Archivi per la categoria ‘oncologia pediatrica’

Il sorriso del mondo: aiutiamo i bambini del Budimex

SORRISO DEL MONDO
SPECIALE ROMANIA.
Due giorni di riflessione con la Prometeo, dedicata ai bambini malati oncologici della Romania.
 
 
Non solo pedofilia. Da anni l’impegno incessante della Prometeo a favore dell’infanzia violata ha toccato anche altri temi, come i bambini sieropositivi e quelli malati di cancro.
 
Si è tenuta preso la sede di Prometeo una due giorni dedicata al progetto di adozione a distanza dei bambini ospiti del reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Budimex di Bucarest.
La due giorni ha visto la presenza del dr. Scurtu, medico primario del reparto e della dr.ssa Gheorghica, psicologa e coordinatrice per la Prometeo del progetto.
Questo il resoconto della conferenza stampa tenuta alla fine dei due giorni, in cui sono stati incontrati i genitori “affidatari” e visitati gli ospedali di due grandi città, creando dei proficui contatti operativi.
“Il tutto è nato circa 8 anni fa” ha detto Massimiliano Frassi, presidente di Prometeo, “quando approdammo “per caso” al Budimex, dopo aver visitato un reparto dove venivano abbandonati i bambini vittime di gravissimi abusi. Rapiti dai  turisti sessuali pedofili,  venivano torturati e poi lasciati in mezzo alla strada o nel migliore dei casi fuori dall’ospedale medesimo, con ferite difficili da descrivere.
Scoprimmo allora l’esistenza dell’unico reparto di oncologia pediatrica di tutta la Romania, reparto che con pochissimi mezzi ma tantissima buona volontà cercava di contrastare il male che colpiva parecchi bambini.
All’epoca avevamo già aiutato il reparto di pediatria del padiglione di malattie infettive di Timisoara, acquistando letti nuovi e farmaci/strumenti di pronto intervento – siringhe sterili in primis –  e cercavamo una nuova realtà da poter supportare”.
Continua Frassi: “il primo ingresso al Budimex non lo scorderò mai. Incrociare lo sguardo con dei bimbi, sconfitti dalla fame e dal dolore ma malgrado tutto sempre sorridenti, fu sicuramente la molla che fece scattare il nostro impegno. Un impegno gravoso, non facile.
Come spesso ho detto come Prometeo abbiamo scelto sempre la via più tortuosa, meno battuta, ma proprio per questo più bisognosa di noi.”
Interviene il dr. Scurtu. Poco più di sessantanni, da sempre anima dei bimbi del Budimex. Se li ricorda tutti e snocciola nomi e diagnosi con grande precisione. Il viso si illumina o si rabbuia a seconda della situazione in cui stanno oggi i “suoi” piccoli.
“Quando Prometeo venne a noi il primo pensiero fu che si sarebbero comportati come tutti gli altri prima e dopo di loro. Invece hanno dimostrato subito, che facevano sul serio. E se il tasso di mortalità allora per i nostri pazienti era del 80% mentre oggi si è pressoché dimezzato, sono orgoglioso di dire che lo dobbiamo al loro aiuto!”
“Per questo dico che l’impegno è gravoso” riprende la parola Frassi, “non possiamo permetterci di sbagliare né tantomeno di fare promesse che non possono essere mantenute, poiché qua si gioca con la vita. Di tanti bambini!”.
Dice il dr. Scurtu: “il primo impegno di Prometeo fu quello di comprare una macchina aspira veleni nocivi, senza la quale le infermiere che preparavano certi cocktail di farmaci rischiavano di ammalarsi loro stesse o se rimaste incinta di mettere al mondo dei bimbi con gravi disabilità.
Poi nel tempo, oltre ad aver creato lo spazio cucine per le mamme, ed aiutato tantissimi bimbi e tante famiglie, vorrei ricordare l’acquisto di alcune macchine per la chemioterapia.
Il nostro reparto è quello che subisce più tagli e che ha meno aiuti, ma permettetemi di dire che quelle macchine in tutta la Romania le abbiamo solo noi. E anche grazie a quelle macchine, oggi, possiamo dire ciò che ieri manco ci sognavamo: molti bambini sono definitivamente guariti!”.
Davanti ad un simile risultato non bisogna però abbassare mai la guardia. Il rischio di recidiva del male per alcuni di loro è ancora elevato.
Due giorni prima dell’arrivo in Italia della delegazione del Budimex, Ionut, anni 10, si è spento per un improvviso e fortissimo attacco di cuore.
Si commuove la dr.ssa Andreea Gheorghica al ricordo suo e di tutti quelli che in questi anni ha “salutato”. Bambini spesso soli, abbandonati in ospedale, o con situazioni familiari tragiche.
Lei per molti di loro era quella mamma che non hanno avuto, quel sorriso sempre presente, quell’essere portatrice di tante piccole attenzioni, per noi scontate, per questi bimbi merce rara.
Oggi lei ha un nuovo sogno: “abbiamo visto un letto che permette con una sorta di tenda di rendere l’ambiente sterile. Così facendo potremmo curare ancora più bambini”.
Purtroppo anche in questo caso l’ospedale non ha i fondi per acquistare nulla.
Altre volte arrivano invece risposte indegne.
Come quella che compare su un piccolo quotidiano indipendente, di quelli che stanno nascendo anche in Romania cercando di portare “la vera verità dei fatti”.
Il sindaco di un paese rifiuta di aiutare la famiglia di uno dei “nostri” piccoli del Budimex dichiarando che “essendo malato di cancro è inutile spendere dei soldi”.
“Bisogna poi fare i conti con la crisi che sta toccando il paese” aggiunge la dr.ssa Gheorghica. “Gli stipendi statali sono stati tagliati del 25% mentre l’iva è aumentata. Vuol dire che si va a fare la spesa coi prezzi dell’Italia ma con uno stipendio che ad esempio per il dr. Scurtu, che è primario, è di poco meno di 800 euro al mese. Questo ha creato una fuga del personale specializzato all’estero. Infermiere in Italia, medici in Francia e Spagna”.
“E pochi eroi, che ancora ci credono”, aggiunge Frassi, “fissi al Budimex”.
Alla Prometeo, oltre che la richiesta di dare un aiuto per il lettino sterile, sono stati “affidati idealmente” altri bambini. Una decina in tutto i nuovi casi bisognosi, al fronte di 50 nuovi ingressi annui al Budimex.
Tra questi una piccola di sei mesi ed un bimbo down di 13 anni, ma che fisicamente “ne dimostra non più di 8”.
Insieme a loro sono state consegnate le relazioni di aggiornamento dei bimbi presi in carico con alcune nuove fotografie.
Alcuni bimbi posano raggianti mostrando all’obbiettivo le scarpine nuove o i giochi ricevuti dalla “delegatio italiana”: “si sono tutti raccomandati di salutarvi, di ringraziarvi, ma soprattutto di ricordarvi che anche quest’anno vi aspettano con ansia per San Nicolaus”, aggiunge Andreea, ridendo.
Patricia è forse l’immagine che più di tutte riassume gli esiti del progetto.
“La affidammo a Prometeo che era uno scricciolo a tal punto che la giovane madre la metteva nel passeggino delle bambole, non avendo altro per portarla in giro. Oggi è cresciuta, è una bellissima ragazza, i capelli sono lunghi, ed è sulla via di una guarigione che pensiamo possa essere definitiva”.
 
 
NOTA:
ricordiamo che solo tre giorni è partito un nuovo container zeppo di regali, abiti estivi e quant’altro per i bimbi. Grazie a chi ha reso possibile tutto ciò: VOI!
Noi, siamo solo un tramite.
  
Per fare una adozione a distanza:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=1&ip=2&iv=2&im=72
 
Oppure, aiutaci così:
t-shirt solidali progetto Budimex 2010:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=6&ip=163&iv=163&im=203

libri solidali:
http://www.associazioneprometeo.org/pilot.php?action=new_pg&cl=6&ip=163&iv=163&im=164

t-shirts prometeo
\

I NOSTRI ANGELI.
Ciao a tutti e buona settimana.
Grazie davvero per le cartoline che ci mandate (dite ai bambini che Flipper poi ne è entusiasta!). Fa piacere anche che malgrado le ferie (vostre, perché noi quest’anno non si chiude, sigh….) continuiate a seguirci così numerosi.
Finalmente vi presento il secondo bimbo adottato grazie a voi (ed a Flipper con la sua idea delle maglie). Anche in questo caso mi attengo alla relazione originale, a quel linguaggio che si sforza “professionale” pur davanti ad una storia così. Storia che non è di questo mondo, che non riesco a concepire. La storia di un bimbo che non ha nulla e che guarda i giocattoli degli altri bambini, sconfitto tra le braccia della propria madre.
Prometto che grazie a voi, entro fine mese, di giocattoli (ma non solo) né riceverà così tanti da dimenticarsi il fatto di non averli mai avuti prima……
Ora andiamo a leggere per conoscerlo:
 flip 1
<< Nome: Stefan Iulian Daniel – Data di nascita: 23 Aprile 2003
A Iulian è stata diagnosticata la leucemia due settimane fa. Sia il bambino che la madre sono ancora sotto shock, non capendo cosa sta capitando né cosa li aspetterà. La madre poi è allo stremo delle sue forze. Non riesce a mangiare, a parlare e nemmeno a piangere. Iulian proviene da una famiglia molto povera e numerosa. Ha infatti altri 4 fratelli (due maschi e due femmine: Costel, 13 anni, Florin 8, Mirela 6 e infine Elena, di 2) e nessuno in famiglia attualmente lavora. La sua malattia ha trovato la famiglia completamente impreparata. Lui è sempre stato un bambino molto sano ma nel giro di pochissimo la sua vita è cambiata. Ha avuto la febbre per alcuni giorni, ha perso l’appetito ed era spesso assonnato. Per i genitori si poteva trattare di influenza o di una qualsiasi malattia legata ai bambini. Fino a quando la febbre non è salita così tanto da dover chiamare l’ambulanza per farlo ricoverare. Il suo corpo però non reagiva al trattamento ed i medici hanno quindi fatto delle analisi più approfondite.
Fino a fornire la diagnosi definitiva:
Leucemia. E’ entrato in ospedale accompagnato da sua madre, senza soldi, senza pigiama, senza giochi. Attualmente è in cura, giorno per giorno, con dei farmaci citostatici e con il trattamento ad essi collegato. Sua madre è terrorizzata.
Il bimbo vorrebbe mangiare qualcosa di diverso dal cibo fornito dall’ospedale. Inoltre fa molto caldo ed ha bisogno di bere molti liquidi (specialmente acqua minerale). Ma tutto questo è impossibile farglielo avere. Alcuni genitori di altri bimbi offrono quel poco che hanno al bambino, ma per la madre di Iulian la cosa è molto imbarazzante.
Più di questo però a preoccupare realmente è la prospettiva di acquistare dei medicinali: la madre ha saputo da altri pazienti che spesso i genitori devono comprare le terapie per i propri figli: allo stato attuale delle cose, per la famiglia è impossibile pensare di trovare i soldi per comprare i medicinali e questo fa sentire la donna in colpa (è una donna umile, semplice, senza scolarità, senza denaro, ma con tantissima fede in Dio).
Iulian è molto spaventato e soffre tantissimo. Rifiuta la compagnia degli altri e vuole stare solo tra le braccia della propria madre. Guarda spesso i giocattoli degli altri bambini ma non ha la forza né il coraggio di chiederli.
Tutto è così diverso: troppa sofferenza, troppa malattia per un bimbo solo e così piccolo.>>
 
Non serve aggiungere altro. Se non quel pizzico di orgoglio che arriva dai risultati che, grazie al vostro aiuto, anche in questo campo siamo riusciti a realizzare.
Un abbraccio forte,
Max e Flip

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder

Nella relazione sulla bimba rumena che ho messo ieri, quella che come blog abbiamo adottato, c’era un passaggio, che avevo saltato ma che stamani riporto.
Infatti si leggeva “la bambina è così piccola che sta nel passeggino delle bambole”.
Pensavo fosse una frase, per così dire, “ad effetto”, un’efficace metafora per chiarire le sue condizioni. Invece la foto che ho appena ricevuto e che da mezz’ora non mi tolgo dalla testa, mostra la “nostra “piccola proprio seduta dentro al passeggino di una bambola…….
Più tardi metto anche la storia del bambino.

APPUNTI DI VIAGGIO.
Complice il fatto che pure i traduttori sono in ferie (ma sono in ritardo io col mio orologio mentale o è veramente ora di andarsene tutti al mare?! – “sei ritardato tu” Flipper), ieri ho dato un aiuto a tradurre le relazioni arrivateci dalla Romania in..…inglese. Tra tutti i bimbi che ci abbiano mai affidato queste sono le storie che più mi hanno colpito.
Per questo motivo come blog non adottiamo solo un bimbo…..ma ne adottiamo due. Oggi vi riporto la storia della bimba di cui vi parlavo qualche giorno fa e domani la relazione sociale sul bimbo.
Ho deciso di non pubblicare le foto, non questa volta, magari chissà tra un anno quando staranno meglio sarà bello far vedere certi progressi ottenuti grazie al vostro aiuto. Ma oggi no, voglio evitare speculazioni da parte dei soliti quattro avvoltoi, abili nel far sentire il proprio odore di marcio anche dentro un reparto di oncologia pediatrica……
Chi ha preso la maglia di Flipper però (usata per adottarli) se lo vuole riceverà via mail la foto della bimba adottata dal blog (basta che mi mandiate una mail al solito indirizzo).
Di questi piccoli periodicamente racconteremo la storia. Li seguiremo da vicino e promettiamo di non lasciarli soli. Una promessa ed un impegno che danno un senso ancora più grande a questo spazio, partito quasi in sordina e diventato questa splendida realtà. Grande come voi che la frequentate.
Dal cuore in poi………..

LA STORIA DI PATRICIA.
Patricia è nata l’8 agosto del 2006 in una famiglia poverissima. I due genitori (entrambi molto giovani) hanno però accolto con grande gioia la nascita della piccola, sperando che potesse essere di buon auspicio.
A causa di un trauma alla gamba la bambina viene ricoverata in ospedale. Il medico nota subito che al piccola ha dei problemi all’addome che mostra uno sviluppo “anormale”. I test a cui la sottopone non danno adito ad equivoci:la piccola è affetta da cancro. Per questo viene subito mandata al Budimex di Bucarest. Dal mese di giugno la piccola è sotto trattamento farmacologico. La prima terapia è “d’urto” in quanto molto forte proprio per cercare di frenare la diffusione del male. A causa dei farmaci in pochi giorni al bambina “ha perso metà del suo peso”. Attualmente “all’età di 11 mesi pesa quanto un neonato”.
Fortunatamente, dalla relazione che abbiamo ricevuto, apprendiamo che la piccola ha vicino a sé la giovane madre che si mostra ai suoi occhi molto forte. “La madre davanti a lei ha un atteggiamento molto positivo, da brava attrice,” e le regala “in continuazione sorrisi ed attenzioni”.
Per Patricia si prevedono tempi lunghi e difficili, essendo all’inizio di un percorso terapeutico che non sarà certo darei più semplici.
verdirosi dimenticati
Ecco, questa in dettaglio la storia della nostra piccolina. Come spesso diciamo si sapeva che la strada scelta non sarebbe stata facile, ma questa è l’unica che vogliamo percorrere.
E così, anche se è tempo di vacanze, in un periodo in cui il 70% di voi se ne sta (giustamente) con la pancia all’aria da qualche parte del mondo, trovo giusto non aspettare settembre, ma parlarne subito, sapendo comunque di poter contare lo stesso su di voi che continuate a seguirci. Anche perché il male in ferie non ci va, anzi, aspetta solo che abbassiamo la guardia per farsi sentire.
Oggi diamo il benvenuto a Patricia, domani ad un bimbo che, leggo sul report appena tradotto, “non ha giocattoli e guarda, dalle braccia della mamma i giochi degli altri bambini”…………….
 
bimba jail
A proposito di ferie: grazie di cuore a tutti gli amici del blog che in spiaggia, anche per quest’anno fanno i gruppi di “ascolto” del blog. Inutile nominare le decine di gruppi “Flipper fans” sparsi per la penisola (siete malati! – lasciatevelo dire….), che dopo il bagno ed il sole prima dell’aperitivo si collegano in spiaggia al blog.
Forti davvero.
Un grazie globale quindi a:
Cesenatico, Rimini (una marea!), Ravenna e Lido di Jesolo (idem), Savona, Ostia, Napoli (sempre grandi!), e giù fino alla splendida Sicilia. Un discorso a parte x gli amici della Sardegna, da quest’anno numerosissimi. Grazie davvero a voi ed alla vostra splendida terra.
 
“Malati?! Malato tu!”
Grandiiii e buongustai. Bravi portatemi in spiaggia e leggetemi. Così lo obbligate a lavorare anche adesso e a NON chiudere il blog per ferie come voleva fare. Tz. Bacioni e bacioni dalle Alpi alle Piramidi e grazie ai bimbi che mi mandano le cartoline. Prometto che dove c’è la possibilità rispondo a tutti. Ciaoooo
Flipper
p.s.: e guai a voi se in spiaggia non ci andate con la mia maglia.!!!!!
p.p.s.: discorso a parte per “Ciop1 e Ciop2” ( i nomi non sono quelli ma i diretti interessati capiscono, vero?!) che devono passare qualche giorno ancora in ospedale a XXX. Non dico altro ma so che il mio messaggio vi arriva insieme chissà magari ad una mia sorpresa che il mio amico postino forse sta già portandovi 😉 .
Coraggio, un po’ di pazienza, che poi vi aspetta una bella vacanza e poi pensate a me che devo stare tutta l’estate con uno che non mangia i ghiaccioli.
Bacioni, siete voi i numeri uno!!!!!!!

flip 1

“LA VITA E’ UN DONO”. IL CUORE DI PROMETEO PER I BAMBINI MALATI DELLA ROMANIA.
Si è appena concluso il viaggio in Romania degli operatori dell’Associazione Prometeo per portare gli aiuti raccolti tra le famiglie della nostra provincia, a favore dei bimbi malati di cancro di Bucarest, in occasione di San Nicola, l’equivalente di Santa Lucia per i bimbi rumeni. Questo il resoconto del viaggio di solidarietà.
 

