Archivi per la categoria ‘padre abusante’

La festa del papà.

 

libro di Massimiliano Frassi Perchè nessuno mi crede
Si avvicina una festa che per i “nostri” bimbi, vittima di abusi in famiglia, è un vero e proprio incubo: la festa del papà. Non ho mai riflettuto su questa cosa, così semplice in effetti, fino a quando non ho incrociato la mia vita con Stella e la sua mamma. La loro storia, la storia di questa bimba che a scuola di fare un lavoretto per il suo papà “proprio non ne voleva sapere” dato che lo stesso la abusava dall’età di sei anni, mi ha fatto vedere il tutto con un’ottica diversa. Ecco perché non mi indigno se in alcune scuole (e non certo per favorire le coppie gay, come chi vuole speculare, ha scritto) tale festa viene ridimensionata, o in parte modificata. Anzi. Lo trovo corretto. Per tutti i “nostri” bambini. Ma anche “solo” per quei bimbi che il papà l’hanno perso.
Se solo imparassimo a guardare negli occhi della sofferenza, forse certe dinamiche ci sarebbero più chiare ed agiremmo tutti con maggiore sensibilità.

Dalla pagina Facebook.
A cura di Blog staff.

 

Vittima. Una bimba di 4 anni, forse molestata dal papà.

Nuovo caso di presunti abusi dalla provincia vicentina.
Vittima. Una bimba di 4 anni, forse molestata dal papà.
La piccola, con il suo linguaggio, ha raccontato quei “brutti giochi” che il papà le doveva fare e la mamma, non ha perso tempo chiedendo aiuto e segnalando la cosa.
La bimba è stata sentita in incidente probatorio e ora le indagini continuano.

Quando ad abusare \uc0\u8730 \’ae “Pap\u8730 \’86”.

padre abusante

CINICO BLOG.
Papà del giorno – numero 1.
 
D’accordo ci saranno pure le intercettazioni ambientali (audio e video) e quello che si vedrà fa venire la pelle d’oca al 90% di chi passa da questo blog. Però…però se avessimo capito male? Se fossero dei “modelli educativi”? Se le cose che un “padre” (chiedo scusa ai papà in ascolto) ha fatto al proprio bimbo di 5 anni a Reggio Emilia, nella stanza denominata dagli inquirenti, non a caso, stanza degli “orrori”, fossero state fatte per “farlo crescere meglio”? E se poi scopriamo che aveva delle foto pedopornografiche perché non pensare che fossero per poter poi meglio educare il proprio bambino? O per fare una ricerca?
No, non ho preso un colpo di sole (le vacanze le ho già dimenticate). Semplicemente ho provato ad analizzare la notizia di oggi (padre arrestato a Reggio Emilia per abusi sul figlio di 5 anni, abusi certificati, se così si può dire, dalle intercettazioni ambientali) con il linguaggio opposto a quello di questo blog. Indossando panni, che, lo ammetto, mi hanno fatto venire il voltastomaco.
Così come l’idea che le parole del bimbo dette alla maestra d’asilo, “il papà mi fa male”, unite ad un chiaro atto in cui imitava le violenze subite, non sarebbero servite a molto senza le intercettazioni. Grazie al disabile lavoro delle solita marmaglia di larve umane e dei loro psicotici complici.
 
Papà del giorno – numero 2: dopo Reggio, Parma.
Partiamo da lui:
di origini tunisine, in Italia da più di 20 anni, bravo operaio ligio al dovere, perfettamente integrato, con un comportamento sociale definito “irreprensibile”.
Fuori casa.
Dentro quelle mura invece padre padrone, marito violento, abusante.
La moglie l’ha denunciato dopo che il bimbo più piccolo (ne ha 4) è finito all’ospedale  per le botte prese dal padre, con ben 25 giorni di prognosi.
E così ha trovato al forza di raccontare tutto:
che i bimbi stavano chiusi al buio per ore, senza poter andare al bagno, in una stanza caldissima.
Che dovevano studiare, sempre per ore, fermi in piedi.
Che venivano picchiati e minacciati.
Non gli dava da mangiare né da bere.
La donna veniva presa poi a pugni, strozzata fino allo sfinimento (anche durante la gravidanza) e se non accettava di avere rapporti sessuali, l’uomo minacciava di stuprare uno dei bimbi più piccoli.
L’uomo ora è in carcere. Ci auguriamo tutti ci rimanga per molto tempo e che la donna (coi suoi figli) possa ricevere quel aiuto fino ad oggi negato, grazie alla consueta cecità del mondo esterno, alle malate mura domestiche.
\

Quando ad abusare è “Papà”.

padre abusante

CINICO BLOG.
Papà del giorno – numero 1.
 
D’accordo ci saranno pure le intercettazioni ambientali (audio e video) e quello che si vedrà fa venire la pelle d’oca al 90% di chi passa da questo blog. Però…però se avessimo capito male? Se fossero dei “modelli educativi”? Se le cose che un “padre” (chiedo scusa ai papà in ascolto) ha fatto al proprio bimbo di 5 anni a Reggio Emilia, nella stanza denominata dagli inquirenti, non a caso, stanza degli “orrori”, fossero state fatte per “farlo crescere meglio”? E se poi scopriamo che aveva delle foto pedopornografiche perché non pensare che fossero per poter poi meglio educare il proprio bambino? O per fare una ricerca?
No, non ho preso un colpo di sole (le vacanze le ho già dimenticate). Semplicemente ho provato ad analizzare la notizia di oggi (padre arrestato a Reggio Emilia per abusi sul figlio di 5 anni, abusi certificati, se così si può dire, dalle intercettazioni ambientali) con il linguaggio opposto a quello di questo blog. Indossando panni, che, lo ammetto, mi hanno fatto venire il voltastomaco.
Così come l’idea che le parole del bimbo dette alla maestra d’asilo, “il papà mi fa male”, unite ad un chiaro atto in cui imitava le violenze subite, non sarebbero servite a molto senza le intercettazioni. Grazie al disabile lavoro delle solita marmaglia di larve umane e dei loro psicotici complici.
 
Papà del giorno – numero 2: dopo Reggio, Parma.
Partiamo da lui:
di origini tunisine, in Italia da più di 20 anni, bravo operaio ligio al dovere, perfettamente integrato, con un comportamento sociale definito “irreprensibile”.
Fuori casa.
Dentro quelle mura invece padre padrone, marito violento, abusante.
La moglie l’ha denunciato dopo che il bimbo più piccolo (ne ha 4) è finito all’ospedale  per le botte prese dal padre, con ben 25 giorni di prognosi.
E così ha trovato al forza di raccontare tutto:
che i bimbi stavano chiusi al buio per ore, senza poter andare al bagno, in una stanza caldissima.
Che dovevano studiare, sempre per ore, fermi in piedi.
Che venivano picchiati e minacciati.
Non gli dava da mangiare né da bere.
La donna veniva presa poi a pugni, strozzata fino allo sfinimento (anche durante la gravidanza) e se non accettava di avere rapporti sessuali, l’uomo minacciava di stuprare uno dei bimbi più piccoli.
L’uomo ora è in carcere. Ci auguriamo tutti ci rimanga per molto tempo e che la donna (coi suoi figli) possa ricevere quel aiuto fino ad oggi negato, grazie alla consueta cecità del mondo esterno, alle malate mura domestiche.

Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe