nulla. Non siamo noi quelli che hanno bisogno di un processo ad alto tasso mediatico per illuderci di essere al mondo. Trovo pertanto ridicole le sue esternazioni e le sue (finte) preoccupazioni.
Quanto al piombo, dopo aver valutato in quale posto abbiate tolto tale diffamante informazione, la avvisiamo che noi il piombo lo adoperiamo per ben altro. E che siamo tutti contrari alla pena di morte per i suoi amati assistiti.
Troppo facile saprebbe la soluzione finale. Meglio invece che marciscano in un vero carcere ( Guantanamo so da fonte certa, avere diverse stanze libere) per il resto dei loro giorni.
 
 guantanamo

VERGOGNA.
Ieri al processo contro gli assassini di Tommaso è stato ascoltato in aula, senza alcun “paravento” né alcuna protezione, Giuseppe Alessi , 7 anni, figlio di….Antonella Conserva e Mario Alessi.
Il piccolo ha parlato per pochi minuti quindi “ha potuto abbracciare la madre”. Malgrado il giudice abbia garantito un interrogatorio fatto nel migliore dei modi ed utilizzando tutta l’attenzione necessaria, mi chiedo sempre di più che Giustizia sia questa ma soprattutto quale sia la strategia di chi difende i soggetti sopracitati.
Non mi pare, ma spero di potermi smentire appena ne avrò la certezza, che si sia fatto nulla per poter fare testimoniare il bambino (ennesima vittima, a suo modo, dei due carnefici) in un ambiente “”diverso”.
Pertanto mi chiedo se si sia scelta la strada di sacrificare anche questo bambino, per poter poi puntare a far ulteriormente male alla famiglia Onofri, interrogando ancora Sebastiano, il fratellino di Tommy (richiesta al momento respinta pure dal Pm ma portata avanti dall’avvocato dell’Alessi).
 Per ora resta valida solo una parola: VERGOGNA!

tommy 003Oggi ottava udienza del processo per l’assassinio di Tommaso.
Assente ovviamente l’assassino Mario Alessi. Presente la sua degna compagna Antonella Conserva, che in aula è mancata solo una volta, quando venne a deporre la prostituta di colore con cui Alessi era andato, proprio nella zona dove poi avrebbe ucciso Tommy.
Sabato sera su Rete 4 è andato in onda un servizio sulla vicenda. Rivedere le immagini di repertorio delle due bestie che si tengono per mano e che davanti alle telecamere si dicevano estranee alla vicenda, ha aggiunto rabbia alla rabbia.
Mentre fa riflettere sempre più il ruolo che proprio  la Conserva deve avere avuto in tutto questo.
D’altro canto cosa ci si può aspettare da una donna che è rimasta al fianco di un uomo, già condannato per stupro? Che davanti alle telecamere recitava, male, la storiella della povera verginella stolta . Un uomo che la tradiva con delle prostitute di colore? E che per garantirle un futuro ad un certo punto pianifica di massacrare un bambino?

Premessa – DALLA PARTE DEI BAMBINI:
Quello che state per leggere fa male. Molto. E’ seguito da un mio sfogo. Scritto di getto e non riletto, alla faccia della forma e del contenuto, della professionalità e di tutto quello che terrebbe lontana la reazione più umana che ci deve essere.
Leggetela solo se ve la sentite. Altrimenti salvatela, stampatevela e leggetevela quando sarete tranquilli. E poi però fatela leggere, a più persone che potete……
copertina TOMMY
Tommaso Onofri, il Gip: autopsia prova che lo uccise Alessi
Ecco le motivazioni della sentenza che ha condannato Raimondi a 20 anni di carcere PARMA (12 ott. 2007) – E’ "dalla ricostruzione dell’omicidio come operato in base all’accertamento medico legale" che deriva "la prova logica insuperabile che Raimondi non fosse presente quando Tommaso è stato ucciso". Ad uccidere Tommaso Onofri la sera del 2 marzo 2006 in via del Traglione, fu quindi Mario Alessi e non l’ex pugile: se fosse stato quest’ultimo, avrebbe usato il coltello che impugnava durante il sequestro. Non l’avrebbe soffocato e preso a calci con ferocia come invece fece Mario Alessi. Lo scrive il Gip Rita Zaccariello nelle motivazioni della sentenza che ha condannato Raimondi a 20 anni di carcere. Alessi ha tentato di addebitare la responsabilità dell’omicidio a Raimondi, ma ha poi descritto proprio la sequenza di azioni che hanno portato alla morte, riscontrate poi dall’autopsia. Mentre invece Raimondi riferisce "una modalità di uccisione del bimbo che non trova corrispondenza nelle risultanze degli esiti autoptici". Tommy infatti fu ucciso con "una sequenza non solo intrinsecamente brutale, ma, soprattutto, da parte di qualcuno che si è accanito senza riuscire a provocare la morte con una sola azione" si legge. Proprio come affermato da Alessi: "dapprima un tentativo di strozzamento e poi, allorché l’assassino ha dubitato che la compressione al collo fosse di per sé sufficiente a provocare la morte, concitati e ripetuti colpi al cranio.Infine, proprio perché i battiti di quel piccolo cuore non cessavano, forse traendo in inganno l’assassino su un’agonia in realtà ormai irreversibile, lo scempio rabbioso che ha fratturato le mandibole sotto i piedi del carnefice". "Un carnefice o dei carnefici in tutti i casi tanto efferati quanto inetti" sottolinea amara Zaccariello. "Ferocia, abiezione e inettitudine si combinano tra loro e di tutto questo rimane vittima Tommaso Onofri, per i lunghi momenti in cui non cessa di battere il suo piccolo cuore".
CONSERVA PARTECIPO’ OGNI FASE SEQUESTRO
Sulla partecipazione di Antonella Conserva al rapimento di Tommaso Onofri, Salvatore Raimondi non mente. Ne è convinto il Gip di Bologna Rita Zaccariello che l’ha scritto nelle motivazioni della sentenza con cui l’ex pugile è stato condannato a 20 anni di carcere per quel delitto. Per il Gip, Raimondi ha detto il vero in merito al "concreto apporto prestato dalla convivente di Alessi in ogni fase del sequestro, dall’ideazione e preparazione del delitto e sino all’epilogo esecutivo". Conserva, che con Alessi è ora sotto processo a Parma, ha "sin dall’inizio condiviso l’ideazione del delitto, svolgendo un ruolo determinante nelle decisioni assunte e nella fase preparatoria che lo ha preceduto". La donna, spiega il giudice, "cerca di respingere ogni accusa calandosi nel ruolo sofferto di ulteriore vittima del convivente". Ma "le risultanze acquisite in atti smentiscono in toto il personaggio succube e ignaro di cui vuole ammantarsi". Pesa per il Gip il fatto che fino al suo arresto Conserva ha convissuto con Alessi, condannato "per avere stuprato una ragazza costringendo il fidanzato ad assistere alla violenza". La donna era per il Gip era quindi "perfettamente consapevole di condividere la vita con un individuo brutale e incline a gesti di disumana sopraffazione". E, non a caso, Conserva era sempre "disponibile a farsi sua complice ogniqualvolta si tratti o di raggirare la buona fede altrui acquistando merce che non verrà mai pagata o, cosa assai più significativa, quando si tratti di escogitare come guadagnare un mucchio di soldi con ogni mezzo e poca fatica". Come nel caso, aggiunge, della vicenda del tentativo di riciclaggio. – Continua – Qui trovate l’articolo integrale:
 
Considerazioni sparse e sconclusionate..
Leggo solo stamani al mio rientro in ufficio dopo tre giorni passati fuori, questo articolo.
Lo leggo per primo, sotto un mare di posta, perché mi era stato segnalato sabato scorso, telefonicamente, da Paolo Onofri.
Lo leggo. Poi mi blocco. Quindi mi risiedo e riaffronto al lettura. Lo faccio vedere ad altri miei due operatori. Nessuno è in grado di parlare. Stiamo piangendo…. Poi si fa strada la rabbia. Tanta, tantissima.
E la lascio scorrere qui. Senza freni né censure……
Pensi a Tommy e pensi a loro. Pensi alla paura che ha avuto. Al dolore fatto. A quel cuoricino che non voleva lasciare questo mondo ed alla violenza che questi bastardi hanno usato nei suoi confronti.
Per questo spero che per tutti loro ….li tengano in vita. Già. Troppo facile farli morire. Devono tenerli in vita. In isolamento. In una stanza piena di foto di Tommy. Farli incontrare periodicamente con gli altri detenuti, quelli ritenuti la feccia del mondo, ma che feccia non sono dato che loro i pedofili, gli assassini di bambini, gli stupratori li detestano.
Tenerli in vita fino a 100 anni. A pane raffermo ed acqua del rubinetto, di più no, costerebbe troppo allo stato.
Insieme a loro metterei pure i loro parenti, che seduti vicino a me al processo RIDEVANO! La feccia che li ha generati e che li difende. Perché non ci deve essere più pietà per chi compie questi atti ma nemmeno per chi li continua a giustificare, o peggio ancora a difendere.
A tutti i familiari di  Tommy, sempre ammesso che serva, il nostro abbraccio più grande……E sincero. Ed un aquilone a cui legarsi per farsi portare via, lontano da tutto questo dolore ed una volta lassù, sentire la mano del piccolo Tommy che li accarezza in volto.
A chi difende ostinatamente Alessi e la Conserva, proclamandone l’innocenza, anche nel processo che è in corso, tutta la mia pietà. Ed un bel piombo, che li tenga ancorati a questo schifo, hai visto mai che da qualche parte un filo di coscienza non possa germogliare e li faccia maturare…..
Ad Alessi, Conserva, Raimondi (e pure Barbera, perlomeno fino a quando non ci dimostreranno al 100% la sua estraneità totale ai fatti….), tanto meritato riposo. Eterno. E la speranza che non dimentichino mai, ogni qual volta si specchieranno, che avanzi d’uomini (e di donne)  essi siano. Carne in putrefazione col dono di respirare. Immondizia del mondo. Rifiuti tossici. Assassini di bambini!
E per oggi basta così, poiché come già detto non ho più limiti………
Ciao Tommy. Perdonaci…….
 
p.s. e ora che venga a dirmi l’amichetto del perito garantista che io faccio terrorismo, che giuro su Dio che vado a prenderlo a calci in culo ovunque lui sia, magari in compagnia dei trans che tanto ama, stolto scribachino in cerca di pubblicità anche sulle carni macellate dei bambini. 

PARMA: IL PROCESSO.
Sono circa le 09,40 quando con un lieve ritardo entra la Corte e l’aula, già gremita, si riempie di almeno un’altra decina di persone, tra Giudici e Giuria popolare.
Nell’enorme gabbia di metallo una figura vestita di azzurro pallido mastica a bocca aperta un chewing-gum, guardando in direzione dei propri legali.
Dalla sua parte una serie di avvocati e di periti sufficienti a formare una squadra di calcio.
Sul lato destro della sala invece i due legali ed il pubblico ministero.
A loro il compito di difendere le vittime. A loro l’arduo tentativo di non far sembrare anacronistica la scritta che sta posta in alto, davanti a tutti, sotto ad un enorme crocefisso che dà l’idea di averne già sentite abbastanza:
“la giustizia è amministrata in nome del popolo”.
Al mio fianco l’anziana signora prende posto goffamente ma da lì non si sposterà per le seguenti dieci ore. Si è alzata presto ed è qui per stare al fianco di chi “ha sofferto in un modo inconcepibile”, lei mamma e oggi nonna, i cui capelli bianchi tradiscono una saggia anagrafe conosce il valore della solidarietà, ma anche della disillusione. “Non le pare tutta una presa in giro?! Certo che se li mettono fuori quelli lì c’è da fare una rivoluzione”.
TOMMY 2Un bimbo si aggira per l’aula, quindi prende posto vicino alla propria madre chiamata per prima a testimoniare. Le sale idealmente in braccio e la accarezza. Lei forse se ne accorge, credo siano i momenti in cui le lacrime le si fermano e la voce riprende, decisa, nel racconto.
Quel bimbo si chiama Tommaso Onofri e questo è il processo contro i suoi assassini.
Paola Onofri prende posto nella sedia davanti alla Corte. Per più di tre ore dovrà ricordare, raccontare, rispondere a domande ricche di dettagli, “che colore, che ora, quanti minuti, cosa disse, sinistra o destra”. Ma allo stesso tempo dovrà scendere le scale che portano all’Inferno, vedere la propria vita cambiare per sempre e perdere, in pochi istanti il proprio bambino.
Il racconto di quella sera fa male. La signora al mio fianco piange, spesso. Una giurata si sente male e bisogna sospendere il processo per almeno 20 minuti. Che riprende ancora con Paola, la quale racconta dei delinquenti entrati in casa, del pugnale e della pistola puntata alla testa di Tommy, del suo fratellino che urla e che lei abbraccia forte per paura che reagisca e gli facciano del male. La voce si incrina, poi si riprende e riparte trovando una forza che solo pochi hanno, o forse molti, soprattutto se genitori, costretti a vivere un momento così, in un contesto così.
Aveva la febbre quella sera il piccolino e la mamma cercava di farlo mangiare.
“Mamma, papà, tata, ciao” le sue prime paroline, semi di un vocabolario che non germoglierà mai, ma finirà sotto una coltre di foglie marce in un lungo buio e freddo, ai margini di un fiume.
Si commuove Paola quando deve riconoscere, nuovamente, i vestitini indossati da Tommaso quella sera. Guarda le foto e piange, riconoscendo quel che resta della tutina azzurra come i suoi occhioni, che il papà gli aveva messo dopo averlo lavato e preparato per la cena.
Per un attimo te lo immagini. Quel dolce viso simpatico, attira coccole, infagottato nel suo bel pigiamino profumato, mentre aspetta la cena seduto nel seggiolone colorato, giocando col fratellino. Prima del temporale. Prima del buio.
Quando finisce l’interrogatorio Paola è stremata, esausta, eppure potrebbe cominciare tutto da capo, potrebbe risedersi ed affrontare altre ore, altre domande, altri fantasmi. E’ la forza di una madre.
La forza di Tommy.
Mentre un’altra donna, madre pure lei, da dietro le sbarre ascolta tutto, senza tradire mai alcuna emozione, non dico di dolore, fosse pure di rabbia. Nulla. Il vuoto dell’anima.
Due testimoni sfilano poi davanti ai Giudici. Forse per la paura, forse per altro, negano le dichiarazioni fatte o si confondono, alternando una lunga sequenza di non ricordo, che porterà uno dei due ad essere denunciato dal Pm per falsa testimonianza.
Nel pomeriggio è la volta di Paolo Onofri. Dopo aver aspettato per quasi sette ore dentro l’angusta stanza dei testimoni, senza aver toccato cibo, il papà di Tommy si siede davanti alla corte.
Anche per lui ore di interrogatorio, ore di domande, spesso ripetute più volte, nel vacuo tentativo di una contraddizione, un errore, che ovviamente non arriverà mai. Anche lui viene obbligato a ripercorrere minuto per minuto la sera del 2 marzo del 2006, lui che viene legato a terra, lui che quando vede sfilare Tommy dal seggiolone fa di tutto per liberarsi. E’ chiaro, diretto, preciso, lucido. Anche lui come la moglie mostra una forza enorme. Raccoglie tutte le energie che ha e se le gioca sul tavolo del Tribunale, per restituire dignità a quel bimbo violato, sul cui corpo si buttarono i suoi carnefici con una violenza indicibile, forse per diversi minuti. Una rabbia ingiustificabile, ché giustificabile non lo è mai quando si tratta di innocenti.
Mentre si racconta i parenti di uno dei delinquenti ridono poche file più in là, nello spazio riservato al pubblico. Scuotono la testa e ridono.
Coerentemente con il loro essere.
Quando entra in aula lo zio di Tommy sono quasi le 19 di sera.
Anche il suo racconto è diretto e chiarissimo. Si commuove però quando ricorda di essere andato con il medico pediatra a riconoscere il piccolo in obitorio, si commuove e si arrabbia, per quello che ha visto, per com’era Tommy, il suo Tommy…..
L’anziana signora congiunge istintivamente le braccia e le porta al cuore. Umile e silenziosa preghiera per un’anima che rieccheggia, dentro questa grande aula, assediata da curiosi, sciacalli, ma anche da tante tantissima gente che non vuole dimenticare. E che chiede solo un po’ di Giustizia, in un mondo che la Giustizia pare aver dimenticato.
Il processo continuerà con almeno due udienze a settimana. In chiusura il giudice segnala che Alessi, uno dei carnefici ha deciso che non presenzierà mai in aula. Nel frattempo la moglie, annoiata, si prepara a rientrare in carcere. L’ultima mossa spetta proprio al suo legale il quale chiede di poter sentire in aula anche il fratellino di Tommy, Sebastiano. A cui far rivivere quella serata. Magari chiedendogli di soffermarsi sui dettagli, certi particolari, d’altronde è così che va in questo paese. E non è forse scritto qui:
“la giustizia è amministrata in nome del popolo”?

POLEMICO BLOG
I PREZZI DELLA GIUSTIZIA?
PREMESSA.
Oggi si apre il processo contro la feccia umana che ha assassinato Tommaso Onofri, un bambino normalissimo, con una vita normalissima, diventata poi l’esatto contrario della parola infanzia.
A seguire un mio intervento ed un articolo che mi fa molto piacere aver letto, mentre mando il mio più grande in bocca al lupo a chi dovrà nuovamente affrontare quel dannato lungo calvario, con una forza assolutamente invidiabile, ma che ha bisogno, per nutrirsi, del supporto di noi tutti.
 
bimbo mondo - blog pedofilia
Sebastiano è un bambino SOLARE, un “pacioccotto” intelligente, sensibile e generoso.
Con un cognome non facile, Onofri, dato che Seba è il fratellino del piccolo Tommy.
Anche lui era presente quella dannata sera. Lui quello che ha affrontato, con forza e bravura, le molte ore di interrogatorio della polizia.
A lui l’augurio di tornare a vivere con quella serenità che si merita, scrollandosi di dosso certi ingombranti fantasmi.
Oggi lo ricordo qui perché ho tra le mani un articolo uscito un paio di giorni fa riportante le dichiarazioni del legale che difende Mario Alessi, assassino e già violentatore.
Il legale che ha accettato di difenderlo (…) dichiara:
”prenda il caso di Rignano Flaminio, quei bambini sono stati ascoltati in aula, non dev’essere facile per i loro genitori ma era necessario”.
Ed aggiunge, “ci sono prezzi che bisogna pagare in nome della Giustizia”.