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder

 
Dicembre 2006
C’è un disegno appeso ad una parete. E’ fatto da una bambina di cinque anni. Al centro il suo ritratto, attorniato da un sole e da piccole nuvole.
Sia il sole che le nubi hanno gli occhi e la bocca. Sia il sole che le nubi piangono e le gocce di pianto vanno a finire in un unico grande lago, generato dai due fiumi di lacrime che sgorgano dagli occhi della bimba stessa.
Siamo nel reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale Budimex di Bucarest e se c’è un disegno che ben traduce quello che qui si vive è proprio questo. Un fiume di sofferenza, a tratti inarginabile, percorre i corridoi e le misere stanze, dentro le quali piccoli angeli trascorrono, spesso in attesa della morte, la loro mai consumata infanzia.
Ci troviamo per farci un dono. Regalare a noi stessi l’occasione di un secondo Natale, prima ancora che arrivi il primo.
Siamo qui per fare il pieno di gioia. Di felicità. Che a dirlo così sembrerebbe quasi paradossale, visto che è di morte e di sofferenza che ho appena parlato.
Eppure basta poco. Un soffio di vita. Un cuore sincero. Un sorriso, bene quanto mai raro da queste parti, per riaccendere la speranza ed il viso di un bambino.
Maria ha solo 5 mesi ed un tumore al braccio sinistro, che risulta visibilmente meno sviluppato dell’altro.
Purtroppo a detta dei medici che la seguono, reagisce molto male alle chemioterapie ed è difficile riuscire a frenare le frequenti emorragie.
“Se continua così bisognerà amputare” dice sconsolata un’infermiera, mentre la piccola ciondola in piedi nel suo triste lettino. E con l’altro braccio, quello sano, afferra il peluche che i volontari di Prometeo, insieme a molti altri doni, le hanno portato.
Prende l’orsetto e ride felice per questo nuovo compagno di giochi, che avrà il non facile compito di aiutarla a placare il dolore. Suo e di chi le sta accanto.
Adriana ha un anno e mezzo. Anche in questo caso la cartella clinica è di quelle che fanno male anche solo a leggerle. Si spera sempre che i bambini possano essere immuni da tanto dolore e si scopre, ogni giorno, che forse dal dolore ne sono i più colpiti. Facile farlo quando si è così disarmati, ma certi dolori, si sa, sono codardi e solo accanendosi sugli indifesi si illudono di essere un po’ più forti.
Adriana non si stacca dalla gonna della volontaria di Prometeo che le ha portato un cesto pieno di regali. Non sono le bambole però quello a cui aspira e nemmeno le vestine nuove. Bensì le caramelle, normalissime caramelle di zucchero dalla carta colorata, di quelle che i nostri bambini hanno a disposizione in quantità industriale e che per lei, invece, sono merce rara, un regalo prezioso, da cullare tra le mani prima di fare un regalo al proprio palato. Mangiandole lentamente, così “durano più a lungo”.
Ivan ha tredici anni. Tra qualche giorno tornerà a casa e verrà qui, periodicamente, in regime di day hospital per le cure necessarie. Ivan ha un tumore alla pancia. La matrigna ha attrezzato una stanza apposta per lui ed ora sta cercando i soldi per poter acquistare una stufa. Poiché quando la temperatura scende, tocca anche i meno venti gradi sotto lo zero e lui ha le difese immunitarie troppo basse per poter essere curato in un ambiente non adeguatamente riscaldato.
La cosa che colpisce di più è che incontrando storie di miseria, morale o economica, portate agli eccessi, ci si aspetterebbe di essere perlomeno in un qualche stato africano, di quelli volutamente dimenticati dal Nord del mondo. Invece siamo in centro Europa, in una nazione che peraltro tra pochi giorni farà ufficialmente parte della Comunità Europea.
Chissà cosa cambierà per Andreea, giovane ragazza madre che ha portato in braccio per cinque ore dentro un treno proveniente da un’altra epoca, il proprio bimbo di 2 anni. E’ arrivata fino a qui solo per aver una ricetta medica con la quale una volta tornata nel paesello d’origine si recherà alla locale farmacia. Con la speranza, per ora fatta più di incertezze che di altro, che possa ritirare i farmaci antidolorifici per il proprio bimbo. La cui sorte, irreversibilmente segnata, lo vedrà forse morire tra implacabili dolori.
