Archivi per la categoria ‘padre shay cullen’

Si apre con una intervista esclusiva di Massimiliano Frassi a padre Shay Cullen (fondatore di Preda candidato al Premio Nobel, da 35 anni impegnato in prima persona nelle Filippine a contrastare il turismo sessuale), il nuovo sito della Associazione Prometeo, da oggi on-line con una nuova veste grafica e molti nuovi interventi inediti:
Visitatelo e mettetelo nella home page del vostro pc:
PADRE SHAY CULLEN E MAX FRASSI
INTERVISTA ESCLUSIVA
 
L’INFANZIA AI BAMBINI – Massimiliano Frassi incontra padre Shay Cullen, candidato al Premio Nobel, missionario cattolico da anni impegnato in prima linea nel recupero dei bambini abusati.
 
C’è una guerra che sembra non avere mai fine. Non esistono tregue, tantomeno trattati di pace. Al contrario, ogni giorno cresce, per numero di vittime e dispiegamenti di forze che quelle vittime fanno aumentare.
Per fortuna però che ci sono uomini che quella guerra, con grossi sacrifici personali, ogni giorno cercano di contrastare. E anche quando la lotta sembra impari, Davide trionfa sempre su Golia, restituendo al mondo il sorriso di un’infanzia sempre più oltraggiata.
Uno di questi uomini siede oggi davanti a me, sorseggiando un bicchiere d’acqua, in una calda giornata autunnale.
E’ di passaggio da Bergamo per un giro di conferenze che lo sta portando in giro per l’Europa. Padre Shay Cullen, questo il suo nome, ha 63 anni e da 35 circa si occupa di lotta alla pedofilia, grazie alla Fondazione Preda (www.preda.org) da lui creata.
Nato in Irlanda ultimogenito in una famiglia di sette figli, è entrato giovane in seminario per formarsi poi direttamente sulla strada, a contatto con i più poveri, i più indifesi. Approda nelle Filippine per la prima volta nel 1969 come missionario, salvo tornarci successivamente in pianta stabile nel 1972, dopo un breve rientro in patria “per schiarirsi le idee” ed una altrettanto breve ma significativa esperienza a Calcutta, al fianco di Madre Teresa. 
E’ la seconda volta che io e padre Shay ci incontriamo. La prima fu in occasione della scrittura del mio libro “Predatori di bambini” dove per bilanciare troppi brutti esempi che ogni giorno fuoriuscivano dalle cronache, incontrai sacerdoti come lui, impegnati in prima persona a difendere i bambini.
Questo nostro incontro parte proprio da allora.
D: L’ultima volta che ci siamo visti mi dicesti che le uniche persone che non si lamentavano di te erano i tuoi vicini, “molto tranquilli a cui non avevamo mai dato fastidio”. Alludendo così al fatto che la tua comunità sorge vicino ad un cimitero e che i vicini quindi sono i morti che lì vi riposano….
R: “Il crimine più grosso che si possa commettere a danno dei bambini abusati è proprio il silenzio, un crimine che replica quell’abuso, rendendolo se possibile ancora più forte.
Quando decisi di stabilirmi nelle Filippine era ancora in corso la guerra del Viet-Nam e molte erano le basi di marines americani che erano dislocate lì. Il loro unico passatempo era quello di trascorrere le serate nei bordelli dove ragazze e ragazzi sempre più giovani venivano venduti loro.
Questo fece nascere da parte dei racket malavitosi l’interesse verso questo business che ha visto negli anni a seguire mettere sul mercato del sesso bambini anche di pochi anni d’età, da vendere a pedofili senza scrupoli, che ieri come oggi raggiungono a frotte anche le Filippine.
E’ chiaro che quando abbiamo cominciato a squarciare il velo dell’omertà, a denunciare, a far finire in carcere molti delinquenti, ad andare contro interessi miliardari, gli unici a poterci tollerare, paradossalmente, erano come hai ricordato tu, proprio i nostri vicini di casa: i defunti.”
D: Parlaci meglio di Preda, acronimo di People’s recovery empowerment development assistance, il cui motto è “l’infanzia ai bambini”. Quando è nata e cosa fa nello specifico?
R: “Preda nasce nel 1974 ad Olongapo city, una cittadina a nord di Manila dove ancora oggi ho la mia base operativa. Nasce per dare un aiuto diretto ai bambini schiavi del sesso e della droga, ai piccoli abbandonati nelle strade o rinchiusi nei bordelli, rapiti ai loro genitori o dagli stessi venduti per pochi dollari.
Raccogliere queste anime, dare loro una casa, una famiglia, un’ istruzione è oggi più che mai l’unica alternativa ai racket malavitosi che li sfruttano.
Oltre al loro benessere il compito primario di Preda è far arrivare alla gente di ogni parte del mondo, a Manila come nella tua città, che chi abusa i bambini va severamente punito tanto quanto chi li protegge e che il silenzio che tacita l’abuso va combattuto con ogni forza.”
Ricordo un filmato che padre Shay mi mostrò. Un gruppo di bambine, la più piccola di pochi anni d’età, entravano tenendosi per mano in una stanza, accompagnate dalle suore e dagli operatori di Preda. Quindi si riunivano in cerchio guardando il muro ed incominciavano ad urlare. Alcune andavano avanti per una lunga infinita sequenza di minuti che sembrava non avere mai fine.

R: ………….CONTINUA SUL SITO DI PROMETEO……..

manila blog pedofilia
A breve nel blog:
mia intervista esclusiva a Padre Shay Cullen, il missionario cattolico di cui parlo nel mio ultimo libro e che si occupa di bambini abusati nelle Filippine, nei prossimi giorni in Italia.
Come usare il Blog
Libri
libro nero pedofilia
ho conosciuto un angelo
bambini bucarest
adesivo
prometeo

Per non dimenticare Tommaso Onofri

Tommy

Archivio
Powered by AtSafe