Inutile dire che i genitori di Tommy sono insorti sulla presenza in aula di Seba, quello che vorrei dire qui a suddetto legale, di cui non voglio nemmeno riportare il nome per evitare anche solo un briciolo di gratuita pubblicità, è questo:
mi rendo conto che quando si parla di Rignano la mala informazione è la norma, quindi si informi per favore sul fatto che i bambini di Rignano sono stati ascoltati in incidente probatorio, non in un’aula di tribunale durante un processo (che a Rignano non c’è…..). L’incidente probatorio è quella stessa “pratica” che quando i bimbi di Rignano hanno iniziato a raccontare taluni suoi “colleghi” hanno messo in discussione dimenticando che suddetta pratica è l’unico modo che c’è in Italia per far deporre un bimbo senza traumatizzarlo.
Un conto è farlo raccontare in una sede protetta, dentro ad un ambiente a misura di bambino, un conto è portarlo dentro un’aula, durante un processo magari con degli assassini a pochi passi da lui: stress questo impensabile e difficile da affrontare per un adulto, figuriamoci per un bambino.
Quello che lei chiama “prezzo da pagare per la Giustizia” è invece la presenza, a mio avviso, di persone che ragionano come lei e che oggi in nome della propria personale concezione di Giustizia sono disposte a sommare sacrifici su sacrifici. Di bambini.
Lei continui quindi pure a difendere il suo cliente, noi continueremo a difendere i bambini. Abusabili anche con la sola idea di farli deporre a pochi passi da chi ha ucciso il loro fratellino e poteva benissimo uccidere pure loro. Spiacente avvocato Sebastiano non si tocca. In termini di infanzia violata si è già dato…….
 
 tommy onofri
 
 ARTICOLO:
LO STATO NON PAGA AVVOCATO E PERITI DI MARIO ALESSI
( e ci mancherebbe pure, aggiungo io)
Negato il gratuito patrocinio a poche ore dall’inizio del processo per l’omicidio di Tommy
II Doccia fredda per la difesa di Mario Alessi a poche ore dall’in­izio del processo che lo vede im­putato insieme all’ex convivente Antonella Conserva davanti alla corte d’assise presieduta da Eleo­nora Fiengo. E’ stato infatti negato il gra­tuito patrocinio al muratore si­ciliano accusato di aver seque­strato e ucciso il piccolo Tom­maso Onofri. Con una decisione notificata nelle scorse ore i giu­dici parmigiani hanno accolto l’impugnazione della Dda bolo­gnese i pm Silverio Piro e Lucia Musti che si era opposta alla decisione, presa in agosto, dalla corte d’assise di concedere il pa­trocinio a spese dello Stato al­l’imputato numero uno del pro­cesso. Poche settimane fa l’av­vocato Laura Ferraboschi aveva annunciato: «La corte di assise ha riammesso il gratuito patro­cinio, in tal modo anche i periti verranno retribuiti». Il legale di Mario Alessi aveva in effetti ri­cevuto il nulla osta al gratuito patrocinio. Un «passaggio» non certo secondario per l’iter pro­cessuale poichè con tale istituto l’imputato poteva usufruire di importanti supporti. Il beneficio previsto dalla Costituzione (ar­ticolo 24) oltre a consistere nel riconoscimento dell’assistenza legale gratuita, per promuovere un giudizio o per difendersi da­vanti al giudice, alle persone che non sono in grado di sostenerne le spese, dà diritto anche al pa­gamento delle spese stesse: non solo degli avvocati, ma anche e questo potrebbe essere un punto di snodo fondamentale dei con­sulenti ed investigatori autoriz­zati. Spese a cui si provvede me­diante, appunto, il patrocinio a spese dello Stato. Dopo quella pronuncia oggi capovolta dalla nuova decisione l’avvocato di Mario Alessi aveva la possibilità di scegliere un nuovo perito nel­l’eventualità dell’ effettuazione di una la perizia psichiatrica su Alessi dopo che Lino Rossi (UNO DEI PERITI  DEL CASO DI PEDOFLIA A BRESCIA ndr) , ha lasciato l’incarico per motivi di lavoro. Ma a questo punto le car­te in mano al legale sono cam­biate. E non si sa quale iniziative saranno prese. In agosto il gup di Bologna aveva revocato il gratuito patro­cinio concesso in via provvisoria in gennaio a Mario Alessi, sulla base delle indagini della Guar­dia di Finanza che hanno accer­tato che Mario Alessi avrebbe percepito, nel 2006, un reddito superiore a quello che consente l’intervento dello Stato. «Come può aver percepito redditi nel 2006 se era in carcere?», aveva replicato l’avvocato Ferrabo­schi. Il legale aveva infatti ripro­posto ex novo la richiesta già bocciata l’anno precedente, ma il risultato era stato lo stesso. In ballo oltre a piccole proprietà indivise c’è una dichiarazione fatta da Alessi nel corso di un interrogatorio, durante il quale disse di aver ricevuto nel 2005 circa 110mila euro. Il magistrato si era chiesto come faceva Alessi a dichiarare con un’autocertifi­cazione che il suo reddito del 2005 era inferiore ai 9mila euro, se era entrato in possesso di quei 110mila.

merda
DAL PEDOFILO SONNAMBULO AI DIFENSORI DEGLI ASSASSINI DI TOMMY:
OGGI HO PERSO IL LUME E TROVO GIUSTO AVVISARVI, PRIMA DELLA LETTURA……
Premessa.
Come ho già scritto in tempi non sospetti, questa non è una partita di calcio, la finale di una Coppa Campioni, un match dove vince chi ha più forza, o chi ha più fortuna. Questi sono momenti di vita, sottratta con la forza, l’arroganza, la violenza. E non sempre vince il reale vincitore.
Per questo talune vittorie non hanno certo valore assoluto, ma sono semmai la sconfitta di noi tutti, laddove quel “noi” è da intendersi come “noi esseri umani e civili”.
Ma anche per questo qui si continua ad alzare il tono della denuncia sociale, specialmente quando certe sentenze danno alibi che fanno inorridire il genere umano (oggi sempre più “stanco” e nauseato) permettendo ai soliti idioti di uscire dalle loro nauseabonde cripte per far sentire la propria sorda voce.
Caso 1 Liguria:
jackAnche di questo ne avevo già parlato, quando ci fu la sentenza di primo grado.
Oggi ne riparlo con l’amaro in bocca.
Un cinquantenne genovese, già condannato in primo grado a soli due anni per aver abusato la propria figlia di 9 anni, è stato assolto ( A S S O L T O ) in secondo grado.
Fin qui nulla di strano, come ben sapete capita spesso che la facciano franca, quello che sconvolge è la motivazione (che diventerà presto applicabile in tante altre parti d’Italia, magari coi “soliti” avvocati), e cioè questa:
il soggetto ha abusato della figlia che era a letto con lui “senza essere consapevole di averlo fatto in quanto sonnambulo”.
La bimba quindi, mi permetto di dire cinicamente, non deve avere gridato e pianto abbastanza da averlo svegliato.
Anzi, raggiunto il suo misero orgasmo l’uomo (??????) si deve essere voltato dalla parte opposta e risvegliato solo al mattino grazie alla sveglia o chissà al canto del gallo.
Chiaro che è andata così, suvvia, non la penserete tutti come quel matto di Massimiliano Frassi, colpevolista ad oltranza, è ovvio. L’uomo dormiva, non si rendeva conto di quello che faceva, magari stava facendo un sogno erotico e zac si è fatto una bambina. Poi magari ha pure fumato una sigaretta, si è lavato ed è tornato a letto…..
A tal riguardo si ringrazia il prof. Emilio Maura, primario psichiatrico (sull’aggettivo psichiatrico non avevo dubbi) che ha sostenuto la tesi di difesa del pedofilo sonnambulo.