Eppure lo stesso bimbo, stremato dal viaggio e dal male, ci regala un sorriso fatto di vita, quando vede tra i doni che gli vengono portati, una macchinina rossa. Di quelle che solitamente vincono i premi sui circuiti internazionali e che qui in scala ridotta vince forse la gara più bella, quella che la porta dritta al cuore di un bambino sconfitto dal dolore, donandogli gioia.
Proprio ieri prima della “delegatio italiana” in ospedale sono passati alcuni rappresentanti del Lion’s club di Bucarest. Armati di fotocamera hanno immortalato i loro volti rinfrescati dal lifting al fianco dei bimbi moribondi, quindi hanno lasciato un generoso sacchetto e se ne sono andati. Quando il medico ha tolto le 4 banane ed i 4 mandaranci portati in dono per i quasi cinquanta bimbi ricoverati, ammette di essersi messo a piangere. Poiché vi sono vari modi di abusare un bambino. Basta poco. Tanto quanto 4 mandaranci e 4 banane. Nel frattempo ci avvisano pure che è previsto l’arrivo di un tir pieno di copriwater. A Natale si sa sono tutti più generosi.
I bimbi che riescono a stare in piedi aspettano le volontarie di Prometeo nella stanza dei giochi. L’operatrice rumena da noi ingaggiata metterà in scena alcune favole, vestendosi a tratti da Grillo Parlante ed a tratti improvvisandosi direttrice d’orchestra, mentre le loro flebili voci ci omaggiano di canzoni natalizie.
Appesi alle pareti altri disegni. Ogni bimbo si è coperto la mano di vernice ed ha lasciato il segno di una sua presenza. Tra questi Marius, anni 4, abbandonato dal padre in ospedale dopo che il medico gli aveva diagnosticato la leucemia ed in ospedale morto, di notte, quando il dolore fa ancora più paura e la solitudine diventa invincibile. Di lui resta una manina, rosso fuoco, su di una parete d’ospedale. Strani modi ha Dio di reclutare i propri Angeli.
All’uscita dopo l’ultimo commosso saluto e la rinnovata promessa di non lasciarli soli un manifesto obbliga un ultimo momento di riflessione.
Un bimbo, apparentemente cicciottello, in realtà gonfio per le terapie sorride debolmente all’obbiettivo.
Sotto di lui la scritta, cinica quanto reale, dice “ce te faci cand vei fi mare?”, “cosa farai da grande?”.
Fuori il buio della sera rende la città ancora più triste.
Il tombino si alza ed uno scricciolo di 5 forse 6 anni esce a caccia di cibo. Sopra di lui, in netto contrasto con la sua realtà di bimbo di strada, le luminarie natalizie festeggiano l’imminente arrivo della Comunità Europea, con tutte le stelle delle varie nazioni che ad intermittenza si accendono e si spengono.
Il volo per casa parte in ritardo, per la forte nebbia, che avvolge il mondo intorno, regalando l’illusione che tanta sofferenza, in realtà, non sia mai esistita.
 
Massimiliano Frassi
 Presidente Prometeo
 
 Budimex
………………..
 
 
Come aiutare.
I bambini dell’ospedale Budimex possono essere aiutati adottandoli a distanza grazie al progetto promosso dall’Associazione Prometeo Onlus di Gorle (Bg).
Bastano poco meno di dieci euro al mese per garantire l’assistenza di uno dei piccoli ospiti. Per ulteriori informazioni: Tel. & Fax: 0364 880593 oppure www.associazioneprometeo.org .
 
bambini delle fogne di bucarest nuova copertina
Esce il 18 dicembre sia in libreria che in edicola la nuova versione del libro di Massimiliano Frassi “I bambini delle fogne di Bucarest”, edizioni Ferrari. La nuova versione, riveduta ed aggiornata è legata al progetto di assistenza dei bimbi del Budimex. “I bambini delle fogne di Bucarest” è stato un vero e proprio caso editoriale superando le centomila copie vendute in Italia ed in Svizzera dalla sua prima edizione. Un nuovo libro di Frassi, interamente dedicato al tema della pedofilia, è previsto per il 2007.
 
………………..
Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe