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Caro Nonno che abusavi di me…riposa in pace…

Riceviamo e pubblichiamo:
stop pedofilia

Caro nonno
Sono tua nipote…   Maria  ricordi?
Mah… Forse no o forse sì.
È passato tanto tempo.
Avevo 17 anni quando sei morto e ora ne ho quasi 55 .
Fa te… quanto tempo.
Quanto tempo.
Eppure, neppure in così tanto tempo sono riuscita a dimenticare.
Strano.
Neppure.
In così.
Tanto.
Tempo.
È andata sempre in peggio nonno.
Mi violentavi che avevo 2/3 anni.
Piccina ero. Non capivo.
Non ti racconto quello che mi facevi perché suppongo tu lo ricorda.
E già. Dai su… non si dimenticano certe cose.
Cose orribili, inimmaginabili.
Cosa ti posso dire: che sei stato un vecchio porco schifoso bastardo maledetto farabutto assassino?
Che mi hai rubato la vita?
Cosa ti posso dire. .. che anche a te era stato fatto questo e che quindi
Dovevi ripeterti?
Non sapevi che mi stavi portando via la vita?
Che non faceva differenza che tu sparassi, oppure no?
Sappilo ora: Il risultato era lo stesso. Viva Morta.
Vivere per me è come tirare un carro senza ruote.
E la so io tutta la fatica.
Tutta la fatica per tirare avanti, per di più senza capire.
Già, la mia mente per proteggermi ha rimosso.
Solo ora mi vomita addosso immagini indicibili.
Nemmeno questa possibilità.  Nemmeno la possibilità di raccontare.
Vomito Immagini e male.
Male di quello forte.
Profondo.
Più profondo del profondo dell’anima. Un male eterno, senza tempo.
Ci affogo certi giorni in questo male.
La mia vita, come quella di tutti, avrebbe avuto già le sue salite… non ne avevo bisogno, nonno.
Vorrei trovarti una giustificazione valida… te ne ho trovate tante sappilo.
Malato forse. Ritardato. Eppure, non ricordo tu lo fossi.
Ignorante sicuramente Sì.
L’ ho nascosto bene questo male.  Non si vedeva.
Sempre sorridente.
Va tutto bene.
Lo conoscevo solo io.
Ma chi era più attento se ne accorgeva.
Si accorgeva che qualcosa non andava.
Bastava un abbraccio che le mie braccia di botto cadevano lungo i fianchi. Il fastidio era indescrivibile.
Il non riuscire a sentire e ad amare per bene miei figli come avrei sicuramente fatto.
A dar loro il giusto affetto.
Paura anche solo di abbracciarli.
E qua mi fermo, perché se dovessi fare l’elenco di dove s’insinuano i tentacoli di questa piovra, sarebbe interminabile.

Chi mi ridà tutto questo.
Nessuno.
Peccato! Posso dire.
Potevo volare invece posso solo saltellare come una gallina.

E così ora mi ritrovo qua a cercare disperatamente di non cedere.
Che poi spesso mi domando che significa. Ho già ceduto.
Non mi sento male quando dico  questo.  È la realtà e va accettata.
Potrei raccontarti le cose belle che ho avuto e che mi hanno impedito di morire del tutto.
Pensa… ironia della sorte il regalo più grande e bello me lo hai fatto proprio tu. Tuo figlio.
Mio padre. Un papà di quelli con la P   maiuscola. Capace di voler bene e di un bene di prima qualità. Mani scure rovinate, callose, che mi stringevano le spalle forte sorridendo. Sì sorridevano pure le mani.
Forza, sento quando ci penso.
Molta forza.
Mi hai dato il veleno, ma anche l’ antidoto.

Ora, nonno, riposa in pace.
Riposa del sonno eterno.
Incurante di me, come sei sempre stato.
Non farai più male a nessuno e questo già mi rassicura.
Io continuerò a cercare pace come fosse acqua.
Pace dentro l’anima.
Me la auguro più di ogni
altra cosa e credo di meritarla
Almeno un po’……

La bimba ha tre anni. L’abusante? La nonna.

La bimba ha tre anni. L’abusante? La nonna.
Condannata a Roma nonna sessantaduenne rea di avere abusato la propria nipotina, una bimba di 3 anni all’epoca dei fatti.
La pena inflitta dal Tribunale di Roma è di anni sei.
La denuncia è partita dopo un percorso molto travagliato. La bimba fa un primo racconto che viene poi portato ad una assistente sociale. E via via si è arrivati al processo con relativa condanna.
Nella sentenza i Giudici hanno spiegato che “il racconto dei fatti, pur se fornito a fatica e con imbarazzo, come spiegato dal perito nell’elaborato e come emerge dalla visione della registrazione in cui è evidente che la bambina quando ha detto cosa le faceva la nonna ha abbassato lo sguardo, è apparso coerente, specie se si tiene conto del fatto che le dichiarazioni provengono  da una bambina che, alla data dell’incidente probatorio, aveva 4 anni e 7 mesi”. “La vittima in ragione della totale inesperienza dovuta all’età e della particolare figura del soggetto abusante, non poteva essere in grado di percepire la violazione della propria libertà sessuale proveniente dalla nonna, ovvero da colei che vedeva come il punto di riferimento dei genitori”.

Dall’Italia a Londra per abusare della nipotina.

Un nonno pedofilo. Che sale da Vicenza a Londra, ospite del figlio, e là abusa della nipotina.
La quale a scuola, grazie alla sensibilità di una insegnante che la sprona a parlare, a rivelare quel segreto cattivo che evidentemente la fa stare male, racconta tutto. E da Scotland Yard parte la segnalazione alla Polizia italiana, facendo spiccare un mandato di cattura europeo da un paese che per questi reati dà pure l’ergastolo.
Per la cronaca, il nonno pedofilo ha 80 anni!

La vostra voce. Lettera di Renato alla mamma: perché non hai capito?

La vostra voce. Lettera di Renato alla mamma: perché non hai capito?

La lettera che pubblichiamo oggi è stata scritta da un nostro amico facente parte del coordinamento nazionale vittime pedofilia di Prometeo.
Destinatario: l’anziana madre, il cui cruccio che sapesse o meno, ha marcato profondamente la vita del figlio. Il quale oggi ha deciso di scriverle questa lettera. Dolorosa e forte. Ma necessaria e utile. Innanzitutto per buttare fuori quella rabbia covata dentro per 30 anni. E mai smaltita.
La lettera che verrà letta alla madre sarà diversa, però. Gli abbiamo infatti suggerito di modificare la seconda parte. Perchè lei è anziana, malata, ma soprattutto perché il fine non è distruggere, ma costruire, anzi ricostruire. Qua invece ci sta, così com’è, senza togliere una virgola. Perché è segno che un abuso può durare davvero decenni. Ma è anche segno che quando lo si vuole, c’è quella riscossa che porta a fare sì che “nessun dolore sia per sempre!”. E “il nostro Renato” apre con questa lettera la seconda parte della sua vita….!

«Cara Mamma,
ti sembrera’ strano che ti scriva una lettera cosi’ dopo tanto tempo ma ho
sentito il bisogno di farlo perche’ vorrei dirti tutto cio’ che non sono mai
riuscito a fare quand’ero bambino. Sei stata una brava mamma. mi hai voluto
bene, eri la mamma di tutti i miei amici. Ricordo che venivano tutti sempre e
volentieri a casa nostra, perche’ trovavano in te quella mamma che forse non
era la loro, quell’affetto che tu hai sempre saputo regalare a tutti e non solo
a me. Giocavi con noi, scherzavi  e ridevi con noi, e tutti si confidavano con
te, avevi sempre una parola di conforto. Io quel calore l’ho sempre sentito
tranne che… Per quella volta! Da allora non sono mai riuscito a parlartene,
un po’ per vergogna, un po’ per paura e comunque anche per quel dannato senso
di colpa che mi porto dentro da anni e che mi perseguita, di cui non riesco a
liberarmene.
I miei ricordi iniziano piu’ o meno da quando avevo 5/6 anni, eravamo una
bella famiglia, si viveva serenamente, ero un bambino felice, sereno e
sensibile, al punto che, come dicevate sempre voi, sembravo io la femminuccia
che non dava alcun problema, mentre mia sorella invece il maschietto ribbelle.
Quel bambino cosi’ sereno apparentemente, purtroppo non lo era e dentro di se
portava quel terribile segreto di cui  non riusciva a parlart,i. E’  stato
abusato per tanti anni! Nonno era l’orco, quell’uomo che voi tutti stimavate,
cosi’ bello con la sua divisa dell’aeronautica militare, la sua pipa con
l’inconfondibile odore di tabacco che si diffondeva ovunque passava, quell’uomo
e’ stato il mio incubo per tanti anni. Quando venivano a trovarci, lui e la
nonna, ci portavano tanti regali e tante cose buone da mangiare, eravano tutti
felici, tranne me, perche’ quella felicita’ io dovevo pagarla a caro prezzo. Mi
faceva sedere sul divano accanto a lui, davanti alla TV e quando non c’era
nessuno in sala, mi metteva un cuscino sulle mie gambe e con la sua mano mi
sbottonava i pantaloni e mi molestava ripetutamente. Questo accadeva ogni volta
che venivano a trovarci o che noi andavamo da loro. Mi chiamava, mi faceva
sedere…ed ogni volta la stessa cosa. Il cuscino forse lo utilizzava
evidentemente, per non farsi scoprire, semmai sarebbe entrato improvvisamente
qualcuno nella stanza, ma questo era il “minimo” che mi potesse accadere.
Quando invece, e te lo ricorderai benissimo, mi portava al cinema, oppure
uscivo con lui, si e’ vero che mi ci portava, ma poi io dovevo ricambiare quel
“regalo”, e sai come lo facevo? Mi portava a casa loro, la nonna era da voi, mi
spogliava nudo, si spogliava nudo anch’egli e li’, in quella cazzo di cameretta
degli ospiti, abusava di me! Non ti racconto i dettagli osceni, vorrei
risparmiarteli, ma non posso fare a meno di ricordare lo schifo dell’odore e il
sapore del suo membro, la puzza del suo orgasmo, l’odore nauseante della sua
brillantina per i capelli quando avevo io, la sua testa tra le mie gambe, il
dolore fisico che provavo in quel momento e l’impossibilita’ di respingerlo, mi
sussurrava frasi che per me allora non avevano senso, ma che ora a distanza di
anni, capisco eccome. E’ andato avanti per anni e quando e’ morta la nonna,
avete avuto, tu e papa’, la brillante idea di ospitarlo a casa nostra, e dove
l’avete messo??? Nella mia cameretta!!! Volevo morire, pensavo che non avrei
avuto piu’ scampo, e cosi’ e’ stato. Mi ha abusato quasi tutte le notti, ogni
volta che ne aveva voglia, come e quando voleva e voi gli avete spianato la
strada per farlo, ha avuto terreno fertile e sembrava che il dolore per la
scomparsa della nonna, a lui non lo scalfisse minimamente, tanto aveva il suo
“giocattolino erotico” cosi’ a portata di mano, da potersi sfogare.Mi svegliava
in piena notte e abusava, ricordo il dolore, mi faceva male quando mi
penetrava, ma non riuscivo ad urlare, non riuscivo a respingerlo malgrado fossi
abbastanza grande ormai, in eta’ adolescenziale, lui non si fermava, ha
continuato a farlo per tutto quel tempo, senza che tu, voi, vi accorgeste mai
di nulla!!! Ma davvero tu, non ti sei mai accorta di nulla??? Una mattina,
stavo andando a scuola, facevo la 3^ media, tu stavi in cucina, davanti al
lavello e lavavi le tazze della colazione che ci avevi appena preparato. Lui
quella notte si era “divertito” come sempre ed io non ce l’ho fatta piu’.
Mentre uscivo da casa, davanti alla porta d’ingresso gia’ aperta, ti ho detto
:” Mamma… Nonno ni da fastidio, mi fa male!” Tu non ti sei nemmeno voltata,
sei rimasta li’ di spalle a me ed io sono scappato via dalla vergogna, nel
dubbio se tu avessi sentito o meno quello che ti avevo appena detto. Al mio
ritorno pensavo ne avessimo riparlato e ricordo l’imbarazzo e la vergogna
quando rientrai a casa. e invece.. Nulla!!! Il silenzio, non mi hai chiesto e
detto nulla e da quel momento per me e’ calata la notte per sempre. Ho capito
che ero solo nel mio dolore e che non ne avrei mai piu’ riparlato ma che dovevo
far qualcosa per salvarmi! Cosi’, una delle “solite” notti, l’orco mi ha
svegliato convinto di poter “giocare” ancora con me ed ha incominciato a
toccarmi. Ho deciso che quella sarebbe stata l’ultima volta che l’avrebbe
fatto, gli ho fermato con forza la mano, gli ho stretto il braccio e con uno
spintone l’ho scaraventato con forza sul suo letto urlandogli:” Se lo fai
ancora, giuro che ti ammazzo!!!” Da allora non l’ha piu’ fatto, ero piccoletto,
avevo 13 anni ma mi sentivo cosi’ grande, immenso. La mattina successiva mi
sentii finalmente libero. Avra’ avuto paura? Non lo so, fatto sta che non e’
piu’ successo, forse aveva capito d’essersi spinto troppo in la’, forse ha
avuto paura che lo ammazzassi per davvero, fatto sta che da qualla notte
finalmente mi ha lasciato in pace, non l’ha piu’ fatto. La mia vita cambiava,
crescevo, diventavo uomo, ma quei maledetti ricordi, cara mamma, non li ho mai
cancellati dalla mia mente, persino quando mi sono sposato ed ho avuto una
famiglia tutta per me. Finche’ lui e’ morto, ricordo la telefonata di papa’ in
quella notte di capodanno del 1999 in cui mi annunciava la sua morte, ricordo
che a lui dissi che mi dispiaceva ma in realta’, da un lato ero contento,
finalmente me ne ero liberato, aveva smesso di tormentarmi anche solo
psicologicamente visto che non c’era piu’ alcun contatto fisico ormai, ma
dall’altra parte ero dispiaciuto perche’ la sua morte significava che non avrei
mai piu’ potuto poterlo denunciare ed avere giustizia. Ricordo che papa’ mi
chiese di venire al suo funerale, ma io trovai la scusa piu’ banale per dirgli
di no, dovevo lavorare e non potevo, ma in realta’ non volevo piu’ vederlo
nemmeno da morto!!!
Oggi mia cara mamma, sono un uomo di 45 anni, ho la mia vita, seppure
movimentata e tormentata a tratti, ma posso dirti che, quella ferita si e’
rimarginata, anche se la cicatrice resta ed e’ il marchio di bambino abusato,
quella non andra’ mai piu’ via. Ho deciso di collaborare con Prometeo,
affinche’ possa condividere con altre persone che come me, hanno vissuto e
subito sulla propria pelle, lo stesso mio dramma. Ho deciso che quelle persone
saranno per sempre la mia nuova famiglia e non li lascero’ mai!!! Lotteremo e
combatteremo affinche’ tutto sto schifo prima o poi finisca, anche se ci
rendiamo conto che non sara’ mai cosi’, gli orchi ci hanno rubato l’anima cosi’
come nonno ha rubato la mia,ma noi vogliamo riprendercela e crediamo tutto
questo sia possibile, vogliamo essere per sempre, dalla parte dei bambini…
Ti voglio bene comunque e per sempre!
“Renato”  »

Nonno Romano, il nonnino buono. Ed i bambini che abusava.

Ci sono punti che oramai sono così fermi in questo nostro Blog, così saldi in termini di princìpi che rappresentano, che chi ci conosce bene oramai sa a memoria.
Uno tra questi è la “selezione” delle persone che operano a vario titolo (lavoro, volontariato) in quegli spazi (scuole, oratori, associazioni sportive, etc.) dove noi lasciamo i nostri figli con la purtroppo oggi quanto mai errata percezione che se ne stiano al sicuro. E invece, tropo spesso, non è così.
La selezione in queste realtà di un volontario è la seguente: “buongiorno come si chiama? Quanto tempo ha a disposizione? Benissimo, benvenuto?”.
Sto banalizzando? No, credetemi, per niente.
E lo stesso discorso vale per chi “frequenta” quei posti, anche senza necessariamente dover ricoprire alcuna mansione.
A Padova è stato arrestato, dopo un ottimo, quanto veloce, lavoro della Squadra Mobile, l’ennesimo predatore di bambini. Anni 74 e zero precedenti penali.
Il nome è  Furio Picinin, ma per tutti era solamente “nonno Romano”, il nonnino del Patronato del quartiere Arcella. Quello che dava le caramelle ai bambini, quello così rassicurante, quello che si fermava a parlare coi suoi coetanei soli sulle panchine. Così insospettabile che nessuno si preoccupava se lo stesso si fiondava nei bagni del patronato, dopo che vi erano entrati i bimbi, maschietti di 11/12 anni d’età. Da toccare nelle parti intime. Davanti ai quali “esibirsi” e farsi toccare.
Suvvia, come mai potrebbe fare quello che fa un orco, un mostro, il mite Nonno Romano.
Purtroppo il ritardo dell’arresto è stato dettato dalla reazione di un genitore che ricevuta la confidenza dal proprio bimbo ha affrontato il pedofilo direttamente e quello per un po’ è stato alla larga dal Patronato…..salvo tornarci, quando comunque la Squadra Mobile stava già indagando grazie alle denunce di altri genitori (raccomandazione: non affrontate mai i pedofili! Se di pancia è la risposta giusta, di testa è quella più sbagliata. Delegate alle forze dell’ordine quel incontro!).
Ora il pedofilo è ai domiciliari. Domanda: come verrà selezionato il suo possibile sostituto?

Nonni pedofili.

Tra i ricordi che rendono la mia infanzia splendida c’è sicuramente la presenza dei miei nonni. Purtroppo mio nonno lo persi che ero ancora  piccolo. Quanto avrei voluto godermelo. Averlo accanto nel tempo, confrontandomi (anche) con lui. Per questo notizie come quelle che sto per commentare mi fanno, se possibile, ancora più male. Rendendo questa lotta sempre più necessaria (nell’impegno e nei “toni” sposati) ma altrettanto dolorosa.
La Procura di Ancona ha rinviato a giudizio un “nonno” residente in un paese della Vallesina. L’accusa: abusi sulla propria nipotina. Di anni 3.
Alla bimba (che si lamentava dicendo di sentirsi “sporca”…) ed alla sua famiglia il nostro abbraccio più forte. Sarà un percorso duro il processo (già pare che i legali del nonno vogliamo far risentire al piccola) ma da oggi non siete più soli.
Come non sono soli gli amici di Napoli, il cui processo (sempre al nonno pedofilo) pare debba ripartire da capo. Anche qua, come per il caso Materi (perdonate ma le perizie le metto domani mattina. Scusate ma il ritardo non dipende da me!) il tutto riparte da capo causa cambio del consiglio giudicante.
Intanto il tempo passa…e magari tra qualche anno qualcuno vorrà risentire le vittime, sul bando dei testimoni…

Nomi & Cognomi dei pedofili: il “nonno” vigile.

Nonno pedofilo, arrestato. È recidivo.
Arrestato a Cornedo Vicentino (Vi) ennesimo pedofilo.
Di quelli che rientrano alla perfezione nell’identikit che dalle pagine di questo blog abbiamo più volte tracciato.
Recidivo. Mai controllato, anzi lasciato spesso a contatto con i bambini.
Aveva già “agito” nel 1995, quando fu arrestato per atti di libidine. Era tornato  nei guai nel 1999 quando malgrado i precedenti, era nuovamente tornato all’attacco, mentre era sul posto di “lavoro”: nonno vigile. Avete presente quei dolci signori che accompagnano in strada i nostri bimbi quando vanno a piedi a scuola. Ecco proprio quelli. Selezionati ancora una volta col metodo più diffuso in Italia: la (loro) disponibilità. Tanto maggiore è, quanto immediata la loro assunzione.
Ora si torna a parlare di lui. Il nome è Mario Betti, l’età 76 anni (….) arrestato (ma già a casa, ai domiciliari) dai carabinieri di Valdagno poiché avrebbe molestato alcuni bimbi che adescava su una pista ciclabile, lungo il fiume Agno.
Il predatore con una scusa fermava i bimbi. Spesso raccontava loro delle barzellette e poi se loro si fidavano di lui e si fermavano ad ascoltarlo, li trascinava dietro ad un cespuglio o in un anfratto e lì scattavano le violenze.
Un caso come questo riporta, come già detto, molti aspetti da noi toccati.
La recidività. I mancati controlli. Ma anche un aspetto che vorrei evidenziare: sommate i tempi elefantiaci della Giustizia alla non più giovanissima età del predatore di bambini. E traete voi le conclusioni di questa somma.

Il nonno pedofilo. La vittima di 7 anni. La cecità degli adulti.

Il nonno pedofilo. La vittima di 7 anni. La cecità degli adulti.
Se penso a quante storie così ho raccontato in questi anni mi viene la nausea.
Sempre il solito copione. Sempre la stessa dose di silenzi, omertà, cecità.
Partiamo dall’inizio. Una bimba di 7 anni sta giocando a casa della Nonna (materna). Ad un certo punto si rivolge a lei e le dice: “nonna, sai che il nonno (paterno) mi tocca la farfallina? E mi dà tanti baci schifosi e si spoglia nudo”.
La Nonna riesce a mantenere la calma ed a dialogare con la piccolina. Quindi, dopo che la stessa si mette a piangere, la tranquillizza e torna a farla giocare.
Senza avvisare nessuno va in Questura (Milano, squadra mobile) dove IMMEDIATAMENTE scattano le indagini.
Vengono sentite le insegnanti che certificano che in effetti “da tempo la bimba è strana. Ha iniziato la scuola in modo svogliato ed ha spesso comportamenti erotizzanti e strani, inconsueti per la sua età. Inoltre è disattenta e spesso stanca”. Aggiungono che “avevano capito che la bimba non stava bene”, ma, completo la frase io, non hanno fatto nulla per approfondire quei comportamenti, quel malessere né quel disagio.
Pure i genitori non si sono mai accorti di nulla. Forse perché a casa non c’erano mai e la bimba (con la sorellina di 10 mesi) era sempre dai nonni.
La piccolina è stata sentita per ben due volte dagli inquirenti, prima di concludere le indagini e arrestare il nonno paterno, che abusava di lei quando la portava a visitare il bisnonno.

NONNO PEDOFILO A CUNEO E NUOVO INCARICO PER TOMMASO PASTORE

tommaso pastore 
 
La Squadra Mobile di Cuneo capitanata dal “nostro” amico Tommaso Pastore (già premio Prometeodalla parte dei bambini per l’impegno a favore dell’infanzia violata) ha messo a colpo, nei giorni scorsi un’altra importante azione anti pedofilia.
In manette un “nonno” che ha abusato le due nipotine “minori di anni 10”.
Al momento l’uomo è in custodia cautelare in carcere.
L’indagine è partita dopo che i genitori si erano rivolti ad un servizio specialistico per alcuni problemi che una  delle bambine aveva (insonnia, malessere, etc.). Ulteriori approfondimenti hanno portato a far emerge i diversi casi di abuso subiti (durante uno dei quali il “Nonno” face pure vedere dei filmati pornografici ad una delle vittime).
Dopo l’incidente probatorio in cui le minori hanno confermato tutto quanto loro era accaduto ‘il nonno predatore è stato rinviato a giudizio.
Da lunedì il dr. Pastore si trasferirà a Torino per un importantissimo incarico istituzionale, per il quale gli facciamo i nostri più grandi auguri, con la stima di sempre.

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