Sapete la cosa ancora più grave (a meno che non torni la Cassazione a rimettere le carte a posto) qual è?
E’ che l’uomo riacquisterà la patria potestà e potrà vedere e frequentare la bimba come e quando vuole.
In attesa che al suo fianco non scopriamo altri nuovi casi di “pedofilia per così dire involontaria”.
Ad esempio il pedofilo che mentre fa jogging e vede una ragazzina la stupra per colpa di certi neuroni che l’attività sportiva gli ha scatenato, oppure quello che convinto che la bimba abbia 18 anni la stupra anche se ne ha solo 12 (qua mi riferisco al turista sessuale che si è scontrato pubblicamente con me in un talk show televisivo, vedi nota di alcuni giorni fa), o ancora quello che ai bambini non voleva fare nulla sono loro che per giocare lo hanno spogliato, poi si sono spogliati e gli sono saltati addosso……
…..meglio che mi fermi qui ………
Caso B, dal Veneto:
Gli accertamenti fatti sulla vittima avevano stabilito che la stessa era credibile e che gli abusi erano realmente avvenuti (anche se pure ‘sta cosa non è che poi sempre serva per avere Giustizia, anzi….).
Lui quindi era stato condannato a 4 anni. Solo 4 anni per gli abusi sulla figlia che all’epoca dei fatti di anni ne aveva invece 5. Oggi in appello la pena è stata ridotta a soli 2 anni e 8 mesi. Il perché? Chiaro. Perché la bimba, dicono le assistenti sociali, è molto attaccata al padre che inoltre deve pure pagare un assegno mensile per il suo sostentamento. Se il regime carcerario diventa lungo lui non può lavorare e quindi non può versare gli alimenti. Chiaro no? Meglio un pagante in libertà che un abusante in carcere.
Nota: quante associazioni, o meglio quanti di quei soggetti sempre pronti ad inseguire la velina (nel senso di notizia, non di valletta) di turno, riempiendosi la bocca e le tasche con la “difesa dei minori”, avete sentito esporsi su questi due casi???????
 conserva
raimondialessi assassino di tommaso onofri
Processo Tommy (vale la premessa fatta prima, oggi ho perso ogni controllo).
Sfilano i mostri davanti alle telecamere (mentre la gente urla “LINCIATELI” o “MAIALE DEVI MORIRE!!!”).
 Entrano in casa nostra e lasciano, malgrado lo spazio di un fotogramma, un’incancellabile odore di marcio.
Lo stesso che attanaglia lo stomaco quando la bestia Alessi (chiedo scusa alle bestie e prometto in futuro la ricerca di un vocabolo appropriato) scende dal cellulare della Polizia a testa bassa, o quando sua moglie, la signora (?) Conserva (conoscete quel test: se cammina come una papera, fa il verso della papera, ha il becco di una papera,cos’è….. ecco vale anche per lei: si veste come una mignottona, si trucca come una mignottona, si muove come una mignottona, cos’è?…..) sfila sorridente.Due però sono le cose che più di loro hanno impregnato la mia tv di un’insopportabile odore:
il padre di uno degli aguzzini (catena d’oro, petto villoso in bella vista….serve altro?) che ha spalato merda su Paolo Onofri con frasi che spero gli valgano un colloquio ravvicinato con un magistrato e quel signore che ben conosco il quale opera in una associazione che si occupa di minori (serve sempre più un albo delle stesse!) e che è consulente per la difesa della….Conserva.
In pratica è come se il sottoscritto (che quando ha fatto il consulente l’ha sempre fatto gratis!!!!!) facesse il consulente che ne so, nel caso di Erba, stando……. con Olindo e sua moglie, i coniugi che hanno massacrato i propri vicini e tagliato la gola ad un bambino.
Coerente vero?!
Buon fine settimana a tutti,
sapete cosa vi dico, ora chiudo e  me ne vado a sciare.
Fanculo pedofili, assassini, e loro derivati.
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